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07 febbraio 2006

Rivoluzione Economica nella Repubblica Srpska?La ONG Etleboro all'attacco delle banche centrali nei Balcani.


Oggi, 17 febbraio 2006, alle 11.30 all'interno degli uffici della Etleboro e stato siglato l'accordo tra la ONG Etleboro, amministrata da Michele Altamura, e la associazione Urpps [associazione degli imprenditori serbi, n.d.w.] presieduta dal dott.Vinko Peric.

L'accordo consiste la salvaguardia dell'economia della Repubblica Srpska, che attualmente è pesantemente posseduta dal sistema bancario.
E' stata convenuto che la Etleboro dopo le indagini effettuate da un anno, ritiene di aver trovato la giusta soluzione al problema, sostenendo che sta avvenendo un etnocidio ai danni dei serbi di Bosnia tramite l'emissione del denaro. Da quel momento Etleboro si è impegnata a far arrivare una serie di economisti internazionali, l'impegno è stato mantenuto, riuscendo a coinvolgere l'avvocato Marco Della Luna, autore del libro "Euroschiavi".
Etleboro ha proposto la moneta complementare agganciandosi alla teoria dell'economista Nino Galloni che ha già dato la sua disponibilità a venire a Banja Luka.
Oggi le imprese sono tutte ricattate dal sistema bancario e Michele Altamura non ha escluso l'imminente arrivo di un pool di giovani menti universitari di vari paesi, a sostenere avvocati della Repubblica Srpska e l'aiuto tecnico legislativo per intraprendere una azione di massa legale sulla revisione di molti crediti concessi dalle Banche.
In base alle leggi democratiche, scritte nero su bianco, "in nessun caso un popolo può essere privato dei mezzi di sussistenza". Attualmente la gente fa crediti pagando un tasso dal 12,5% fino al 26% e questa "è una rapina", ha commentato Etleboro.
"Noi ci batteremo con la scienza e l'intelligenza chiamando attorno a noi tutti, veterani, uomini, donne e bambini per sostenere il principio etico del credito".
Il dott. Vinko Peric emozionato ha detto non c'era bisogno del contratto perché questo è un patto di grande civiltà, rispetteremo la nostra parola sostenendo che «se noi non possiamo fare nulla per noi stessi cosa possiamo aspettare che gli altri facciano per noi?».