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14 agosto 2006

Un utente di Etleboro Red Zone ospite a Banja Luka

Gaetano Palumbo, ingegnere di Napoli, è stato ospite della Etleboro, per toccare con mano quella che è l'organizzazione delle Tela, del progetto di telematizzazione delle imprese. Racconta attraverso le nostre domande la sua esperienza a Banja Luka e il suo incontro con Michele Altamura.

D:Cosa l'ha spinta a fare questo viaggio sino in Republika Srpska?
R:Sono giunto qui a Banja Luka dopo un lungo viaggio e non pochi problemi durante il tragitto, avendo aspettato quasi due ore alle dogane per via di controlli assurdi e minuziosi, anche perché è questo il periodo dei rientro dei serbi bosniaci dall'Austria. Ho deciso di fare questo viaggio per poter vedere da vicino la Etleboro e conoscere di persona Michele Altamura. Ho avuto una calorosa accoglienza, Michele è una persona eccezionale, ospitale e semplice, come semplice è la struttura della Etleboro. È molto diversa rispetto agli standard delle imprese italiane, o comunque rispetto a quelle che convenzionalmente si conoscono, perché la sua organizzazione è incentrata innanzitutto sulle persone e non sugli orari di ufficio. Ognuno ha un progetto o un lavoro da portare a termine, e può farlo a seconda dei propri ritmi e delle proprie abitudini, un modo questo che consente di ottimizzare anche i rendimenti a lavoro. Le persone non si stressano perché è un ambiente che valorizza l'uomo, con le sue esigenze di relazionarsi con gli altri e le abitudini individuali.
Sopra di ogni altra cosa ammiro il modo in cui utilizzano e amministrano il denaro: non per avere potere ma come mezzo per costruire qualcosa e vivere in maniera dignitosa. Hanno un grande concetto etico del denaro.

D:Cosa pensa del progetto di telematizzazione delle imprese che sta sviluppando la Etleboro?
R:È un ottimo progetto, ma soprattutto unico nel suo genere, in quando già esiste a grandi livelli ma non è mai stato fatto a misura delle piccole imprese. La cosa più interessante è che questo fa parte poi di un altro più ampio e affascinante. La Etleboro ha creato un software che costruisce un data base di informazioni davvero impressionante, da far invidia persino al sistema della Seat Pagine Gialle. Al suo interno sono incluse qualsiasi tipo di dati, dalle notizie di attualità e di economia, ai dati imprenditoriali delle imprese, dati contabili, economici e statistici, ma anche transazioni commerciali, le tasse pagate e le leggi. Le informazioni si possono incrociare e interrelare, fino a diventare un grandissimo strumento sia nelle mani delle imprese che delle istituzioni e dei governi, che possono con esso controllare la situazione economica del paese, possono pianificare le politiche economiche e indirizzare i provvedimenti e i decreti verso determinati obiettivi. Milioni di informazioni classificate e indicizzate, che si possono sfogliare in via immediata e con grande facilità. Ad esempio è uno strumento molto utile per l'Amministrazione Finanziaria che può bloccare le importazioni o le transazioni se vi è stata un'evasione. È possibile controllare le entrate e le uscite delle imprese senza ricorrere ai commercialisti, pagando automaticamente le tasse ed eliminando la burocrazia inutile e problematica che grava sui costi delle imprese. Questo sistema è un'arma potentissima, ha alla base delle idee rivoluzionarie e veramente innovative che potrebbero rendere un paese molto competitivo ma per entrare nelle istituzioni ha comunque bisogno di scelte coraggiose da parte di un governo.

D:In che modo secondo lei questo sistema può essere introdotto qui in Italia?
R:Io credo che per portare questo software in Italia occorre innanzitutto partire dal piccolo, ossia dalle imprese di modeste dimensioni che comincino ad adottarlo per alleggerire e sostenere la loro attività amministrativa. In questo modo c'è una crescita dall'interno che spinge poi le prime associazioni e istituzioni ad adottarlo. La sua introduzione deve essere graduale e progressiva, deve avvenire dopo una presa di coscienza da parte delle imprese e delle persone della sua utilità. Se viene adottata su grande scala subito rischia di intaccare interessi e personaggi che possono poi compromettere la sua realizzazione, possono bloccarla e mandare in fumo anni e anni di lavoro.
D:Cosa pensa del progetto della Tela e della sua funzione?
R:Quello della Tela è un concetto molto intelligente e di grande potenzialità per le imprese e le comunità locali. Io ho osservato più che altro il software, e ne sono rimasto molto colpito perché è un sistema di database che gestisce i dati delle imprese e tramite la quale si può avere a disposizione centinaia di informazioni in poco tempo. Si possono creare delle interconnessioni, collegare tra di loro le imprese con la massima efficienza, si possono effettuare delle ricerche mirate che attualmente nessun sistema consente, né la Camera di Commercio né Pagine Gialle. Può essere poi personalizzato a seconda dell'attività delle imprese, in modo da creare delle interfacce più consone alla singola attività economica, cosa che attualmente nessuno fa.
D:Quale sarà secondo lei il suo impatto economico una volta che verrà introdotta?
R: Credo che permetterà di ottenere degli utili o un risparmio di costi, verrà sicuramente adottata perché giunge al momento opportuno. Le istituzioni e le associazioni di imprese oggi hanno troppa burocrazia e non seguono le esigenze del singolo iscritto. Anche loro hanno un sistema di ricerca delle imprese, forniscono l'accesso ad un database ma senza alcun supporto o assistenza amministrativa per cui alla fine non è di reale aiuto. Se la burocrazia la fa da padrona, si impedisce all'economia di essere competitiva a livello globale. Quello che noi dobbiamo fare, come giustamente dice sempre Michele, è consentire l'internazionalizzazione delle imprese senza globalizzazione, che consenta dunque di mantenere l'identità nazionale e culturale con la condivisione di idee, beni e documenti.Questo avviene solo tramite collaborazioni che rispettino il patrimonio e l'identità altrui senza nuocere all'economia del paese controparte.

D:Che tipo di problemi crede si possano incontrare?
R:Vi potrebbe essere il rischio di sovrapposizione con organismi e strutture già esistenti, e questo le farebbe una cattiva pubblicità, poi la metterebbe a rischio di controversie se esistono copyright che potrebbero poi consentire ad altre persone di bloccare la sua diffusione.
I presupposti e gli appoggi ci sono, e salvo imprevisti , credo che sarà un sistema che troverà un'ampia adesione tra le imprese. La cosa più importante, io credo, sia mantenere una certa visibilità, senza la quale si potrebbe dare troppo spazio a certe istituzioni di bloccare la diffusione o screditare l'associazione di persone che sta dietro. Attualmente l'unico modo che hanno per fermare la Tela, perché non si può fermare un sistema che si diffonda in questo modo, è usare l'informazione o altri cavilli burocratici ed eleganti per ostacolarla.
Questi sono gli unici sistemi che possono adottare, ma se dietro vi è la convinzione delle persone, che fanno una scelta consapevole, la Tela si diffonderà da sola, prima nel piccolo e poi gradualmente nel grande. Non bisogna però fare molta pubblicità che traumatizzi il mercato, bisogna rimanere in un certo modo invisibili al grande, senza andare ad intaccare la sua sfera di ingerenza, per poter crescere dall'interno.

D:Cosa pensa del sistema di regolazione delle transazioni tra le imprese?
R:È un ottima idea quella di creare un sistema di compensazione tra gli scambi, una sorta di simulazione del baratto delle merci. Bisogna però studiare bene l'unità economica per gli scambi, individuarla e poi passare ad un periodo di rodaggio che possa risolvere i problemi tecnici e i dettagli fiscali.
D:Vuole aggiungere qualcosa?
R:Vorrei ringraziare Michele Altamura e tutta la Etleboro per l'ospitalità, per il calore con cui sono stato accolto. Per me è stata questa una bellissima esperienza, dalla quale ho appreso molto. Spero davvero che questa avventura della Etleboro possa continuare senza mai arrestarsi.