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24 novembre 2006

Il Comitato di Liberazione Monetaria incontra le alte cariche dello Stato


Si è tenuto oggi presso Palazzo Madama, in un giorno particolare e determinante per il futuro del Governo, un importante incontro tra il Presidente del Senato Franco Marini e il Presidente del Comitato di Liberazione Monetaria, Argo Fedrigo. Sono stati toccati temi molto delicati e scottanti, divenuti per le grandi Istituzioni un grande tabù: la proprietà della Banca di Italia e il debito pubblico dello Stato originato da una grande massa di carta senza valore, ma che produce eternamente interessi.
Un momento importante per la storia della nostra politica, soprattutto per quella parte che non sapeva cosa si nascondesse dietro la grande truffa del Debito Pubblico, dietro la moneta, così che non ci potranno rimproverare in futuro di non averlo detto ai politici. È stato un incontro molto politico, diplomatico e in un certo senso "finemente" organizzato, che per lo Stato ha rappresentato una prova di forza, mentre per noi un segnale che abbiamo voluto dare alle persone, che non devono smettere di credere nella grandezza della Tela.
Abbiamo così intervistato il Pres. Argo Fedrigo, che ha descritto alla nostra redazione la sua esperienza e la sua immediata reazione.

D: Come si sono svolti questi incontri con le Istituzioni?
R: E' stata una settimana per noi molto intensa, che abbiamo dedicato completamente a curare dei rapporti diretti con le alte Istituzioni del governo del Paese, perché siamo convinti che i parlamentari e i funzionari debbano essere messi al corrente di ciò che sta veramente accadendo nel nostro Paese, ma soprattutto devono rendersi conto che dietro il malessere del Paese vi è un sistema che sta logorando la nostra economia. Grazie al Sen. Perin abbiamo avuto due giorni fa, un appuntamento con Marco Ferrando, che ha ascoltato con molto interesse le nostre parole, la descrizione del sistema usuraio delle Banche ai danni del Bilancio dello Stato, e molto sono state anche le domande che hanno posto per approfondire anche una probabile soluzione e un possibile intervento della politica per poter dare un po' di ossigeno all'economia. Oggi invece è stata una giornata molto emozionante, perché, nonostante il grande trambusto al Senato, in occasione del voto al Decreto Fiscale, abbiamo avuto un'accoglienza molto cordiale e disponibile. Il Presidente del Senato Marini ha potuto dedicarci poco tempo, ma sono stati momenti fondamentali in cui abbiamo catturato molto la sua attenzione e la sua curiosità, sentendosi comunque appartenere ai quei movimenti popolari in cui è cresciuto. Siamo stati ascoltati dunque dal Capo del Gabinetto alla Presidenza del Senato, il Prof. Michele Dau, un funzionario estremamente attento a questo tipo di problemi economici, che ha seguito la nostra posizione e le soluzioni che pronosticavamo.

D: Che impressione ha avuto da queste discussioni informali, in un ambiente così ufficiale?
R: Siamo stati accolti con il massimo degli onori presso il Senato, e ci hanno offerto cordialità e disponibilità. Molti hanno ascoltato con vero stupore e smarrimento, non essendone a conoscenza, altri invece già conoscevano determinate problematiche ma erano comunque interessati all'esistenza di movimenti che approfondivano tali studi, essendo profondamente coscienti che in passato si è riusciti a fare poco per risolverlo. La nostra presenza è stata notata anche dai numerosi giornalisti accorsi per questa giornata così particolare, che hanno così preso parte ai nostri discorsi. I nostri diretti interlocutori hanno preso atto dell'esistenza di tale problema economico e hanno promesso di mettere a corrente le più alte cariche dello Stato e i media statali.

D: Qual è stata la vostra posizione dinanzi alle domane che vi ponevano?
R: Abbiamo essenzialmente spiegato che avremmo intrapreso presto una serie di battaglie giuridiche, presentando presso i tribunali centinaia di denunce dirette ai privati che possiedono e controllano la Banca di Italia, che in quando tale deve essere dello Stato e deve servire ad una politica di sostegno all'economia tutta e non di un manipolo di persone. Accanto a questo abbiamo promosso che venga istituita una Banca di garanzia per aiutare le PMI dinanzi al potere forte di Basilea2 che per le condizioni stabilite rischia di uccidere ancor di più le nostre imprese.

D: In che modo si innesta la Tela nel programma del Comitato di Liberazione Monetaria?
R: Io credo che la Tela sia indispensabile allo stato attuale, non possiamo fare a meno di lei perché darà alle imprese la libertà di comunicazione e di scambio delle informazioni, con l'opportunità di creare e di proteggere le informazioni degli imprenditori. Michele Altamura ha studiato attentamente e con grande intelligenza questo progetto, con anni di studi e di ricerche e abbiamo capito che dietro c'è un lavoro che con mille difficoltà è giunto ad una realizzazione. Noi prenderemo la Tela per farne un sistema di scambio e di divulgazione di informazioni per gli imprenditori.
Questo è un buon momento, è quello più opportuno per proporsi con una valida soluzione: le istituzioni e i politici sono allo sbando, non sanno come gestire questa situazione e lo si vede anche dalle leggi che emanano e dal modo in cui le approvano. È un momento di difficoltà economica quindi le imprese stanno soffrendo, e non hanno una guida. Per tale motivo occorre un sistema alternativo che dia loro un punto di riferimento, ed è necessario che qualcosa cambi.

D: Come vede l'accordo di Intelligence con la Etleboro?
R: E' l'aspetto più interessante della nostra collaborazione, perché Etleboro ha una struttura molto innovativa e sarà per noi uno strumento per rimpossessarci del sapere che viene controllato e viene privato alle persone. Da essa attingeremo per le informazioni e i sistemi informatici per dare poi ai nostri imprenditori analisi e consulenze vicine alle loro esigenze. Per tale motivo, io vorrei ringraziare la Etleboro e il Sig. Michele Altamura per averci accolto nel suo ufficio di Banja Luka e averci offerto la sua collaborazione esterna, al fine di estendere sempre più la Tela.
Noi crediamo molto in lei, e soprattutto nella sua grande potenzialità di estendersi e di evolvere sempre più, avrà un seguito sicuramente interessante per tutti.

D: Vuole aggiungere qualcosa?
R: Volevo semplicemente dire che questa che stiamo combattendo è una battaglia comune, di tutti, e per questo ognuno deve partecipare a questo progetto, e deve aiutarci, ma non per scendere in piazza. Noi non vogliamo portare le persone in strada, ma divulgare il sapere, fare comunicazione per entrare tra le persone che potranno così affrontare il lavoro e la vita con consapevolezza. Vogliamo entrare nelle Università, che sono le officine delle imprese e i laboratori delle giovani menti, ancora non corrotte dall'egoismo del mercato del lavoro, e sono curiose molto attive sugli aspetti più innovativi del mercato. Noi vogliamo che i nostri deputati comincino ad informarsi su certe cose, perché evidentemente qualcosa gli è sfuggito, ed è giusto il momento che studino determinati problemi anche se non sono sui libri delle Università.
In generale sono molto ottimista, questo incontro è stato positivo, e io credo che davvero stiamo facendo qualcosa, che stiamo facendo qualcosa anche per la Tela. Dobbiamo essere intelligenti e cogliere questo momento propizio per rimetterci in carreggiata.