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30 aprile 2006

Il giorno dei debiti e dell' inferno cominciando dal Kurks

La testata nucleare che trasportava il Kurks
La nostra Organizzazione, rispettosa dell’alto codice etico, civile e morale che la ispira, ha denunciato apertamente quanto sta accadendo, e sicuramente tutti noi daremo un grande contributo, ma in questa settimana si scateneranno degli eventi di cui abbiamo già avuto modo di parlare nei nostri rapporti.
Nella giornata di domani, l’Iran adotterà come valuta di scambio nelle vendite del greggio l’euro, cosa che costringerà i compatori a disfarsi del biglietto verde per acquistare la nuova moneta accettata nella transazione. Da domani l’America e i suoi dollari cominceranno a perdere il loro valore e i mercati ad affondare con loro. La guerra allo stato attuale è l’unica soluzione. Tutto può essere in gioco, forse oggi stesso un blitz catturerà Mladic per distogliere l’attenzione da quanto sta accadendo, come avevamo anticipato in "Marzo di sangue".

Attaccare l’Iran significa non dare vita alla Cina, la quale sicuramente non resterà lì a guardare mentre l’America o altri per lei le toglieranno i mezzi di sussistenza necessari per vivere. La popolazione cinese è in continuo aumento, contro una sempre più marcata assenza di beni alimentari, di acqua e di energia, che certamente non possono essere ottenute gratuitamente. In questo caso una guerra contro coloro che vogliono minare la sopravvivenza diventerebbe necessaria.
In un discorso choc, pubblicato nel 2003, il Ministro della Difesa cinese Chi Haotian, denuncia come le grande potenze abbiano già deciso il declino della Cina, e per evitare ciò occorre mettere in ginocchio gli Stati Uniti, e distruggere il Giappone con un attacco nucleare.

La Cina dunque piazzerà sul mercato i suoi dollari, accentuandone la svalutazione per forza di cosa obbligata dal forte indebitamento della nazione. Il tracollo finanziario è vicino, e questo spiegherebbe l’esistenza di una proposta di legge del governo che agganci il debito pubblico al dollaro, ed eventi anomali, come dei radar in tilt per consentire il trasferimento di una flotta.

Una guerra prossima, che ha come punto d’origine l’affondamento del Kurks, sommergibile della marina russa, in seguito ad un impatto con un sommergibile americano. In quell’occasione la propaganda dei media lasciò chiaramente intendere che l’equipaggio fosse stato deliberatamente abbandonato per morire poi annegato, dopo l’insuccesso del tentativo di salvataggio.
In realtà non morirono tutti, parte di essi riuscì a salvarsi mediante tute particolari che consentivano una risalita di tre metri al secondo, mentre i corpi ritrovati furono restituiti alle famiglie dopo molto tempo con evidenti ferite d’arma da fuoco. Un altro sottomarino venne inoltre in soccorso, evacuando un generale cinese e due arabi; probabilmente era più piccolo, e non poteva contenere tutti dunque sicuramente avranno promesso di ritornare . Nessuno mai saprà perchè non vi ritornarono.

L’intera vicenda si evolse in maniera davvero drammatica perchè dopo che 8 persone riuscirono ad andare via, coloro che rimasero sul fondo minacciarono di lanciare un missile granit nucleare, se nessuno li avesse soccorsi. Infatti i corpi sono stati ritrovati crivellati di colpi, per cui pare che vi sia stata una vera e propria guerriglia all’interno. Una cosa è certa, quel foro è stato deliberatamente provocato per inondare tutti gli scompartimenti.

La stampa allora dichiarò che i sommergibili russi non erano adeguatamente muniti dei mezzi di salvataggio, mentre in realtà tutti i sottomarini sono equipaggiati dalla società costruttrice inglese Beaufort. È strano il fatto che il sottomarino si trovasse a 90 metri di profondità, e che il corpo era super attrezzato e preparato, forse sarebbero riusciti ad risalire anche con una busta di plastica.

Oggi questo incidente viene classificato come "segreto", e il motivo che si nasconde dietro questa storia è molto strano. Noi crediamo però che quel buco sia stato intenzionale, e che Putin non aveva nessun motivo per non correre in salvo del resto dell’equipaggio. Forse la Russia non voleva che si sapesse che quel sottomarino custodiva un generale cinese e due arabi, e delle strutture sofisticatissime: la loro esistenza andava mantenuta segreta . Speriamo che non ci sia andato qualcun un altro a riprenderli! Secondo la nostra ipotesi, gli americani volevano impossessarsi del sottomarino.