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26 agosto 2006

Carlo Parlanti, l'uomo che oltrepassa l'umano possibile

Prodi, fa una telefonata!

Carlo Parlanti, il 6 luglio 2004 di passaggio dall'aeroporto di Düsseldorf in un controllo di routine è stato messo in stato di fermo per via dell'esistenza di un mandato di cattura comminato dagli Stati Uniti, per una denuncia di sequestro di persona, di percosse e stupro risalente al 18 luglio 2002 partita dall'ex-convivente americana, Rebecca White. Il suo lavoro lo ha portato a viaggiare per più di due anni, tra l'altro in un periodo di stringenti controlli per il terrorismo, e nessuno ha mai scoperto che in capo a Parlanti incombeva una denuncia del sequestro di persona, stupro e percosse. In questo lungo lasso di tempo i controlli agli aeroporti anti-terrorismo non erano riusciti a smascherare un ricercato, e solo la Germania, avendo uno speciale accordo di estradizione, lo ha trovato.
Alla procura tedesca è giunta una denuncia ridicola e assurda che non doveva essere proprio accettata dal procuratore americano, praticamente andava respinta e stralciata subito. Invece non solo hanno danno credito ai deliri di una donna disperata e gelosa, che ha continuamente ritrattato la sua versione dei fatti e prodotto le prove in sua difesa da sola, ma hanno chiesto e ottenuto l'estradizione. L'Italia, dal suo canto, perdendosi nei suoi cavilli legali e di procedura non ha fatto assolutamente nulla per impedirlo, o almeno per far vedere a tutti l'assurdità della denuncia. L'ambasciata di Colonia ha allertato dell'emergenza del caso, e di risposta il nostro Ministero degli Esteri ha detto che si affidava tranquillamente alla giustizia americana, trattandosi pur sempre di uno Stato garantista. Il primo e forse unico errore è stato proprio quello di accettare quella denuncia, perché poi tutto questo manipolo di muli hanno seguito il gregge, ma tanto loro non sanno fare altro che ripetere come pappagalli il guaire delle bestie.
L'unica cosa che sono chiamati a fare nelle ambasciate è controllare e dare un minimo di appoggio e riferimento ai nostri connazionali all'estero, ma se neanche questo fanno, si può sapere che esistono a fare. Paghiamo milioni ambasciatori, stagisti e segretari per cosa? Neanche una telefonata hanno fatto per chiedere il perché di questa denuncia, che è stata scoperta per caso senza neanche un dossier con delle prove materiali e tangibili.
La sua ex convivente, due giorni dopo che Carlo ha lasciato l'America, ossia il 18 luglio 2002, lo aveva denunciato, per le violenze subite il 6 Luglio, ritrattato poi al 29 giugno per giustificare la completa inesistenza di tracce o segni sul suo corpo. Ha prodotto e sviluppato da solo delle foto per mostrare i lividi e i traumi; delle sei fotografie mostrate, quattro sono state scattate dalla polizia il 18 luglio, e due dalla White il 3 di luglio, e mostrano uno sbiadito ematoma sull’avambraccio sinistro e nessuna percossa sul viso o in altre parti del corpo. La donna appare diversa e piu’ giovane rispetto a quelle scattate dalla polizia solo qualche settimana dopo, capelli molto corti e di diverso colore, la pelle più liscia ed abbronzata. Le foto sono state consegnate tre anni dopo la denuncia, senza alcuna data che dimostrano la validità.

La sua casa, dopo i controlli delle polizia a distanza di settimane dall'evento, appariva immacolata, nessuna traccia dei violenti scontri di cui aveva parlato. Le pareti della sua casa erano in cartone pressato, ed è impossibile che siano rimaste intatte nonostante Carlo avesse sbattuto la testa della Withe contro le pareti 60 volte. Neanche i vicini hanno mai sentito una lite così furiosa, ed è strano che lei non abbia almeno chiesto aiuto. Ha detto di essere stata legata e sequestrata per giorni interi, che ha subito violenze inaudite senza riportare alcun danno, di aver avuto paura delle minacce di Carlo ma non scappava da quella casa, ha aspettato che avesse conferma di essere stata definitivamente lasciata per denunciarlo. Ha ipotizzato comportamenti e molestie praticamente assurde, impossibili sia biologicamente che tecnicamente, così com'è irreale la sua versione secondo cui il Parlanti abbia bevuto 4 litri di Chardonnay in due ore. A meno che Carlo non sia un superuomo, è impossibile che sia sopravvissuto a quella massiccia dose di alcool. E' stato oltrepassato l'umano possibile con dichiarazioni mai sorte prima, né nella denuncia né nel processo preliminare, e infatti la difesa ha richiesto l’intervento di un medico esperto, ma la corte lo ha rifiutato perché doveva richiederla nel processo preliminare.
Il processo è stata una sceneggiata talmente surreale da far rabbrividire le capre di Gennarud della Sardegna: leggendo le trascrizioni del processo si capisce immediatamente che ha studiato e programmato le risposte, e anche una sola domanda dell'avvocato la faceva cadere in contraddizione. Mentiva, mentiva e mentiva, tutti lo sapevano, persino il console lo ha ammesso, ma comunque nessuno lo ha difeso e hanno lasciato che venisse addirittura condannato. Anche il suo avvocato ha peccato di megalomania e superbia, e non è riuscito a produrre prove che in maniera schiacciante eliminasse ogni dubbio, tantalmente che era sicuro di vincere: poteva ad esempio parlare dell'esistenza di una delega notarile della White sui conti di Carlo, poteva portare le telefonate che testimoniano che mesi prima del fattaccio la storia tra loro due era finita, poteva far testimoniare una donna americana in difesa di Carlo.
La giuria non ha voluto sentire ragioni, e così ha archiviato l'ennesimo caso di stupro in America manipolato e strumentalizzato dall'opinione pubblica per distruggere le persone. Vige infatti una specie di terrore psicologico da parte di donne che fanno delle denunce di violenza una professione, per ottenere sussidi e costose cure mediche. Queste cause sono all'ordine del giorno, e quando si discutono questi casi si dimentica la lunga sfilza di episodi in cui innocenti vengono segnati a vita, perché la società accentra tutto sul sesso e la violenza.

Questa causa non avrebbe mai dovuto cominciare, ed ammesso che abbiano trovato un giudice compiacente, non doveva essere proprio discussa vista l'evidenza dei fatti che non ha bisogno di prove per essere vera. Il fatto è talmente semplice, ma per colpa di un procuratore incompetente seguito a ruota da tutti questi mentecatti, la vita di un uomo sta per essere rovinata. Carlo e i suoi familiari hanno già devoluto al sistema giudiziario 150 mila euro, senza poi considerare quelli spesi dalle ambasciate e dai consolati, nonché dai dipartimenti di giustizia: 500 mila euro letteralmente bruciati per una donna dall'indubbia stupidità, che si faceva prima a fare una telefonata. Insomma Prodi, fai una telefonata, costerà al massimo 50€, possiamo fare una piccola colletta, ma tu telefona. Tante volte chiamano gli altri, una volta chiama tu, perché altrimenti non ne usciamo più da quest'incubo di idioti e persone disturbate.

Dobbiamo fare qualcosa, perché Carlo è stato condannato a scontare 9 anni, e a meno che al suo strapagato avvocato non gli giunga un'illuminazione e altri 30 mila euro, resterà chiuso lì tra i pazzi. Di questo passo se non lo salviamo morirà in quel posto assurdo che è l'America garantista dei diritti umani, perché non gli passano neanche le cure mediche per la sua asma.
Hanno contattato tutti, il Presidente della Repubblica, la segreteria di Berlusconi, europarlamentari, organizzazioni umanitarie, giornalisti e grandi testate, radio e televisioni: tutti entusiasti, pronti a dare una bella pacca sulla spalla, ma poi sono troppo impegnati per fare una telefonata.
"In fondo il nostro connazionale ha compiuto un crimine", hanno risposto, ma forse non sanno cosa significa vivere in un paese in cui persino una signora anziana sarebbe pronta a denunciare un ragazzetto di venti anni in cambio di una pensione sociale.
Anche il Papa è stato contattato, lui ha mandato una bella benedizione ma di quella non sappiamo proprio che farcene. Ma da chi dobbiamo andare per avere ascolto, neanche il Papa ha mosso un dito, possiamo davvero diventare kamikaze? Vogliamo una dichiarazione ufficiale, una telefonata, un minimo di pressione per far accogliere l'appello, per riportare gli eventi al suo normale decorso, anche volendo scordare il risarcimento per danni biologici e morali a non finire.
Prodi, fai una telefonata…

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