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16 agosto 2006

Le nostre statistiche

Se il mondo fosse un palazzo di cinque piani abitato da cento persone suddivise in gruppi di venti per ogni piano, gli inquilini dell'attico avrebbero l' 86% della ricchezza. Quelli subito sotto il 9 %, quelli dei due successivi il 2 %, quelli del primo solo l' 1%.
Inoltre, se noi potessimo ridurre la popolazione del mondo intero in un villaggio di cento persone, mantenendo le proporzioni di
tutti i popoli esistenti al mondo, il villaggio sarebbe composto nel modo seguente:


- 57 Asiatici
- 21 Europei
- 14 Americani (Nord Centro e Sud America)
- 8 Africani
- 52 sarebbero donne
- 48 uomini
- 70 sarebbero non bianchi
- 30 sarebbero bianchi
- 89 sarebbero eterosessuali
- 11 sarebbero omosessuali
- 6 persone possiederebbero il 59% della ricchezza del mondo intero e tutti e 6 sarebbero statunitensi
- 80 vivrebbero in case senza abitabilita'
- 70 sarebbero analfabeti
- 50 soffrirebbero di malnutrizione
- 1 starebbe per morire
- 1 starebbe per nascere
- 1 possiederebbe un computer
- 1 sarebbe laureato

Da questa statistica facilmente si intuisce il perchè delle guerre, perchè il governo globale monitora e controlla la situazione demografica globale. Gli tsunami, i "virus dei polli", così come le tempeste e le alluvioni che portano con sé migliaia di vittime, sono forse uno strumento nelle mani di coloro che trattano la popolazione mondiale come un database da gestire e manipolare. Noi siamo dati, siamo informazioni e siamo statistiche, la nostra struttura e configurazione viene programmata come se fossimo un dato contabile all'interno di un budget di impresa, perchè come avviene nelle grandi imprese, esistono dei limiti nelle risorse che devono essere distribuite tra i vari paesi.
Come disse Tesla, "siamo delle formiche che si trovano su un pezzo di legno", immersi nel caos perchè con esso possono meglio controllarci. E' il terrore la chiave di tutto, "la guerra è pace" scrisse Orwell, e tramite esso le nostre vite stanno cambiando: stiamo diventando una massa informe che segue l'inda di informazioni e ordini provenienti da una scatola, da un computer o una televisione.
Forse che la lotta e la prevenzione al terrorismo non ci spingerà a viaggiare nudi? Strano a dirsi adesso, ma neanche molto lontana è questa eventualità, perchè saremo sempre più propensi e disponibili a rinunciare alla nostra privacy pur di avere protezione e sicurezza.