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10 marzo 2006

La verità su Hassan Mustafa Osama Nasr, detto "Abu Omar"


Nel ‘91 Mustafa viveva in Albania, lavorava presso in due Ong umanitarie, Al Haramain e VakefiT. A quell’epoca in Albania regnava l’anarchia, essere onesti era veramente difficile, tant'è vero che, qualche anno dopo, quasi mezzo consolato Italiano era stato espulso per questioni di "visti".
I Servizi segreti fomentavano piani, tra megalomanie e donnette provenienti dalle montagne, atteggiati a strategie di geopolitica e fantapolitica.
Frequentava un ristorante, l’unico gestito da un Palestinese. Ogni sera, tra una cena e l’altra, innaffiata da un po’ di vino, si parlava di Cia, di Mossad, di Hitler, e , mentre le bottiglie di vino si consumavano, anche la famosa armata Islamica si ingrandiva. Tant’è che "Mike", capocentro della Cia in Albania, captò le dicerie e cominciò a prendere sul serio questa vicenda. Venne formata una piccola cellula all'interno del servizio segreto albanese, che era in contrapposizione con le donnette degli 007 e millantavano un sapere universale e filososie. Tutto questo grazie, naturalmente e immancabilmente, ai dollari con la testa grossa, perchè allora c’erano i vecchi dollari e i nuovi, e gli albanesi non accettavano quelli vecchi.
Mustafa lo chiamavano Abu Omar, perchè aveva un passaporto scaduto, e allora di “Abu Omar” ce n’erano tanti. Solo nel momento in cui decise di sposarsi per ottenere una specie di cittadinanza, decise di dire la sua vera identità. Sua moglie, che ancora oggi aspetta i soldi per quel piccolo negozio che voleva aprire, lo aveva chiamato "inferno", e questo la dice lunga.
Comunque mentre raccontava continuava a dire storie su storie, sempre più assurde e che semmai leggeva da giornali Arabi che arrivavano spesso in Albania, la Al Haramain era occupata a sovvenzionare i fratelli musulmani di Bosnia tramite una raccolta dei fondi,in nome di una terra islamica. Qualcuno si è arricchito, qualcuno ha fatto la cresta, qualcuno millantava sempre di più, mentre tutte le intelligence si occupavano della “fantomatica armata” che era pronta a distruggere il mondo in nome di Allah.
Quando poi, il nostro Abu Omar, cominciò a fare anche concorrenza allo stesso servizio segreto albanese, vendendo sottocosto permessi e documenti , la voce grossa si è fatta sentire: lo hanno preso, e, dopo una caricata di legnate di due giorni, è sparito lasciando due figli con la promessa di 200 $ mensili da inviare tramite Western Union . Dopo essere approdato a Bari, è andato a Roma, a fare la cresta nei cestini delle moschee, trovando lì terreno fertile perché tutti sapevano di lui, e faceva da ponte con i bulli in Albania rivendendo Mercedes usate.
Dopo poco sparisce e lo ritroviamo a Milano in un garage, ed è lì che fa il salto di qualità : dopo gli attentati accreditati agli Islamici e ad Al queda, raccoglie fondi in nome della guerra santa. Stranamente questo personaggio diventa virtuale, e forse qualcuno nelle intelligence fa confusione. Di Abu Omar ce ne sono a centinaia e frettolosamente qualcuno collega molti fatti a lui, approfitt. Molti dicono che sia palestinese, altri dell’ Arabia saudita, addirittura parlerebbe 5 lingue, e la cosa suona un po’ strana. A Tirana Bin Laden aveva costruito due torri gemelle, e il governo, dietro pressioni americane, le aveva sequestrate, oggi sono molto attive quelle torri, ed è molto interessante sapere chi ne sono i proprietari.
Abu Omar in realtà è un reclutatore di poveracci, uno che vende passaporti, e si proclama capo europeo di questa fantomatica armata. Ma credo che i suoi contatti erano solo determinate intelligence. Qualcuno ha ventilato l’ipotesi che il Mossad lo voleva nel sistema palestinese, anche perchè lui aveva molte amicizie con gente che lavorava negli aeroporti, sempre per via dei reclutamenti, una buona pista che non portava a nulla.
Attacco alla torri gemelle....
Qualcuno spolvera vecchi archivi su pressione dei superiori: tutti vengono messi sotto torchio, che ormai sono interamenti spaventati. Naturalmente nella confusione chi legge prende sempre sul serio determinate cose. Scattano così i blizt, e come si fa a dire ai propri superiori che la fonte non è attendibile, o che per ottenerle quelle informazioni si è andati in vacanza con donne e vino? Non si possono dire queste cose, si può essere esonerati dal lavoro, o addirittura rischiare di perdere la bella vita?

Secondo il mio personale punto di vista, non è importante se la Cia abbia fatto un’operazione in Italia, ma che qualcuno sapeva che lui era un idiota, e che non voleva che si sapesse, perchè magari aveva avuto qualcosa in cambio per via della loro fonte "attendibilissima". Insomma qualcuno era andato a rubare nella casa dei ladri.
Considerando che durante il sequestro gli agenti della Cia si sono concessi soggiorni in lussuosi alberghi, io credo che il problema sia un altro, ossia che forse esistono due Servizi Segreti, uno che opera in maniera occulta e l'altra che inscena operazioni per distogliere l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica
Il pasticcio creatosi su questa storia è che chi sapeva ha continuato a sostenere la sua tesi sviando le indagini, mentre gli americani sparavano su tutto quello che si muoveva.
La cosa più strana è che tutti gli uomoni che si sono avvicinati a questa vicenda o sono morti, o sono in carcere, anche "Mike".