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25 marzo 2006

Un meccanismo diabolico impoverisce le persone


Antonio Miclavez, coautore del libro Euroschiavi, intervistato dalla Etleboro.

D: Come ha avuto inizio la sua passione per lo studio di tali problematiche?
R: Ho da sempre avuto l’impressione dell’esistenza di un meccanismo diabolico che impoveriva le persone nonostante i loro sforzi per vivere degnamente, e rendeva il nostro debito pubblico un pozzo senza fondo. Noi tutti crediamo che paghiamo le tasse per avere in cambio un servizio pubblico, mentre in realtà paghiamo il costo del meccanismo diabolico BOT-Moneta dal nulla. Mi ci sono appassionato e in otto mesi ho tirato giù un libricino che prende come ispirazione i personaggi della “World Disney”, e dunque il caro vecchio Paperone con la sua monetina che lotta contro Rockerduck – il banchiere Rockfellerer. Insomma Walter Disney aveva capito tutto.
Le mie diapositive poi hanno preso parte al progetto di EuroSchiavi, assieme all’avv. Marco della Luna.

D: Secondo lei, a che punto è la diffusione tra la massa del problema del signoraggio?
R: Non so dirle il livello di sensibilizzazione del grande pubblico, ma sicuramente le persone capiscono subito il meccanismo alla base, perché è così semplice e stupido che la comprensione è immediata, basta dire che c’è una truffa che ci impoverisce e ci costringe a pagare le tasse per un debito che abbiamo con noi stessi. Le persone ti ascoltano e ti seguono subito. E la cosa che più mi diverte è pungolare i nostri politici, gli uomini di legge o gli economisti, e vederli cadere senza parole chiedendo cos’è la moneta, cosa invece il debito pubblico. Un direttore di una banca mi rispose una volta che il “pubblico ed il privato” ad un certo livello debbono per forza mischiarsi in un certo qual modo. La massa va solo educata, mentre per i politici la questione è un po’ più complicata.

D: Lei sta seguendo un qualche movimento politico?
R: No, non seguo la politica, e da questo punto di vista propongo sempre di essere apolitici, né di destra e né di sinistra perché in fin dei conti sono la stessa cosa. A dire il vero non ho neanche preso parte ad alcuna proposta che ultimamente è stata sollevata.

D: Ha tuttavia seguito le varie teorie si sono susseguite tra i giuristi e gli economisti?
R: Certo, stimo molto le teorie di De Simone e di Galloni, e la stessa esperienza del Simec, nonostante gli evidenti limiti e difetti che poi hanno portato al suo fallimento, credo che sia storica: la prima moneta complementare in Italia accettata dai cittadini. È stata recentemente proposta una legge del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia che vuole assegnare un reddito di cittadinanza, ma pare non piacere agli imprenditori perché temono poi che nessuno poi voglia lavorare. Io personalmente propongo una moneta complementare elettronica, e l’attribuzione di un “reddito di cittadinanza” virtuale a categorie di lavoratori che svolgono mestieri socialmente utili, a rischio di estinzione o legati alla tradizione di una popolazione. Dunque casalinghe, artigiani, allevatori che utilizzino metodi tradizionali, coltivazioni biologiche. Tale reddito potrà poi essere speso presso dei punti di vendita che sono dotati del software e delle attrezzature necessarie, e che promuoveranno la moneta virtuale in cambio di uno sconto concesso al cliente. Nel momento in cui tale denaro comincerà a circolare più velocemente possono concedere uno sconto sempre più elevato, tale che l’euro verrà messo da parte sempre più.

D: Lei dunque proporrebbe agli imprenditori una valuta complementare elettronica?
R: La mia idea, che ho battezzato Anti-Basilea2, sarebbe quella di creare una centrale operativa che gestisca un database, che metta a disposizione degli imprenditori una quantità di moneta virtuale proporzionata al valore del patrimonio delle aziende. Il mio ORUE, ossia l’euro rovesciato, circolerebbe solo attraverso i computer di cui ciascuna impresa sarà dotata. Poi il costo della gestione della struttura centrale, equiparabile in via di massima ai costi di tipografia di Bankitalia, sarebbe coperto mediante la creazione di una quota aggiuntiva di denaro, non so l’1%. Un sistema molto simile a quello teorizzato da Hitler, che aveva capito bene il trucco del meccanismo, così come Mussolini.

D: Cosa pensa della lotta che Etleboro sta conducendo?
R: Non conosco bene la storia dei Balcani, ma attraverso il vostro blog ho attentamente seguito la vicenda di Milosevic, e ciò che hanno fatto alla Serbia e ai popoli Jugoslavi. Credo sia un ulteriore esempio delle mire egemoniche e spietate degli Stati Uniti e dello stesso Occidente, e quello che hanno fatto ai Balcani sia davvero assurdo: ma perché delegittimare gli Stati e andare ad interferire sul destino di una nazione!

D: Come Lei saprà, la Etleboro ha deciso di emettere una moneta etnica. Cosa pensa di questo progetto?
R: Credo che abbiate coraggio da vendere, non posso che ammirarvi e complimentarmi con la vostra organizzazione, che sta mostrando gran senso pratico e molta intelligenza. Seguirò attentamente il vostro progetto nella speranza di poter portare questa idea anche qui in Italia, anche nei nostri comuni. In bocca al lupo!