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04 maggio 2006

Le pressioni dell'Ue sulla Serbia: continua l'Etnocidio.


Il tam tam della Presa di Mladic è la nuova moda, ma per la prima volta la situazione è rimasta intrappolata in un empasse inabissale. La Etleboro sta monitorando l’evolversi degli eventi, ma sicuramente ci preoccupa maggiormente l’aumento del petrolio sino a 74 euro, che la cattura di un cd. latitante.

Tutto ciò rievoca un po’ la storia di Djindjic che assicurò al Procuratore Carla del Ponte la resa e la cattura di molti criminali. Infatti sicuramente le stesse guardie del corpo se ne lavarono le mani, neanche il ricatto fatto a Jukanovic, Presidente del Montenegro ha risolto la situazione. Da allora, la paura fa novanta, perché i giorni passano e non si sa più cosa dare in pasto alla gente.
Il piano allora fu congeniato per far cadere il governo della Republika Srpska in Bosnia: in questo caso la colpa doveva essere attribuita alla polizia, e in modo da realizzare un’unificazione partendo dalle forze dell’ordine pubblico. La congiura fallì clamorosamente grazie alla tempestività di due uomini.

In quella rocambolesca azione in Romania, gli Inglesi si impossessarono di Mladic e mentre lo stavano trasferendo, una televisione molto vicina ad un partito che sosteneva Karadzic, lanciò la notizia. Gli Inglesi con un blitz avevano preso Mladic e lo stavano portando a Tuzla: entrarono in quegli ingranaggi grazie ad un producer. Si azionò tutta la macchina del mondo giornalistico, facendo rabbrividire Carla del Ponte, perché la patata bollente era diventata troppo bollente e nessuno voleva assumersene la responsabilità.

In un vertice notturno si decise allora di dichiarare che il Generale era stato localizzato, e che 5 milioni di dollari sarebbero stati dati alle sue guardie per spingerle a consegnarlo: in realtà è stato solo un modo per temporeggiare.

Tutt’ad un tratto Milosevic muore, stranamente, 37 ore prima della fine del processo, venendosi a creare una situazione quasi tragicomica.La telenovela è andata avanti anche dopo la morte di Milosevic, e infatti hanno dovuto censurare il suo funerale e, vedendo che anche i Kosovari erano dispiaciuti per l’evento, la bara è stata spostata da una parte all’altra, per far credere che nessuno la voleva.
Il governo serbo, e in particolare Vuk Draskovic, per rivalersi dei soprusi subiti in passato da Milosevic, non ha fatto altro che ricordare che non basterebbero le piazze di tutta la Serbia per contenere le vittime di Milosevic . Tuttavia hanno sfigurato tremendamente dinanzi alla risposta del popolo accorso numeroso da tutta la Jugoslavia per salutare il loro Presidente: la piazza di Belgrado era gremita. La stampa tuttavia ha parlato di alcune migliaia di persone, contenute dalla stessa piazza che al momento della cacciata di Milosevic, ne conteneva circa un milione, secondo Repubblica . Questo è l’ Etnocidio serbo, è una vergognosa messa in scena orchestrata da Carla del Ponte che ha creato l’illusione mediatica della grande Serbia, ossia dello stesso Stato in cui oggi i giornali possiedono proprietà nelle zone dove è stato tanto reclamizzato il genocidio. Il nostro Procuratore certamente che non onora la bandiera di nessun Stato al mondo, all’infuori di quella del dio denaro.
Quello della Grande Serbia era in realtà l’obiettivo di Milosevic che voleva raggruppare tutti i serbi sparsi in Jugoslavia per salvarli dal linciaggio e creare uno Stato, come quello degli sloveni, dei macedoni , dei croati e presto anche dei kosovari. I Serbi di Bosnia non possono avere una loro patria e il motivo ancora non l’hanno spiegato.

Naturalmente vorremmo ricordare a Carla del Ponte che siamo in possesso di 108 video, veritieri e originali, nei quali si vede chiaramente che le divise degli eserciti erano state fornite dalla Nato, e che molti massacri sono invece da imputare ai croati. Lei non è da meno quando dichiara attraverso televisioni e testate internazionali che la Serbia non collabora. Speriamo allora che non si riferisca al fatto che il popolo serbo non vuole vendere le sue fabbriche e non vuole cedere il kosovo, visto che in Albania il consorzio AMBO sta aspettando solo una firma per stappare lo spumante. Saremmo molto curiosi di sapere cosa direbbe davanti una commissione che rappresenti la parte delle vittime, se vedesse quei video, visto che fa la predicatrice come mestiere.

La "cantante" Jelena Milic, dopo aver preso i soldi da tutte queste organizzazione benefiche, ha accusato il popolo serbo di genocidio e ha sostenuto che non esiste un popolo serbo. Natasha Kandic dice di essere una eroina, ha ricevuto molti premi alla carriera, primo fra tutti il premio come “eroe europeo” da parte di un'organizzazione appartente ad un paese che non ha accettato l'Unione Monetaria: è l'eroe della scoperta del video di Srebrenica, dei pupazzi di gomma. La sua organizzazione riceve molti soldi, è stata denunciata dal governo ma la stampa occidentale dà molto credito a questa donna, che dovrebbe avere invece una bella perizia psichiatrica.

Oggi non sapendo chi trovare per la consegna dei criminali di guerra, si fanno pressioni diplomatiche, con dichiarazioni anche molto subdole, come quelle fatte al tempo del Generale Gotovina (Croazia) da Carla del Ponte contro il Vaticano, quando in realtà era un avvertimento al Vaticano : lì il bottino era molto consistente, miliardi, oro e proprietà immobiliari non vanno toccati. Così mentre mangiava in un ristorante, Gotovina fu arrestato dalla polizia con un plateale blitz. Oggi pare che sia lì, per cui qualche dubbio legittimo sorge.Tutto questo adesso non va più giù ai russi, in collera con Carla del Ponte per la magra figura fatta sulla questione del Kosovo e delle tangenti del Cremlino tanto reclamizzate, quando Boris Elstin prese la valigia con i codici nucleari per impedire quello che stava per succedere nei Balcani. Tant'è vero che gli americani furono presi da un terrore che tutt’ora ricordano; sopratutto la Albright, amica di Carla del Ponte da lei incontrata all’aeroporto: le aveva promesso “quel posto”, una bella poltrona, se era disposta a distruggere tutto.

Comunque le notizie si susseguono e Carletta comincia a dare strette di mano, a lasciare interviste raccontando storielle da quattro soldi, ma non trova nessuno disposto a cooperare, a fare il Kamikaze. Così le minacce di isolamento della Comunità Europea sono in realtà dei ricatti, per consentire le rapine e i saccheggi. Signori l’ambasciatore americano in Bosnia sta quasi per comprare un giornale; gli abbiamo inviato un’e-mail, per cercare di capire perché un americano parla sempre dell’Europa. Se è così entusiasta del progetto europeo, perché non entra l’America in Europa? A queste domande non abbiamo avuto alcuna risposta.
Così la sceneggiata di questi attori di ultima categoria è finita oggi. Ormai molte persone si sono recate in Macedonia per chiedere se potevano fare le operette lì. Tutti sono coscienti di quanto sta accadendo e lo stesso Primo Ministro serbo si è dimesso: lui ha detto di no.
Ormai è chiaro, tutto è in balia di questi pazzi, di gente che cerca kamikaze in giro.
Elogiano tanto l’Europa, ma perché non spiegano come mai gli stessi cittadini l’hanno bocciata, come è accaduto in Francia e in Olanda.