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24 ottobre 2006

"Non un fallito, ma una vittima"


Pubblichiamo una lettera di un imprenditore che ha inviato una donazione alla Etleboro, 180 scatole di vestiti nuovissimi, ma vuole rimanere anonimo e non rivelare nulla sulla sua impresa a causa delle difficoltà che sta attraversando.
Vogliamo così ringraziare questo generoso gesto, perché sappiamo quanto può essere difficile e doloroso affrontare un fallimento, o una situazione di difficoltà finanziarie, con i ricatti e le pressioni. Sono momenti questi in cui viene messo in discussione non solo il valore delle persone, ma delle stesse persone, che vengono mercificate e rischiano di essere completamente cancellate dalla società, che non è più disposte a riabilitarle e ad inserirle.
La Tela, la Etleboro è fatta di imprese, ma soprattutto di persone, non è un sistema elettronico automatico, fatto da programmi e computer, per tale motivo è Intelligente, riesce ad analizzare una situazione e a trovare una soluzione. Tutto questo non può essere fatto dai computer, che non hanno ancora superato l'intelligenza umana. È questo il grande potere che viene offerto alle imprese, che possono così all'interno della loro rete trovare le risposte e le soluzione ad un problema con il minor sacrificio di risorse e di tempo.

Cari amici della Etleboro, Vi invio questa piccola donazione, è ciò che posso darvi oggi, date le difficoltà in cui mi trovo, ma credo che apprezzerete e per questo lo faccio con il cuore. Siete grandi, in tutto, e per una volta ho la soddisfazione di non sentirmi fallito, di guardare un sole diverso, di guardare negli occhi il mondo e dire "no, grazie, non sono un fallito, ma sono una vittima". Prendere coscienza di questa cosa, mi ha reso più forte, più sereno, e ora sono felice perchè per molti anni sono rimasto in silenzio, avevo pensato persino di mettere fine alla mia vita per non dover più affrontare ogni mattina la vergogna, le critiche e le umiliazioni. Oggi grazie a voi ho cominciato a rivivere, ho ripreso la mia vita e difendo la mia impresa con i denti e con le unghie perché è tutta la mia vita. Invito tutti a riprendere la forza e il coraggio per abbattere quel muro di sofferenza che tutti i falliti sentono. Non posso parlare perchè sono perseguitato dai tribunali, dagli avvocati, dagli ispettori giudiziari, dalle maledicenze. Grazie a voi di Etleboro, oggi sono in un altro paese, ho una nuova vita e una nuova storia. Sono con voi, e come lo sono io, c'è l'esercito dei falliti, dei piccoli imprenditori, che credono in voi e stanno prendendo coscienza che esistete, che combattete ogni giorno per noi. Vi saluto tutti con affettuosa stima.