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10 febbraio 2006

L'era della privatizzazione e dei debitori

Sentiamo parlare spesso di privatizzazione, soprattutto nelle dichiarazioni di “certe” associazioni e di pappagalli che si accreditano esperti e operatori dell’alta finanza.
Ma cosa accade in un’operazione di privatizzazione?
Nella maggior parte dei casi, una società non dispone dei mezzi finanziari necessari per acquisire un’azienda o il capitale di maggioranza di una società, così si rivolge a dei finanziatori, a delle banche, o meglio a grandi banche d’affari estere. Il prestito viene erogato prendendo come garanzia il capitale della società da scalare, il suo patrimonio o la sua capacità di credito. Viene presentato un progetto industriale, un piano finanziario che deve indicare le ragioni “economiche e imprenditoriali” dell’operazione , firmato e controfirmato dagli “esperti” e dalla società di revisione, e questo a quanto pare basterebbe a giustificare la correttezza e la ragionevolezza della scalata. Questo progetto dice che “Io società voglio comprare la Telecom, per questo chiedo a voi un finanziamento, e dopo la fusione il prestito lo restituisce la Telecom stessa”: questo è lo schema dell’operazione. L’acquisizione, e in questo caso la privatizzazione, non crea capitale nuovo per un’azienda, anzi l’azienda inglobata verrà indebitata per restituire i soldi, il suo patrimonio verrà smembrato e venduto, o ancora interi rami d’azienda verranno scorporate, la liquidità in cassa rubata. Imprese economicamente sane, vengono colpite per nutrirsi da loro come parassiti.
È ciò che accaduto nel caso Telecom, ed è ciò che accade adesso nell’acquisizione di raffinerie oppure di centrali elettriche.
È un sistema in cui i due soggetti – chi vende e chi compra – si scambiano i ruoli: alla fine paga chi è comprato, ed è questo che è successo con tutte le privatizzazioni. Chi ha guadagnato dalle privatizzazioni sono le grandi banche d’affari straniere.
In passato i ladroni erano i pirati, oggi i poteri si sono riformati nelle organizzazioni dei Buoni, iscritte nelle associazioni internazionali, che additano come nazionalisti, criminali e terroristi chi invece contrasta le privatizzazioni.
Chi lo avrebbe mai detto che saremo arrivati nell'era dei debitori...