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07 maggio 2006

Il giorno dell'Apocalisse

Un gruppo di uomini si unì per portare alla luce verità. Oggi ve la proponiamo, così come l'abbiamo appresa.
Per troppo tempo la grande frode del Kuwait è stata occultata, e ben presto la prima tangentopoli europea di massa travolgerà i governi e le istituzioni in un vortice di corruzione e scandali. Il governo francese si trova adesso nell’occhio del ciclone e, nonostante sia sopravvissuta agli scioperi e alle guerriglie cittadine contro il CPE, potrebbe non sopportare lo scandalo della ClearStream, punta dell’iceberg del Kuwait-Gate. La ClearStream è un holding lussemburghese che è stata creata nel 1970 da grandi Banche Internazionali per fare da centro di tesorerie della liquidità del gruppo bancario o di altre società . Trasferisce soldi da qualsiasi tipo di fondo garantendo ai suoi associati la massima privacy: conta più di 3000 società, tra cui Banche e Multinazionali. Nel 1992 la sua intermediazione ha permesso la perdita delle tracce di molti trasferimenti verso paradisi fiscali, tra cui quelli di società che facevano parte del Progetto ONU “Petrolio contro cibo” . Se i petrodollari dell’Iraq dovevano in parte pagare medicinali e cibo con un embargo disumano, dall’altra sono stati utilizzati per pagare i danni di guerra al Kuwait dichiarato “Stato aggredito” e dunque usati poi per pagare armamenti e tecnologie. Il fascicolo più interessante non è stato ancora aperto e le carte forti non sono state ancora giocate. “Tutto è rintracciabile, assolutamente tutto, per cui anche i Miliardi del Kuwait possono essere trovati facilmente”, ha dichiarato il Presidente della ClearStream.

La guerra del Golfo nasconde in sé una truffa colossale messa in piedi al solo scopo di derubare l’Iraq e il Kuwait del petrolio e della loro libertà. L’incendio dei pozzi del Kuwait, per il cui spegnimento è stato firmato un contratto da Kharafi, Amministratore Generale della P.B.E. OIL SA nel 1989, si è rivelato un vero e propri o business di alta finanzia, grazie alla scoperta di Ferraye dei sistemi per estinguere e recuperare il greggio dei pozzi in fiamma. La sua tecnologia è stata sfruttata da altre società, tutte collegate ai ministri corrotti dell’allora governo francese che hanno trafugato i progetti, mentre le royalties sono state deviate verso una rete interbancaria, con un sistema a scatola cinese di conti intestati formalmente al reale beneficiario dei fondi per poi scomparire . Sono conti utilizzati anche per una sola transazione e organizzati con ulteriori contestatari, in modo che in un solo conto principale confluiscono le somme ripartite su dei conti secondari. Ed è stato grazie ai giudici svizzeri e alla Clearstream che è stato possibile inscenare questo “Gioco di Banche".

È nell’ Unione delle Banche Svizzere e in Credit Suisse che confluiscono i fondi sottratti a Ferraye. Le due banche infatti, con l’approvazione dello stato di Ginevra, registrano delle succursali, tra il 1992 e il 2002, non conosciute dalla Commissione Federale delle Banche: si tratta della UBS Sa e il Credit Suisse Group. Queste due filiali hanno vengono registrate nel Registro del Commercio di Ginevra con nomi quasi simili a quelli delle Società madri ma con una differenza che non è percettibile al pubblico. Hanno avuto breve vita e sono state radiate dal Registro per la cessazione del loro utilizzo, anche se nella realtà né le banche né le loro succursali hanno interrotto le attività. Sono dunque delle società schermo create per uno scopo ben preciso, ossia far perdere le tracce delle operazioni losche delle Società Madri. Tra le società con cui collabora la Credit Suisse Group compare la Everton Enterprises Ltd , la stessa società che era stata individuata da Ferraye per gestire il trasferimento dei soldi. Tuttavia i rappresentanti della Everton erano gli unici firmatari di quelle somme con il risultato che sostanzialmente erano loro che detenevano i miliardi di Ferraye!

Così Christian Basano, collaboratore di Ferraye, è l’Avente Diritto Economico Reale (ADER) dei conti, cioè solo il beneficiario “sulla carta”. Le somme di denaro vengono poi trasferite con il sistema codificato SWIFT, il cui accesso è riservato solo alle banche centrali, alle banche e alle loro filiali. L'UBS SA ha utilizzato la tecnica dei conti del corrispondente bancario ( cd. Conto Nostro) designando Christian Basano intestatario. Questo conto non esiste “nella forma” sugli schermi del server della UBS SA, ma ciò non significa che non esita affatto: esiste come conto segreto di livello II ADER!
Il sistema dello ADER è rimasto segreto fino all’11 settembre, ed è molto strano che da allora sono fallite molte società : con questo sistema in realtà le Banche rubano i fondi neri delle imprese, facendoli sparire per poi ricattarle, trafugano i depositi di piccoli investitori e le ricchezze di intere popolazioni sterminate. Il governo mondiale è questo, in realtà si nasconde nei software della rete interbancaria che non mai è stata violata o indagata dai giudici e magistrati, che invece accusano i nostri politici minando la credibilità e la stabilità di governi e di nazioni.
Basterebbe indagare chi sono i veri beneficiari dei giri di conti, e non fermarsi ai cd. ADER. Sicuramente i giudici non troveranno nulla in quelle carte, perché prima di commettere un omicidio viene trovato prima l’assassino. Il cuore del sistema è lì. Così Ferraye, accortosi che non riceveva i fondi delle royalties si è rivolto alla magistratura di Ginevra, contestando l’esistenza di circa 24 miliardi di dollari intestati a lui e al suo collaboratore, Cristin Basano, che erano scomparsi. Il procuratore generale e i giudici hanno inizialmente intralciato l’istruttoria, hanno manomesso gli atti e addirittura fatto sparire documenti chiave, come quelli che attestano la reale titolarità dei brevetti e dei conti.
Quegli stessi giudici ora si trovano a giudicare Capi di Stato, a sentenziare gli embarghi e le multe agli Stati che non intendono sottostare ai dictat delle banche e che hanno chiesto di riavere i loro soldi depositati in Svizzera. Sono più di 60 anni che gli Ebrei reclamano i loro soldi.

Sia la magistratura che la politica sono istituzioni corrotte, sebbene abbiano avuto buona fede in un primo momento. Oggi vogliono creare la più grande tangentopoli di tutti i tempi, con una portata e una forza distruttiva altrettanto spaventosa quanto uno tsunami, in modo da creare confusione e smarrimento dalla quale le Banche e i veri colpevoli usciranno illese. Forse presto salteranno fuori le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche tra D’Alema e Consorte, al solo scopo di mettere in discussione la credibilità di una classe dirigente in un periodo in cui le agenzie di rating come avvoltoi monitorano i conti pubblici. Non a caso infatti in molti paesi, dall’America sino all’Italia, le elezioni si sono concluse con una perfetta parità tra i due schieramenti, decretata dopo molti giorni dalla chiusura delle urne, come in Albania che sono stati necessari 30 giorni addirittura.
Dobbiamo proteggere i nostri politici, perché loro stessi rappresentano delle vittime del sistema dietro il quale si nascondo le Grandi Banche d’Affari: sono loro i veri nemici. Non dobbiamo combattere ancora una volta guerre verso i nemici sbagliati , e non vogliamo che sventolano le bandiere delle banche o delle multinazionali: abbiamo versato sangue per averne una e dobbiamo difenderla.
Un gruppo di agenti segreti nel 1995 si fece massacrare, e noi onoriamo tutti coloro che coraggiosamente hanno onorato la nostra bandiera, chi si è ucciso per tener fede un patto con dio, chi ha scelto il ritiro, chi ha scelto di fare il barbone, chi ha cercato di portare alla luce la verità, ma è stato trovato impiccato nella sua stanza , chi ora sta in galera. “Liberate le carceri e imprigionate i santi, e la pace regnerà”.
Onoriamo chi ha indossato una divisa perché suo nonno, e poi suo padre era carabiniere, onoriamo l’ Arma dei carabinieri che oggi vive frustrazioni e contrasti, perché i loro generali si sono venduti e cercano ora di tenere compatto il corpo con promozioni e piccoli contenti, gettando infamia su un lavoro condotto con passione da generazione in generazione . Onoriamo gli italiani del mondo che hanno scavato nelle miniere, che sono morti, che ora non ricordano più l’italiano ma non hanno dimenticato la loro patria.

Ringraziamo inoltre tutti coloro che ci hanno contatto, per le e-mail e i messaggi di incoraggiamento. Etleboro ha messo in moto un sistema per creare una rete capillare che raggiunga ogni piccolo comune, partendo dal basso, dal popolo che è l’unica intelligenza che può migliorare il mondo e la nostra società. Bisogna convincersi che ognuno può fare qualcosa nel suo piccolo, senza mai aspettare che siano altri a fare qualcosa per noi. Il popolo è il “guardiano” dello Stato, delle tradizioni, delle nostre imprese, che vanno protette dagli abusi e dagli attacchi dell’alta finanza e delle multinazionali.
Ovunque nel mondo oggi si sta combattendo in silenzio, in America le università si stanno sollevando anche se i Media lo nascondono, in Francia i lavoratori hanno sconfitto i governi della “flessibilità”.