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21 marzo 2006

L'accordo etnico

Banja Luka - La ONG “la scelta nostra” ha indetto la prima manifestazione etnica, e con una banda, al ritmo di musica popolare, ha coinvolto con grande successo i serbi della Repubblica Srpska.
Emulate la nostra strategia e diffondetela in tutto il mondo. Dietro le banche ci sono i morti, dietro di noi c’e la storia e l’intelligenza di tutti i nostri antenati. Non deludiamoli” . Ecco le parole del Presidente Dane Cankovic, della "Scelta nostra"ONG, intervistato dalla Etleboro.

D: Sr.Cankovic, questa è la prima volta che una manifestazione è stata portata avanti con una banda che eseguiva la “marcia tradizionale serba”. Questa iniziativa quale successo ha avuto con il popolo?

R:Devo dire veramente eccezionale. Il popolo ci segue molto in questa battaglia, e questo ci ha reso felici, perchè si sentiva la gioia nei loro cuori quando ascoltavano la musica dei nostri bisnonni, che da una diecina di anni è stata corretta.

D: Quali sono le prossime azioni per quanto riguarda la vostra attività?
R: Per quanto riguarda la nostra attività, abbiamo attirato le simpatie dei cittadini di Banja Luka, e anche se non abbiamo pubblicizzato molto la nostra manifestazione attraverso i media, molta gente vi ha partecipato, e dobbiamo dire che ne siamo rimasti molto entusiasti. Proprio per queste ragioni noi continueremo con questa attività anche con più partecipanti. Alla base delle riforme avremo i programmi basati su dei valori culturali e tradizionali.

D: Quali sono gli scopi della vostra ONG, e di che cosa si occupa la vostra associazione?

R: La nostra ONG è stata fondata l’anno scorso. La “nostra scelta” è, possiamo dire, quella della “strada della sovranità serba”, ossia di formare un nostro Stato, che piace al popolo, e che garantisca protezione alla cultura serba, alla nostra intelligenza e gioventù, per le quali i nostri nonni hanno combattuto. Ci hanno costretti ad accettare lo Stato della BIH, in cui nessuno si sente a proprio agio. La nostra ONG, ha lanciato una serie di iniziative per raccogliere le firme e richiedere un referendum in cui i cittadini della Republika Srpska possano liberamente dichiarare se vogliono o meno un’ indipendenza della Republika Srpska dalla BIH. Come risultato abbiamo già raccolto un certo numero di consensi dei cittadini della RS che erano pronti per questa iniziativa. Questo significa che ci stanno dando ragione.

D:Perchè avete lanciato questa iniziativa?
R:Dopo Dayton, da parte della Federazione ancora provengono segnali che dimostrano la sottovalutazione delle istituzioni della RS. Da parte dei bosniaci musulmani esiste sempre il desiderio constante di trasferire i poteri dalle istituzioni della RS a quelle centralizzate in Bosnia Erzegovina, cosa che alla fine mette in dubbio la stessa esistenza della RS, e del popolo Serbo. L’Europa ci insegna che per entrare nel Mercato comunitario bisogna adeguarsi, ma proprio prendendo l’esempio dell’ Italia, possiamo notare che le Regioni hanno un’autorità più grande delle istituzioni centralizzate. Così anche noi desidereremmo avere la proprietà dei nostri soldi che in questo momento vengono posseduti dagli organi centralizzati.

Volendo fare un esempio, un membro del Presidenza della BIH che fa parte dei bosniaci musulmani, Sr. Sulejman Tihic, tempo fa chiese che i simboli della Republika Srpska fossero tolti, proprio ciò che rappresenta la nostra identità, il fatto che siamo Serbi, riconosciuti come popolo costitutivo anche dall’ONU. La richiesta del Sr.Tihic era assolutamente contraria alla carta dei diritti umani della stessa ONU. L’accusa della BIH contro la Federazione Serbia e Montenegro, dinanzi al Tribunale dell’Aja, è illegittima e illegale, perchè non esiste nessuna legge internazionale per questo tipo di processo . Dietro questa accusa, vi è un popolo, che è il popolo Serbo. Con questa accusa il popolo bosniaco musulmano dimostra come un genocidio è stato una scusa per cancellare il popolo Serbo, che agli occhi della comunità internazionale viene mostrato come popolo di mercenari e macellai. Nessuno dice però che presentare un popolo in questo modo è un genocidio vero e proprio, perchè si vuole spegnere la vita di un’etnia. Al mondo è stata data un’ immagine veramente distorta della guerra in Bosnia, in cui musulmani e Croati subivano un numero di vittime almeno di dieci volte superiore, bombardandosi da soli per mostrarsi come vittime, e poi presentare i Serbi come assassini. Il popolo Serbo ha in questa guerra, come nelle altre della storia, subito stragi, stermini e omicidi da parte di persone, non di tutto un popolo. In questo secolo il popolo serbo ha sempre combattuto per gli altri, è ora il momento che faccia qualcosa per se stesso.

D:Nel discorso con la ONG Etleboro si è parlato di un protocollo etico, cosa pensa al riguardo?
R: Anche noi siamo per questa iniziativa, perchè consideriamo che solo in questo modo si possono proteggere i valori di umanità, in cui l’uomo rimarrà uomo con tutte le sue virtù.
Con il processo di globalizzazione, con il mercato unico comunitario, tentano che disintegrare il popolo serbo, non sapendo che proprio uno stabile e moderno Stato Serbo può servire a tutti per l’integrazione e la stabilizzazione dei Balcani. Solo così una regione stabile e integrata può entrare in Europa.
È molto strano che noi dieci anni fa combattevamo contro l’estremismo islamico, e oggi l’America e i suoi alleati attaccano altri paesi con la scusa della guerra contro il terrorismo. A noi sembra che ci difendiamo dai loro attacchi, ma alla fine la colpa è sempre nostra.

D: Avete pianificato nelle vostre prossime attività di organizzarvi da soli oppure unire le vostre forze altre organizzazioni?
R:Per raggiungere i nostri scopi noi collaboreremo con tutti ben volentieri. Vediamo in prospettiva una buona collaborazione con la Etleboro, che può trasmettere le nostre attività a voi in Europa. Sfrutto questa occasione per dire che noi dall’Europa aspettiamo un segnale, sappiamo che il popolo europeo sa apprezzare i nostri valori cristiani, e tutto quello che il popolo Serbo ha dato durante la storia per costruire e difendere l’ Europa, per vederla moderna e libera. Ci auguriamo dunque che sostengano la nostra strada , che ci conduce verso uno scopo di pace e di giustizia per il bene di tutti.

D: Sr.Cankovic, vuole aggiungere qualcosa?
R:Noi siamo Serbi e vogliamo rimanere Serbi. Comunque noi continueremo in ogni momento la raccolta delle firme per l’indipendenza della RS dal BIH, fin quando non raggiungeremo il nostro scopo. Vi sono anche altre azioni che ci riportano ai nostri propri valori tradizionali. Una certa quantità di firme ci basta per affermare che abbiamo diritto di chiedere e di ottenere l’indipendenza. I nostri nonni, i nostri bisnonni combattevano una guerra sanguinaria per avere democrazia e una propria identità. Non lasceremo credere ai nostri politici che loro solo con una firma possono vendere la nostra terra patria.