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14 novembre 2006

Il via a Etleboro Cyberbank


Nel cuore della notte, a Berna, è stato siglato un accordo tra Michele Altamura, in qualità di rapprensentante della Etleboro, e una società internazionale di consulenza, che ha fatto richiesta di diritto di mantenere discrezione sulla sua identità. Il progetto della Tela è stato descritto dettagliatamente dal Sig. Altamura con il supporto di un Team di tecnici e ricercatori, dinanzi ad una commissione di consulenti come un sistema totalmente innovativo che nel tempo diventerà una cyberbank, un nuovo tipo di banca che oggi la disinformazione nasconde e camuffa.
Il progetto era da tempo monitorato in maniera informale, e ora che è stato tradotto in un sistema informatico è stato mostrato operativo ad una società internazionale che ha così accettato di partecipare allo sviluppo del progetto e alla sua applicazione. È questa una vittoria importante, per il semplice motivo che mai una Ong così piccola, che opera in una terra martoriata con mille difficoltà, era riuscita ad arrivare così lontano e raggiungere in maniera così diretta una grande società e ad essere in qualche modo presente a questo titolo a Berna. Tuttavia, sebbene abbia raggiunto un così alto e ambito obiettivo ed è stato dato il via alla strategia di preparazione della cyberbank, la Etleboro rimarrà sempre una organizzazione non governativa, senza scopo di lucro, mantenendo la sua forma giuridica.
Michele Altamura sarà domani sicuramente atteso a Banja Luka per festeggiare con tutto lo staff questo accordo fondamentale che fa fare un grande balzo in avanti alla Etleboro.

Il progetto della Etleboro cyberbank è un qualcosa di totalmente innovativo, che si differenzia profondamente da quelli che sono oggi pubblicizzati, perché porta alla creazione di una economia sana e rivoluziona in concetto di banca. Oggi le Banche sono costruite su un conflitto di interessi, non portano alla crescita dall'economia perché viene salvaguardato prima di ogni altra cosa l'interesse del proprietario della Banca. Questo sistema infatti non va a creare distorsioni sulle imprese, è uno strumento nelle mani di piccoli imprenditori che possono così evitare che dei privati possano impossessarsi illegittimamente delle loro banche dati essendo un sistema distributivo e non centralizzato. Già molti hanno tentato in tale impresa e hanno fallito in un certo senso, sistemi come napster e e-emule sono stati per la "condivisione" di documenti, e per questo comprati, quando in realtà sono stati usati per fare i test. Chi ha comprato Napster sapeva bene questa cosa.

La Etleboro cyberbank vuole creare un'economia basata sul principio delle unità intellettive, in cui ogni attività economia o una quantità di materie prime, può tradursi in un qualcosa oggetto di scambio, grazie alla costruzione di una impresa telematizzata. Grazie ad un sistema di compensazioni telematizzate la moneta non sarà altro che un file, che contiene al suo interno un conto personale, un mero saldo di accredito e addebito. L’intero mercato viene così gestito da un programma sulla base di un meccanismo di accredito e addebito con compensazioni virtuali, applicando il modello del peer-to-peer allo scambio di merci, invece di informazioni. Gli individui diventano così "istituti di credito": il prestito richiesto sarà dato ad un gruppo di entità che hanno un surplus di risorse e produzione. La vera cyberbank è quella che crea una tela e al suo interno le imprese scambiano merci e "saldi dei conti elettronici", che è la moneta.
Vi sono poi dei sistemi detto cyberbank, ma sono in realtà dei circuiti finanziari delle banche stesse che vengono innestati sull'Internet, dando poi ai clienti un palmare dal quale effettuare operazioni barcarie e finanziarie. Il problema è però che la cyberbak non un palmare, che è un mero strumento, così come non lo è Paypal, che è una banca elettronica che si appoggia sul sistema bancario, infatti non è possibile avere un conto Paypal senza possedere una carta di credito o un conto corrente bancario. La cyberbank non è neanche quella di Zopa o Prosper, che sono dei siti inglesi che forniscono ai risparmiatori un'alternativa di investimento : offrono di investire i loro risparmi in una sorta di "fondo di investimento" di "portafoglio di debitori", che è rappresentato da una categoria di debitori, alla quale viene associato un fattore di rischio che poi determina il tasso di remunerazione. Sorge infatti il dubbio se possano mai esistere degli utenti disposti a cedere su due piedi i loro risparmi. In realtà loro si impossessano della parola, la rubano e poi sono disposti a finanziare il progetto pur di screditarlo e privarlo del vero significato per cui nasce. Persino l'ottima idea della Banca Grameen è stata stravolta, e oggi appartiene al Fmi, perché aveva alla base sempre un sistema piramidale, era una holding: quelle idee sono fallite, sono diventate qualcosa di diverso da quelle per cui sono nate, proprio perchè avevano un sistema centralizzato e i loro nemici hanno colpito solo il vertice per distruggere tutto.

La guerra che si fa dunque è solo di concetti, di parole, e per tale motivo occorre difendere innanzitutto l'idea tracciando i confini in cui si opera. Per tale motivo la Etleboro redigerà un documento chiedendo ai suoi collaboratori di aderire al progetto, per eliminare l'egoismo e ogni pericolo che un leader possa compromettere la sopravvivenza del sistema.
La nostra redazione ha così contattato Michele Altamura per porgergli alcune importanti domande sul progetto della Tela e le sue prospettive:

D: Se la Etleboro propone un sistema talmente innovativo e diverso, si può dire che è in atto una vera rivoluzione?
R: Le economie che vendono sono solo fumo negli occhi, e dunque anche le teorie, che vengono poi immesse nella mente della gente con un'opera di convincimento fatta dai media e dalle tv. Noi offriamo un'autostrada dove milioni di macchine viaggiano senza che un domani venga privatizzata, solo perchè riescono a corrompere un politico o un leader. Il nostro sistema è scritto nei libri sacri, nella pietra, nel Dna, è scritto nel codice della natura molto semplicemente.

D:Chi riuscirà a creare subito una tela?
R:Stiamo lavorando su vari fronti, con molti collaboratori, ci sono cose molto importanti in corso, ma teniamo il riserbo su tutto. Più di uno si è affacciato al balcone per vedere che il nastro sta cambiando musica. Abbiamo oggi anche tanti problemi, e uno di questi è che in Italia molta gente spende il suo tempo a predicare e ad acquistare le poltrone, ma non hanno capito che ormai sono state vendute tutte.

D: A chi è rivolto il messaggio della Tela?
R:Certamente quelli che si sentono dei santoni, i giornalisti dello scoop da "falsi dentisti", quelle persone che non servono alle nostre aziende, le quali chiedono concretezza immediata. Attualmente noi oggi siamo in grado di informatizzare le imprese, di telematizzarle con costi bassissimi, insegnando loro lo scambio di informazione: questo è il nostro primo passo.

D:La tela riuscirà a vincere la disinformazione e ad evitare che continuino a rubare i concetti?
R:La Tela ha già dimostrato a chi deve sapere e ha orecchie per intendere, che non abbiamo "l'anello al naso", che le nostre imprese sono il vero fulcro di tutte le invenzioni, mentre le multinazionali hanno solo comperato brevetti, raccattato e saccheggiato, pagando miseramente idee sulle quali hanno costruito un impero. Naturalmente questo sistema è fatto in modo che il singolo viene colpito più facilmente, magari minacciandolo di ritirare il fido, e dato che non possono ferire direttamente, semplicemente chiudono le opportunità.

D: Dato che il nemico è invisibile, chi saranno i vostri amici e i finanziatori più appassionati?
R:Sono tanti, tantissimi, in prima persone le imprese che ci sostengono e credono in noi, sopratutto si tratta di gente semplice, molti anziani, tanti emigranti italiani, la gente di cui ho visto il sorriso negli loro occhi. Loro credono che comunque, anche se io non riuscirò a portare a termine questo grande progetto, ci saranno dopo di me altre cento persone. È questa l'immensità della nostra umanità.

D: Cosa rispondete a chi in questi periodi vi ha attaccati duramente?
R: Vorrei dire a questa gente che il nostro slogan è scritto ben in alto, e io ho voluto fortemente quella scritta. Ripeto sempre che non bisogna credere che essere migliori di quelli che siedono sulle poltrone, che hanno il potere, perché anche voi raccontate ancora le storie della destra e della sinistra, sostenendo e battendovi con delle idee. Però sapete benissimo che domani le potrete cambiare dinanzi ad una posta in gioco più elevata. Da 2000 anni è o così ed è per questo è ormai giunto il momento di cambiare: oggi nel mondo e meglio essere cane, che schiavo.

D:Vuole aggiungere qualcosa?
R: Vorrei ringraziare la Dott.Sherly Van den Berg per essere stata una delle persone più importanti nella realizzazione del progetto, perché ha fatto sì che questo incontro a Berna avvenisse per portare una firma dell'accordo e dell'intesa. Desidero dunque ringraziarla a nome di tutta la Tela, soprattutto voglio dirle grazie, perchè è stata di parola.
Siamo oggi tutti uniti, sia nel bene che nel male: viva la Tela e la Etleboro cyberbank.