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13 luglio 2006

Dalla Francia con delirio

di Marco della Luna

Credevo di dover difendere Michele Altamura, l’attivissimo esponente della ONG Etleboro, attaccando legalmente chi stava spandendo veleni sulle sue attività internazionali mentre Michele si trovava in una delicata missione in un’area piuttosto ‘calda’ del mondo. Qualcosa è ancora in corso ma di questo sicuramente se ne parlerà nei giorni a venire.
Alcuni suoi collaboratori mi avevano chiamato in grande allarme: “Avvocato, Michele è in pericolo, dobbiamo fare qualcosa subito.” “Ma che succede? Fatemi capire!” “Lei sa dove si trova ora, in un’area a rischio, dove si spara; e mentre sta laggiù, dalla Francia lo attaccano con comunicazioni trasversali, allusive, divulgate con diversi canali, pubblici e privati. Stanno volutamente esponendolo, dicono di lui certe cose, lanciano certi segnali che oggettivamente istigano a farlo ammazzare… scriva qualcosa subito, dobbiamo rivolgerci alle Autorità perché intervengano… si tratta della sua vita.”
Io conosco abbastanza bene l’incredibile Michele Altamura. Ci sono persone che amano sfidare la morte in battaglia o negli sport estremi: momenti di gloria – ma poi, finita la sfida, gradiscono a tornare al sicuro, se non nel lusso. Climax e anticlimax, adrenalina e relax. Michele no, è diverso. Michele si trova a suo agio vivendo nel pericolo permanentemente. Non per momenti di sfida, ma per sistema di vita. Ha un progetto, una vocazione, un ideale, che lo guida, lo ispira, e che egli non rivela mai sino in fondo – anzi, credo che nemmeno a lui sia veramente noto…
Se avete i testi di questi comunicati, mandatemeli subito.” – dico ai suoi collaboratori.
Dieci secondi, e per posta elettronica mi arriva un testo in francese di alcune pagine, una specie di petizione. Vorrei leggerlo d’un sol fiato, ma il respiro mi manca: è da morir dal ridere. Piango e tossisco. Troppo buffo. Michele è accomunato (indirettamente) ad altre persone che non conosco, tra cui un certo Basano, in un assortimento di accuse mirabolanti e poco comprensibili, che spaziano dal concubinato al vilipendio di tutte le gloriose istituzioni francesi (tranne la squadra nazionale di calcio). Si sostiene, persino, l’impossibile, l’assurdo, la contraddizione in termini: che siano al contempo sionisti e nazisti (sappiamo peraltro che confondere nazismo con sionismo è un equivoco caro agli odierni nemici del popolo di Israele). Ma esilarante è soprattutto il linguaggio, isterico, ampolloso, retorico, esaltato, forcaiolo, alla Robespierre, senza il minimo sforzo argomentazione reale. Culturalmente, il nulla. Quando riesco a smettere di ridere, richiamo lo staff di Etleboro: “Sentite un po’, amici miei, questo comunicato è uno schianto. Grazie di avermelo mandato. Avevo proprio bisogno di una bella risata. Quelli che l’hanno concepito devono essere degli squilibrati che vivono fuori dalla realtà.”
Ah sì? Allora possiamo stare tranquilli per Michele?” mi risponde una voce femminile, piena di apprensione ma con un accento di sollievo.
Mica tanto. Michele è in un posto dove i pazzi fanatici non mancano, e su di loro un simile messaggio può far presa proprio perché è un messaggio folle.”
E allora che dobbiamo fare? Non scriviamo niente?
Assolutamente niente. Stiamo zitti finché Michele non sarà rientrato. Poi si faranno accertamenti legali in Francia, per vedere se è vero che l’hanno denunciato come dicono.”
Michele rientra e gli accertamenti sono presto fatti. Ridacchiando al telefono, mi rassicura: “L’avvocato francese riferisce che questi sono un gruppuscolo politico che presenta molte denunce di questo tipo, li conoscono bene in tribunale, le loro accuse sono apparse subito fantasiose, anzi i giudici, su richiesta di altri accusati, hanno chiuso il loro sito…
E chi può essere stato a ispirare questa gente ad attaccarti, Michele? Gli ambienti bancari internazionali che tu hai recentemente attaccato in pubblico e con i tuoi articoli-dossier?
Mah… non credo proprio che quegli ambienti si possano servire di gente tanto squinternata, di quelle balordaggini - sicuramente possono permettersi di meglio… sono proprietari dei principali mass media del mondo… non, non possono essere stati i banchieri.
Forse però Michele si sbaglia. Non si può escludere che dietro quelle folli accuse vi sia davvero la potente finanza internazionale. Il potere non mette affatto al riparo dalla follia. Anzi, l’eccesso di potere, il potere assoluto, storicamente, ha sempre spinto l’uomo verso il delirio.