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17 marzo 2006

Armi di distruzione di massa per nascondere l'Etnocidio

La grande truffa della disinformazione moderna ha inizio con la guerra globale al terrorismo, con il crollo delle Torri Gemelle che ha sconvolto il mondo e ci ha catapultato in una nuova era. Forse non tutti sanno che l’ordine di cattura in capo a Bin Laden e la sua banda è stato comminato per la prima volta dal colonnello Gheddafi , e a farne le spese fu solo la Libia: l’embargo ha causato centinaia di migliaia di vittime, bambini e donne. Siamo di fronte a veri e propri mercenari , direttamente salariati dalle lobbies. E lo stesso discorso può essere fatto per i ribelli ceceni: il governo russo si è sempre preoccupato di ribadire che la strage di Beslan aveva alle spalle un’organizzazione armata collegata agli ambienti di Al Queda.

Nei Balcani, la comunità internazionale ha appoggiato e finanziato i combattenti musulmani, i mujaidin: Alija Izetbegovic è stato nominato Presidente dei musulmani di Bosnia dagli stessi americani , e rifiutandosi di cedere la presidenza di turno nel 92 a Radovan Karadzic, è stato arrestato con l’accusa di odio razziale nel periodo della Jugoslavia. Occorre riflettere sul fatto che oggi si fa una guerra per uno scontro di civiltà, a cui tutti i predicatori stanno inneggiando. I russi stamattina hanno dedicato al nome del Presidente della Jugoslavia Slobodan Milosevic, un viale nel pieno centro di Mosca, con un grande significato strategico. Sorge a questo punto il dubbio atroce che Slobodan Milosevic combatteva proprio questo. La do cumentazione che qui forniamo, è proprio quella che oggi fornisce l’America per portare i popoli allo scontro di civiltà. Quello che ha sconvolto la Serbia, viene oggi combattuto dall’America in prima persona, per salvare il salvabile, per ridurre quanto più possibile le perdite.

Non si poteva condannare Milosevic perchè aveva difeso i Serbi , perchè i fatti e le prove erano così chiare, precise e concordanti sul fatto che un probabile attentato colpirà le truppe americane in Afganistan , oppure in una città europea, che noi abbiamo in altre circostanze indicato. Israele può intervenire anche oggi, perché è pronta a tutti gli effetti, ma ciò sarà necessariamente seguito da un contrattacco, con delle azioni triangolari che porteranno ad un’altra “Pearl Harbor”. Per indurre ad azioni dimostrative di tale entità occorrerà che lo “scontro delle civiltà” sia ai suoi massimi livelli; per fomentare un tale pietismo non serve solo il tacito consenso dell’Italia.