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24 giugno 2006

Il Financial Times canta per la terza volta


Il Financial Times ha ieri pubblicato un altro incredibile scoop, scuotendo le più alte dirigenze del governo americano: il Ministero del Tesoro, grazie ad un segreto programma, ha rintracciato tutti i trasferimenti finanziari globali effettuati dal 2001, utilizzando il database di Swift.
Si tratta della più grande banca del mondo, una cooperativa posseduta dall'industria finanziaria globale con sede a Brussel, che vede passare sui suoi circuiti telematici circa $6 bilioni di dollari al giorno ed è utilizzata da circa 7800 istituti, sia bancari che industriali: una mole di dati davvero impressionante. L'amministrazione non ha assolutamente negato l'esistenza di tale programma, precisando tuttavia che in questi anni ha costituito una preziosa arma contro il terrorismo, rintracciare probabili appartenenti ad al queda. Dopotutto i risultati si sono anche visti, gli attentati sono stati sventati e i terroristi sono stati uccisi o catturati.

Continua dunque la serie storica di successi del Financial Times, attualmente unico vero artefice di indagini giornalistiche ad alto livello, dopo lo scandalo dei rapimenti dei giornalisti, e dei voli CIA. Evidentemente il suo successo lo deve tutto ai suoi grandi ed illustri informatori, che si espongono a tal punto solo per far trionfare la verità, per svelare le grandi cospirazioni internazionali, davvero un ottimo lavoro, a loro va tutta la nostra ammirazione: ci vuole coraggio.
Ma davvero pensate che crediamo alle rivoluzioni condotte dalle élite e dalle grandi menti del financial times? In realtà sono criminali ancor più pericolosi, perché come mercenari agiscono su ordine dei loro finanziatori, e non può essere certo definita una fonte autorevole, perché nascondo un grave conflitto di interessi. La loro strategia è quella di incamerare e raccogliere dati e informazioni, elaborando dei dossier che al momento opportuno verranno lanciati come rivelazioni del secolo, per colpire determinati personaggi o ancora per mandare un messaggio. Guardate cosa è stata capace di fare Carla del Ponte, una donna fallita che della sua vita non ha fatto altro che uno strumento in mano ai banchieri: ha inscenato un processo internazionale e fomentato ancora la sgretolazione della Serbia.
Evidentemente anche questo ultimo rapporto ha una ragione d'essere, per ricordare ai politici chi davvero comanda, considerando che si avvicina sempre più l'ora in cui l'intero sistema economico subirà una trasformazione e bisognerà tenere le redini dei poteri. Alla fine di giugno vi sarà l'ulteriore annuncio del rialzo degli interessi da parte della Fed, che tramortirà i mercati che già ora vacillano ad ogni piccolo scossone. Se vi sarà una guerra in Iran per placare e nascondere il debito americano, i paesi produttori di petrolio hanno già annunciato che il prezzo del petrolio triplicherà, speculando così in questi ultimi frangenti che precedono il tramonto del petrolio come fonte energetica globale. Deve far riflettere tale annuncio, come deve far riflettere il fatto che la rivelazione di un programma terroristico top secret non turbi molto né le borse né le transazioni sui canali bancari.
Evidentemente è tutto una grande sceneggiata, una finzione in gran stile, perché tutti, decisamente tutti, si sono accordati nella regia e nella spartizione dei profitti, dei ruoli e delle fette del mercato globale: Microsoft, Vodafone, Ibm, Goldman Sachs, J.B. Morgan, e Gazprom , così come tutte le grandi multinazionali, sono tutti d'accordo nella gestione del nuovo ordine perché a ciascuno spetterà il suo squarcio di mondo. Cadrà la lobby del petrolio, mentre un'altra è già pronta: questa che si sta preparando è una finta rivoluzione, una messa in scena, perché ormai è la politica il nuovo "oppio dei popoli". Oggi vi sono comici che vanno in Inghilterra, ma non lo fanno per turismo, si fanno ricevere dai capi del governo per parlare di energia e di riforme, ma certamente non lo fanno per l'interesse del popolo.

Noi forse non ce ne accorgiamo, ma il nostro sistema economico, sta già cambiando, la tecnologia sta entrando ovunque nelle nostre case e la globalizzazione sta assumendo caratteri esasperati, fino a portare alla unipersonalità di tutte le istituzioni, dei popoli e dell'economia, un unico modello per tutti replicato su sistemi universali.
Le lobbies hanno già preparato tutte le leggi: telecomunicazioni, mercato dell'energia, infrastruttura e riforme istituzionali. Gli strumenti ci sono già, sono una trappola burocratica perché hanno come unico scopo quello di rendere impotenti le persone e le stesse amministrazioni. Le parole con cui vengono chiamate sono "interesse nazionale", "competitività" e "liberalizzazione", espressioni vaghe, che non hanno un senso compiuto ma che al momento della loro attuazione divengono di importanza strategica.
Ci hanno prima isolati e poi resi una parte insignificante del tutto, hanno comprato i nostri tutori, coloro che dovevano salvaguardare i nostri destini e ora addestrano nuove generazioni insegnando loro a non pensare. I nostri servizi segreti si sono venduti, i nostri generali sono dei pagliacci. All'interno di queste strutture vi erano e vi sono ancora persone che hanno dato la vita per combattere per la patria, e che ora soffrono in silenzio perché sono anch'essi impotenti: nulla possono fare se al comando vengono ordinati giovincelli figli di generali, pieni di sé e disposti a rinnegare la madre per donne, o per la carriera, svendendo il lavoro fatto da un'intera equipe.

Quanti attentati sono stati annunciati dai messaggi, attribuiti senz'ombra di dubbio ad esponenti di al queda? Ormai nessuno più crede alla lotta contro il terrorismo, alla caccia delle "barbette", così come nessuno crede nella buona fede dei guardiani dei potenti. Come è possibile credere infatti che un manipolo di una ventina di arabi, che hanno vinto ad una lotteria un bel viaggio in prima classe, senza alcuna esperienza di pilota, abbia potuto fare un attentato.
Ma se noi siamo arrivati al punto che un giornale gestito da privati ha il potere per accusare uno Stato, vuol dire che siamo noi i più grandi criminali esistenti al mondo e che durante questi ultimi cinquant'anni, la guerra non è mai finita, c'è stata una pace apparente, perché abbiamo solo variato il campo di battaglia e i pretesti, ma le ragioni sono sempre le stesse.