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11 settembre 2006

Salvo Saddam per mano di Rockfeller


Oggi 11 Settembre. Cinque anni dall'attentato che ha cambiato il corso della nostra vita, la lotta al terrorismo potrebbe cessare da un momento all'altro, senza che nessuna guerra cessi.
La guerra invece continuerà, l'occupazione dell'Iraq e dell'Afganistan non cesserà, ma sicuramente i Banchieri hanno preso accordi, facendosi beffa dei Capi di Stato, della Cia e di tutte le storie del terrorismo. Ha dichiarato il Sen. John Rockefeller che "i rapporti di oggi mostrano che le affermazioni reiterate del governo sulle relazioni passate, presenti e future tra Al Qaïda e l'Iraq erano falsi e miravano a sfruttare il profondo sentimento di insicurezza della popolazione americana dopo gli attentati del 11 settembre". Saddam Hussein non ha avuto nessuno legame con Al Qaïda o Abou Moussab al Zarkaoui, malgrado ciò che afferma il presidente Bush e gli altri membri del governo.

Se ciò non bastasse, Khatami, attuale primo ministro e ex Presidente dell'Iran, è stato in visita a Washington e, dopo un inizio un po' a rilento, ha ripetutamente insistito sulla necessità di riprendere i negoziati per trovare un accordo sul nucleare. D'altro lato Ahmadinejad ha reiterato oggi la sua proposta di un dibattito pubblico col presidente dello Stati Uniti George W. Bush, davanti all'assemblea generale dell'ONU permetterebbe a tutti, e particolarmente agli americani, di assistere senza censura. Qualsiasi rifiuto all'invito ad esporsi segnerà il destino del suo Stato, ha dichiarato Ahmadinejad, senza che sia una minaccia ma un dato di fatto perché tutti globalmente ci credono.

È assolutamente triste vedere i capi delle più potenti nazioni del mondo retrocedere dinanzi alle pressioni pubbliche non dei terroristi, bensì dei Banchieri. Chi è Rockfeller, o la fondazione Rockfoller? È il responsabile del furto della free energy, dell'occultamento delle scienze e dei saperi, e con la sua associazione, esentasse, svolge un'attività criminosa, ossia quella della compravendita di persone come se fossero merce.
Abbiamo già assistito alle parole di un Rockfeller, il quale, presentandosi nella ex-Jugoslavia per aizzare odio e fomentareguerre, ha anticipato con estrema eleganza il referendum in Montenegro, ricordando alla Serbia che deve essere pronta a dare queste ed altre concessioni, per entrare in europa . Ma chi sono questi personaggi, chi permette loro di decidere per uno Stato, di erigersi sopra tutti e di sentenziare o meno la sistemazione dei confini.

Ma poi, vorremmo sapere che fine hanno fatto le intercettazioni, le prove schiaccianti e la condanna in contumacia di Saddam, che hanno portato lì in Iraq una guerra? Dove sono le armi di distruzione di massa? Si dono volatilizzate come le parole di un Banchiere. Saddam è stato arrestato, privato di tutte le cose fisiche e materiali, hanno reso la sua difesa impossibile, uccidendo i suoi avvocati. Hanno imposto all'Iraq un embargo decennale, provocando la morte di molte persone, il fallimento di uno Stato, e quel gran progetto dell'Onu dell' "Oil for food". Non hanno avuto pietà di uno Stato come l'Iraq, che tipo di voce possiamo avere noi oggi con degli uomini politici assolutamente inutili. Prodi si atteggia a grande diplomatico internazionale, quando poi sa benissimo che lui non decide niente, applica un protocollo e poi esegue gli ordini. Non ci resta che aspettare la fine del letargo di Bertinotti, che timidamente accenna e descrive ciò che stanno facendo al Libano, e poi per il resto si chiude ad ascoltare i piccoli sindacati sulle questioni delle pensioni; ben presto Bertinotti potrebbe firmare per la guerra contro Cuba senza che neanche ce ne accorgiamo.

Bisogna capire una volta per tutte che noi, in quanto Stato, non valiamo niente; potevamo avere valore se avessimo i nostri soldi, ma invece i soldi sono i loro che ci prestano. Se ammettiamo questo noi possiamo affermare senz'ombra di dubbio che non esiste terrorismo, o riscatti, ma solo delinquenza che si affolla per cercare di accaparrarsi sugli specchi per poter avere anche un solo assaggio del pasto saporito.