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10 aprile 2006

La mia patria sarà sempre l'Italia


La voce di Etleboro ha raggiunto anche gli Italiani nel mondo. Luigi vive in Australia da 49 anni, ha compiuto 72 anni a marzo ma non ha mai smesso di amare l’Italia. La Etleboro lo ringrazia per la sua testimonianza, porgendo i più cordiali saluti alla sua famiglia e ai suoi nipoti.

Cosa l’ha spinta ad andare in Australia?
A quei tempi erano pochi i lavori che si potevano fare, la mano d’opera era quasi inesistente, io ero giovane, e appena terminata la scuola , si lavorava solo se avevi conoscenze “ai piani alti”, il prete, il maresciallo dei carabinieri, qualche dottore . Credo che in Italia sia sempre stato così, ma non riuscivo ad accettarlo, non sono mai stato capace di usare la diplomazia per raggiungere uno scopo personale. Allora ero già adulto, avevo i miei “vizi”, fumavo, andavo al cinema, ma soldi non c’erano, così saltuariamente facevo qualche lavoro umiliante. Fu allora che dopo molto pensare e grazie ad un annuncio sul giornale, feci la domanda per emigrare ed eccomi qui.

Com’è composta ora la sua famiglia?
Io ho fatto il servizio di leva in Marina, a Genova, ero “Furiere Gambusiere”, cioè il mio lavoro consisteva nel distribuire le dosi di cibo ai marinai, ed ho conosciuto mia moglie mentre andavo a fare le spese quotidiane . Pe non farla lunga, decisi di farla venire in Australia per poi sposarci : abbiamo avuto 4 figli, tutti ora sposati con dei figli, dai quali abbiamo avuto 16 di nipoti.

Cosa significa per lei essere italiano?
Essere italiano per me è un onore, e mantenere alto e sempre onesto il nome dell’Italia è un dovere per tutti, per me in particolare è un sogno poterci ritornare un giorno.

Luigi, qual’è la sua patria?
La mia patria sarà sempre l’Italia.

Quando l’Italia ha vinto i campionati del mondo, come si è sentito ?
Voi non ci crederete, ma c’è una via, in un sobborgo di Melbourne, chiamato Carlton, dove vivono moltissimi italiani, un viale praticamente tutto italiano. Quella sera c’era una baldoria fenomenale e gli italiani urlavano correndo “viva l’Italia, viva l’Italia”.


Vuole dire qualcosa hai politici italiani ?
Avrei tante cose da dire ai politici italiani. Quando li vedo al Tg1 discutere e discutere, tra di loro senza concludere mai niente, avrei voglia di far piazza pulita con un mitra. Costano milioni ai lavoratori italiani – non solo in Italia, ma anche all’estero – che pagano tasse elevate per avere un branco di fannulloni, cha non fanno altro che sistemare i loro interessi e gli interessi di qualche amico industriale, che magari ha versato cospicue somme di denaro durante la campagna elettorale. Bisognerebbe eliminare tutto quel marciume, non so almeno la metà dei partiti.

La Etleboro si sta organizzando in una rete per chiedere un codice etico sull’economia. Cosa pensa a tal proposito
È senz’altro una bella impresa, ma bisognerebbe aprire il cervello alle persone che sono al comando per piantare il seme dell’economia nella loro testa, perchè credo che la parola economia non esista nel loro dizionario. Ma se la Etleboro riuscirà a smuovere la montagna che si trova davanti, ben venga.

Vuole aggiungere qualcos’altro?
Vorrei dire a tutti gli italiani che leggeranno questo articolo, che bisognerebbe unirsi tutti assieme per far sentire la nostra voce. Ringrazio inoltre la Etleboro che si prende la responsabilità e l’obbligo di informare gli italiani di tutto il mondo su cose che il nostro governo ha grande premura di far sapere, perchè vuole mantenerci tutti nell’ignoranza.