31 ottobre 2006

La Etleboro apre uno squarcio

La Etleboro ha ricevuto un'importante lettera da parte di un foro politico, e abbiamo deciso di pubblicarla in occasione della presentazione dell'importante documento su cui verrà costruita la Tela, basato sulla Teoria di Tesla. In esso verranno presentati i principi della società cybernetica, con l'obiettivo non di creare un partito o di portare i cortei nelle piazze, ma di indurre le persone a riflettere.
Riportiamo di seguito alcuni passaggi salienti per garantire la privacy del suo mittente, lasciando però trasparire il suo messaggio, che è sicuramente molto chiaro e incisivo.

Spett.le Etleboro,
Le scrivo in veste non ufficiale, non come rappresentante del popolo, ma come libero cittadino, nel timore che il ruolo politico che ricopro possa viziare le mie parole.
Leggo personalmente le notizie di questo blog, in quanto trovo in esse degli interessanti spunti di discussione, oltre che di autocritica. Sono ormai anni che cerco uomini che siano in grado di unirsi e organizzarsi verso un obiettivo comune, sono notti che penso come trovare una soluzione per difendere le nostre aziende e la nostra gente. Ciò che ho capito e vedo trasparire da questo blog è la vostra grande decisione, la vostra determinazione nell'andare avanti e nel non abbandonare la presa.
Non crediate che non si parla di voi, perché è chiaro che dietro un semplice blog, dietro la Etleboro esiste qualcosa di ben più consolidato e preciso: è l'avanzata dell'informazione contro i giganti, gli innominati, LORO, che vi guardano, e vi sorvegliano.



La nostra società sta veramente cambiando, e siamo tutti coscienti che il Governo può far poco per ristabilire un certo equilibrio tra le forze economiche. Certamente occorre un impegno sociale, tuttavia questo può non essere sufficiente se non si ha alle spalle una struttura diversa, perché i vecchi sistemi sono falliti.



Credo nel progetto che presentate, nella Teoria su cui si basa, e per tale motivo ne proporrò un attento esame per arrivare un giorno ad istituzionalizzare Etleboro. La mia forza politica è oggi onorata di portare a conoscenza del Parlamento la vostra esistenza, mettendo a disposizione i mezzi necessari affinchè tale progetto arrivi alla sua massima espressione nell'economia del Paese. Accettate dunque il mio contributo, e vogliate informarmi delle vostre attività. Io ed altri esponenti del foro politico siamo pronti a portare a conoscenza di tutte le autorità competenti del Sistema Etleboro.

Io sono già uno di voi.

Noi stiamo creando il Cyberspazio

Il Mondo oggi sta combattendo una guerra che non porterà a nulla, serve solo a destabilizzare il sistema per crearne un altro, che sarà governato dalla Cybernetica.
Le grandi società dell'informatica e del Web stanno cambiando la loro identità, e con essa stanno scrivendo la nuova Bibbia che è già entrata nelle Istituzioni Sovranazionali e dovrà essere recepita presto anche dagli Stati Nazionali.
Quando si parla di Cybernetica si intende una struttura in cui il Web è solo lo specchio della Rete, che diventa in mezzo su cui viaggiano le tre entità che costituiscono l'economia e dunque lo Stato: la moneta, l'informazione e le attività economiche.
Il valore della persona e la sua possibilità di scambiare e accumulare ricchezza risiedono nella sua capacità di creare informazioni e un prodotto reale, per consentire poi la circolazione della moneta. Tutti questi elementi diventano però, nella società cybernetica, dei bit, dei valori elettronici, e ben presto dei fotoni, delle entità elettromagnetiche, che vengono teletrasportate senza ricorrere a dei canali di trasmissione convenzionali.
Sa bene questo la Jp Morgan che ha fondato la sua potenza industriale su di un Intranet, nella quale si ritrova il giornale interno dell'impresa, le clausole dei contratti dei salariati, le differenti discussioni delle botteghe di provincia, i testi delle risorse umane, documenti sui possibili scenari futuri, l'elenco dei telefoni, gli schedari Excel che forniscono minuto per minuto lo stato finanziario della società. Sapete dunque dire qual è la vera grandezza della Jp Morgan?

È per questo motivo che ogni Istituzione, dalle Banche alle Multinazionali, dai Governi alle Autorità Giudiziarie o di indagine, stanno creando sulla rete il loro specchio, con una struttura virtuale e una sovrastruttura di leggi e regolamenti. Le grandi società investono nel commercio elettronico e nelle attività economiche dematerializzate, così come le Banche stanno seminando milioni di carte di credito acquistando poi i diretti concorrenti con il risultato che tra cinque anni l'intera moneta elettronica potrebbe finire nelle mani di un unico Istituto di Credito, come Visa per esempio. Allo stesso modo si può dire delle informazioni, e per esse lo spettro si ampia a tal punto da coinvolgere interi Stati. Le notizie oggi sono gestite dalle Agenzie di Stampa, che accentrano i comunicati e smistano poi alle testate, ma ben presto questo sistema sarà sostituito da un sistema ramificato che arriva sino al singolo utente: la notizia sarà disponibile a tutti, ma l'analisi degli eventi sarà a pagamento, e disponibile a pochi.
I dati economici sono da tempo in mano alle società private che agiscono da Consulenti tecnici sia per l'informatizzazione degli archivi di leggi e documenti, sia per le attività di revisione e di sorveglianza: si sono così trasformate in vere e proprie intelligence al servizio dei privati e delle commissioni della Unione Europea.

I dati biometrici delle persone saranno accentrati e accumulati in immense banche dati a livello sovranazionale, che avranno il controllo della gestione, decidendo in maniera discrezionale dell'utilizzo da farne. Dinanzi a questo sistema c'è poco da eccepire, perché non esistono i controllori delle Entità Sovranazionali, non sono eletti dal popolo né sono conoscibili i comitati a cui si rivolgono per la consulenza tecnica.
Questo è l'obiettivo che sarà raggiunto quando tutti gli Stati Europei avranno aderito al System Information Shengen II, con l'attuazione dell'Identità Elettronica. Il passaporto elettronico è infatti uno degli strumenti di cui occorrerà servirsi, essendo dotato di un chip RFID, che comunica la posizione della persona e immagazzina ogni tipo di dato del cittadino. Dopo di questo avremo la pulce sottocutanea per determinati soggetti a rischio, come criminali o malati, o affascinati dall'Hi-tech come moda, per poi divenire un obbligo perché sarà la chiave per accedere a servizi pubblici o finanziari.

Il problema delle Banche Dati è molto delicato, è stato per anni oggetto di discussione in Italia, sin dalla fine degli anni '80, durante i quali si cercava di tutelare lo Stato Italiano da un'invasione esterna, che avrebbe minato l'intero sistema perché come un virus sarebbe diventata eversione interna. La guerra tra il 1991 e il 1992, ha creato l'Italia e gli Stati di oggi: privi di identità e di sovranità, una piccola comunità fatta di utenti e consumatori, di cui disporre per trovate commerciali. Oggi l'Italia è in pericolo, per il semplice fatto che le grandi Banche Dati sono state manomesse, ma non da una forza esterna, bensì dall'interno, per stessa ammissione del Garante della Privacy. Tuttavia anche qua bisogna stare attenti alle parole, perché non vorremmo che come al solito siano i contractor a pagare le conseguenze di un verme che infetta l'intero sistema. Se i dati sono in pericolo, non è perché i dipendenti fanno trafugare le informazioni, ma perché chi ha fatto quel sistema di gestione e protezione dei dati, lo ha creato con dei "bug", con degli errori voluti per consentire a degli agenti esterni di testarne i limiti. La responsabilità è delle società di informatica private, come IBM, Intel, Microsoft, che forniscono i software e con essi i pirati, i contractor, i fiduciari che agiscono per creare uno squarcio nel sistema e spingere poi i governi a creare la "messa in sicurezza". Ci chiediamo dunque chi saranno allora le società che garantiranno la "sicurezza" agli Stati; saranno ovviamente società private, quando invece occorre che sia lo Stato stesso a creare i propri programmi e i propri software, per conservarne poi le chiavi sorgente ed evitare i bug.

Oggi le Istituzioni hanno già creato il crimine e la legge per contrastarlo: si parla di cybercrimine. Il Cybernauta in realtà è un individuo che si pone al di fuori del sistema, viaggia nella rete e al suo interno tesse la sua tela, conosce i meccanismi della rete e si pone in maniera critica, costruisce informazioni. Loro invece vogliono trasformarlo in un pirata, che assalta i server e manomette i circuiti finanziari, boicotta i siti ufficiali della Nasa, delle Università e dei Governi, così che i veri pirati avranno vera copertura. Non esiste infatti alcun crimine perseguibile a carico di chi decide le regole del gioco.
I cybernauti stanno cercando di creare il Cyberspazio, la Tela, che è la nuova dimora della mente dell'uomo, in cui è possibile sopravvivere. Non ha un governo eletto, né può avere un'autorità che censura senza salvaguardare le persone, le loro informazioni e i loro dati. È uno spazio globale, senza confini, in cui è la collettività stessa che salvaguarda l'universo della popolazione, dando immediatamente l'allarme della manomissione o delle anomalie del sistema prima che nuoccia alla salute e alla privacy di tutti. Il cyberspazio consiste in operazioni, nelle relazioni tra i cybernauti, e nel pensiero stesso, ordinate e organizzate all'interno del web da unaTela: al suo interno tutti possono entrare senza privilegi o priorità derivante dal potere economico, dalla forza militare, o dal paese di provenienza. Ognuno potrà manifestare se stesso senza conformismo, nel rispetto di un codice etico riconosciuto da tutti come regola di condotta economica e sociale.

Quello che può sembrare un mondo estraneo a quello reale, cade nella grande illusione che il cinema, la letteratura e i media hanno voluto creare per spacciare la Cybernetica come fantascienza. Non capire in cosa si va incontro significa esserne schiavo, perché la rete può usurare se al suo interno le persone non creano una loro dimensione in cui lavorare, vivere e relazionarsi con gli altri, diventa una giungla invivibile, ed è proprio questo ciò che vogliono che sia Internet. Vogliono il Web non il Cyberspazio, e per tale motivo esistono i motori di ricerca che manipolano la ricerca dei dati, esistono degli applicativi piramidali per comunicare , esiste la confusione dei forum e dei blog: organizzarli tutti nella medesima Tela significherebbe creare un'entità che è in grado di esprimere una forza politica e di fare pressione sui governi.

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30 ottobre 2006

Nella Casa degli Inciuci. Viva le Bionde!


LA CENSURA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
SUL SIGNORAGGIO
(circolo Tor Pignattara)

L'evento è stato giudicato unanimamente "entusiasmante" dagli intervenuti in sala e dal collegamento in remoto via web. Ovviamente il SABOTAGGIO di cui sono e siamo stati vittime è costato qualcosa in termini di mancata partecipazione (e denaro).

Se questo farà gongolare chi si è adoperato a mettermi e metterci il bastone tra le ruote sarà anche la sua unica orgasmica soddisfazione da persona malata e senza etica né morale.

La Fiera delle verità ha avuto luogo, come era prevedibile, ad ogni costo ed è andata bene. Questo MAGIUS si occupa di moneta complementare (dice lui) ma ora appare chiaro a tutti qual è il suo vero scopo. Inoltre la Casa del Popolo (Rifondazione Comunista di Tor Pignattara a Roma) ha chiuso la porta in faccia al Popolo stesso, venuto per partecipare spontaneamente, e con commovente entusiasmo, all'avvenimento su cui ho lavorato per settimane! Il direttivo del circolo ha di fatto sbattuto la porta sul 'muso' sbigottito di DECINE e DECINE di TESSERATI di SINISTRA accusandoli di essere FASCISTI! Queste due vili operazioni di censura mi hanno (e ci hanno) insegnato che:

1. CHI PARLA DI "POPOLO" E' IN REALTA' UN TIRANNO BRAMOSO DI POTER SCHIACCIARE IL SINGOLO CHE LOTTA SENZA SCHIERARSI, NON ESITANDO A CANNIBALIZZARE I PROPRI ISCRITTI, TESSERATI E SIMPATIZZANTI (ora tutti ex, ovviamente!).

2. CHI PARLA DI LOTTA AL SISTEMA MONETARIO E' IN REALTA' INTERESSATO AL PROPRIO EGO E A PRENDERE IL POTERE, COSTI QUEL CHE COSTI, PUGNALANDO ALLE SPALLE I 'COLLEGHI'.

Sandro Pascucci

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Ciò che è accaduto in occasione della Fiera delle Verità fa veramente capire cosa sia diventata la politica, cosa sia ora la Sinistra, lei che ha creato il popolo dei dissidenti, delle manifestazioni e delle proteste popolari. E' finita un'epoca evidentemente, e ora che hanno avuto una poltrona non la lasciano più, ci si sono attaccati con tutti i tentacoli e hanno dimenticato le persone, hanno trasformato la Casa del Popolo... nella Casa degli inciuci !



29 ottobre 2006

Il fantomatico dirottamento del Turco


In poche settimane si è estinto completamente il fenomeno mediatico del dirottamento di un aereo della Turkish Airlines, partito da Tirana e diretto ad Instabul, da parte del turco cristiano Hakan Ekenci.
I media hanno chiuso il caso così come lo hanno archiviato lo Stato Italiano e quello Albanese, rendendosi conto che si trattava di un dirottamento molto anomalo, non essendoci prove o fatti reali che comprovavano quanto i servizi sostenevano.
L'obiettivo della sceneggiata era proprio quello di dimostrare l'esistenza di una cella terroristica in Albania, collegata poi alla Turchia, al fine di innescare quel meccanismo di scandali e arresti per sconvolgere i governi e colpire determinati personaggi politici, proprio come è accaduto in Italia con il Caso Abu Omar. Questa è una strategia precisa, quella del sabotaggio, in cui degli eventi strani, apparentemente isolati, vanno a compromettere la stabilità politica di uno Stato. Si parla di terrorismo, o di negligenza degli Stati, di non funzionamento dei sistemi di sicurezza, ma il risultato è sempre lo stesso, ossia il ricatto e lo screditamento dello Stato dinanzi all'opinione pubblica e agli organismi internazionali.

Nel caso in questione, abbiamo formulato una teoria ( anche molto criticata da alcune testate giornalistiche on line : vedi ), un'ipotesi, su come gli eventi potevano essersi svolti, visti i pochi, ma significativi elementi a disposizione. Sin dai primi momenti sono state smentite le voci che parlavano di due o più sequestratori sull'aereo della Turkish Airlines. Era persino trapelata la voce che sull'aereo si trovasse Ali Acga, tuttavia non è stato poi chiarito chi fosse la fonte di questa sconvolgente dichiarazione. Successivamente si è detto che il dirottatore non aveva armi con sé ed era riuscito a dirottare l'aereo verso l'Italia, con direzione il Vaticano, con la semplice minaccia di avere nella valigia una bomba che avrebbe fatto esplodere. Tuttavia, Hakan Ekenci aveva oltrepassato regolarmente i controlli all'aeroporto, sia con il controllo elettronico che con la perquisizione della sua persona e del suo bagaglio, senza aver riscontrato nessuna anomalia, come lo attesta il video della sicurezza dell'Aeroporto fornito su disposizione del premier albanese Berisha.

Della lettera diretta al papa non è stata trovata alcuna traccia cartacea, ma solo un post su un blog esistente da pochi giorni dal dirottamento e contenente due o tre notizie, dunque creato solo per quello scopo.

Ma c'è di più. È stato possibile raggiungere i passeggeri dell'aereo che hanno dichiarato di non essersi accorti di nulla, né della minaccia del turco, né del dirottamento stesso, fino all'arrivo nell'aeroporto di Brindisi, circondato da un arsenale di polizia. È stata la presenza di quello schieramento in assetto da guerra a far capire ai passeggeri che c'era qualcosa che non andava, perché fino a quel momento non era accaduto nulla di anomalo. Durante il viaggio un uomo si è alzato e si è avvicinato alla cabina del pilota, tutti i passeggeri si agitano incuriositi dal loro posto in aereo, per capire cosa stesse accadendo. Hakan Ekenci viaggiava con un biglietto economy, e si trovava dunque in fondo alla cabina dell'aereo: ha percorso un corridoio di 40 metri, sino ad arrivare alla business class, e così alla cabina del pilota senza che nessun membro dell'equipaggio lo fermasse.
Il motivo per il quale si è alzato poteva essere qualsiasi, anche un invito da parte dello stesso equipaggio di bordo, ma in ogni caso non costituiva un motivo di paura, bensì di curiosità.
Una volta tornato al suo posto, il viaggio è proseguito senza alcun problema, tranne la sorpresa di ritrovarsi a Brindisi. Nessuno ha urlato, o si è gettato sul pavimento impaurito, niente di tutto questo, nessuna traccia del bagaglio bomba o di un finto telecomando. Questa non è solo un'ipotesi, ma una realtà comprovata anche da un video girato all'interno dell'aereo, del quale vi mostriamo solo alcune immagini.





Giunti a Brindisi, si apre il portellone e con gran stupore la polizia trova un solo uomo, un turco, a cui non resta che ridere per quell'arresto inaspettato. I giornali intanto già hanno dato all'allarme e tre intelligence si sono mobilitate per impedire il peggio. Tuttavia, chi si è mosso più velocemente è stato proprio il Governo di Tirana, che tiene subito a precisare la situazione legale di Hakan Ekenci: è un turco, cristiano, che si trova in Albania grazie ad un asilo politico concesso per la persecuzione che diceva di subire dalla Turchia per via della sua reticenza alla leva militare. Era stato ospitato dall’Unhcr, che in un primo momento afferma che non risultava dai loro uffici che Ekinci fosse stato espulso o che gli fosse stato negato l’asilo politico, ma a seguito di una richiesta delle autorità albanesi ha affermato che aveva chiesto egli stesso di tornare in patria. L’Unhcr avvrebbe dunque pagato il biglietto di ritorno in Turchia, dietro ad un'esplicita richiesta di Ekenci di rimpatriare. Non è chiaro il motivo, dunque, che ha spinto Hakan Ekenci a tornare in patria per paura delle persecuzioni, e per questo ha scritto una lettera al Papa.
Tra l'altro è così strano che siano sempre coivolte delle organizzazioni umanitarie o internazionali in queste storie di rapimenti o sequestri, o come intermediarie o come dirette referenti dei sequestratori.

In realtà era scattata la trappola per l'Albania o la Turchia, che è fallita sul nascere grazie alla denuncia della disinformazione, e forse un piccolo Blog come quello di Etleboro ha dato un grande contributo...
La cosa più bella che resta da ricordare è proprio lo sguardo divertito di Hakan Ekenci al momento del suo arresto, assolutamente surreale.

La casa del popolo: che figura de "merde"

1ma FIERA DELLE VERITA'
sabato 28 e domenica 29 ottobre

Come «IL GRASSO BANKIERE©» governa il mondo attraverso la moneta, la politica, la sanità, la scuola. Le sue armi invisibili sono la dittatura mediatica, le manipolazioni mentali e gli omicidi-suicidi, dal 1694 ad oggi, da Kennedy al 9-11. Quando i complotti vestono bene.

La sera 27 ottobre alle ore 22.50 Il direttivo del Circolo de LA CASA DEL POPOLO, in via Benedetto Bordoni n.6 in Roma, HA NEGATO L'USO DELLA SUA STRUTTURA. Dopo settimane dall'accordo preso questo "direttivo" ha così spiegato l'ANNULLAMENTO dei patti intercorsi: «il sito www.signoraggio.com presenta in prima pagina un logo grande del sito Etleboro.com. Il sito Etleboro.com ha una immagine del giornale RINASCITA che è di "estrema destra". Inoltre tra gli invitati c'è una persona "nazista" [nota mia: si riferiscono a suor Nemiliz Gutterriez dei Pellegrini San Michele Arcangelo (Credito Sociale di Louis Even), sic!]. Per questi motivi non possiamo dare in uso la sala. f.to Il direttivo del circolo»
Attualmente siamo sempre a Roma in via ARCHIMEDE, 69 presso la sala convegni "Villa Borghese" del THE DUKE HOTEL.
Vi aspetto, non mollate.
Lunedì ci divertiremo con questi signori DI SINISTRA!!

Sandro

(ancora apartitico, nonostante questa forte spinta.
Totò diceva: "E poi dicono che uno si butta a destra...")

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Rispondiamo alla Casa del Popolo
con la fantastica canzone di Gaber
"Destra-Sinistra"

Cos'è la destra e cosa la sinistra oggi?

La regia occulta delle trappole per gli Stati

Il neo-liberismo e i meccanismi del post-capitalismo hanno causato la completa perdita del controllo sull'economia delle nazioni da parte dei governi. Lasciano che il mercato faccia il suo normale decorso, mentre la popolazione si impoverisce e diviene un'informe massa di consumatori senza diritti. In realtà tutto questo è solo l'effetto di gravi e importanti scelte prese anni fa, delle sconfitte democratiche delle classi politiche, e delle strutture che i governi hanno usato per gestire uno Stato.
Oggi sembra di attraversare lo stato terminale della politica, all'interno degli Stati sembra che esista una regia occulta che ricatta i capi di governo, e provoca delle gravi distorsioni sui mercati e sulle leggi, perché non corrispondono alla volontà popolare. In Italia il Presidente del Consiglio è ricattato dagli stessi uomini che invece dovrebbero difendere la classe dirigente dagli scandali per garantire la stabilità del paese. È assurdo vedere Prodi esposto dinanzi all'intera opinione pubblica europea da rapporti sul suo patrimonio o su quello di sua moglie: un colpo davvero basso, in un periodo molto delicato in cui alla pressione delle agenzie di rating, si aggiungono le tensioni delle riforme impopolari.
Come l'Italia, anche il Belgio, per la questione della privatizzazione di GdF, l'Albania, per i consorzi di costruzione dei gasdotti, la Serbia, che deve arretrare ancora di più, e persino la Francia, con la eco di Clearstream. Quel caso non è ancora archiviato, e di tanto in tanto diventa più incisivo per ricordare alla classe dirigente che esiste ed è attuale la minaccia della grande tangentopoli che farebbe cadere il loro potere e lo stato stesso. Quando una banca, o meglio la tesoriera di un gruppo bancario, è coinvolta essa stessa in un grande scandalo Internazionale, e minaccia di rivelare i conti tracciati delle transazioni e degli scambi illeciti che reciclano i soldi dell'Onu, per i quali si è combattuta una guerra nel Kuwait, allora vuol dire che può uscire distrutto dallo scandalo solo lo Stato. Per anni quei conti sono stati occultati, e ad un tratto uno scoop giornalistico li ha tirato fuori in modo da continuare a fare gli interessi delle Banche, che possono beneficiare del ricatto dei politici.

Medesima trappola è stata tesa all'Italia, che non ha saputo imparare dagli errori del passato e tutt'ora continua a farli. Il caso Abu Omar è stato studiato a tavolino per ricattare l'Italia, i suoi politici e i servizi ufficiali, che non potevano non sapere cosa stesse accadendo sul suolo italiano, per poi travolgere anche la Telecom, responsabile della fuga delle informazioni e per aver effettuato le intercettazioni. Per bloccare una situazione che rischiava di generare sempre di più, è stato imposto il segreto di Stato, ma era chiaro che chi controllava il traffico dei telefoni era una centrale di ascolto clandestina, delle zone di influenza e di interesse dei privati: politici e diretti concorrenti, o comunque vari personaggi che intralciavano determinati affari. La storia di Milano e di Abu Omar è stata una trappola per far piegare un centro di ascolto clandestino, e riversare su di loro la responsabilità di un'operazione proveniente dai servizi esteri. L'Italia, così come gli altri Stati, si rivolgono oggi a dei contractor, ai fiduciari che sono i fusibili del sistema, posizionati in modo che quando saltano, la fonte non si scopre mai e la macchina non fallisce nel suo complesso.


Per molto tempo una certa classe dirigente e la lobbies bancaria ha utilizzato questi sistemi per ricattare ed eliminare delle pedine scomode, come Storace, poi Fazio, per poi sfiorare Fassino e D'Alema con il caso Unipol, e rimanere coinvolti nello scandalo Abu Omar senza soluzione di uscita. I grandi gruppi Bancari e le multinazionali si sono tutti dotati di un servizio interno di sorveglianza, per gestire lo spionaggio industriale e sabotare la concorrenza colpendo l'anello più debole della catena. Lo scandalo delle intercettazioni ha travolto in un primo momento Telecom, che ha dovuto subito prendere le distanze su determinate scelte, e ha dovuto spiegare la morte di un suo dirigente che stava indagando su delle operazioni di ascolto non autorizzate. Questo evento si è, stranamente, combinato con la scadenza dei termini per la riorganizzazione di Olimpia s.p.a. con l'uscita delle due grandi banche finanziatrice, che ha portato alla decisione di dismissione della rete mobile onde recuperare l'emorragia finanziaria. L'annuncio della vendita ha scatenato una polemica parallela, obbligando alle dimissioni Tronchetti Provera, il quale, rivolgendosi poi al Financial Times, ha imposto a Prodi di rendere conto al Parlamento sul destino di Telecom. In realtà i due eventi sono strettamente legati, in quanto l'attacco a Prodi in quell'occasione ha preannunciato quello successivo alla chiusura del caso di Abu Omar. Oggi Telecom annuncia che la telefonia mobile non sarà venduta, e contemporaneamente deve prepararsi a recepire le raccomandazioni di Ficht sul licenziamento del 25% del personale del settore della telefonia fissa.
E mentre Telecom lotta con questi meccanismi, arrivano gli scontri legali e strategici con Vodafone, che da un lato denuncia l'abuso della posizione dominante e dall'altro fa una politica pubblicitaria molto aggressiva diretta soprattutto a contrastare Tim.
Per cui, volendo fare un'ipotesi assurda, una grande società della telefonia mobile, per rubare mercato e acquisire una posizione incontrastata nelle telecomunicazioni, assume dei contractors per sabotare il suo diretto concorrente. Sono gli stessi componenti dei servizi che lavorano per le imprese private, e, con le scusa dei tradimenti coniugali, acquisiscono materiale per intercettare politici, banchieri e imprenditori.

Possiamo dunque capire adesso Putin che parla di "mafia", precisando che "maffia" non è una parola russa, che infatti si traduce in "organijzatia". L'Italia, origine di questa parola, è ora la patria dei ricatti, è totalmente infiltrata, e utilizza gli schemi mafiosi per rubare alle imprese.
Putin ha dunque voluto dire che lui non si nasconde dietro nessuno, mandando i contractor a ricattare i politici, ma va avanti con le forse dello Stato sovrano, pagando il suo debito e costruendo una tela di contatti. La Russia sa che rischia di essere infiltrata dalla mafia, e per tale motivo in occasione della strage di Beslan, ha sempre sostenuto che quell'attentato non proveniva dagli ambienti ceceni, ma ha retto il gioco per dare all'opinione pubblica un colpevole e chiudere la questione prima che degenerasse troppo. Il gesto di Putin in occasione del sequestro del teatro fu una prova di coraggio per far capire che lui non aveva pietà. In coerenza con tale politica, ha chiuso anche le ONG in Russia appartenenti agli organismi internazionali, ossia quelle organizzazioni di gente che è stipendiata per creare l'azione di disturbo quando è più necessaria.

Il ricatto oggi ricade sui politici che sono costretti a firmare i contratti che di volta gli vengono proposti: se non firmano scendono in pazzia quella specie di comitati che diranno subito che non sono stati rispettati gli impegni nel taglio delle bollette. In ogni caso sarà pronta un'altra forza politica, altri uomini ricattati, che diranno che tutto viene fatto per il bene del Paese ma in realtà servono agli stessi interessi: entrambi infatti sono d'accordo a rilanciarsi a vicenda la patata bollente. Oggi molti servizi giornalistici sono già stati studiati, perché non sono più i giornalisti che fanno la notizia, ma sviluppano l'input che proviene dall'alto. Un esempio lampante è il caso dell'immigrazione: prima di approvare un'importante legge sul flusso immigratorio controllato, sono state dati migliaia di servizi e trasmissioni sulla questione femminile negli Stati musulmani. Questo perchè vogliono dire agli italiani che se stanno male è colpa degli immigrati e non della finanziaria, come sempre serve un colpevole e una distrazione. Infatti, se i barconi sbarcano sulle coste italiane è perché i fiduciari fanno il lavoro sporco dei visti presso consolati e ambasciate.

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26 ottobre 2006

Le opportunità perse dall'Italia


Chiuse le prime sofferte contrattazioni per la Finanziaria, l'attenzione del Governo si sposta ora sulle difficili decisioni in tema di infrastruttura e trasporti. I limiti dettati dalla Unione Europea per far quadrare i bilanci si sono riverberati innanzitutto sugli investimenti e la spesa pubblica, ed ora, con i limitati fondi occorre garantire il prosieguo delle opere in corso e il rinnovamento dei cantieri di quelle società che stentano a mantenere il passo. Si apre innanzitutto il fronte sui porti Italiani, e non promettono nulla di buono le parole di Prodi dinanzi alla Assoporti, che è obbligata a smuovere la situazione e a recuperare il ritardo accumulato. Infatti entro il 2015 il bacino del traffico marittimo nel Mediterraneo triplicherà, e i porti italiani, costituiranno una vera piattaforma logistica all'interno dell'Europa meridionale, che in quanto tale avrà bisogno delle infrastrutture autostradali e aeroportuali idonee.
Si apre lo spiraglio di 1,2 miliardi di investimenti, destinati al dragaggio e alla manutenzione delle banchine, tuttavia il messaggio di base è che i porti italiani devono ridurre la loro frammentazione organizzandosi in una rete, andando a creare un'unica grande controparte da presentare agli investitori esteri. La rete tuttavia implica comunque un' entità che la gestisca ben accentrata, quando invece la soluzione ideale è una tela ramificata, in cui ogni porto mantenga la propria indipendenza, gestito poi dalle imprese che ad esso si appoggiano, e dalle autonomie locali, e riesca poi ad organizzarsi e coordinarsi con gli altri. Questa soluzione potrebbe garantire sia lo sfruttamento della ricchezza che porta il porto da parte dell' economia del sud, e poi evitare che entrino grandi investitori esteri come è accaduto alla società che gestiva i porti Inglesi, controllata oggi da Goldman Sachs. Costruire la rete di porti senza il rispetto dell'autonomia di ciascuno porterà alla concentrazione che piace molto alle Banche e alle multinazionali, che possono così contrattare con un'unica controparte.

Ulteriore problema è oggi Alitalia, ed è scandoloso vedere un governo che, come al solito, "gioca a perdere" con le imprese italiane. Il Ministro Bianchi ha fatto chiaramente intendere che il governo non intende sobbarcarsi dell'intero onere della ristrutturazione della società, e che sta cercando una controparte per vendere la società e a cui scaricare la metà dei costi di risanamento. Dalla società invece arriva tutt'altra risposta, perché Alitalia non è disposta a presentarsi ad una controparte estera senza aver un bilancio risanato, in modo da non subire deprezzamenti e avere le carte in regola per contrattare alla pari. Cimoli, tuttavia, nonostante faccia gli interessi della compagnia e dell'Italia stessa. deve lottare su troppi fronti: sindacati, media, opinione pubblica e governo. Sono "volati" i nomi di Airone, Luftanza, ma in corsia privilegiata viaggia ancora Air France-Klm, proprio in virtù del fatto che appartiene ad un grande consorzio aero-spaziale europeo a partecipazione mista tra privati e pubblici: Eads, un gigante che fa davvero paura perché detiene non solo il settore dei trasporti aereo, ma anche quello della ricerca spaziale. Non bisogna sottovalutare tale elemento, perché tutto sta oggi nella conquista dello spazio, del cosmo per poter attingere alla grande fonte di energia che promana, come Tesla, primo tra tutti, poi Marconi e Ighina insegnano. Eads esce da poco dalla grande bufera Clearstream in quanto Airbus, appartenente al consorzio, è una delle società coinvolte nel programma "Oil for food", uno scandalo soffocato, ma che ha continuato a riecheggiare. Nel mese di giugno un colpo di insider trading ha favorito delle forti speculazioni, deprezzandosi i titoli di circa il 30%, e ha consentito un riassetto societario molto strategico.

EADS ha acquistato il 20% della quota di BAE Systems in Airbus, divenendo così il solo proprietario di Airbus, e costituendo un vero gruppo di difesa e trasporto transnazionale.
All'epoca della sua creazione, venne stabilita come condizione esseziale la leadership dell'azionariato francese nelle mani private, mentre ora qualcosa sta cambiando perché al suo interno avanzano non le società private, ma gli Stati, ossia Francia, Germania e Russia. Lo stato francese detiene per la sua parte il 15% di EADS attraverso la holding Sogeade, ed il gruppo di media francese Lagardère con il 7,5%, mentre quello spagnolo vorrebbe rinforzare la sua partecipazione, attualmente del 5,5%. Berlino sta premendo per entrare nel capitale di EADS mediante il riscatto della partecipazione del 7,5% che vuole cedere DaimlerChrysler. Tuttavia la controparte più interessante è proprio la Russia, che detiene non solo una grande esperienza aeronautica e aerospaziale, ma anche un'arma che pochi paesi europei possono permettersi, ossia una Banca Pubblica.
La Vneshtorgbank (VTB) è l'asso nella manica di Putin, con lei la Russia ha acquistato circa il 6%, avvicinando al 7%, delle azioni di Eads, divenendo il terzo più importante azionista del gruppo poiché ha superato la Spagna, uno dei fondatori di EADS. La banca pubblica aveva realizzato degli acquisti massicci di azioni proprio questa estate, approfittando di un ribasso del 45% della quota degli azioni EADS.
Poutin ha gettato le basi, nel febbraio 2006, della creazione di un consorzio aeronautico unificato (OAK) dove sono state riunite le principali unità di costruzioni civili e militari del paese (Soukhoï, MiG, Tupolev, Iakovlev, Irkout). All'OAK ritornerà alla fine le azioni acquistate dalla Vnechtorgbank. Forte della sua cooperazione con la Russia, EADS sarà il gruppo straniero che farà parte di questo consorzio, grazie alle partecipazioni incrociate. Il gruppo europeo possiede già una partecipazione del 10% nel costruttore privato di aerei di combattimento Irkout, uno dei due costruttori dei caccia Soukhoï, e Irkut ed Aerobus hanno creato un'impresa mista specializzata nella riconversione di airbus A320 ed A321 in cargo.

La Russia avanza in Europa, dunque, cercando tra i suoi partner proprio gli Stati e non la Comunità Europea, con la quale è in rotta di collisione dopo la mancata ratifica della Carta dell'Energia Europea. I suoi metodi non piacciono perché agisce al di sopra delle istituzioni sovranazionali, perché non le riconosce, ma individua invece negli Stati e nelle imprese le sue uniche controparti.
In tutto questo l'Italia sembra perdere la sua occasione, in quanto l'Alitalia fa parte di questo consorzio, avendo stretto con tale marchio delle collaborazioni, ma lo Stato non ha alcun ruolo all'interno. Ora che si sta delineando la possibilità di partecipare ad un consorzio aerospaziale ed energetico a livello europeo, che si tira un po' fuori dalle entità sovranazionali, l'Italia invece si svende, e preferisce chiedere l'elemosina invece di agire con fierezza e cercare di ottenere anche lei un piccolo posto in un progetto destinato al futuro.

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25 ottobre 2006

Dietro la crisi Energetica c'è la Disinformazione


Il mese di Ottobre porta con sé sempre una Finanziaria e la crisi energetica dell'inverno che si prepara, stringendo l'Italia tra il cuneo della Ue e quello della Russia. La tensione è talmente alta che ormai non sanno più cosa inventare per distrarre l'attenzione e creare quel diversivo ideale per calamitare le masse, e far dimenticare loro gli scioperi che non si fanno più, le pensioni che non verranno più pagate, e le tasse che aumentano. D'altro canto viene smorzata anche la crisi energetica preinvernale che già si sente nelle ossa, nell'Europa Centro-Settentrionale, teatro di scontri e di guerra ad altissimi livelli, ma nonostante il suo rumore, giunge in Italia con una eco distorta. I giornali titolano che Putin ha parlato dell'Italia come la "patria della mafia", mentre pochi tengono a precisare che non ha usato proprio queste parole e che è la disinformazione che distorce i significati. Ovviamente hanno omesso l'intero discorso e la descrizione degli eventi circostanziali, mentre in Europa la disinformazione è molto più sottile, e si trasforma in crisi energetica, molto vicina al caso dell'Ucraina.

Putin si è detto venerdì favorevole ad una cooperazione energetica con l'UE "fondata - tuttavia - su dei principi comuni", per cui dice ai dirigenti dell'UE "che la cooperazione deve basarsi sui principi di prevedibilità e stabilità dei mercati, nonché sulla responsabilità reciproca dei produttori e consumatori di energia." Ha sottolineato peraltro che non è la Russia a dipendere dai paesi consumatori, ma che i consumatori dipendono da lei, per cui è nel pieno diritto a difendere i propri diritti dinanzi ad una istituzione che non rappresenta gli interessi degli Stati. Infatti i paesi dell'Unione Europea erano d'accordo, unanimamente, sul fatto che la cooperazione energetica doveva riposare su principi come le relazioni di mercato, le garanzie di sicurezza di transito e delle condizioni uguali no-discriminatorie per tutti i partner. La Commissione Europea ha invece ribadito l'importanza dei "principi della trasparenza e dell'apertura dei mercati" nella cooperazione energetica, ricordando che sulla questione energetica non è importante solo la Russia, ma anche tutti i paesi vicini, quelli di transito delle pipeline idrocarburi verso l'Europa : la Georgia, l'Armenia, la Turchia, l'Azerbaigian e l'Iran.

Mosca dunque non nega l'energia agli Stati Europei, ma non è disposto a ratificare la Carta Europea sull'energia, finché non sarà modificata, finchè le ragioni della Russia non saranno tutelate, anche perché non esiste alcun obbligo nei confronti di questa istituzione. Putin non riconosce l'Ue e non intende sottostare ad alcuna clausola vessatoria, come invece sono tenuti a fare i singoli Stati Europei, che tra l'altro hanno persino riconosciuto che gli argomenti della Russia sono tutt'altro che trascurabili. Il punto dolente del protocollo sembra essere proprio il libero transito di prodotti energetici, perché la Russia pretende che si rispettino degli accordi presi tempo fa. Gazprom ha intenzione di concludere prossimamente con Gaz de France dei contratti di consegna per il gas che sarà trasportato attraverso il gasdotto Nord Stream. I Presidenti di Gazprom e Gas de France hanno infatti firmato nel settembre 2005 un protocollo secondo il quale Gazprom inizia la costruzione di un gasdotto nord-europeo, passante sotto il mare Baltico, per poi proseguire i lavori insieme al fine di sviluppare le forniture di gas e rinforzare la sicurezza di approvvigionamento del mercato europeo. Dal suo canto l'impresa energetica pubblica francese GDF, conta di poter integrare al suo interno il consorzio russo-tedesco incaricato di costruire il gasdotto sotto il Baltico, detto "alleanza energetica" creato da Gazprom ed i tedeschi BASF ed Eoni.
In realtà si è creato un consorzio trilaterale che vede coinvolti tre Stati che individualmente gestiscono l'affare, lasciando fuori da tutto questo l'UE. A questo occorre aggiungere la fusione di GDF e Suez, in cui è Gas de France ad assorbire Suez: lo Stato francese sarà il primo azionista del nuovo gruppo lasciando a bocca asciutta l'Enel.

Questa operazione è stata fortemente voluta da Dominique de Villepin, che aveva annunciato la fusione tra un gruppo pubblico Gas de France ed il gruppo privato Suez, bloccando così ogni altra OPA. Questa decisione Villepin l'ha dovuta pagare a caro prezzo, perché le ferite di Clearstream sono state immediatamente riaperte in occasione del caso.
Il progetto di fusione è stato proposto sul mercato belga, ed è ora all'esame della Commissione Europa che prende con le dovute cautele un caso che "nuoce la concorrenza sul mercato energetico europeo", e chiede a Suez di ridurre il potere di Electrabel, filiale di Suez, a vantaggio dei gruppi concorrenti.

La costruzione di questo gasdotto potrebbe cambiare la carta politica dell'Europa, perché la Russia potrà così influire sulla politica degli Stati vicini baltici, ucraini e polacchi, e ignora in parte il dictat della Commissione Europea che è sempre molto attenta alla Concorrenza e al libero mercato.

Il vero pericolo della politica di Putin è che va a sabotare le fondamenta del sistema dell'Ue, fatto non di Stati, ma di lobbies bancarie che con i loro comitati si sono insinuati in tutte le istituzioni fino a sostituirsi con queste. Mettere in discussione la Unione Europea, in un periodo prossimo al referendum della Costituzione Europea, significa scontrarsi con il sistema, con le lobbies, che vengono completamente ignorate con questo sistema che crea le Istituzioni ma non le unioni di Stati. Queste vengono invece create dalla semplice comunione di interessi per portare a termine degli affari, ma ognuno poi conserva la propria identità, la propria indipendenza. Le pressioni di Putin sono pericolose, per questo vengono trasformate e vengono tradotte in minaccia all'approvvigionamento, creando poi casi dal nulla.
Se questo è il disegno di Putin, allora assume un significato le parole di Bush che puntano così in alto: è una guerra fatta di discorsi codici che non possono essere capiti dalla massa, a loro viene infatti trasmessa l'idea di insicurezza degli approvvigionamenti o di guerra al terrorismo.
Questa guerra potrebbe costare un duro presso ai popoli europei, che dunque farebbero meglio a cautelarsi: l'Italia dovrebbe invece dare ai suoi agricoltori il diritto alla coltivazione dell'olio di colza, e di dotarsi poi di una rete telematizzata per gli scambi.

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24 ottobre 2006

"Non un fallito, ma una vittima"


Pubblichiamo una lettera di un imprenditore che ha inviato una donazione alla Etleboro, 180 scatole di vestiti nuovissimi, ma vuole rimanere anonimo e non rivelare nulla sulla sua impresa a causa delle difficoltà che sta attraversando.
Vogliamo così ringraziare questo generoso gesto, perché sappiamo quanto può essere difficile e doloroso affrontare un fallimento, o una situazione di difficoltà finanziarie, con i ricatti e le pressioni. Sono momenti questi in cui viene messo in discussione non solo il valore delle persone, ma delle stesse persone, che vengono mercificate e rischiano di essere completamente cancellate dalla società, che non è più disposte a riabilitarle e ad inserirle.
La Tela, la Etleboro è fatta di imprese, ma soprattutto di persone, non è un sistema elettronico automatico, fatto da programmi e computer, per tale motivo è Intelligente, riesce ad analizzare una situazione e a trovare una soluzione. Tutto questo non può essere fatto dai computer, che non hanno ancora superato l'intelligenza umana. È questo il grande potere che viene offerto alle imprese, che possono così all'interno della loro rete trovare le risposte e le soluzione ad un problema con il minor sacrificio di risorse e di tempo.

Cari amici della Etleboro, Vi invio questa piccola donazione, è ciò che posso darvi oggi, date le difficoltà in cui mi trovo, ma credo che apprezzerete e per questo lo faccio con il cuore. Siete grandi, in tutto, e per una volta ho la soddisfazione di non sentirmi fallito, di guardare un sole diverso, di guardare negli occhi il mondo e dire "no, grazie, non sono un fallito, ma sono una vittima". Prendere coscienza di questa cosa, mi ha reso più forte, più sereno, e ora sono felice perchè per molti anni sono rimasto in silenzio, avevo pensato persino di mettere fine alla mia vita per non dover più affrontare ogni mattina la vergogna, le critiche e le umiliazioni. Oggi grazie a voi ho cominciato a rivivere, ho ripreso la mia vita e difendo la mia impresa con i denti e con le unghie perché è tutta la mia vita. Invito tutti a riprendere la forza e il coraggio per abbattere quel muro di sofferenza che tutti i falliti sentono. Non posso parlare perchè sono perseguitato dai tribunali, dagli avvocati, dagli ispettori giudiziari, dalle maledicenze. Grazie a voi di Etleboro, oggi sono in un altro paese, ho una nuova vita e una nuova storia. Sono con voi, e come lo sono io, c'è l'esercito dei falliti, dei piccoli imprenditori, che credono in voi e stanno prendendo coscienza che esistete, che combattete ogni giorno per noi. Vi saluto tutti con affettuosa stima.

Il fumo negli occhi di Mastella


In visita ufficiale negli Stati Uniti il Guardasigilli Clemente incontra l' "Attorney general" Alberto Gonzales, per stringere una reciproca collaborazione della risoluzione di alcune questioni in tema di giustizia rimaste in sospeso. Si è parlato di procedere alla nomina di un magistrato di collegamento presso l'Ambasciata di Washington per risolvere in qualche alcune questioni pendenti tra i due Stati, all'insegna della piena collaborazione fra Italia e Stati Uniti.
Mastella ha così parlato all'Attorney della situazione di 25 italiani detenuti oggi negli Stati Uniti per vari reati, nessuno di essi è accusato di terrorismo o reati politici. Sono tutti in attesa di una risposta da parte delle autorità statunitensi, ma hanno chiesto da tempo l'applicazione del Trattato di Strasburgo e dei Patti bilaterali per l'estradizione e il trasferimento dei prigionieri. Un procedimento questo da tempo bloccato in seguito al caso di Silvia Baraldini, condannata per associazione sovversiva e trasferita in Italia il 1999 dopo che le è stato diagnosticato un tumore, e l'evoluzione della trattativa ha lasciati gli americani un po' amareggiati.
Tuttavia sono ancora tanti i problemi da risolvere e che aspettano una risposta da parte delle autorità statunitensi, che aggirano le risposte da vero "stato garantista". Non è stata fatta luce ad esempio sul caso Callipari, per il quale arrivano ancora le scuse ufficiose e ufficiali, ma nessuna inchiesta per individuare le responsabilità di quell'incidente, forse perché uno "stato garantista" non ha alcun dovere di dare spiegazioni.

Gli Stati Uniti non intendono cedere su questo fronte, e anche l'ipotesi del magistrato di collegamento non convince nessuno, in quanto la pretesa di considerare attentamente ogni singolo caso, e promuovere su ognuno una lotta a se stante è una battaglia persa nel principio. Una possibilità di manovra è però offerta dal caso Abu Omar, che ha come carta vincente i procedimenti pendenti su 22 agenti della Cia, accusati di essere coinvolti nel rapimento. In tal senso allora è possibile capire il messaggio nascosto di Mastella nel parlare di tale episodio, anche perché la coincidenza nei numeri è evidente: 22 agenti della Cia per 25 Italiani all'estero, più il decadimento delle indagini su Callipari e la consegna di un prete Americano indagato in Italia:

ADLER Monica Courtney
CHANNING Drew Carlyle
DUFFIN John Kevin
HARBAUGH Raymond Michael
HARBISON James Thomas
HARTY Ben Amar
JENKINS Anne Linda
KIRKLAND James Robert
LOGAN Cynthia Dame
ASHERLEIGH Gregory
CARRERA Lorenzo Gabriel
CASTALDO Eliana
CASTELLANO Victor
FALDO Vincent
GURLEY John Thomas
IBANEZ Brenda Liliana
LADY Robert Seldon
MEDERO Betnie
PURVIS L. George
RUEDA Pilar
SOFIN Joseph
VASILIOU Michalis

Molte sono le storie che sono riemerse e sono state ridiscusse, tra le quali anche quella di Carlo Parlanti, che è ora in attesa dell'udienza in appello e spera nel suo esito positivo, perché in caso contrario dovrà affrontare altri 4 gradi e sperare alla fine di ottenere il trasferimento detenuti. Per tale motivo, approfondendo bene i casi, uno per uno, si capirà che sono tutti imbavagliati dalla macchina burocratica dei trattati e della giurisdizione: non è possibile infatti ottenere l'estradizione di un concittadino che si trovi all'estero se è ancora in corso il procedimento e se non è perseguibile in Italia per un reato identico.
Noi conosciamo il Caso di Carlo Parlanti, e possiamo dire che probabilmente non è su quella lista perché il processo non si è ancora concluso con una condanna definitiva, a meno che siano le parti stesse a porvi fine.
Possiamo dunque capire che la proposta di Mastella è tanto fumo negli occhi, e basta, è una cosa che stata costruita su misura nel vano tentativo di far credere che la situazione si stia sbloccando. In realtà questo è un tentativo per insabbiare il caso Abu Omar, chiudendo il procedimento a carico degli Agenti della Cia e non aprendo invece le frontiere per riportare gli italiani a casa. La carta di scambio è come al solito impari, ed è una situazione voluta e studiata, una tipica strategia statunitense: prendere e non pagare, oppure prendere con la sicurezza che non si potrà dare per via delle leggi esistenti.
I politici così come le autorità statunitensi sono consapevoli che tutti i media sono pronti a schierarsi a favore degli italiani all'estero condannati da un sistema fatto di pregiudizi e di carceri violente, e per tale motivo propongono una speranza per ingannare l'opinione pubblica.

Ad esempio tutti noi sappiamo che il processo di Carlo Parlanti è una farsa, come una farsa è il rapimento di Abu Omar, che altro non è che una trappola tesa per l'Italia e la Telecom stessa. La logica vorrebbe che, quanto meno, si desse ad un cittadino italiano il diritto ad una difesa equa, che faccia decadere falsità e spergiuri che in qualsiasi tribunale europeo sarebbero crollati sul nascere. Saremmo disposti, per risolvere tale incidente diplomatico a fornire al Guardasigilli Mastella la lista dei nominativi, dei passaporti e dei numeri di telefono utilizzati, nel caso non li avesse per presentare almeno una prova dinanzi agli Stati Uniti.
Come sempre, non avremo niente, e il caso di un fantomatico Imam, che non era nessuno prima del suo rapimento, è molto più importante della vita di 25 italiani. Era ovvio aspettarsi anche questo, perché uno Stato che getta su una popolazione inerme 150 mila bombe, per dire a distanza di cinque anni di aver fatto qualche errore di valutazione, non può fare altro che prendere senza dare. Sono passati circa 50 anni, durante i quali gli Italiani hanno costruito parte dell'America, e ancora siamo considerati gli usceri della politica internazionale. Stiamo parlando di uno Stato che contribuisce al dilagare dell'ignoranza e della povertà del suo popolo, che si prepara al dominio dello spazio e ha speso circa 8 milioni di dollari per costruire un software in grado di catalogare tutta la stampa mondiale, per dividere i giornali, siti web e i blog, tra quelli pro e quelli contro al sistema.
Lottiamo, ancora una volta contro tutto il sistema, che non è in grado di risolvere il caso singolo, tuttavia questo può rappresentare il fulcro su cui far leva per far cadere tutto il castello. Siamo consapevoli che ammettere degli errori giudiziari da parte di uno "stato garantista" significa poi ammettere gli errori del caso Callipari e poi su altri milioni di persone morte con un errore di valutazione. Tuttavia, vincere il singolo caso è la vera rivoluzione perché da lì si può scardinare il sistema, da lì si può poi alzare la testa e chiudere capitoli e faccende ben più gravi da affrontare.

23 ottobre 2006

Il quotidiano Libertà parla di Etleboro


La voce di Etleboro si sta espandendo pian piano in Italia, e oggi non solo le persone ci seguono e parlano di noi , ma stanno prendendo coscienza di cosa per lungo tempo è stato nascosto.
Timidamente, un giornale locale, Libertà , della città di Piacenza, parla della Etleboro in un articolo di Nereo Villa, tratto da un'importante intervista censurata per i suoi importanti contenuti dai media ufficiali.

Molte persone cominciano così ad elaborare le loro notizie, a scrivere e capire quale siano i meccanismi che si nascondono dietro la disinformazione o il terrorismo.


Riemerge così la Etleboro come centro di elaborazioni dati, in un mondo in cui sono i database la chiave per capire come funzionano i sistemi di potere. Viene difeso e esaltato il progetto del consorzio di imprese, all'interno del quale è la capacità di produrre e il potenziale intellettuale ad essere il vero mezzo di scambio, e non più la moneta, che ha dietro di sè un sistema usurario.

Ringraziamo dunque il quotidiano Libertà per questo spazio che ci è stato offerto, nella speranza che presto, come una macchia d'olio, molti altri cominceranno a parlare di Etleboro e di questa realtà invisibile che vuole il risveglio delle menti.


Il nuovo Presidente degli Stati Uniti


Con una nuova guerra al terrorismo, l'America si prepara ad una nuova campagna elettorale, fatta non da programmi politici ma da messaggi subliminali. La strategia della manipolazione delle masse è sicuramente cambiata e divenuta molto più sottile e invisibile agli occhi delle persone, che ascoltano e al livello del subconscio creano un'idea di quella che sarà la loro reazione. Quella in cui viviamo è un'era post-moderna ormai in declino, perché è fallito il suo sistema energetico, quello economico e monetario, per far posto a quello della Cibernetica, voluto e controllato dalle stesse lobbies che hanno contribuito a distruggere l'altro.
La falsa rivoluzione, voluta dalla controinformazione manipolata, verrà fatta dai Banchieri per realizzare il Nuovo Ordine Mondiale, perché solo loro hanno oggi gli strumenti per dare all'intera umanità una soluzione a tutti i loro problemi.

Certo è difficile costruire i possibili scenari che possono delinearsi, è tuttavia possibile proporre una possibile ipotesi su quello che sarà il nuovo presidente Americano nel 2008.
Questo che sta decorrendo è l'ultimo mandato per Bush, per cui non potrà presentarsi alle prossime candidature, tuttavia il partito Repubblicano può senz'altro proporre un nuovo candidato. Uno dei papabili è probabilmente Arnold Schwarzenegger, diventato governatore della California grazie proprio al sostegno della rete pro-Bush, e eroe della Convenzione repubblicana a New York nel settembre 2004. L'unico ostacolo che si frappone tra tale obiettivo e l'ambita carica è un articolo della Costituzione Americana che impone che il Presidente degli Stati Uniti deve essere originario d'America: Schwarzenegger è infatti un austriaco naturalizzato americano. Tempestivamente, tuttavia, il 14 settembre del 2004 il rappresentante repubblicano Dana Rohrabacher presenta un emendamento per modificare in la Costituzione in modo da permettere alle persone naturalizzate americane da 20 anni di presentarsi all'elezione presidenziali. Tale scopo, tra l'altro, non è stato assolutamente nascosto al momento della presentazione dell'emendamento, ritenendo quella norma ormai non più attuale, essendo ormai gli Stati Uniti una nazione estremamente multietnica, al punto che distinguere il vero americano è diventato davvero molto difficile.

Inoltre, dal momento che il potere reale non è più esercitato per il presidente ma per le reti occulte e le lobbies, il ruolo del presidente non è più quello di un dirigente competente, intelligente, che conosce e riesce a gestire la politica del paese. Ciò che si aspetta oramai del presidente, è di essere un comunicatore, una figura che mostri con la sola immagine un sistema di valori e di idee di cui la società mediatica si fa portatrice.
Come Ronald Reagan, Schwarzenegger ha tutte le qualità richieste per essere presidente, e in più rappresenta la brutalità e la potenza di uno Stato, con discorsi aggressivi che eccitano la paura e l'odio verso un nemico inesistente, davanti ad un folla enfatizzato dai colori delle bandiere, lottando per il perbenismo e il sogno americano.
È evidente che dietro la sua figura c'è una macchina perfetta che elabora dati e sforna strategie che colpiscono immediatamente l'immaginario collettivo, che si trova così trascinato pur sapendo che razionalmente un uomo così non può rappresentare un'istituzione governativa. L'ascensione politica dell'attore e la sua elezione non si sarebbe avuta senza il sostegno dei "Padroni del Mondo" . Arnold Schwarzenegger intratteneva delle relazioni profittevoli con Jacob Rothschild - ritratti nella foto accanto durante un incontro nella casa di campagna dei banchieri nel 2002 - e il miliardario Buffet. Schwarzenegger è anche membro del Bohemians Club, una società segreta che riunisce un'élite politica ed economica americana vicino al partito Repubblicano, un'associazione culturale a tutti gli effetti, tuttavia durante le sue riunioni si tengono importanti riunioni.

Chi si nasconde dietro Schwarzenegger non sono le lobbies convenzionali, ossia quelle petrolifere o bancarie, bensì sono quelle dell'informazione e dell'energia alternativa perché questi saranno i valori su cui si costruirà il nuovo sistema monetario ed economico.
Tra pochi anni la moneta perderà di valore, perderà di significato, e il vero valore di scambio sarà contenuto nelle informazioni, dei database di dati che rappresenteranno le capacità intellettuali e produttiva di ciascuna persona. In base ad essa dunque sarà possibile determinare le potenzialità delle piccole e grandi entità.
Allo stesso modo, il motore della nuova economia sarà una nuova fonte di Energia, immensa e diffusa, il cui unico mezzo di controllo risiede nei mezzi per incalanarla, accumularla e poi trasmetterla. A tali piani non è certo estraneo Schwarzenegger, che si sta facendo portavoce di una dura battaglia contro l'effetto serra, i carburanti fossili inquinanti, i vecchi sistemi di locomozione, lo stesso governo centrale che non intende ratificare Kyoto. Va ricordato che nel 2004 la California ha approvato una legge che prevede una forte riduzione delle emissioni di CO2 per gli autoveicoli (fino al 30% in meno nel 2016), azione fortemente contrastata dalla case automobilistiche. Il governatore della California è stato uno dei primi a collaudare la Teslacar, nei suoi primi giorni di vita immediatamente successivi al suo lancio. Sta appoggiando l'ambizioso progetto delle energia solare di Mountain View di Google, prodotto dall'high-tech Googleplex che fornirà 1.6 megawatt di elettricità, abbastanza per alimentare circa 1.000 case. La nuova Googleplex potrebbe addirittura immagazzinare un surplus di energia che Google potrebbe poi rivendere alla PGE (Pacific Gas and Electric company), costituendo un'ulteriore fonte di guadagno.
Google, Morgan e Rothschild sono i principali sostenitori e finanziatori dell'Energia Alternativa, la stessa che ha ispirato il Cosmic Secret Intelligence, e il progetto dello "space mirror" , al fine di catturare l'energia del Cosmo. Quello che potrebbe sembrare uno Stato che combatte per il petrolio, in realtà ben presto si rivelerà essere lo Stato che combatte per l'etere, dove le guerre contro la Russia e la Corea rappresentano solo delle strategie per imporre un potere, per incutere paura e tenere alla larga i nemici dal Cosmo.
Sono guerre strumentali ad un fine ben diverso, così come ben diverso è lo scopo delle politiche monetarie ed economiche. Le istituzioni al potere sono pienamente coscienti del fatto che le proprie industrie falliranno, che non tutte riusciranno ad adattarsi alla conversione energetica. L'unica occasione che i popoli hanno per mantenere l'indipendenza ed evitare la perdita del proprio valore intellettivo è far leva sulle informazioni, su quel bagaglio di sapere che ogni individuo, in quanto essere pensate, è in grado di produrre analizzando dati grezzi. In tale quadro, certamente non è da sottovalutare l'importanza della rivoluzione energetica, ma in ogni caso, anche lei non potrà partire dal basso senza un sistema di informazione a Tela che consenta la condivisione dei saperi e delle esperienze.

21 ottobre 2006

Pronte le fonti anonime con documenti anonimi

"Quale sarà il server della Etleboro?"

Mentre le intelligence sono sul lastrico e i media si interessano solo ed esclusivamente di notizie senza informazioni, un blog ha portato avanti in questi mesi una lunga e dettagliata attività di analisi che ha consentito di anticipare molti eventi e dare una risposta a domande che nessuno osava fare.
Abbiamo individuato una tesi e seguendo questa abbiamo dato sempre un quadro preciso degli eventi, e di cosa stava accadendo, nonostante molti ci hanno derisi e ridicolarizzati, usandoci per dimostrare che esistono i complotti dietro una teoria che si rivela poi vera.
A distanza di mesi cominciano ad arrivare le prime risposte, e ora sono sempre più numerose, come numerose sono le persone che credono in questo sistema a Tela, sono pronti a sostenerlo e a portarlo avanti. Dinanzi al fallimento delle strutture piramidali, è la Tela che vince e che può sopravvivere, perché si diffonde come un sistema arterioso e arriva ovunque: tutti possono prendere e possono dare al sistema un contributo alla sua crescita.
Innanzitutto è fallito il giornalismo perché fallimentare è il sistema di informazione che usano, centralizzato in una cella e poi smistato alle agenzie, provocando una distorsione nelle informazioni e dando maggiori opportunità per essere manipolate. Un sistema di notizie confuso e disordinato origina un'attività d'informazione vuota, priva di significati e di analisi, che non insegna nulla alle persone, che non fa capire niente e rende il pubblico sempre più ignorante e meno coinvolto in quello che accade intorno a lui. Per questo motivo si parla di armi silenziose, perché fanno morire dentro le persone, le svuotano e le trasformano in macchine votate alla violenza e alla disperazione: si sentono smarrite e abbandonate, per cui agiscono con impulsi e per istinto.
È fallito allora il sistema delle intelligence, ora è fatto dai figli dei Generali, che usciti da un corso pretendono di comandare, di fare le analisi, ma non riescono a preventivare più gli eventi. Una volta che sono accaduti a cosa servono più loro, a pulire, a togliere le tracce, a prendersi le colpe, ecco a cosa servono, perché in realtà quando sono servite non sono rimaste al loro posto, hanno tradito qualcosa per cui avevano prestato un giuramento e quando hanno visto i loro compagni e il loro Stato in pericolo non hanno alzato un dito.
Ora che il male e il verme dell'egoismo è entrato nel loro sistema, ora che si farla di riforme delle intelligence, tutti si trasformano loro stessi in vermi, per strisciare e non perdere una poltrona. Hanno famiglia, hanno fatto un mutuo, allora non possono fare altro. Forse era meglio che sceglievano di fare l'impiegato o il ragioniere piuttosto che mettersi in queste storie.
Noi lo avevamo detto che loro avrebbe pagato le conseguenze di ordini presi dall'alto, che si stavano muovendo per incatenarli con le loro stesse armi.

E' fallito anche il Web in un certo senso, perché sono destinate a morire quelli che credevano di essere i Giganti, come E-bay o Wikipedia, che sono strutture vuote e piramidali, dietro di essi non ci sono persone ma programmi e computer. Il fondatore di Wikipedia abbandona il progetto perché diventato anarchico, perché non esistono controlli e chiunque può inserire informazioni senza fonti e al solo scopo di creare poi dei "bug" nella informazione del web. Le lacune, le omissioni e le manipolazioni sono volute, sono previsti dai programmi stessi, in modo che si crea disordine e si disorientamento nel mondo delle informazioni. Ora questo progetto della enciclopedia dal basso viene abbandonato per crearne un altro, quello delle informazioni documentate e precise, ma questo sarà a pagamento e sarà elitario: è questa la dittatura di cui noi abbiamo sempre parlato. Wikipedia ci ha drogati con le informazioni popolari, e ora non potremmo farne a meno, tuttavia stavolta dovremo pagare. Questo le persone stanno cominciando a capirlo, riescono a vedere il potere dei motori di ricerca e dei giganti del web, tanto che più di 400 persone hanno sottoscritto l'adesione per la sperimentazione della E-Intelligence della Etleboro, e sono professionisti e imprese. La Tela è un sistema per creare un proprio posto all'interno del Web quando sarà una giungla, quando occorrerà pagare per avere le informazioni e dunque a quel punto occorrerà crearsele, ricostruendo daccapo il web.

Cadono anche i miti mediatici, le associazioni dei consumatori e i sindacati che non parlano, non scendono più in piazza ora che la lobby che li ha sempre sostenuti è al potere: prendendo loro hanno preso un intero popolo, milioni di persone che pensavano di combattere per loro stessi ma invece combattevano per gli interessi dei politici. Solamente che ora ci siamo stancati, e vogliamo continuare a vedere lo spettacolo per cui abbiamo pagato un alto prezzo. Il loro populismo ha contribuito invece all'indifferenza delle persone nella politica, perché le persone hanno fatto combattere a loro le battaglie del popolo, con il risultato che si sono comportati peggio dei politici.
Ora l'Italia sta in guerra perché, dopo che il governo ha scritto una finanziaria da recessione il rating è italiano è stato declassato, e molti in silenzio ammettono che c'è una fuga di capitali.
Le esportazioni verso i paesi extracomunitari sono diminuite e il deficit della bilancia commerciale è peggiorata sempre di più, per cui il debito corrente è destinato ad aggravarsi perché l'economica ristagna. La tragedia è che, dopo che l'Istat comunica questi dati, il FMI ordina al governo di correggere ancora la finanziaria e continuare a ridurre la spesa pubblica, più di quanto non sia stata già tagliata. Teniamo però a ricordare ai questi grandi statisti che non è colpa del precedente governo, perché anche allora l'Italia fu declassata, allora cerchiamo di vedere l'origine del problema, non gli effetti. Ovunque il FMI sia andato non ha portato mai ricchezza ma solo rovina per i popoli, lui ha costruito il Debito dei paesi sottosviluppati, lui mantiene questo stato di povertà controllata e ancora lui tiene sottoscacco gli Stati Nazionali mediante la BCE e le agenzie di rating. Ora Alitalia sta per essere ceduta ad AIR France, per finire in bellezza con la truffa delle privatizzazioni perpetuata da degli abusivi. E non scherziamo quando diciamo così, perchè basterebbe solo aprire degli uffici e certe stanze blindate e piantonate dai carabinieri, e non si sa se sono lì per distruggere le carte oppure per custodire la segretezza.

Ci stanno portando alla fame, perché hanno un progetto, hanno un obiettivo predefinito, e solo ora le persone cominciano ad accorgersene. Per mesi i professori eccelsi ci deridevano quando parlavamo di strutture centralizzate, di FMI e di governo Mondiale, ci scrivevano e-mail per spiegarci le nostre idee senza farcele capire. Diteci allora dove abbiamo sbagliato, vi abbiamo trovato anche un colonnello di Al queda ,Ali Ahmed Ali Hamad, pronto a testimoniare di essere un terrorista, ma il giudice continua a dire che è innocente, che non è quello che dice di essere.

Ora qualcosa si sta muovendo, è un movimento invisibile che ha la Matematica, la Cibernetica e la Filosofia, che sta costruendo una Intelligenza . Qualche giornale locale del nord timidamente ha pubblicato un'intervista di Michele Altamura censurata da una delle più grandi emittenti internazionali. Non vorremmo certo che finisca tutto "a taralluccio e vino", perché oggi ci sono intelligence fatte da anonimi, con delle fonti anonime, portando le persone dinanzi a tribunali gestiti da anonimi con leggi anonime e condanne anonime. Speriamo che non accusino la Etleboro con fonti anonime, che facciamo un tribunale su misura, in modo che degli anonimi condannino la Tela fatta di persone vere con nome e cognome. Con questi meccanismi avete fatto le guerre dittatoriali, le guerre umanitarie, le guerre al terrorismo, nascondendovi sempre dietro degli anonimi e fuggendo dalle vostre responsabilità.

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20 ottobre 2006

Il segreto del potere dello spazio


Non deve meravigliare nessuno che il presidente Americano George W. Bush ha rilasciato negli ultimi tre giorni dichiarazioni assurde e in certo senso discordanti. Mercoledì ammette, per la prima volta, che può esistere una certa un'analogia tra le guerre in Iraq e la guerra in Vietnam, gli attacchi attuali con l'offensiva storica del Têt. Allora, l'attacco sferrato dai Vietcong e l'esercito nord-vietnamita contro le truppe sud-vietnamithe ed americane a partire da gennaio 1968, si è concluso con un epilogo che può essere considerato come una pesante disfatta militare per le forze comuniste, ma è passato alla storia come una storica vittoria psicologica. Il messaggio di Bush in questo caso è "in chiaro", non necessita di essere criptato. Più sottile, e forse intelligente, è il secondo messaggio: con questo vorremmo tranquillizzare anche i politici e le alte Istituzioni che non si tratta di un chiaro sintomo di squilibrio mentale, esiste alla sua base una grande e terribile verità. Una verità che per anni è stata coperta da segreto da parte della Marina Militare Statunitense, sotto il nome di Cosmic Secret Intelligence, per la realizzazione di un progetto per lo studio e l'esplorazione del Cosmo sulla base degli studi e delle Teorie dello scienziato Nikola Tesla.

Affrontare questo tema potrebbe sembrare fuori dagli schemi si analisi geopolitica convenzionali, ma dovremmo dunque considerare anche le dichiarazioni di Bush come complottiste e folli.
Il presidente americano Bush adotta una nuova strategia spaziale che esalta la "libertà di azione" degli Stati Uniti ed il loro diritto a vietare, se necessario, ad ogni paese "ostile agli interessi americani" l'accesso allo "spazio". Alla stampa Bush ha precisato che vieterà l'utilizzo di strumenti spaziali e volti alla violazione della sicurezza degli Stati Uniti, e molti hanno interpretato in tal senso queste parole perché è impensabile che possa controllare il Cosmo. Come si fa ad avere una cosa immensa e senza confini come è lo spazio, l'etere, il Cosmo?
Ma lo si può sfruttare, lo si può governare come si fa con una fonte di Energia.
Tesla nelle sue teorie, che hanno portato poi alla costruzione della Torre di Wardenclyffe, ha affermato che l'Energia non si crea, si trasforma, e rispetto alla posizione della Terra, può aumentare sempre di più contraddicendo le leggi dell'Entropia: è l'Energia del moto dei pianeti, è la luce del Sole, è la profondità dei Buchi Neri o dei Qazar che sono ai confini dell'Universo che immaginiamo. Questa energia non ha limiti, si propaga nello spazio ed è eterna, la Terra stessa produce e assorbe energia comportandosi proprio come un grande magnete.
Di questa energia il nostro corpo si nutre, e di questa la nostra civiltà dovrà nutrirsi se vuole sopravvivere alla fine degli idrocarburi e al fallimento delle povere energie alternative.
È questo dunque il messaggio che Bush ha voluto dare al mondo, ha voluto dire in maniera subliminale che mentre tutti si affannano nella costruzione della ragnatela del gas o per le ultime gocce di petrolio, l'America ha anticipato tutti minacciando con anni di anticipo che nessuno dei suoi stati nemici metterà le mani su quella energia: se la vorranno dovranno essere ancora schiavi del sistema, dovranno acconsentire se vorranno superare la terribile crisi economica che si abbatterebbe con la scomparsa del Petrodollaro.
Il sistema economico internazionale, e lo stesso sistema del Fed, è basato sul petrolio, e quando questo finirà e occorrerà passare al nuovo sistema, molte grandi imprese falliranno perché ad un certo punto della nostra storia dovremmo cambiare totalmente ogni messo di strasporto e di produzione. La lotta al terrorismo è lo scontro di civiltà che serve per poi spingere le persone ad unirsi, a raccogliersi attorno ad un'istituzione a cui dare fiducia e carta bianca per continuare a gestire il governo mondiale, per confermare il loro mandato internazionale. Ogni nazione unita è stata creata da uno scontro: l'Italia è stata creata dal furto delle ricchezze del Sud da parte di quelle del Nord, per nascondere questo si è parlato di Risorgimento. Gli Stati Uniti si è sono originati dalla tratta degli schiavi e dalle immigrazioni provenienti da ogni parte del mondo. L'Unione Europea è stata creata perché le nazioni europee avrebbero continuato a fare la guerra, perché gli Stati Europei sono sempre stati popoli liberi o in lotta con i Banchieri: i Banchieri hanno così deciso di fare la CEE e poi l'Euro. I casi sono innumerevoli, e quello più vicino a noi è tra oriente ed occidente, tra musulmani, ebrei e cristiani, che finirà quando le religioni cancelleranno i loro testi sacri e sfoggeranno la Bibbia che il Governo Mondiale sta scrivendo.

La Seconda Guerra Mondiale è stata la guerra dell'Energia, perché le nazioni si sono scontrate per far prevalere la propria fonte di energia sull'altra. Non il fascismo, ma i popoli allora persero la guerra perché erano vicini alla conquista dell'etere e la guerra gliel'ha portata lasciando loro il nucleare. La guerra del futuro sarà ancora questo, ma a tutti sembrerà la guerra delle religioni, lo scontro di civiltà.

Bush parla di libertà di azione nello spazio come una cosa importante almeno quanto il potere aereo e marittimo, e chi la lederà sarà un nemico per gli Stati Uniti. Verrà così portato a compimento un processo di militarizzazione dello spazio che è iniziato anni fa con il famoso scudo antimissili, che serviva ad affermare la padronanza militare dello spazio, lo "space power". Lo space power è la capacità militare di intervenire nello spazio, ed è stato erroneamente definito come il potere di progettare delle armi, di condurre degli interventi e di guidare tramite il satellite delle operazioni terrestri, aeree o marittime, per cui il potere aerosatellitare doveva servire a rispondere all'inefficienza del servizio militare. L' NMD ( Scudo di difesa nazionale ) poteva in linea teorica e tattica fare questo, ma ha funzionato più come una specie di mitologia politicostrategica che serve a riconsiderare la dissuasione senza il nucleare.
Lo spazio in realtà è il mezzo del potere americano, e questa è una definizione totalmente ufficiale ed è utilizzata dallo Space Command (servizio di difesa spaziale e di cyberguerra del Pentagono). Quest'ultimo insiste enormemente sul fatto che lo space power deve permettere di proteggere non solo gli interessi militari, ma quelli economini economici. Lo space power è il mezzo per ottenere e conservare tanto un dominio dell'informazione sul campo di battaglia che sul campo economico, è un mezzo di riconsiderare la dissuasione. Mentre il nucleare della guerra fredda porta con sé la minaccia dello sterminio massiccio, questo potere è molto meno spaventoso e agisce in maniera invisibile. Le stesse missioni dirette nello spazio sono in realtà volte alla costruzione di uno "specchio" che consentirà di racchiudere e condensare l'energia del cosmo per poi rinviarla sulla terra. Può prodursi un flusso di energia immenso, ma anche molto potente e pericoloso, un fulmine blu: immaginate cosa quest'arma può essere in grado di fare nelle mani di menti raffinate che aspirano al governo e al controllo del mondo.

Queste parole potrebbero sembrare da folli e da complottisti, ma allora spiegateci cosa invece intendeva dire Bush! Spiegateci le missioni nello spazio sempre più frequenti, poi date una risposta sulle tecnologie introdotte dalla Teslamotor e dalla Steorn, spiegate il progetto HAARP e la gara della Banche per il controllo delle telecomunicazioni e dei mezzi di trasmissione nell'Etere. Non esiste complotto peggiore della vita stessa, soprattutto quando le menti non sono pronte alla nuova era, a quella era che Mussolini, che Kennedy e altri avrebbero voluto dare al loro popolo.



explorationexplorartionmars

aurora1nebulosa

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19 ottobre 2006

La sperimentazione della E-Intelligence

E' partita la sperimentazione del servizio di News per la Tela.
La Etleboro sta costruendo un software per la classificazione delle notizie delle principali agenzie di stampa o di informazione on line, che mettono a disposizione le loro news mediate "feed".
Nel momento in cui le imprese aderiranno alla Tela, sarà messo a loro disposizione, in modo che potranno inserire le notizie e i siti che siano utili per la loro attività aziendale.
Questo sistema verrà migliorato e sviluppato sempre di più, trasformandolo in una vera piattaforma per comunicare e contattare le imprese della Tela in linea diretta.
Chiunque sia interessato a partecipare al progetto della E-Intelligence, sia per effettuare i test che per effettuare gli ampliamenti del software, può scriverci. Gli invieremo una prima versione del software costruita in via sperimentale.


La Commissione Europa apre la Posta dei cittadini


Il piano per la privatizzazione dei servizi postali è giunto alle ultime e importanti fasi,prima della completa e definitiva liberalizzazione. La Commissione Europea ha infatti preannunciato l'emanazione di una direttiva che realizzerà la completa liberalizzazione delle "poste" iniziata il 1997 con la direttiva n. 97/67/CE. A partire dal 2009 viene per legge eliminato il monopolio dello Stato per i servizi postali universali, ossia di raccolta, di smistamento, di instradamento e di distribuzione dei prodotti di posta, ossia la corrispondenza, i telegrammi e i pacchi, compresi quelli inferiori ai 50 grammi sino ad ora non considerati. Viene meno quello che è stato definito il settore riservato, quello che per molto tempo è stato un servizio pubblico perché non solo tratta beni protetti da diritti di riservatezza, inviolabili per le persone e i cittadini, ma anche perché deve essere garantito ovunque e per tutti, anche se è antieconomico, anche se non esiste il mercato. Ciò spiega perché le assunzioni sono garantite da un sistema di concorsi, il perché della sua diffusione anche in centri rurali di poche anime.

Dietro le poste c'è la storia di uno Stato, quella che è sempre stata la "banca dei poveri e degli emigrati", la cassaforte della corrispondenza, dei dati privati, dei risparmi, ma anche dei pagamenti dello Stato. Ha rappresentato, e per molti lo rappresenta ancora, l'isola tranquilla del piccolo risparmio, non logorato dalle spese di tenute di conto, il punto raccolta delle rimesse degli emigrati che hanno tenuto in piedi l'Italia quando era prossima al fallimento.
Dietro le poste c'è una macchina di sistemi informatici, di meccanismi logistici, c'è una base di dati immensa, che contiene le informazioni di un secolo di storia di Italia, di uno Stato e dei suoi cittadini.

Il processo di liberalizzazione annunciato dalla Commissione è ancora vago, perché sono stati stabiliti dei principi di armonizzazione e di concorrenza, ma non specifica i confini di quello che deve essere sempre considerato "cosa pubblica" e ciò che invece sarà dato in pasto ai privati. Si parla di servizi postali, non si precisa per esempio il risparmio, tuttavia abbiamo già assistito ad una parziale liberalizzazione quando è arrivato nelle nostre poste il BancoPosta, i Prodotti Finanziari, gli sportelli di MoneyGram e altre compagnie per il trasferimento dei soldi.
Per cui non è da escludere che il completo processo di privatizzazione abbraccerà proprio tutto, fin quando le Banche si impossesseranno di quello che era il mite concorrente, perché rubava il cliente modesto, le transazioni delle Bollette e delle pensioni e di ogni altro trasferimento da parte dello Stato. Il mercato che offre non è certo da escludere: i servizi postali dell'UE trattano ogni anno 135 miliardi di invii per un fatturato di 88 miliardi di euro, ossia l'1% del prodotto interno lordo della Comunità, impiegano inoltre più di 5 milioni di persone. La posta è dunque tanto un bene economico quanto sociale.

Ogni Stato membro avrà dunque la possibilità di scegliere fra una serie di strumenti per finanziare la fornitura del servizio universale, o la possibilità di ripartire fra più operatori l'obbligo del servizio universale. Le misure proposte dalla Commissione tuttavia non offrono di garanzie di finanziamento per il servizio universale, anche volendo mettere tra le priorità la qualità, l'accessibilità, la competitività dei servizi di cui godono i cittadini. Qual è il prezzo di tutto questo? Ancora una volta è il controllo delle informazioni delle persone, dell'accesso al credito e all'usura sul denaro, sul tempo.

Il meccanismo che sta dietro le privatizzazioni è sempre lo stesso. Innanzitutto quello che prima era concentrato in un unico organismo verrà suddiviso e ripartito tra gli operatori privati, soprattutto esteri, quindi il sistema delle poste verrà frammentato. L'infrastruttura non cambierà, sarà sempre la stessa, ma diverse saranno le politiche delle tariffe, delle spedizioni, ma soprattutto del personale e del credito. Viene esclusa, ma senza alcuna garanzia che sarà legge, la possibilità per i privati di creare i francobolli, così come di chiudere molti dei piccoli uffici che sono antieconomici e non riescono a sostenere la struttura.
Si è garantito la diminuzione dei prezzi, ma questo non per legge mediante la fissazione di tariffe pubbliche, ma perché sarà la libera concorrenza a portare l'abbattimento dei costi della struttura pubblica inefficiente.

La decisione della Commissione ha sollevato non pochi timori per le agenzie di tutti gli Stati Europei che stanno cercando di non perdere quella identità di servizio pubblico che la distingue dai servizi commerciali. Tuttavia, occorre ammetterlo, molti governi saranno contenti, soprattutto quello italiano che ha già parlato di dismissione delle poste dalla proprietà del Tesoro: l'ennesimo "carrozzone" da eliminare.
Gli accordi di collaborazione già sono alle porte, come quello tra PosteItaliane e UPS e FEDEX che dispongono di un servizio aeromobile di portata internazionale. La legge non è ancora in vigore, ma le pedine si sono già cominciate a muoversi, quindi la macchina della liberalizzazione, brevettata dal FMI, è già in moto: questi personaggi hanno già pensato e previsto tutto, e si sono arrogati il diritto di decidere per la nostra economia senza che nessuno gli ha dato questo potere. Ovunque sono andati con le loro liberalizzazione hanno fatto il deserto intorno a loro, perché ragionano in termini economici, perché loro devono rivolgersi agli utenti e non ai cittadini e ai risparmiatori, che vantano per questo maggiori diritti.

18 ottobre 2006

Giochiamo al rilancio?

Non abbiamo ancora ben capito a che gioco sta giocando questo governo. Ogni settimana c'è il rilancio della finanziaria di qualche milioni di euro: erano 33 milioni, poi sono diventati 40 milioni, grazie all'introduzione di nuove tasse e ai tagli alla scuola. E mentre gli occhi dell'Italia intera sono puntati all'incidente della Metropolitana di Roma, la finanziaria passa in secondo piano e sembra quasi che, almeno per un giorno, gli italiani abbiano problemi più importanti che pensare al futuro dell'economia e della Nazione. Un fondo di verità di tanto panico può esservi, ma dovremmo accettare l'idea che tra errore umano e errore dei sistemi di sicurezza elettronici esista un filo sottile, che è il sabotaggio. Solo poche settimane fa abbiamo assistito ad un incidente in Francia molto simile: le indagini saranno fatte e repentinamente troveranno un colpevole, forse il capro espiatorio per una macchina che si è messa in moto tempo fa. Chiedersi il perché di un incidente non ha molto senso, perché la vera domanda è "se potevamo fare qualcosa per evitarlo". Allora, se il problema dei trasporti è la manutenzione della linea, chi deve salvaguardare la sicurezza della rete? Se lo Stato non è in grado, quale privato invece può farlo meglio?Non è ancora possibile dire cosa questo incedente porterà nei prossimi mesi, ma sicuramente ha già portato smarrimento e triste gioia, perché dinanzi alle sciagure non ci sono tasse che tengano.
Molti sentimenti si sollevano, e tra questi vi è anche quello nel rendersi conto che lo Stato non ci salvaguardia, e ancora, che le imprese statali sono "dei vecchi carrozzoni" destinati al fallimento. Sono frasi queste pensate e dette, soprattutto in questi giorni di gioco al rialzo della finanziaria e di gioco al ribasso per Alitaria e Autostrade. Per la prima si prepara il fantasma del fallimento, o della vendita a minor prezzo onde evitare il crack e il blocco dei sindacati, già sul sentiero di guerra pronti a banchettare sulle ferite dell'Alitalia come iene.
La seconda invece è stata data "in sposa" ad Abertis, e a consacrare il matrimonio sontuoso è la Commissione Europea in persona, con l'inoltro di un avviso di messa in mora dell'Italia per l'azione ostruzionistica contro una fusione giusta. La Bonino festeggia, Di Pietro incassa il duro colpo, si difende come può, almeno ha provato la sua guerra ai mulini a vento: non ha voluto ascoltare Romano quando gli diceva che la fusione si sarebbe fatta, proprio perché si faceva la Tav e non il Ponte di Messina.

Intanto, mentre ci complimentiamo con la politica liberista, la finanziaria cresce come una "lupa" alle porte degli inferi, scarna e gonfia, perché è ricca di soldi ma priva di alcuna riforma che possa dare la speranza al Pil di crescere. La nota di aggiornamento al documento di programmazione economica dice che grazie ai correttivi il trend delle entrate erariali migliorerà, e che il rapporto debito/PIL, a seguito dell'inclusione tra i conti delle operazioni di cartolarizzazione dei debiti sanitari, ossia di vendita del debito della sanità, arriverà al 107,6% , per ridursi poi fino al 97,8% nel 2011.
È da notare che l'incidenza degli interessi ( ca. 4% ) è la stessa dell'incidenza dell'indebitamento: potremo quasi dedurre che abbiamo fatto una finanziaria per pagare gli interessi dei nostri debiti.

Insomma se tutto va bene, rientreremo nella zona rossa di Maastricht, ma senza nulla di nostro: la nostra economia sarà al "rent", tutto in affitto perché non potremmo permetterci l'accesso al credito.
Hanno corretto la finanziaria facendo della lotta all'evasione uno dei principi guida, perché prima di ogni altra cosa aumenterà la pressione fiscale non le entrate erariali. Le Agenzie delle Entrate hanno da tempo ricevuto precise istruzioni di controllare gli incarti dei condoni, per verificare il contenuto e il pagamento delle una tantum, di verificare gli studi di settore, che dovranno essere sottoscritti da chi ha rinviato l'adesione. La concessione delle deduzioni IRAP per le nuove assunzioni, porteranno ulteriori controlli. Le dichiarazioni dovranno essere trasmesse in via telematica, e liquidate mediante un conto corrente bancario, perché occorre tracciare e controllare i versamenti.
Se ciò non bastasse abbiamo assistito all'introduzione di tasse assurde, come quelle di soggiorno, i ticket sul pronto soccorso, il taglio alla scuola con la cancellazione di migliaia di nuove assunzioni. Non dimentichiamo l'introduzione dell’aliquota del 20% sugli affitti con meccanismi che devono poi far emergere l’affitto pagato in nero, di regola frutto dei piccoli trucchi di sopravvivenza quotidiana, ma senza questo correttivo si creerebbe un buco di 1-2 miliardi di euro. Tutto questo dimostra, se ce ne fosse ancora il bisogno, che ad essere colpiti sono i piccoli contribuenti, le piccole imprese, il medio reddito sui quali un aumento delle tasse si traduce in una "perdita di opportunità" e dunque incide molto di più.
Si pensi ancora al TFR. A partire dal primo gennaio 2007, i dipendenti dovranno decidere se lasciare che le loro pensioni confluiscano automaticamente nei fondi pensione di categoria, o se optare per quella statale. In questo caso metà resterà nell'impresa e metà andrà all’Inps per finanziare il bilancio dello stato. L'effetto di tale manovra sarà, nonostante le apparenze, quello far confluire le pensioni nei grandi fondi di investimenti, come hanno sempre voluto che
avvenisse, perché l'idea che i TFR vadano a finanziare il bilancio pubblico è terrorizzante per un uomo che lavora per un'intera vita. Il sistema pensionistico italiano prevede che le pensioni attuali siano pagati dai lavoratori, ma se i soldi dei lavoratori non vanno a pagare l'assistenza previdenziale ma il debito pubblico, per quanto tempo può durare questo meccanismo prima di collassare? Per questo si sta creando la strada alternativa del fondo pensioni, perché lo Stato, ancora una volta, è fallito nel suo sistema, non sa garantire un presente, figuriamoci un futuro. L'INPS non può prendere il TFR perché non è suo, è dei lavoratori, a disporne può essere soltanto il legittimo proprietario. Il fatto che venga pagato dall'impresa a fine rapporto lavorativo, non significa che lo Stato può rubarlo prima e pagare il debito pubblico.

Forse davvero si è persa la bussola dei principi della Costituzione, si è perso il codice della democrazia, e ora la Commissione Europea, insieme alla "comitatologia" e al FMI, sta costruendo la nuova Bibbia. È il SIS II, è la Costituzione Europea, è la Borsa Mondiale: nessuno lo dice, nessuno lo sa, ma è già realtà, è nel nostro futuro imminente, da qui a cinque i dieci anni. L'informazione è assente, la disinformazione dilaga, la controinformazione si distrae, e intanto le persone non sono pronte ad entrare nella nuova era. Questo significa che non la sapranno gestire, la subiranno, saranno schiacciati o eliminati democraticamente, diventeranno un codice a barra e si comporteranno da tale.

17 ottobre 2006

oOO La France aux Français OOo


L'era della informatica ha portato alla generazione di Internet, e il progresso della tecnologia ci porterà nell'era della Cibernetica. La virtualizzazione dell'economia e della vita sociale è cominciata: gli affari, l'informazione e gli scambi di opinione avvengono già nelle comunità virtuali. Si stanno creando dei luoghi virtuali in cui le persone, trasformate in bit, si incontrano nella rete globale. Le distanze spariscono, le differenze che si incontrano in realtà sono solo apparentile differenze etniche e linguistiche vengono abbattute dal linguaggio della cibernetica, che sarà la vera lingua universale, quella simbolica.
, vengono simulati gli scontri di civiltà e di cultura, diventano delle stanze di perfetta simulazione di quella che può essere la vita reale. I moderatori gestiscono il gioco, il loro ruolo è di regia e di imparzialità, hanno il potere di selezionare le persone che frequentano la comunità, ma possono essere sostituiti dalla comunità stessa che ha un potere democratico fuori dal comune, è quasi universale.
Loro sono coloro che osservano e studiano come la sua comunità cambia, cosa dice e cosa vuole, riuscendo, quasi con un metodo statistico, avere un'idea della società che ha davanti.

Paltalk ne è un esempio, è una piattaforma in cui innumerevoli comunità si stanno creando: è uno specchio di quello che può essere il mondo. Una piccola stanza della Francia, La France Aux Français, è un esempio di come la cultura araba e quella francese può scontrarsi, tra insulti e scambi di opinione, tra lavapiatti frustrati e professionisti, tra immigrati e gente di alta borghesia. Il dialogo è di solito sempre acceso e i moderatori fanno fatica a controllare gli utenti che si scavalcano per avere la parola. Si incontrano ogni sera, ormai tutti conoscono tutti, fingono di non sapere chi sia il suo interlocutore, finge di odiarlo, finge di capirlo.
Gli insulti, le chiacchiere e le tante parole assurde alla fine fanno capire che le persone si scontrano sempre per dei luoghi comuni, per dei pregiudizi, per le religioni, ma tutti pensano allo stesso modo.

Le comunità virtuali sono dunque nate per costruire un database di informazioni, di parole e di dialoghi, per studiare le persone, la società, per capire il loro modo di pensare e il modo di elaborare le informazioni. La cibernetica è nel nostro futuro, in queste room elettroniche lavoreremo o conosceremo il nostro partner, virtualizzeremo a tutti gli effetti la nostra vita.

La censura alla libertà di espressione ferma i negoziato della Turchia per entrare in UE



Il Parlamento Francese, spinto dalla proposta di legge del partito socialista, approva la legge che vieta, in maniera assoluta, la negazione del genocidio armeno da parte dei Turchi. Il genocidio Armeno da tempo è stato riconosciuto ma molte istituzioni internazionali, ma all'interno della Turchia parte delle forze politiche, quali il partito comunista, socialista e nazionalista, continua ad opporsi fermamente al suo riconoscimento, essendo stato per molti anni una condizione necessaria, imposta dalla Unione Europea, per entrare a tutti gli effetti nel mercato unico. Al suo interno continuano a scontrarsi i partiti pro e contro l'adesione all'Unione Europea, e probabilmente far leva su una questione tanto delicata come il genocidio armeno significa anche utilizzare una clausola di riserva per mantenere una certa indipendenza dall'Unione Europa e rimanere agganciati invece alla lobby filorussa. La legge francese ha alzato un gran polverone, provocando una crisi dall'impatto internazionale con il boicottaggio dei prodotti francesi, un boicottaggio che suona molto come una specie di embargo volto a creare una spaccatura diplomatica anche con la stessa Unione Europa, che si sentiva ormai vicina all'inclusione della Turchia nel mercato Unico.
La cosa strana da sottolineare, tuttavia, è che per molto tempo il Genocidio Armeno è stata un tasto molto dolente per l'ingresso nell'Ue, tanto che la Commissione aveva chiesto di emendare l'articolo che limitava severamente la libertà di stampa sulla questione armena. Adesso, dopo la legge francese e la dura risposta di Ankara, l'Unione si pone in maniera molto più conciliante, e si schiera contro la Francia che più volte era stata esortata a non approvare quella legge perché avrebbe incrinato le contrattazioni con la Turchia. In realtà, la delicatezza dei negoziati di adesione si snodano tutti circa l'apertura dei suoi porti e degli aeroporti alle barche ed agli aerei di Cipro. Per l'UE, aprire gli sbocchi a Cipro si tratta di un obbligo iscritto nel "protocollo di Ankara", perché allora la Turchia ha, nel 2004, accettato di estendere a Cipro il beneficio dell'unione doganale. La Turchia, afferma, rifiuterà di accettare fin quando le autorità cipriane continueranno a bloccare gli aiuti europei alla parte turca dell'isola. Il collegamento di Cipro alla Turchia e poi all'interno dell'unione doganale e commerciale, rientra nel macroprogetto delle lobbies bancarie di controllare gli scambi di merci ed energia all'interno del Mediterraneo, e in questo contesto Cipro è importante quanto Malta, quanto l'Albania e la Sicilia, che fanno da portali per le merci e da sbocchi della ragnatela dei gasdotti fino al mercato europeo.
Allo stato attuale, è sicuramente saltato il piano dell'8 novembre per consegnare il piano di valutazione dello stato dei negoziati: l'intera operazione è riuscita, sicuramente a vantaggio della Turchia e del partito filo-russo, grazie ad una strana collaborazione della Francia.
La Turchia rappresenta oggi l'interessante colonia di una nuova classe dirigente che vuole avere il controllo delle risorse idriche della Mesopotamia, e vuole sfruttare la sua posizione privilegiata per raggiungere l'Europa, il Medioriente e il Mediterraneo: è dunque un importante centro logistico.


La Russia ne rappresenta l'attento controllore in quanto i gasdotti turchi porteranno il Gas di Gazprom in Europa e in Italia: Gazprom dunque controlla da una parte la rete e dall'altra la fonte, e ogni collaborazione che stringe è studiata nei minimi dettagli.
Gestisce la politica di sfruttamento delle risorse petrolifere allo stesso modo di una strategia di diplomazia internazionale, ossia intavola trattative ma firma contratti che non permettono ai suoi collaboratori di gestire il rapporto mentre consentono a Gazprom di entrare nel mercato estero.
Ha così deciso di respingere le concessioni estere per lo sfruttamento dello giacimento del Chtokman, nel mare del Barents, chiudendo le trattative con Total, che, due giorni fa ha visto respingere dalla Corte di Giustizia di Bruxelles la sua richiesta di avere il riconoscimento dei suoi diritti su una parte del giacimento di Vankor in Siberia. La Corte dei conti Russa è andata a verificare l'accordo di previsione di produzione del giacimento di Khariaga da parte di Total, del gruppo russo-britannico TNK-BP e degli anglo-olandesi Shell.
Accanto a questo la Russia sta ora controllando la rete, convincendo un gran numero di stati europei a creare delle partnership energetiche con Gazprom. Per contrastare lei, ci sono forze che premono per la privatizzazione di GDF, che servirà non solo a realizzare la fusione con Suez, ma anche a creare una partnership privata di perfetta reciprocità con Gazprom, ossia una collaborazione ad armi pari.
Questo per prevenire ciò che invece è accaduto ad ENI nello Sakhaline o il gruppo petrolifero ispano-argentino Repsol YPF, che ha stretto accordo di cooperazione e di alleanza commerciale col gigante russo per studiare lo sviluppo dei mercati del gas, del petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL), in Europa, in America Latine ed in Africa.

Nel caso dell'Italia, l'accordo prevedeva l'assunzione di Gazprom della produzione alla commercializzazione di petrolio, di gas, di elettricità e di gas naturale liquefatta (GNL), vendendo sul mercato italiano senza intermediario, e concedendo in contropartita lo sfruttamento dello Sakhaline. Tuttavia i lavori sono fermi perché gli abitanti di questa regione hanno sporto querela e manifestato contro l'apertura dei cantieri dell'Eni. L'ecologia è diventata infatti un mezzo terroristico al servizio di Mosca per bloccare i diritti dei suoi partner: ovunque ci siamo degli avversari di Gazprom, la Russia si pone in prima linea nella causa ecologica. Per cui l'Italia ha scelto la strada più semplice e immediata, al costo di un accordo che manca di reciprocità, ottenendo dipendenza energetica e perdite dell'investimento. Ciò che sta accadendo in Italia, accadrà presto in Francia.
Il romanzo di Suez-GDF non è ancora terminato, si aspetta il verdetto del governo e dell'Unione Europea, che acconsentirà alla stessa solo dopo la privatizzazione di GDF. Dal gioco è stata esclusa l'Enel che premeva per un'OPA ostile su Suez e sperava nella sua concessione, proprio in virtù del fatto che l'Italia stava cedendo Alitalia ad Air France. Ha gettato la spugna prima del previsto anche perché il Belgio ha dato un primo assenso alla realizzazione della fusione.

In un periodo così difficile dal punto di vista economico e geopolitico, mentre la Francia sta per perdere la compagnia di bandiera del gas e del settore aerospaziale, con l'insinuazione di Putin tra i probabili compratori di EADS, ad opera della Russia in entrambi i casi, emana una legge che fa saltare gli accordi di Unione Europea e Turchia. Quest'ultima invece cerca di non perdere la sua autonomia andando a confluire in un unico mercato europeo, e tenere rapporti più stretti con la Russia. Capire cosa abbia spinto quella legge è davvero difficile, mentre di immediata comprensione sembra l'egemonia della Russia e la sua insinuazione in molti settori: questo significa cha sta riscrivendo di nuovo la sua storia, e sta cercando di divenire il punto di riferimento per molti anni ancora per l'energia e l'aerospaziale.

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16 ottobre 2006

Etleboro conquista la prima pagina

Rinascita ha pubblicato nella giornata di domenica 15 ottobre in prima pagina un importante e coraggioso articolo. Quella che possiamo definire "tirannia globale" è stata a tutti gli effetti tacitamente approvata dal nostro Parlamento lo scorso 25 giugno nel silenzio della stampa e dei quotidiani. Forse nessuno ne comprende la gravità o l'importanza, o forse il nostro sistema giornalistico non è abbastanza efficiente per trasmettere tempestivamente i comunicati della Commissione Europea e del Parlamento italiano, che sono invece estremamente importanti.

15 ottobre 2006

La lettera di Carlo dalla Prigione di Wasco

Scarica la lettera di Carlo


Carlo Parlanti, cittadino italiano detenuto nella prigione di Wasco dal 3Giugno 2005, è stato condannato a scontare 9 anni di prigione per un crimine che non ha commesso, ma per un sillogismo amministrativo. Tutte le prove prodotte lo avrebbero scarcerato, ma non si è riusciti a fermare una macchina burocratica, un meccanismo fatto di regole e procedure, che non hanno lasciato spazio alla razionalità. Ogni tipo di arma psicologica è stata usata contro di lui, e contro di esse è difficile combattere perchè significherebbe dover cambiare il modo di pensare delle persone. Ora Carlo è una prigione in cui regna caos, violenza e assurdità, vive senza aria, la sua anima viene continuamente torturata da vicende assurde e dai ricordi, che si sono trasformati in incubi. Tuttavia spera in tutti noi, in coloro che credono nella sua innocenza che con le loro lettere gli stanno dando ossigeno e forza per affrontare l'ennesima battaglia. Sta aspettando che il processo d'appello dichiari la sua innocenza, sta aspettando di ritornare a casa per riavere quella vita che gli hanno rubato in questi ultimi quattro anni.
Abbiamo studiato e letto il suo caso, lo stiamo sostenendo e combattiamo con lui grazie ad un piccolo ma forte gruppo di lavoro che ha ripreso il suo caso. L'obiettivo comune dei suoi cari, dei suoi amici, e di coloro che hanno dato anche un solo piccolo contributo è quello di deviare il corso di una macchina burocratica che schiaccia le persone.

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14 ottobre 2006

Premio Nobel alla Banca Etica. Perchè non cancellare il "debito"?


Festeggiare il Nobel per la pace di Muhammad Yunus rappresenta la grande vittoria dell' "economia dal basso", del "microcredito" e della "banca etica", di quella teoria economica che fa della cooperazione e della solidarietà tra i soggetti il motore dell'economia, dello sviluppo e della sopravvivenza delle etnie.
Un premio Nobel va ad un economista che grazie alla sua intuizione ha dato vita ad un'istituzione, la Banca Grameen, il cui funzionamento si basa sulla creazione di un gruppo di persone e imprese che partecipano all'istituto di credito come azionisti perché depositanti o soggetti finanziati e diventano responsabili solidali per la garanzia del credito concesso, mantenendo sempre un sufficiente livello di capitale per far girare i prestiti. Era la "banca del villaggio e dei poveri" ed è diventata negli anni una holding, con sedi in tutto il mondo, ed è ora la banca del Microcredito, una "Microfinance Institution" (MFI) che nient'altro è che un progetto del Fondo Monetario Internazionale per combattere l'impoverimento dei popoli.
Allora ci chiediamo, perché il FMI finanzia e sostiene il progetto della Banca Etica ma non decide per la cancellazione del debito dei Paesi sottosviluppati? Perché reclude questo tipo di banca tra i progetti per l'impoverimento e non adotta i suoi principi base nel sistema economico e finanziario?
La teoria di Yunus non solo era efficace, ma pericolosa, e per tale motivo è stata inserita nei programmi di sviluppo del FMI, che ha potuto così controllarne la diffusione, l'evoluzione e anche la sua teorizzazione. La portata di questi sistemi creditizi solidali è tutt'altro che trascurabile, ha un forte impatto sull'economia dei paesi composta da piccole e medie imprese o da società non incluse nel circuito delle multinazionali. Innestarle su un territorio vuol dire conferire ad una comunità una fonte di autofinanziamento basato sulla reciproca compensazione degli scambi e sull'eticità della politica del credito, che vive solo nell'interesse dei soci. La diffusione capillare di questo sistema anche nei paesi industrializzati avrebbe evitato molte concentrazioni e fusioni aziendali, che spesso sono infatti dettate da esigenze di credito, nonché una spietata concorrenza verso gli istituti di credito che usurano sul tempo e sull'attività economica delle imprese. È facile dunque capire la forza distruttiva di una tale scoperta, di questa come di molte altre, per cui se non è possibile distruggere un nemico con mezzi convenzionali, lo si imita e lo si fa entrare nel proprio sistema, constringendolo a giocare secondo le proprie regole.

Il bilancio della Banca Grameen

Gli istituti di Microfinanza, sono così entrati a far parte delle politiche del Fondo Monetario Internazionale, come infrastruttura finanziaria e bancaria per individui di reddito bassi e gruppi di collaborazione informali aprendo così un vero e proprio mercato, fatto di 400 a 500 milioni di persone, intrecciandosi poi con le politiche macroeconomiche e le riforme strutturali della Banca Mondiale. Il FMI si sta interessando a questo settore, promuovendo le condizioni finanziarie adatte e la sorveglianza cautelativa, onde evitare che il fallimento di questi progetti possano poi destabilizzare il circuito bancario, con la creazione del Programma di Accertamento del Settore Finanziario (FSAP).

Chi gestiste un MFI è di solito un'organizzazione senza scopo di lucro, non governativa, al cui interno vengono concentrate tutte le attività amministrative e lo sviluppo dei prodotti di microfinanza e microassicurazione, dato che utilizza un meccanismo che si autofinanzia.
L'obiettivo è quello di ridurre sensibilmente i costi per l'accesso al credito e il rischio della insolvenza a carico poi della Banca stessa.

Ne stanno dunque sostenendo l'attuazione, stravolgendo però l'ideale e il significato profondo che l'ha ispirata, essendo un meccanismo che l'economia di un paese povero ha prodotto per non morire, per poter sopravvivere all'usura delle multinazionali e del debito verso il Fondo Monetario Internazionale. Sostenere dunque il microcredito rappresenta non solo una grande contraddizione nei termini, ma anche un vero e proprio tentativo di occultare e di impadronirsi di parole e concetti che appartengono a contesti totalmente differenti. Sono i movimenti del credito sociale, quelli del signoraggio, e delle monete complementari che hanno creato le Banche Etiche e altri sistemi di scambio che non producono usura sulle imprese e le persone.

Le politiche di lotta all'impoverimento del FMI


In realtà non ha vinto la Banca etica, ha perso una grande opportunità, ossia quella di essere indipendente e al servizio delle economie dal basso, delle piccole e medie imprese, per disegnare un nuovo e grande mercato in cui inserirsi. I circuiti finanziari delle Banche d'Affari presto includeranno anche le cooperative e le banche etiche, per impossessarsi delle piccole e medie imprese e controllare, allo stesso tempo, i movimenti di controinformazione e di lotta all'usura bancaria. In realtà li hanno già uccisi rubando le loro parole, i loro pensieri e le loro teorie per manipolarle e utilizzarle nelle strategie di differenziazione del credito, o nelle politiche di sostegno alle zone meno ricche.
Questo fa anche capire il perché la Commissione europea ha approvato un regime olandese di garanzie pubbliche in favore del finanziamento delle piccole e medie imprese, per un budget totale di non oltre i 900 milioni di euro, che presentino dei progetti e delle opportunità di crescita con buone probabilità di successo. Secondo la Commissione, questa misura "mira a lottare contro la stagnazione economica" e non costituisce un "aiuto di stato" nella misura in cui i premi di rischio versato dai partecipanti permettono al regime di autofinanziarsi.
Tuttavia il finanziamento assistito da garanzia non ha mai significato sostenibilità, in quanto drogare il mercato con il credito spesso ha originato dipendenza creditizia.

Così il controllo delle linee di accesso al credito consentirà una maggiore monitoraggio delle piccole imprese, che perderanno non la possibilità di vedersi finanziato un progetto, ma di scegliere come finanziarlo, perché la globalizzazione è già entrata nelle politiche del credito.
Perché sostenere la Banca Etica, o concedere prestiti d'onore senza fare una riforma del sistema bancario che porti alla vera liberalizzazione del credito, alla possibilità di creare sistemi di scambio con moneta elettronica senza incorrere nella violazione di norme bancarie.
L'intero sistema economico vive di continue contraddizioni, volute e gestite dalle istituzioni che tollerano delle anomalie, o delle voci parallele per poterle al momento opportuno utilizzare, per poterle farle proprie, più di quanto non lo siano già.

13 ottobre 2006

Il SIS II : la fine della nostra privacy


L'Europa si prepara ad entrare nell'era dell'identità elettronica, della digitalizzazione dei dati personali, con il cd. Sistema di Informazione di Schengen (SIS II). Questo costituirà un'enorme banca dati in cui confluiranno le informazioni di 26 paesi, ossia 450 milioni di persone, per supportare le attività di intelligence e di investigazione dell'Unione Europea e garantire un continuo monitoraggio dei movimenti e delle informazioni delle persone che "liberamente circolano" nello spazio di Shengen. L'Intelligenza che gestirà questo enorme bagaglio dei dati sarà la Commissione Europea o un'agenzia esterna appositamente creata.
Questo progetto è stato a tutti gli effetti adottato lo scorso 25 luglio, dando così ufficialmente il via al SIS di seconda generazione che diventerà parte integrante del patto di Schengen, tale che i nuovi Stati che vogliono entrare nell'Unione Monetaria dovranno necessariamente aderire anche alla banca dati.

Il progetto, per essere approvato nel silenzio, è stato suddiviso in tre strumenti, ossia uno sulla regolamentazione dei dati di terzi, fondato sul trattato relativo ai controlli delle frontiere, e l'altro sulla normativa comunitaria, mediante due regolamenti che applicano il trattato relativo ai trasporti. In questo modo il progetto di decisione deve essere adottato all'unanimità dal Consiglio Europeo, e il Parlamento Europeo deve essere solo consultato, e i due regolamenti, vengono adottati dal Consiglio in codecisione del Parlamento europeo. Questo significa che non sappiamo chi abbia approvato questo progetto, e le stesse autorità governative degli Stati nazionali non sono sono stati chiamati a votare questa legge.
Molte sono le norme che fanno discutere e tra le più eclatanti sono quelle per l'utilizzazione di dati biometrici - come foto, impronte digitali e altri dati necessari per l'identificazione di una persona - e la decisione di conferire il controllo del sistema alla Commissione Europea.
Molte nazioni si sono opposte a questo dictat, e ciò dimostra anche l'elevata sensibilità dei parlamentari che, non solo conoscono e hanno affrontato la questione, ma si oppongono data la violazione della Costituzione. I governi Europei chiedono esplicitamente la previsione di norme a cautela della sicurezza dei cittadini europei, oltre alla previsione che l'intero sistema non deve essere gestito dalla Commissione Europa. Un verdetto questo indiscutibile dato che si tratta pur sempre di un'istituzione non eletta sulla quale non esistono organi di controllo. Anche la Svizzera ha fatto sentire la sua voce, e si oppone in maniera ferma all'adesione dei cantoni allo Schengen di seconda generazione. Una volta registrate nel SIS II, le persone hanno rare possibilità di uscirne, perché i dati sono a disposizione di molti più organi e sono assicurati per un periodo più lungo rispetto al primo, senza che realmente si possa informare i cittadini su quali archivi si trova la sua identità.


Il SIS è un sistema di dati di varie tipologie, messo a disposizione delle autorità giudiziarie competenti, nazionali e poi anche comunitarie, per dare impulso ed effettuare indagine ed inchieste per assicurare la sicurezza degli Stati membri. È una piattaforma di informazioni, costruita e finanziata dalla Commissione Europea, che ha la gestione sui fondi comunitari, realizzata con la tecnologia di grandi compagnie come Nokia e Siemens. Per come è strutturato il SIS farà da intelligence, in quanto è distinto ma direttamente collegato al progetto di Eurojust e Europol, volti a creare un sistema giudiziario tutto europeo mediante il quale curare i rapporti transfrontalieri e quelli con paesi terzi, mentre le procure nazionali si soffermeranno solo sulle inchieste in patria, non avendo poi alcun altro diritto sulle indagini all'estero per il perseguimento di indagini incrociate e di inchieste che hanno ad oggetto le materie di competenza dell'Europa.
I delegati nazionali nominati per ogni Stato membro potranno avere accesso al database e dovranno inoltre eventualmente sottostare all'opinione vincolante della Commissione Europea che controlla direttamente questo strumento. Eurojust diventerà un "quartiere generale" della rete giudiziale in quanto unità centrale che lavora in coordinamento coi punti di contatto nazionale.
Questa vera intelligence europea è nata per la lotta contro il terrorismo, ma rischia lei stessa di fare terrorismo perché permetterà alla Commissione Europea di allungare i tentacoli sui dati dei cittadini, potrà farne anche un uso sconsiderato non essendovi organi di controllo al di sopra di essa, neanche i singoli Stati. Darà vita ad una moltitudine di sistemi che contengono dei dati biometrici, nonché altri dati sensibili che mettono in seria discussione il pericolo che, avendo accesso a quei dati, si rischia di manipolare a proprio piacimento le persone. I servizi nazionali di dogana o di immigrazione potranno verificare che i visitatori, lasciando lo Stato, non abbiano lasciato dietro di sè crimini o evasioni, e in caso contrario verrà segnalato come " illegale" in tutta l'Europa, e potrebbe essere espulso urgentemente fin dal suo arresto.

L'approvazione di progetti come il SIS II ci fa capire innanzitutto che l'era del totalitarismo è arrivata, questa è una dittatura controllata dalle istituzioni sovranazionali che possono emettere direttive e decidere della vita di un popolo, senza che questo se ne accorga o possa fare qualcosa per intervenire. Non esiste un'informazione adeguata, né un discreto interesse da parte delle persone o dei politici per portare il dialogo e la discussione per questi elementi: non esiste la controinformazione se non c'è l'informazione. La controinformazione supplisce così quella mancanza di informazione, perché occorre capire perché la Commissione Europea ha interesse a nascondere questa intelligence.

Il nuovo ordine mondiale è questo, e oggi ancora le persone non se ne accorgono. È l'obbligo a recepire le direttive, è la spoliazione degli Stati dei loro diritti, il furto dei dati delle persone e delle imprese, è la Borsa mondiale e il controllo mentale per poter trasformare gli Stati come i territori degli utenti. Un giorno ci imporranno, obbligatoriamente, l'innesto di una pulce per rispettare la sicurezza nazionale, ci chiederanno di inserire sotto pelle un chip per il riconoscimento delle carte di credito, e noi non potremo fare niente.

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12 ottobre 2006

Il potere dei Motori di Ricerca

Si è concluso definitivamente l'operazione di Google per acquistare YouTube, il suo primo diretto concorrente nella diffusione dei video sul web, divenendo così il primo interlocutore per la ricerca di clip e filmati. Google ha investito circa 1,65 miliardi di dollari, e pian piano ora sta aprendo un dialogo con Myspace, e alcuni dirigenti di Google France intendono stringere degli accordi con Yahoo. Come ovvio che fosse, non esistono regole anti-trust sul web, è una giungla senza leggi nè etica, è un limbo governato sempre più da un'unica entità che non segue legge economiche, ma tattiche comparabili a veri e propri Stati.
Infatti mentre Google si amplia, la sua voce politica cresce sempre più, tanto che annuncia che mediante il suo database di informazioni ha il potere di smentire i politici con la semplice comparazione delle informazioni. Si parla di verifiche in tempo reali sulle dichiarazioni dei politici, come un vero servizio del motore di ricerca pari a quello delle immagini e delle news. Ad annunciarlo è lo stesso Schmidt che dichiara che «l'impatto del mondo online influirà anche sui risultati elettorali», perché si creerà un software che confronta le dichiarazioni rilasciate al momento con i dati storici, per verificarne la fondatezza.
Parla di democrazia del web, del potere populista dell'internet che ha dato forza agli individui di sfidare i grandi, ha dato agli utenti le informazioni e li ha resi più forti. Tuttavia ciò che non dice è l'informazione viene manipolata da un ragno che si stende su una ragnatela, che mangia le informazioni che gli utenti vi inseriscono, pagando per avere una priorità all'interno dei risultati di ricerca. Non dice che il web è una struttura piramidale, uno specchio delle reali informazioni che sono custodite nei server e nei database dei ragni, che è virtuale perché non è reale. Non è reale per esempio ebay, perché dietro di lui esistono computer non vere imprese, vi sono utenti e non imprese produttrici che trovano in quel mondo un mercato e un vero spazio per crescere. Internet è una truffa perché non è un sistema orizzontale, è un sistema verticale, prende informazioni per restituirle con differenti gradi di priorità e rilevanza, truccando l'indicizzazione e l'uso delle parole chiave: non c'è corrispondenza e reciprocità nel dare l'informazione. Ecco perché il Blog di Beppe Grillo diventa l'immagine speculare del motore di ricerca: ha un leader e sotto di sé una popolazione di 1 milione di utenti che trovano spazio per partecipare, ma non trovano realtà, solo virtualità.
La politica sarà questa, sarà fatta di utenti, di fenomeni global-populisti che saranno organizzati da un computer invece che da una segreteria di partito. L'informazione sarà quella centellinata dal ragno, che avrà il potere di chiudere da un giorno all'altro le sue porte, di troncare la pirateria e di trasformare la distribuzione dei dati in un servizio a pagamento. Nessuno potrà impedire questo, e infatti nessuno ha potuto impedire che questo accadesse a Kazaa e a Emule, che hanno perso l'indipendenza dei loro server, sono stati comprati perché illegali e il loro sistema distributivo p2p è diventato un sistema piramidale, inserito all'interno della ragnatela.
La guerra si fa ora attraverso la conquista dell'etere, e vince che costruisce il suo motore di ricerca: lo sa bene questo la Francia, che ha annunciato il lancio di Exalead, e difende da tempo un sistema proprio telematico.

L'altra faccia della medaglia è Microsoft che rende noto il suo progetto per mettere in sicurezza tutti i computer dall'utilizzo di software pirati: il Trusted Computing Group (TCG). È un'alleanza tra Microsoft, Intel, IBM, HP ed AMD al fine di consentire la protezione delle macchine costruite partendo dal software stesso. Infatti il TCG trasferirà il controllo definitivo del computer a chiunque abbia originato il software che utilizzi, ossia il computer, con tutti i suoi dati passerà nelle mani di Microsoft. È il progetto Palladium (il vecchio nome dato da Microsoft alla sua versione da rilasciare nel 2004) che ha come funzione principale quella di fornire una piattaforma informatica che non permetta di modificare i programmi utilizzati dall'utente: le applicazioni che gireranno su questo sistema, comunicheranno direttamente con il produttore. L'obiettivo iniziale era quello di difendere i diritti d'autore mediante il controllo del programma che andasse a manipolare dei beni oggetti di diritti riservati, tuttavia le sue applicazioni sono molto più complesse e di ottica di lungo termine. Questo sistema è dotato di una censura da remoto, per cui i prodotti oggetto di protezione saranno riconosciuti solo dietro la presenza di un marchio digitale che comunicherà al server la regolarità del possesso di quel prodotto, e in caso contrario verrà cancellato. Gli oggetti digitali creati usando TC rimarrano sotto il controllo dei creatori piuttosto che dei proprietari della macchina.

Le applicazioni pratiche hanno davvero qualcosa di futuristico, perché si potrà impedire la pubblicazione di materiale diffamatorio semplicemente eliminandolo mediante il "word editor" utilizzato per la sua redazione. Word potrà criptare tutti i tuoi documenti, MediaPlayer tutti i suoi, Photoeditor le immagini.
La nuova usura, il nuovo terrorismo è questo perché da esso non se ne può uscire. Oggi coloro che devono regolare la società del domani come se fossero un governo mondiale e un'istituzione, stanno dettando legge senza una Costituzione, senza un codice etico che lo ispiri e che comunque rivolga tutte le sue attenzioni al rispetto del singolo e della comunità tutta.

Ecco, vi abbiamo rivelato chi sono i veri hacker, i veri pirati che alimentano la pirateria per drogare gli utenti e poi imporgli una tassa, che diventerà famosa per essere la tassa sulle informazioni. I segreti di sempre cominciano a venire alla luce, il "database" è "al queda", questa è la realtà dei fatti. Ce lo stanno dicendo loro stessi quando dichiarano che "al queda colpire alle ore 20.00 di stasera il web del Vaticano".

Si può già dunque parlare di terrorismo, di dittatura e totalitarismo: è questa la realizzazione dell'utopia comunista, tutti uguali e votati alla concentrazioni di un unico capo a cui è rimessa la bontà di ripartire poi le ricchezze. Le istituzioni del mondo reale si sono accorti di questo gioco sporco, tuttavia la loro reazione è giunta in ritardo perché non è possibile porre rimedio ad una situazione già in atto o già realizzato.
Per esempio La giustizia belga ha condannato Google a ritirare tutti gli articoli della stampa quotidiana belga accessibile dalle sue servizio Google Attualità in Belgio, per "violazione delle leggi sui diritti di autore". Per la prima volta un motore di ricerca è stato condannato perché ruba le informazioni senza chiedere l'autorizzazione per farlo, in maniera discrezionale, tanto da provocare notevoli distorsioni, soprattutto ai danni di danni di coloro che non sono stati inseriti. È una condanna giusta tuttavia ha dimenticato che Google da tempo ha rubato tutti dati dei suoi utenti, per cui se il precedente del Belgio enterà nella giurisprudenza potremmo avere un'arma con cui combattere. Potremmo vedere, in ultima opportunità, come i nostri governi ci difendono dalla nuova usura, che non ha signoraggio o anatocismo, ma è comunque un crimine nei confronti dell'Umanità.

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11 ottobre 2006

Il terrorismo psicologico della Corea nei piani di Putin


Un nuovo fronte nel conflitto globale è stato aperto dalla Corea del Nord, che ha deciso così di entrare nel gioco del governo mondiale, nella speranza di poter così dare una svolta alla sua situazione politica. Cosa sia davvero accaduto nella penisola coreana nei giorni trascorsi non possiamo ancora dirlo con certezza, e, nonostante il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite si sia già riunito per decidere delle sanzioni, molti sono ancora i dubbi che esigono una risposta se si vuole riaprire quel dossier. Un dossier tanto delicato, quanto quello iraniano, rispetto al quale non si può non rilevare le evidenti somiglianze: che siano coincidenze?
In ogni caso le ambiguità sono tante, e tutte possono essere strumentalizzate dalle grandi potenze che, per fare la guerra tra di loro hanno deciso di usare delle piccole pedine. L'Iran, la Georgia, la Corea, la stessa Israele, stanno combattendo una loro guerra personale ma che deciderà alla fine chi terrà le redini del governo mondiale.
I dirigenti americani hanno affermato, prima di ogni altra cosa, che ciò che deciderà l'evoluzione degli eventi sarà il modo di cui la Cina reagirà: tutti aspettano che a muovere il primo passo sia la Cina, fissando le dovute sanzioni contro il partner di sempre, contro Corea del Sud e Giappone.
Tuttavia Russia e Cina non si schierano nettamente contro, sfidano l'Onu e l'ira degli Usa, e preferiscono rivalutare bene il caso alla luce delle dichiarazioni del portavoce del CEA (Commissariato all'energia atomica) come hanno fatto anche le testate giornalistiche francesi, non senza un perché.

Onde sismiche registrate dopo la detonazione

La prova nucleare della Corea ha fatto registrare dai sensori sismici del Giappone, e del resto del mondo, delle deboli scosse, che non provano niente oltre all'ipotesi di un piccolo ordigno nucleare, di una prova mancata di un ordigno più potente o comunque di un'esplosione non nucleare. L'istituto geologico americano ha registrato una scossa di magnitudine 4,2, che corrisponderebbe all'esplosione di una bomba di un kilotonne, mentre la Corea del Sud ha rilevato una magnitudine di 3,58, che corrisponderebbe ad una bomba ancora più piccola.
In ogni caso, nonostante la registrazione sismica, non sono state neanche segnalate delle radiazioni nucleari dopo gli immediati sopralluoghi del Giappone: la Corea del Nord ha potuto fare esplodere tra le 500 ed un migliaia di tonnellate di TNT per simulare un'esplosione nucleare.
Possiamo dunque dire che mentre la Corea continua a dire che è una minaccia internazionale, alcuni esperti francesi e americani affermano che non sono una minaccia, perché non esiste nessun ordigno nucleare. Siamo quindi arrivati all'assurdo, e nonostante gli Stati in seno al Consiglio di sicurezza dell'Onu abbiano dei dubbi, si continua sulla strada delle sanzioni e della guerra atomica, nella speranza che il fuoco nella penisola coreana riesploda come è esplosa quella tra Israele e Iran.

Chi vuole tutto questo? Due entità si stanno oggi scontrando, la Russia e l'America, o meglio, il Governo Mondiale che oggi si sta indebolendo.
La Corea dal canto suo, ha, non solo interesse a sollevare questo conflitto perché sente di avere dietro di sé delle forti controparti, ma anche l'obbligo, perché se non accetta questo patto rischia di essere comunque schiacciata dal FMI. Preferisce dire di essere un paese terroristico, per tentare la strada della guerra accanto alla Russia e alla Cina.

Questo evento probabilmente non sarà una coincidenza rispetto all'annuncio della Russia di voler sfruttare da solo il giacimento del Chotman senza aprire il mercato agli Usa, all'embargo dato alla Georgia, al caso dell'Iran arenato su una risoluzione non rispettata.
La prova nucleare della Corea del Nord ha oscurato la vera notizia, ossia il sabotaggio che la Russia cerca di fare dei sistemi occidentali, del FMI e della comunità internazionale .
Putin sta continuando a tessere la sua Tela, e intende usare tutte le sue carte, con il gas, annunciando che il giacimento del Chotman sarà sfruttato solo dalla Russia e servità i mercati europei e non più l'America, e il nucleare di Iran e Corea. Il controllo dei mercati del gas europei ha per obiettivo di creare una dipendenza vitale e senza alternative, mentre il nucleare le consente di svilire istituzioni come il "riarmo nucleare controllato" e l'Onu. La bomba iraniana e nord coreana, decreterà la fine della dissuasione a 5 e segnerà l'inizio delle guerre terroristiche come quelle del Libano.

I cinesi, dal canto loro, hanno i mezzi di fermare questa crisi dunque, ma si servono della Corea del Nord come una carta vincente per ridefinire la loro posizione rispetto al Giappone, il nemico di sempre che sa da tempo di essere sotto minaccia. Cina e la Russia vogliono oggi creare una crisi planetaria perché quest'ultima indebolirà gli Stati Uniti e li costringerà ad accettare dei negoziati globali con l'Iran.

09 ottobre 2006

L'Indonesia paga il suo debito al FMI e si lancia nella nuova era

Jakarta
L'Indonesia si prepara a rimborsare il suo debito verso il Fondo monetario internazionale per rispondere con una politica finanziaria drastica alla crisi che si è abbattuta sul mercato asiatico nei mesi di aprile e maggio. La grave speculazione dei fondi investimento bruciò in una sola giornata 200 milioni di dollari, molti listini chiusero in anticipo per evitare il collasso dei titoli iscritti e così anche dell'intera borsa asiatica.
Il crollo viene sfiorato ormai da decenni, e per tale motivo gli "investitori istituzionali" si mostrano sempre diffidenti nei confronti di mercati emergenti che non hanno trovato ancora una loro stabilità, o sono comunque sottoposti all'ingerenza di entità esterne sovranazionali sul governo. L'Indonesia, ultimo dei paesi asiatici colpiti dalla crisi del 1997/98, si libererà così delle prescrizioni politiche del FMI, che, nel momento in cui non sono state rispettate hanno portato poi al ritiro dei fondi stessi. Rimborseranno 3,5 miliardi di dollari dei 7,8 miliardi accumulati in questi anni, grazie all'eccedenza di valute derivante dalla bilancia commerciale attiva, anticipando così la scadenza nel 2010 in modo da ottenere un risparmio di 200 milioni di dollari di interessi e ridare una più grande autonomia al governo.

A partire dal 1997, quando il FMI ha approvato in favore dell'Indonesia un finanziamento di 7,3 miliardi di dollari, sono state imposte una serie di misure destinate a stabilizzare l'economia, come una politica monetaria e fiscale restrittiva, con particolare attenzione alla salute del settore bancario e del mercato borsistico. Le speculazioni sulla rupia aumentano, e così il governo decide di acconsentire ad ulteriori misure di ristrutturazione del settore bancario con maggiore liberalizzazioni per i pagamenti all'estero. Ciò nonostante il FMI taglia di 3 miliardi il finanziamento,per via del non rispetto dei parametri concordati precedentemente sui correttivi al sistema bancario. L'Indonesia firma così l'ennesimo memorandum, e il presidente della Banca Centrale dà le dimissioni nel maggio del 1998, ottenendo però un 1 miliardo di dollari, e una serie di accordi bilaterali con i creditori esteri. Su tale scia del governo continuano i finanziamenti, anche da parte del Giappone, che si arrestano nel momento in cui si interrompe la serie di riforme al sistema bancario, fino al punto che scoppia un grave scandalo di corruzione della Banca Bali che vede coinvolto anche il governatore della Banca Centrale. Così nel gennaio del 2000 il governo si impegna a mantenere un tasso di inflazione tra il 5% e l'11%, per ottenere un ulteriore finanziamento. Il resto è storia abbastanza conosciuta, perché la storia si è protratta barcamenandosi tra speculazioni e finanziamenti, sino a conoscere il crollo di questi anni e la paura che nei prossimi shock sarebbe stato un trauma irreparabile. La risposta di questo governo ha un perché molto profondo, forse è andato a intervenire su quella che tutti aspettavano come crisi asiatica del nuovo millennio.
Ormai nessuno crede ad una ripetizione della crisi asiatica, però il FMI non accetta la proclamazione dell' Indipendenza del Governo, nonostante i partner asiatici vicini abbiano visto questa decisione traumatica ma non nociva. Le agenzie di rating internazionale hanno compreso che è stata una decisione politica, prima di essere economica, in quanto l'ingerenza nel settore bancario o monetario ha le sue ripercussioni soprattutto sul lato della spesa sociale.

Il Governatore della Banca Centrale Indonesiana si dichiara soddisfatto, potendo ora operare con indipendenza senza la necessità di una supervisione, o della necessità di dismettere imprese pubbliche ai privati. Anche se, alcuni analisti sono convinti che non si riuscirà a migliorare la situazione e che i politici continueranno a seguire la politica economica fissata dagli standard del FMI.

La manovra ha comunque destato preoccupazioni tra gli investitori che paventano il rischio che i politici perdano di vista gli interessi speculativi, dando più peso al deficit di bilancio rispetto che alle fughe di capitali. Infatti una delle prime decisioni prese è stata quella di fermare la privatizzazione, punto chiave del programma FMI per risanare il bilancio senza per tenere conto delle scelte politiche, proponendo anche il riscatto delle azioni delle ditte importanti per la politica sociale. In questi anni è stato fatto inoltre un abuso della leva dei tassi di interesse per dare sicurezza ai mercati e togliere il panico provocato dalla crisi economica, derivante però dalle speculazioni petrolifere.
La risposta alla crisi in realtà viene dall'intera regione che ha intenzione di continuare a sviluppare la sua rete regionale di scambi bilaterali mediante il baratto e le compensazioni, in modo da utilizzare le reciproche risorse, che fungerebbero da finanziamento alle importazioni, e difenderebbero la loro moneta in quanto eviterebbero il movimento di valute tra gli stati e dunque una loro svalutazione in caso di eccesso di offerta.La nuova strada che si apre all'Indonesia una realtà soprattutto di cooperazione regionale, al di fuori dei sistemi del FMI, in quanto il rimborso anticipato non elimina del tutto il rischio che il problema si ripresenti.

Questa può essere un'ipotesi giusta, se si pensa all'esperienza in Sud America, in cui l'Argentina è riuscita a pagare il proprio debito e ha poi cominciato ad intessere dei rapporti sempre più stretti con gli altri Stati Sudamericani con l'intenzione di creare un polo sia energetico che monetario. Molti hanno già accennato alla creazione di una borsa e di un mercato finanziario panasiatico, sulla scia della proposta di quella Europea. Occorrerà tuttavia tener conto dell'introduzione della moneta elettronica che trasformerà in bit le transazioni, e farà cambiare anche il contesto in cui avverranno i controlli, le limitazioni, gli embarghi finanziari. Se oggi si può pagare un debito e onorare il proprio creditore, domani ciò non basterà per rendere indipendente uno Stato, in quanto il sistema sarà virtuale e dunque invisibile. In Europa ciò che tiene insieme gli Stati non è il debito verso il FMI, né l'euro, ma è il sistema di leggi dell'Ue, che troverà il suo braccio esecutivo nel cervello che gestirà la Borsa Europea. Cambieranno gli strumenti, ma forse non l'esito se si incorrerà sempre nello sbaglio di delegare ad un cervello centrale il controllo di tutti i poteri degli Stati.

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L'avvento dell' Intelligenza artificiale superiore

Realizzato il teletrasporto quantico

La Tecnologia d'avanguardia continua la sua evoluzione, e gli scenari che sta svelando si avvicinano sempre più a quelli che sino a poco tempo fa erano racconti di fantascienza.
Sicuramente le conoscenze e il livello della tecnologia umana sono ad un livello più elevato rispetto a quello che trapela dalla stampa ufficiale, e se, con il tempo, determinazione notizie cominciano a circolare vuol dire che ci stanno preparando all'avvento di una nuova era.
Gli esperimenti di una squadra di fisici in Danimarca hanno portato alla realizzazione del teletrasporto delle informazioni dalla luce alla materia, realizzando una trasmissione tra "quanti" e calcolatori sempre più verosimile. Per la prima volta dunque un'esperienza di teleportazione quantistica ha permesso di trasmettere delle informazioni tra due oggetti di natura differente: la materia da un lato, e gli atomi della luce dell'altro, i fotoni. Uno è l'oggetto delle informazioni e l'altro è il "mezzo" di immagazzinamento delle informazioni.

Finora, le esperienze avevano permesso di trasportare uno stato quantistico di fotoni a fotoni, o atomi ad atomi. Il teletrasporto quantistico è un attrezzo senza uguali per trasportare delle informazioni senza alcun supporto fisico. Per tale motivo, i ricercatori hanno fatto ricorso a delle particelle collegate, legate tra di loro a distanza. Modificare lo stato quantistico dell'uno, obbliga obbligatoriamente la modifica dello stato dell'altro che sia conosciuto e prevedibile.
Alcuni ricercatori dell'istituto Niels Bohr di Copenaghen (Danimarca), sono riusciti ad intrecciare dei fotoni e degli atomi, e a trasmettere lo stato quantistico di un laser di debole potere agli atomi di cesio. Il teletrasporto è avvenuto su una distanza di 50 cm, anche se si spera di migliorare, cercando di evitare che il segnale degradi sulle lunghe distanze e che lo stato quantistico, che è un'informazione debole, venga deformato.

Esperimento dell'University of Innsbruck e
l' US National Institute of Standards and Technology (Nist)


Step 1: Due ioni, B e C, vengono legati tra di loro .
Step 2: La struttura che formano è lo stato quantico che può teleportato, mediante la creazione di uno ione P.
Passo 3: Uno dei due ioni, ad esempio B, viene legato ad A e entrambi vengono misurati dal computer, vengono analizzate cioè le informazioni che contengono
Passo 4: Il risultato della misurazione viene spedito ad uno ione, C, completando la trasformazione.
Passo 5: Lo stato quantico di C ora è lo stesso di quello di A, perchè ciò che si fa è trasferire le informazioni quantiche di un oggetto ad un altro presente altrove.


Questo tipo di scoperte trovano applicazione soprattutto nel campo dell'informatica quantistica: affinché i dati siano trasmessi da un computer ad un altro, devono essere teleportati tra luce e materia. Viene immortalata così un avanzamento nel campo dell'informatica tra "quanti" e "computer", che potrebbero trasmettere ed elaborare informazioni in un modo che prima era impossibile. Grandi quantità di informazioni potranno viaggiare in maniera istantanea, in assoluta sicurezza. Le informazioni di cui parliamo non sono i dati scritti medianti i "bit", ma sono i dati quantici, ossia le proprietà fisiche della materia, come energia, moto e campo magnetico degli atomi. Ciò significa che un oggetto può essere tradotto in dati quantici, e poi trasferito in un altro punto dello spazio: le sue informazioni quantiche verranno ricreate in maniera identica alla realtà.
Infatti, in fisica, per teletrasporto si intende creazione di una replica di un oggetto, o almeno del suo aspetto, ad una certa distanza; tuttavia un esperimento di teletrasporto distrugge sempre il suo originale, per impedire la creazione di molteplici copie. La prospettiva di usare questo sistema per trasportare grandi oggetti o persone non è stata ancora presa in considerazione "ufficialmente", ma sicuramente quello è l'obiettivo finale di ricerche che durano da circa un secolo. Tuttavia un sistema che permetterebbe alle persone di teletrasportarsi viene già sperimentata da un progetto di riproduzione dell'uomo in un oggetto solido 3D su internet. Una generazione umana sarà dunque capace di replicare oggetti tridimensionali con una massa materiale fatta si "atomi" sintetici.

Non dimentichiamo che il padre ideologico di tali esperimenti è Tesla che fu il primo a teorizzare la possibilità di trasmettere le informazioni, l'energia, le immagini e le cose a grandi distanze su autostrade invisibili. Le sue visioni erano senz'altro, allora, spaventose ed incredibili, tuttavia le scoperte e le teorie di una vita, furono realizzate e messe in pratica già negli anni della seconda guerra mondiale. La Teoria della Relatività portò a dedurre la perfetta uguaglianza tra energia e materia, di cui tali esperimenti possono considerarsi un'applicazione. La vera teoria rivoluzionaria in realtà non è stata quella della Relatività, ma quella dell'anti-gravità di Tesla, che scoprì qualcosa che non avrebbe dovuto costruire e che cercò di distruggere.

Quello che per anni è stata la fantascienza, la narrativa fantasiosa, sarà il nostro futuro, e occorreranno anni fin quando l'uomo non se ne renderà conto a tutti gli effetti. Nel breve termine verranno creati invece subito i computer quantici, che forniranno i meccanismi quantici per risolvere rapidamente problemi complessi, calcolando contemporaneamente le innumerevoli possibili soluzioni, considerando che i computer oggi calcolano separatamente ogni possibilità. Ciò significa che questo esperimento apre la strada verso un'intelligenza artificiale di gran lunga superiore a quella dell'uomo, in grado non solo di trasmettere informazioni quantistiche di oggetti già esistenti, ma di "creare" nuovi oggetti, sulla base delle informazioni già esistenti in natura.
Si creerà "l'Intelligenza", quella che è al di sopra dell'uomo, della sua umana natura, o forse dovremmo dire, della sua poco evoluta natura rispetto alle macchine. Sarà l'avvento dei mondi virtuali, che saranno così perfetti da non permettere di distinguerli dalla realtà. I robot saranno ovunque, e a loro saranno demandate tutti i lavori pratici, anche di calcolo e di ragionamento, così come le guerre perché le guerre saranno combattute mediante il controllo delle emozioni. Il numero degli esseri elettronici sulla Terra supererà quello degli essere organici sulla Terra, e l'Intelligenza reggerà in nuovo ordine mondiale.

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07 ottobre 2006

L'Europa legalizza il terrorismo sulla privacy dei cittadini


La Commissione Europea ha autorizzato le autorità di investigazione statunitensi dell'anti terrorismo ad avere accesso ai dati personali e alle informazioni dei passeggeri europei che viaggiano su voli diretti negli Stati Uniti. Questa questione era da tempo oggetto di controversie e di discussione tra le istituzioni europee e quelle americane, è stata spesso sollevata all'interno del Parlamento Europeo, che si è pronunciato categoricamente contrario e questo tipo di norme. Così, dopo solo una sola notte di negoziati tra Bruxelles e Washington, la Commissione chiude con un inverosimile compromesso una questione così delicata, disattendendo non solo la volontà dei parlamentari europei, ma anche, in un certo senso quella degli Stati membri. Questo tipo di decisione presuppone in ogni caso una concertazione, una discussione e sicuramente, l'unanimità tra gli Stati membri, tutori in prima persona della privacy dei suoi cittadini.

Le autorità americane imponevano già da tempo la trasmissione di 60 informazioni, e le compagnie aeree le fornivano tranquillamente, infrangendo la legge europea sulla privacy per continuare le loro rotte transatlantiche. L'assurdità del sistema era stata già segnalata dall'associazione internazionale delle compagnie aeree (IATA), che denunciava il fatto che le compagnie aeree erano passibili di multa in America e in Europa a seconda che li negavano o li concedevano: in ogni caso erano multate. Per tale motivo gli Stati Uniti e l'UE erano giunti ad un primo accordo per legalizzare questi trasferimenti, ma il Parlamento ha depositato un ricorso in annullamento alla Corte di giustizia europea, opponendo il fatto che l'accordo era palesemente contrario alla legislazione europea in difesa della privacy dei cittadini europei ( direttiva 46/95/CE ).

Il nuovo accordo di anti-terrorismo, prevede che la FBI e "altre" (???) agenzie di investigazione possano disporre di oltre 34 tipo di informazioni di ciascuno dei passeggeri fornite dalle compagnie aeree: nome, nazionalità, indirizzo privato ed elettronico, coordinate telefoniche, prezzo del biglietto, modalità di pagamento, numero della carta di credito, indirizzo di fatturazione, agenzia di viaggi o moda ­d'acquisto del biglietto, itinerario completo del viaggio, informazioni sull'appartenenza del viaggiatore ad un programma di fedeltà della compagnia, (ivi compreso miglia percorse e coordinate dei voli), richieste di servizi speciali, in particolare le preferenze alimentari, eventuali contrattempi sopraggiunti su altri voli (non presentazione all'imbarco malgrado l'esistenza di una prenotazione, disdette, consumazione eccessiva di alcol), notizie sul passeggero imbarcato all'ultimo minuto, ecc.
I dati verranno trasmessi, fino al luglio 2007, alla presentazione di una richiesta delle agenzie che attesti un pericolo terroristico, o una minaccia per la sicurezza nazionale. Questa condizione, che esclude la sistematicità delle trasmissioni di informazioni, certo non ci rende più tranquilli, perché gli allarmi terroristici sono all'ordine del giorno: quasi ogni giorno c'è un atterraggio di emergenza o strani dirottamenti.

Il fatto che questo accordo giunga adesso, in una situazione in cui i media hanno costruito un allarme terroristico senza prove e senza fatti a sostegno di tanto allarmismo, rivela dunque il vero motivo dei dirottamenti e degli atti terroristici che utilizzino il trasporto aereo.
La violazione della privacy e il furto dei dati è, come sempre, il primo degli scopi che si intendono raggiungere con il terrorismo, perché riesce a scavalcare qualsiasi ostacolo giuridico ed etico. Esistono le leggi sulla protezione dei dati ma vengono palesemente ignorate, esistono delle sentenze della Corte di Giustizia, esiste il parere contrario del Parlamento Europeo, esiste una direttiva. Possibile che non valgono niente quando devono servire a proteggere i cittadini, e non alla liberalizzazione e al rispetto dei vincoli di Maastricht? La legge esiste, ma vale solo quando fa comodo, vale solo per imporre nuove tasse, per fare le fusioni, per depredare le economie degli Stati, poi per il resto scompare.
La protezione dei dati rientra tra i diritti inviolabili dell'uomo, perché violare le sue informazioni significa mettere in pericolo la sua stessa vita. Non dimentichiamo che gli olocausti e i genocidi avvengono perché, prima di ogni altra cosa, le persone perdono un'identità, perdono la cittadinanza, scompaiono da ogni registro e attestato, come se non fossero mai nate, possono essere eliminate senza che alcun trattato internazionale possa difenderli.
Il risvolto più macabro di questo terribile crimine è che l'informazione su questo tipo di provvedimenti è inesistente, le agenzie italiane tacciono, parlano delle stesse cose da circa una settimana. Così mentre oggi le testate continuano a titolare la rassegna stampa con i dirottamenti, la Telecom, e gli arresti dei capi terroristici, la Commissione Europea decide autonomamente senza interpellare i governi o il Parlamento di concedere la trasmissione dei nostri dati, come se fosse un provvedimento di urgente priorità in periodo di guerra.

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05 ottobre 2006

I 5 euro della Libertà


Quella del 2007 sarà sicuramente ricordata negli anni come la manovra più sbagliata da varare, ma la più giusta dato lo stato disastrato dei conti pubblici e le scadenze di Maastricht alle spalle. È stata preannunciata con tutte le cautele del caso, in quanto subito si è detto che non sarebbe risultata attraente per gli Italiani, che tuttavia devono essere disposti al sacrificio in nome del proprio Paese. Si è parlato di giustizia sociale e di redistribuzione del reddito, ma soprattutto di riduzione del cuneo fiscale mediante la riduzione nei prossimi mesi, o nei prossimi anni, dell'Irap per le imprese.

L'art.18 della manovra infatti concede uno sconto sulla base imponibile Irap alle imprese che assumano lavoratori a tempo indeterminato, sconto che tuttavia non è dovuto se si cumula con altri benefici concessi per la stessa imposta. A questa norma è stato dato un grande significato politico, perché molti già vedevano il lei uno spiraglio per l'eliminazione dell'imposta più infame emanata in questi ultimi 10 anni che grava soprattutto le PMI.
Al momento della redazione della manovra era in corso una causa presso la Corte di Giustizia Europea contro l'Irap che avrebbe non solo messo in discussione l'esistenza dell'imposta, ma avrebbe dato diritto al rimborso a circa 141 000 imprese e lavoratori autonomi che avevano presentato ricorso, per una cifra complessiva che vale un pezzo dell'intera manovra. Una speranza questa che trovava fondamento nel fatto che le prime conclusioni degli avvocati europei erano a favore per una sua eliminazione.
In fin dei conti il taglio dell'Irap, e così del cuneo fiscale, è stato usato come apparente carta vincente della "giustizia sociale" del governo, che ha illuso i suoi contribuenti su un possibile taglio progressivo. Parliamo di illusioni perché dopo 5 giorni dall'annuncio della Finanziaria è arrivata la notizia che gela un po' tutti: l'Ue dichiara l'Irap un'imposta legittima e assolutamente non contraria contro all'art.33 della sesta direttiva CE, che vieta ai governi di emanare imposte simili all'IVA.

Questo risultato è stato sicuramente viziato e manipolato, per stessa ammissione di molti analisti, per tenere conto delle esigenze di gettito dello Stato, della "salute" delle nazioni. In altre parole, dire che l'Irap è illeggittima avrebbe significato il fallimento della manovra, se non proprio dello Stato, perché si sarebbe dovuto dire addio a 26 miliardi di euro tutto di un colpo.
Se si considera come è strutturata l'Imposta Regionale sulle Attività produttive - ricordiamo emanata per "riordinare" il sistema fiscale e portare l'Italia in Europa - non si può che notare la palese somiglianza all'IVA, anche senza conoscere nulla di diritto tributario.
Lo dice la parola stessa, ossia va a colpire le "attività produttive" - si noti attività produttive e non reddito" - che sono svolte mediante una organizzazione, e si calcola sulla differenza tra il valore della produzione e i costi per produrla, ad esclusione di interessi e costi per il personale: praticamente colpisce il "valore aggiunto" della produzione. Detto questo non credo che serva dire altro, è una duplicazione di imposta e basta, a prescindere che non è "stata ideata per colpire il consumatore finale", che poi di fatto lo colpisce.
Non solo, l'Irap da tempo è definita incostituzionale sulla base dei principi dell'ordinamento interno, perché non rispetta le regole della capacità contributiva. In poche parole ha come presupposto non un valore patrimoniale, ossia utile o reddito come è per l'Irpef, ma una potenziale capacità di una struttura di produrre un valore, cosa che non è inclusa nel concetto di "capacità contributiva" dell'art.53 della Costituzione. Inoltre, poiché non ammette la deduzione dei costi del personale, tassa in capo all'imprenditore il reddito del lavoratore: lo stesso reddito viene tassato due volte. Ecco perché è definita "infame", perché senza una giustificazione logica va a gravare sulle piccole e medie imprese che producono un valore aggiunto, che danno un effettivo contributo alla produzione di beni e servizi, e non fanno solo girare l'economia comprando e vendendo. Come se ciò non bastasse, le Regioni ne fanno un grande uso, perché il gettito, raccolto dallo Stato, viene poi ad esse ritrasferito.

L'Irap e le spese sanitarie regionali
Elaborazioni UIL di dati di bilancio preventivo

Sono 10 anni ormai che si cerca di far valere la "giustizia sociale", la Corte Costituzionale ha sempre respinto queste argomentazioni, e per questo si sperava nella causa presso la Corte di Giustizia Europea, per dare finalmente una svolta a questa situazione insostenibile.
Questo precedente era tanto atteso perché avrebbe dato il giusto impulso ad una modifica legislativa, così com'era stato tempo fa per l'anatocismo: allora fu una sentenza della Corte Costituzionale a fermare il braccio del governo e della Banche che stavano distruggendo gli imprenditori e il popolo italiano.
Invece questa sentenza europea rischia invece di farci tornare indietro di 10 anni e di fermare totalmente la lotta giurisprudenziale per eliminare l'Irap. Dinanzi a questo grave episodio non bisogna tuttavia fermarsi, occorre continuare sulla strada intrapresa, perché questa decisione danneggia le imprese, provoca un vero e proprio danno, materiale e biologico perché costituisce una perdita di chance.

Questo lo sanno bene le Associazioni degli Imprenditori, lo sa la Confartigianato, la Confcommercio, la Confapi e la Federturismo, ma alle loro parole non viene prestata attenzione, vengono ignorati forse perché non sono "associazioni di consumatori", non rappresentano semplici utenti ma imprese, persone e non numeri: siamo arrivati a questo punto.
Tutti sanno che questa manovra è insostenibile, lo sanno i sindaci, lo sanno le Regioni, lo sa la Confindustria, allora possibile che non lo sappiano i sindacati? Dove sono adesso i padellari, perché non stanno organizzando la classica manifestazione della finanziaria? Possibile che la parte dei difensori dei lavoratori deve farla i partiti di destra?!

Non riusciamo bene a capire come dobbiamo finanziare la nostra spesa pubblica, le regioni e le amministrazioni pubbliche. Con la tassa di soggiorno? I comuni e le città potranno infatti introdurre nuove imposte, e tra queste vi è anche la possibilità di tassare le persone che si trovino a soggiornare in una città diversa da quella di residenza: 5 euro al giorno a persona. Pagheremo insomma il parcheggio del "nostro corpo" in una città che non è nostra.
Questo non è nulla a confronto con l'obbligo di pagare le ricette e il servizio di pronto soccorso: ma se è un servizio sanitario come l'ospedale e il medico condotto, perché bisogna pagarlo?
I tagli alla spesa pubblica si riverbereranno tutti nelle nostre tasche, perché meno fondi vengono devoluti al pubblico, più servizi dovremmo pagare e meno valore aggiunto avrà la nostra economia: i servizi pubblici e sociali saranno tutti assegnati ai privati, e quelli che resteranno allo Stato dovranno essere gestiti nei limiti del rispetto dei cdd. Patti di stabilità.
A tal proposito, è interessante rilevare che l'Unione Europea non ha gradito l'operazione che si voleva fare sul fondo TFR. Effettivamente mettere mano a quei soldi presenta molti lati negativi, anche economicamente non accettabili, tuttavia il fermo a quella norma ha decretato la sospensione del trasferimento dei fondi alla ricerca, alla Tav, all'Anas, all'Enav, alle Poste e alle FS, nonché alle spese di funzionamento della Difesa (!!!).

Così mentre la gente guarda cosa sta accadendo a destra, gli altri a sinistra firmano accordi e concertazioni. Quanto sta accadendo oggi con la finanziaria, che in Bosnia e Erzegovina sarebbe dichiarata incostituzionale, fa capire anche a cosa servono dei fatti eclatanti, come gli scandali delle intercettazioni e i dirottamenti, ossia a distogliere l'attenzione.

Le persone devono leggere la finanziaria e sforzarsi di capire cosa contiene e le sue implicazioni, deve capire che i sindacati non scenderanno più in piazza a difenderli, deve capire che forse siamo prossimi al fallimento senza questa stretta fiscale.

Testo integrale della manovra finanziaria 2007

04 ottobre 2006

Il popolo degli inutili avanti tutta contro la Etleboro

Ecco i guardiani degli obesi e delle "mani sudate" al lavoro duro,lanciati sulla Etleboro
Maiali, predicatori e venduti!

"Cyrano ha scritto ( 4 ottobre 2006, ore 15:40)

Ah che bella teoria!!! Non capisco molto il nesso che c'è tra il gas e uno che per non tornare in Turchia dove ci sono galere da far rabbrividire, ha dirottato un aereo. Terrorista o non terrorista è quello il motivo. E poi i servizi segreti l'avrebbero fatta un pò più sul militare, mica così raffazzonata. E poi servizi segreti italiani o graci o turchi? e non pensa chi ha scritto sto blob che certe notizie come le ha avute lui le possono avere qualche milione di persone? Stiamo scadendo nel ridicolo, e i più ridicoli di tutti sono i fascistelli che ti danno addosso, caro il mio blogger, che sollevano polverone ogni piè sospinto per riuscire a dimenticare di esser stati presi x il culo da un nano......"

" io ha scritto ( 4 ottobre 2006, ore 15:35)

guarda non ho letto tutto il tuo post perché mi S.C.A.Z.Z.A.V.O.! troppo lungo. ma già dalle prime righe ho capito che scommetto che tu sei uno di quelli che vede complotti dappertutto. che gli attentati dell'11 settembre li ha fatti bush, che elvis è ancora vivo, etc etc. ma basta! ora che il vostro odio da comunisti per l'america è saturo perchP gli americani non vi C.A.G.A.N.O. ora date addosso al Vaticano! dai vergognatevi almeno un po' perché siete proprio squallidi"

"BUFALO ha scritto ( 4 ottobre 2006, ore 15:13)

E' SICURAMENTE COSI', ANZI PENSO CHE CENTRINO ANCHE GLI UFO CHE SONO NOTORIAMENTE MUSSULMANI ...MA NON BASTA C'E' ANCHE IL GRANDE FRATELLO CHE SICURAMENTE CONTROLLA TUTTO POI LA CIA , LA NSA ...LA NASA POI FIGURIAMOCI SE NON CENTRA...E CHE DIRE DEL KGB E DELLA STASI...MA A TIRARE LE FILA E' IL MOSSAD CHE ALLEATO CON LA MASSONERIA VUOLE IL CONTROLLO DELLA GALASSIA (UFO PERMETTENDO)....MA ANDATE A LAVORARE !!!"

"Barone Rosso ha scritto ( 4 ottobre 2006, ore 15:36)

Adesso capisco come si è arrivati a far fondere le travi di acciaio speciale del WTC 1 e del WTC 2. Hanno messo insieme un'infinità di gente dal cervello in fase di fusione e col calore prodotto da questi hanno fatto sciogliere l'acciaio. Signori ma siamo proprio fusi se ci facciamo condizionare da simili notizie. Vuoi che stavano facendo le prove per come dirottare gli uccelli provenienti dalle zone a rischio aviaria per impedirne l'arrivo sui nostri territori?"


Tratto dai commenti a : Il dirottamento? Una bufala

La vittoria della prima Intelligence del popolo

Oggi Libero.it ha pubblicato la notizia della Etleboro sulla bufala del dirottamento del Boieng da parte di un anomalo terrorista.


La Intelligence della Tela è riuscita a contrastare i più grandi media: questo è un grande successo, è la vittoria di coloro che combattono la disinformazione.
I nostri server sono stati intasati, sono andati in tilt per via dei tanti accessi. Il servizio di e-intelligence è stato sospeso, ma abbiamo avuto una grande vittoria.
Oggi molti ci osservano e ci leggono, la nostra voce si sta espandendo ed è giusta persino in Parlamento, dove Amato ha confermato la possibilità che non c'è stato alcun dirottamento, non esistendo nè la lettera, nè un'arma che provi il tentativo di sequestro.
I grandi media devono adesso ridimensionare il tiro ed ammettere che le cose non sono come dicono, che è tutta una farsa e una messa in scena. Michele Altamura, fondatore della Etleboro Ong, ha infatti dichiarato che probabilmente hanno organizzato questa operazione con "20 bottiglie di vino".

Interruzione del servizio di E-Intelligence

Ci scusiamo con tutti gli utenti per la momentanea interruzione del servizio di raccolta delle news della Etleboro. Il servizio sarà attivo non appena saranno terminati i test di collaudo della piattaforma delle notizie.

Il terrorista intelligente e subliminale


In piena fase di trattative per la pace in Libano, dopo le centinaia di minacce di al queda contro Bush e il Papa, ecco che si fa vivo un terrorista che dirotta un aereo.
Una strage è stata scampata, mentre è stato chiuso un accordo ed è stato aperto un fronte di guerra nel cuore del conflitto israelo-libanese. Protagonisti della vicenda sono un terrorista che non è islamico, e la Russia, che non è un paese allo sbando ma è seriamente intenzionato a fare da elemento sorpresa in una guerra non convenzionale.

Questo rocambolesco dirottamento ha qualcosa di surreale e assurdo, è una ridicola messinscena che, grazie al contributo delle intelligence fatti di figli di generali e dai media, è divenuto un caso internazionale. La colpa doveva sicuramente ricadere sull'Albania, o ancora meglio sulla Turchia, per poi ferire in maniera inconscia e sottile il Vaticano, accusato così di alimentare il fanatismo e fondamentalismo con le sue parole.

Un terrorista cristiano, si badi cristiano e non islamico, ha deciso di dirottare una aereo per raggiungere il papa e chiedergli di salvarlo dall'obbligo del servizio militare in un Paese musulmano. Ha così lasciato un'e-mail pubblicata su un blog su internet, e se avessero trovato un corano tra le sue cose sarebbe stato molto più verosimile. Forse sarebbe stato meglio prendere una nave, o consegnare quella lettera tramite un'ambasciata, in ogni caso, le cose potevano essere fatte meglio, se proprio le si volevano fare.

L'azione è stata probabilmente studiata a tavolino, dalle intelligence in Albania, soprattutto quelle straniere che si esaltano un po' e amplificano le molte notizie, tra l'altro anche molto male perché alla fine non è riuscita. La truffa si nasconde proprio nel dire che un aereo viene sequestrato senza armi da una sola persona, mentre si trovava sullo spazio aereo greco, due aerei di guerra greci li hanno obbligato a cambiare rotta e dirigersi verso l'Italia, per poi atterrare a Brindisi: la rotta di quest'areo è alquanto strana, forse non si dirigeva neanche a Roma.
In un primo momento qualcuno delle intelligence, di cui sarebbe meglio non fare il nome, ha fornito notizie e indizi tali da far credere che a bordo dell'areo si trovassero due terroristi, poi col passare del tempo è divenuto uno solo che ha gradualmente cambiato nome - infatti alcuni sospetti erano caduti su Ali Acga - per poi volatilizzarsi in volo, perché una volta atterrati hanno trovato solo un turco cristiano disarmato. Probabilmente il nostro terrorista neanche sapeva che stava dirottando un aereo, semplicemente si trovava nel posto giusto al momento giusto, come accaduto con i Pakistani in Inghilterra: per quell'attentato nessuno è stato ancora condannato, la maggior parte sono stati immediatamente scarcerati. Questo perché a Tirana vi sono dei personaggi italiani di scarso livello, la feccia, "la creme de la creme", che adesso fanno da intelligenze solo perchè certe ditte, come il Sismi, sono finite sul lastrico dopo 10 anni di Finanziarie e di Ladroni. Tra i passeggeri vi era un deputato albanese, che forse era un po' ubriaco, insomma siamo passati dai terroristi ai deputati.
La dinamica del dirottamento è comunque molto oscura, perché vi erano troppi aerei in volo, e forse questa azione è servita da diversivo, forse improvvisato, per distrarre l'attenzione su altri volti o altri eventi molto più importanti. Sicuramente è stata messa in atto una manovra non convenzionale, e per coprire quella hanno creato un finto aereo dirottato e coprire così le rotte o i dirottamenti di altri aerei.

Questo dirottamento alla fine, è scaturito fa una strategia mediatica, che ha cercato di colpire l'attenzione del pubblico accostando questo evento, all'attentato di Ali Acga, in modo da far entrare nel pensiero delle persone che su quell'aereo davvero vi fosse un terrorista.
I media alla fine hanno deciso di lanciare una notizia, per nasconderne un'altra: è questa quella che si definisce informazione senza notizia, in quanto l'annuncio delle agenzie di stampa è incomprensibile se preso da solo e non correlato con altri indizi logici.
Queste informazioni nulla aggiungono di nuovo a quanto già sappiamo sul dirottamento, mentre hanno una grande importanza se si vuole creare un clima di tensione e di inquietudine tra le persone, in modo da render loro accettabile determinate scelte sia politiche che energetiche. È questo infatti il concetto che sta alla base del Sabotaggio, ossia quello di creare l'esasperazione per indurre le persone ad accettare qualsiasi sacrificio, come ad esempio è stato fatto in Italia mediante l'approvazione di una finanziaria incostituzionale. Per far questo servono episodi così, che sono assurdi e da non credere, per scatenare diffidenza e incertezza, persino nei confronti delle istituzioni religione. Se ci si pensa bene il Papa non ha detto nulla di eccezionale, tuttavia i media hanno stravolto a tal punto il suo discorso che è nato un incidente diplomatico, con la scesa in campo dei capi di Al queda.

In questo modo la disinformazione magalomane dei giornali dei privati, ha velato la notizia dell'accordo concluso tra Eni e Gazprom, che, nonostante alcune difficoltà, sarà probabilmente firmato intorno alla metà di ottobre.
Eni e Gazprom hanno infatti costruito il gasdotto tra la Russia e la Turchia. Il gas naturale trasportato dal gasdotto Blue Stream dalla Russia costituisce una fornitura importante perché porta dalla Turchia all'Europa del Sud 16 miliardi; il nuovo accordo aprirebbe all’Eni nuove opportunità di partecipazione nella distribuzione europea del gas e consentirebbe a Gazprom di entrare nell’energia elettrica italiana, attraverso una partecipazione in Enipower. L'accordo prevede l'esplorazione e lo sfruttamento congiunto di giacimenti di idrocarburi in Russia e della Sibneft, l'acquisizione di capacità di rigassificazione dagli Stati Uniti e riorganizzazione
delle attività commerciali di Promgas e in generale all'intera rete di distribuzione.
Una cosa del genere fa ricordare la bomba alla stazione di Bologna, deflagrata proprio quando a Malta si firmava un importante accordo per l'Eni, e per l'Italia stessa.
Il clima è senz'altro teso e tutto fa pensare alla preparazione di qualche mossa molto importante ed eclatante, forse una affare grande, e talmente tanto impegnativo da costringere alle dimissioni il presidente montenegrino Jukanovik.
La Russia sta oggi facendo una guerra silenziosa alla Georgia, con un embargo che limita trasporti, esportazioni ed importazione, telefonia e scambi mobiliari e valutari. Questa è la risposta che Putin da ai buoni intenditori: ha chiuso la Georgia perché innanzitutto è palesemente caduta da tempo nella logica del protettorato statunitense. È un errore grave permettere che gli Usa abbiamo il controllo della Georgia, di un territorio molto strategico attualmente perché chiude il traffico e il trasporto ad altri. Tra le altre cose sui suoi territori passa un grande gasdotto della British Petroleum che vuole agganciarsi al Mar Rosso per sbarcare in Cina e India. Se si chiude il traffico e il passaggio alla Georgia, il gas per giungere in Europa passa dove decide la Gazprom, ossia in territori come i Balcani o la Turchia.


Ovviamente la forza della controparte è molto più indebolita se questa viene accusata di terrorismo, e se si aprono fascicoli e dossier su uno Stato. Il piano sembra abbastanza studiato bene, perché nella situazione attuale serve colpire l'Albania, che da tempo viene tartassata con i blackout di energia per costringerla ad accettare un patto necessario. In gioco vi è il Corridoio VIII, che dalla Turchia arriva sino in Italia attraversando i Balcani e il mare Adriatico mediante un tunnel sul fondo marino. Serve anche per la Turchia, per spaventarla, per ricordarle che è pur sempre un paese musulmano se non entra in Europea, per cui se vuole migliorare deve aprire i suoi territori ai nuovi investimenti.
Serve all'Occidente che deve stare attento alle comunità di stranieri in europa se non vuole essere arsa dalla rivolte delle periferie e dai ricatti.

Il sequestro di un aereo da parte di un terrorista cristiano disarmato, l'e-mail rivolta al Papa, poi il cambiamento continua dell'identità del dirottatore, ci hanno convinti che le persone nelle cose assurde si trovino a loro agio. Ci auguriamo a questo punto che esiste un controllo mentale, perché vedere che alle soglie del nuovo millennio le persone credano ancora ai terroristi, ci lascia demoralizzati. Contro il muro dell'ignoranza non si può combattere, si può combattere contro la disinformazione, attraverso la elaborazione delle notizie, ma non contro le persone che non vogliono capire.

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03 ottobre 2006

Manovra 2007: roba da mettersi le mani nei capelli

tra Redistribuzione e Ristrutturazione
Foto: Gazzetta del Mezzogiorno

La manovra attesa da mesi con ansia è stata varata, nell'apparente quanto ipocrita soddisfazione del governo e delle controparti sociali. È questa la finanziaria che suggella il patto per la stabilità del Paese contro le pressioni della Comunità Europea e delle agenzie di rating, che da tempo tuonavano per una manutenzione dei conti pubblici che potesse riportare l'Italia a quegli standard europei così vitali.
È una manovra nel suo complesso che rischia di portare il paese alla recessione, perché usa solo la leva fiscale sia come leva per la spesa reale che come fonte di finanziamento del Bilancio Pubblico. Nonostante tutti sappiano questo, i sindacati accettano la riforma sottoscrivendo così questo tacito accordo per impedire che il governo crolli, già reso debole dagli scandali delle intercettazioni e della Telecom, tasto così dolente per il centro-sinistra.
Potrebbero tuttavia fare uno sforzo di intelligenza e non parlare di redistribuzione del reddito o di equità sociale, giusto per non cadere nell'ipocrisia più totale, e mantenendo una certa dignità, che sembra che abbiano perso con il crollo del governo Berlusconi.
Allora, le finanziarie portavano la gente nelle piazze, le manifestazioni sindacali, gli studenti; oggi invece, gli unici che scioperano e protestano sono i giornalisti e i dipendenti dell'Alitalia, perché sanno di essere su una barca che sta affondando.
Per tale motivo, il gesto di Confindustria, della Confartigiano e della Confcommercio sembrano molto più oggettivi, perché almeno si fanno portatori degli interessi dei soggetti che rappresentano e senza problemi parlano di manovra iniqua, cosa che non può dirsi dei sindacati.

La manovra deve fruttare 33 miliardi di euro, di cui 13 proverranno dalle entrate, ossia dalla riforma del sistema fiscale incentrata sulla lotta all'evasione, e 20,4 dai tagli alla spesa pubblica, in termini di minori trasferimenti alle comunità locali e di riduzione delle assistenze sociali. I fondi saranno in parte devoluti ad abbattere il rapporto deficit/Pil di ben due punti percentuali, e ad abbattere il cuneo fiscale nei prossimi anni, nonostante di fatto sia già aumentato proprio per finanziare lo sgravio (!!!).

andamento Pil dall dopoguerra a oggi


Le norme emanate sono chiaramente volte ad aumentare le entrate, mentre quando si parla di redistribuzione del reddito non si fa altro che prendere una parola, manipolarne il significato per dare l'illusione che venga realizzata una qualche giustizia sociale. Il gioco delle aliquote è la parte più scenica della manovra, senz'altro, ma apporta un aumento del reddito netto del ceto medio, che sarebbe meglio definire medio basso perché è nelle soglie di vivibilità dignitosa. In un sistema fiscale come quello italiano, in cui la progressività delle aliquote è sancita dalla Costituzione - per quel che può valere dato che esiste l'Irap palesemente incostituzionale - per garantire l'equa partecipazione alle spese statali, sono le deduzioni che possono fare la differenza. Deduzioni dalla base imponibile che sono da tenere distinti dalle detrazioni di imposta, perché marginalmente riducono di più il carico fiscale. Ora bisognerebbe valutare caso per caso, con la combinazione delle deduzioni e delle detrazioni, o poi dire se veramente c'è un aumento del reddito netto.
Un aumento annuale medio del reddito di 300 euro non può giustificare tale entusiasmo, anche perché non si verificherà una vera e propria compensazione, ci sarà comunque un surplus di tasse che l'incidenza sugli ultimi scaglioni che è più che proporzionale, e il numero dei soggetti colpiti non è poi così d'élite. In ogni caso l'incidenza di questa operazione è solo del 10%, rispetto alle altre per reperire fonti, che sono quasi tutte incentrate sulla lotta all'evasione, mediante una rivisitazione degli studi di settore, e l'istituzione di nuove norme.
Se da una parte si vuole fare una lotta agli sprechi, dall'altro si riducono i trasferimenti ai comuni e viene imposto loro dei vincoli con un "patto di stabilità", insomma una piccola Maastricht che detta i livelli di spesa e autorizza a creare nuove imposte per finanziare i propri lavori. Il carico fiscale di questo passo deve aumentare per forza con il tempo, perchè i comuni saranno costretti a mettere nuove tasse per far fronte al patto di stabilità . Così per la sanità, la lotta agli sperperi si fa mediante il pagamento delle ricette e del servizio di pronto soccorso. La valorizzazione del patrimonio statale significa aumento delle tasse per le concessioni del demanio, quando poi noi tutti abbiamo sempre inteso l'investimento nel pubblico per farlo crescere. La normativa spesso parla di "ristrutturazione" o di "razionalizzazione" per dire tagli alla spesa pubblica per le assistenze sociali, ritenute ormai un costo che non si può più sostenere. Vengono ridotti anche i trasferimenti alle Università, essendo ormai un ente di ricerca sprecato e inutilizzato, perché in ogni caso il governo sembra aver accettato la proposta di Montezemolo quando parlava dell'Università come un ente strumentale alle società private e non più allo Stato.
Il campanello d'allarme più preoccupante è quella che mette mano al Tfr non destinato alle forme pensionistiche complementari, dando parte di questa liquidità, che appartiene alle PMI, ad un fondo gestito dall'Inps. Si toglie questa liquidità alle imprese, per rimetterle in un fondo di accumulazione, con una sorta di indebitamento forzoso dello Stato: le pmi saranno lasciate a loro stesse e maggiormente esposti a problemi di reperimento dei crediti.
La bassezza di tali norme è che ormai non hanno nulla di grande, in quanto non è stata fatta una vera e propria manovra di politica economica, quanto un'operazione di contabilità statale.
La leva fiscale è uno dei modi per far crescere l'economia, ma la differenziazione delle aliquote per zona geografica o gli incentivi per i nuovi assunti, non sono cose che fanno crescere il paese: sono misure temporanee, per cui una volta scaduta la valenza mensile, il problema non si risolve e il rapporto deficit/Pil aumenterà per il semplice fatto che noi siamo in recessione. Le manovre che fanno crescere l'economia sono gli investimenti nella spesa pubblica, perché l'aumento del giro d'affari fa aumentare anche il gettito fiscale, mentre quelle solo fiscali sono incerte, non si può sapere se i cittadini conserveranno o spenderanno quel reddito in più.
Si affanneranno inutilmente gli analisti che vorranno capire l'effetto di questa manovra 2007 sulla situazione economica, perché dietro non ha un'analisi economica, ma un semplice studio dei conti di Bilancio.


La possibilità di ridurre quanto più possibile le perdite è l'unica politica economica che oggi l'Italia può fare, dato che non ha più la politica monetaria né quella reale, perché le sue imprese mediante le quali faceva girare l'economia le ha perse o le sta perdendo tutte. Il programma della ristrutturazione del Tesoro è proprio questo, è dismissione di attività che vengono viste come un costo, ma in realtà erano le principali entrate. Oggi gli unici investimenti nella spese pubblica sono per le infrastrutture, derivanti tra l'altro da antichi fondi, come è il caso del Ponte sullo Stretto che pagherà l'alta velocità e l'autostrada del Sud.
Il documento di Programmazione economica parlava chiaro: l'Italia è un paese che sta lentamente perdendo posizioni tale che potremmo già dire che ci troviamo in recessione.
In calce alla sua analisi circoscrive le uniche possibilità di risollevare l'economia a due manovre: la deregolamentazione dei mercati, mediante il liberismo, e la informatizzazione della nazione. Entrambe sono a costo zero in quanto il vero costo dell'informatizzazione della propria impresa o della propria attività è a carico di chi la fa, e entrambe rappresentano il futuro dell'economia di un Paese, come l'Italia, che esporta solo servizi, risorse umane e prodotti a marchio "made in italy".
La tendenza è quella per cui pagheremo tasse sempre più elevate, avendo in cambio sempre meno servizi e assistenza, cosa che si ripercuoterà anche sulle nostre finanze in quanto ciò che ci è dovuto in qualità di cittadino, dovrà essere pagato in qualità di utente.

02 ottobre 2006

La "Gene Revolution" e i semi suicidi


La ricerca scientifica per sfamare l'intero mondo e creare nuove risorse ha creato le nuove scienze, i nuovi credo: le biotecnologie, ossia la frontiera tra gli esseri viventi e le macchine. Gli enti di ricerca privati, finanziati dalle fondazioni bancarie, studiano per noi gli organismi geneticamente modificati (OGM), ibridi non esistenti in natura con caratteristiche che dovrebbero superare i limiti che l'evoluzione ha dato alla natura. Maestra della biotecnologia alimentare è la Monsanto, nata nel settore farmaceutico, specializzata in quello chimico. È difficile che qualcuno che non l'abbia mai sentita nominare perché è stata una dei produttori dell'Agente Arancio, erbicida usato durante la Guerra del Vietnam, e di un ormone sintetico, Posilac, per il bestiame, che, una volta entrato nella nostra catena alimentare, ha fatto danni irreparabili.

Da circa 15 anni la Monsanto, come la DuPont e la Dow Chemicals, commercializzano semi geneticamente modificati, i cd "semi suicidi", provenienti da un progetto del governo degli Stati Uniti risalente al 1983. I semi suicidi producono un solo raccolto, ossia danno vita a frutti sterili, dai quali non è possibile estrarre dei semi per ricominciare il ciclo vitale: i coltivatori sarebbero così costretti a rivolgersi ogni volta al suo fornitore per ogni raccolto. Sui semi suicidi esiste un Brevetto ( US patent # No 5 723 765, del 1998) attribuito alla Delta & Pine Land - un anno dopo comprata da Monsanto - in comproprietà con il Ministero dell'Agricoltura del governo statunitense, con il nome "Controllo genetico delle piante". Il brevetto ha copertura globale e copre ogni specie di pianta e seme transgenico e convenzionale, che tuttavia permette di controllare la sterilità del raccolto. Una grande operazione commerciale per distruggere l'economia di sussistenza dei paesi, per renderla patologicamente dipendente da una società privata, che può diventare così molto più potente dello Stato stesso.

Tecnologia Terminator - Monsanto

La loro introduzione è stata pubblicizzata con uno slogan contro la fame nel mondo, come la soluzione alla scarsa produzione a causa della desertificazione o della glaciazione. Così ce li hanno imposti e sono entrati nella nostra alimentazione con un'etichetta certificata dall'Unione Europea.
Nel 2005, l' Indipendent on Sunday, ha pubblicato un rapporto segreto della Monsanto che comprovava che i semi di mais e di soia erano mortali per le cavie animali su cui erano stati testati. Nello stesso periodo, il Consiglio dei ministri europei dell’ambiente, ha autorizzato la commercializzazione del mais Monsanto 863 ma solo per la produzione di mangimi per animali, nonostante erano stati proprio dei mangimi modificati a fare troppi danni agli allevamenti, e non dimentichiamo la mucca pazza. Di risposta l'Italia si e' schierata nettamente contro l’autorizzazione rilasciata dalla CEE, dopo che già l'Austria, la Germania, il Lussemburgo, la Francia e la Grecia avevano proibito l'uso e la commercializzazione di semi di grano e colza Monsanto. Occorre aspettare e vedere sin dove l'Ue vuole spingersi, e sicuramente sarà pronta a sfornare studi di eccelsi comitati di studi, di qualche British University, che ne escludano la pericolosità.

In Italia i semi dalle grandi multinazionali già arrivano nei nostri vivai, che li utilizzano per vendere le piantine, distribuiti medianti forme di polistirolo che non consentono agli agricoltori si sapere chi ha prodotto quei semi.
I semi suicidi sono anche omicidi, hanno provocato un'etnocidio dei popoli del terzo mondo e presto anche dei nostri post-industriali, perché entrano nella nostra produzione agricola essendo più resistenti alle avversità climatiche a ai parassiti, il raccolto è abbondante e apparentemente perfetto, e per questo uccidono le specie locali, eliminando la diversità delle piante. Le derrate alimentari sono diventate certificate, brevettate, autorizzate dai presidi sanitari, e non ci si spiega come mai d'un tratto la natura sia diventata fuori legge, imperfetta solo perché anti-economica secondo la logica delle multinazionali.

Questo è un vero e proprio crimine, tanto atroce quante più certificazioni ha alle spalle, come è un crimine la distruzione delle specie locali mediante virus anomali, virus intelligenti potremmo definirli. La "virosi" per esempio ha colpito il pomodoro San Marzano, ortaggio del sud Italia dalle nobili proprietà perché resistente e con grandi rese nella sua trasformazione. I virus producono uno sviluppo vegetativo stentato e perdite di produzione che possono riguardare anche tutto il raccolto, che viene contaminato automaticamente, per cui le autorità sanitarie prescrivono di "usare esclusivamente materiale sano e certificato ai sensi della normativa fitosanitaria e di eliminare le piante ed i residui infetti".
Molti laboratori oggi studiano il vaccino per la virosi, ma perché non si interrogano sulla sua comparsa, sulla sua diffusione: chi ha fatto questo virus e perché?
Per entrare in un mercato devi distruggere i tuoi concorrenti, se non puoi comprarli o trasformarli: la vegetazione viene così prima ammalata, poi sostituita con altre piante per poi trasformare anche le altre che sono intorno.
Il fondo monetario, l'Ue e la Wto devono essere denunciati per etnocidio perché sono più di 15 anni che si conoscono gli effetti degli OGM . I nostri politici non hanno più il controllo di niente, la Guardia di Finanza controlla i piccoli negozianti, le piccole imprese, ma in realtà fanno i guardiani dei boia e non dell'Italia e degli italiani. L'agricoltura italiana è preziosa per il pregio delle sue specie, oggi invece è stata messa in ginocchio dalle leggi del mercato e oggi il suo futuro è nelle mani delle Politiche Comunitarie che finanziano le coltivazioni biologiche e dettano le quote alimentari. Ma avete mai visto morire qualcuno per eccessivo utilizzo di latte o grano? Allora perché rendere gli allevatori e i coltivatori dei fuorilegge per il semplice fatto che hanno sforato la quota comunitaria. Nessuno semmai dice che sono messi fuori legge perché hanno violato un patto: la Comunità Europea è disposta a finanziare se la produzione segue le direttive. Questa si chiama politica economica o etnocidio?

Quello prettamente economico è solo un aspetto di qualcosa ben più complesso. Il progetto "Terminator" si è adattato perfettamente alla ricerca scientifica della Fondazione Rockefeller 'Gene Revolution'. La "Rockefeller Fondation" consigliò la Monsanto di proporre il progetto dei semi suicidi alle istituzioni pubbliche, in modo da superare quell'ostacolo psicologico dell'opinione pubblica, controllata tra l'altro da Green Peace e Noglobal. I semi terminator entrano così nella ricerca per lo sviluppo della rivoluzione genetica e dell'ingegneria genetica, ossia un'area di ricerca della Fondazione di Rockefeller, che devolve al Laboratorio di Biologia Molecolare di New York, di $100 millions per creare la loro "Gene Revolution".
Capire chi sta dietro questa struttura criminale fa totalmente cambiare la prospettiva del problema e fa sorgere l'atroce dubbio che il controllo delle derrate consenta non solo un controllo economico sui paesi, ma anche una manipolazione dell'alimentazione. La "gene revolution" ci vuole trasformare, vuole cambiare la nostra struttura genetica, cambiando ciò che mangiamo. È in atto così un processo di disumanizzazione, che stravolge la nostra mappa genetica, la nostra storia e la nostra identità, standardizzandola e rendendola più adatta a successive manipolazioni. I media scolpiranno le nostre menti, mentre le nanobioteconologie, diffuse con vaccini e impianti, ci renderanno dei perfetti ibridi tra l'uomo e macchina. Tutto questo tuttavia non sarebbe possibile senza un'adeguata preparazione della razza umana a trasformarsi, ad accettare la sua nuova vita, il suo nuovo essere.

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01 ottobre 2006

Multa per l'Italia di 310 milioni

perchè i controllori non hanno funzionato!


Un'istruttoria della Commissione Europea ha stabilito che l'Italia deve restituire 310,8 milioni di euro dei 317,3 che sono stati spesi in maniera irregolare nell'ambito delle Politiche Agricole Comuni, da parte degli Stati Membri [ pdf ]. Il residuo deve essere pagato da altri Stati membri nella misura di : 2,4 mil a carico della Spagna, 2 mil del Regno Unito, 1,3 mil della Francia, 0,6 mil a carico della Germania. Queste somme, quasi irrisorie per il resto dell'Europa, sono gravi e a dir poco eccezionali per l'Italia, che deve così far fronte al secondo colpo duro dell'Europa nel giro di pochi giorni. Considerando lo stato attuale dei conti pubblici e della insostenibilità della finanziaria, che, per il suo contenuto, rappresenta un preoccupante segnale della precaria situazione dell'economia italiana, questa multa cade come un fulmine a ciel sereno.

Queste somme dovranno essere pagate dagli Stati membri, in quanto esiste una responsabilità in capo alle autorità nazionali dei pagamenti, del controllo delle spese e del recupero di quelle indebitamente versate. Di solito questo tipo di incidenti vanno a gravare sul bilancio comunitario ma in questi casi la Commissione ha ritenuto che gli Stati hanno peccato di negligenza nelle procedure di recupero delle somme, messe a loro disposizione dal Fondo europeo di orientamento e di garanzia (FEAOG), che costituisce la metà del bilancio della CEE. La Politica agricola Comunitaria ha subito, tra le altre cose, una profonda modificazione volta a renderla vicina agli interessi dei consumatori, e - quasi in via residuale - alle esigenze degli agricoltori. Gli Stati possono utilizzare i fondi comunitari a condizione cha mantengano una certa correlazione tra sovvenzioni e produzione, nel rispetto delle norme in materia di salvaguardia ambientale e sicurezza alimentare. Questo tipo di decisione rafforzerà sicuramente la anche posizione dell'UE nelle trattative presso la WTO.
Ecco quindi spiegato come fanno ad arrivare gli standard della globalizzazione nella nostra economia, nella nostra agricoltura, andandola a stravolgere e privandola della sua etnia, della sua biodiversità: chi finanzia infatti può dettare regole sul proprio investimento. In questo caso l'agricoltura deve sfornare prodotti che siano apprezzati dall'universo degli utenti, senza tra l'altro pensare alle tante variabili che incidono sull'agricoltura.
Per quanto riguarda poi i progetti, questi vengono analizzati da un Comitato che di volta in volta formula delle opinioni su un determinato progetto e fa una valutazione preventiva degli stanziamenti, e sulla base di tale procedura la Commissione prende i relativi provvedimenti. È da notare che il meccanismo decisionale e consultivo su direttive e provvedimenti, segue una procedura definita di comitatologia [pdf]: la Commissione e il Parlamento sono infatti attorniati da un numero indefinito di comitati che danno parere più o meno vincolanti sui progetti, e delle direttive, se si pensa anche al procedimento legislativo. Di questi comitati non si conoscono i componenti, né altre informazioni che permettono di risalire ad un ente o ad una struttura materiale, e viene detta infatti solo la sigla del comitato. Esistono più di 3000 commissioni che attorniano la Commissione Europea nelle sue decisioni, e nessuno dei suoi componenti è eletto mediante un procedimento democratico [ vedi comitatologia.pdf ]. Tanto potere dunque concentrato nelle mani di pochi che non rappresentano un popolo o uno Stato, ma rappresentano un libero mercato e la libera circolazione di persone, beni e capitali.

Tornando alla questione dei pagamenti, la procedura di liquidazione prevede che "gli Stati membri si devono assicurare che i loro enti erogatori recuperino i pagamenti", e per far questo essi "devono installare un sistema integrato di gestione e di controllo", ricorrendo anche a tecniche sofisticate di fotografia aerea o satellitare per controllare i campi e confrontare le domande con le banche dati informatizzate.
Da questo sistema si può dedurre che gli Stati possono demandare a terzi il controllo delle istruttorie di pagamento, non necessariamente strutture statali, e che questi nel farlo utilizzano banche dati informatizzate, o comunque un sistema integrato di comunicazione.
Non è infatti una novità che lo Stato e le amministrazioni locali attualmente ricorrano a delle società private per l'Assistenza Tecnica nelle procedure di controllo dei progetti e dei pagamenti di fondi delle politiche comunitarie. La KPMG, multinazionale di consulenza ad altissimi livelli, presta la sua consulenza per esempio al Ministero delle Politiche e delle Infrastrutture, fungendo da controllore di determinate operazioni per conto dello Stato, nonché una vera e propria attività di revisione dei conti. Quello della KPMG è l'anomalo caso in cui il privato controlla lo Stato, firma i progetti, e in tale posizione, ha dunque accesso ai database statali. I seguenti documenti infatti mostrano semplicemente che alcune Regioni abbiano nominato come "assistenza tecnica" la KPMG nelle procedure di controllo dei progetti finanziati dalla PAC:
- Regione Calabria [ doc]
- Regione Sicilia [ pdf ]
Come sempre è la logica aziendalista a prevalere, non quella del rigor di logica, in quanto dovrebbe essere lo Stato ad occuparsi dei suoi affari interni. Tuttavia all'interno della Unione Europea nulla viene più delegato allo Stato, che deve acconsentire così al fatto che determinato "enti o organismi" specializzati si infiltrino.
Nonostante la disorganizzazione statale sia stata colmata dall'efficienza del privato, l'Italia ha ora un'istruttoria per la restituzione di 310 milioni di euro, mentre la Francia e la Germania poco più di un milione: come mai questo? Forse perché non è dotata, a differenza di altri, di un'infrastruttura telematica solida, che snellisca l'amministrazione e la burocrazia e renda inutili, non solo costi aggiuntivi, ma la miriadi di controllori.
Strutture come la KPMG all'interno dell'Amministrazione Pubblica non avrebbero senso
di esistere, lo Stato sarebbe forte e competitivo, una macchina perfetta e precisa.
Questo poteva essere se il progetto del Polo Informatico fosse stato accolto dai politici, se Maastricht non fosse stato firmato, se lo Stato esistesse ancora. In realtà lo Stato non esiste se si ammette che possano esistere 3000 commissioni che decidano della politica della nostra nazione. Non dimentichiamo che Di Pietro stava vincendo il caso Abertis, ma una lettera da Bruxelles lo ha fermato: se oggi i politici continuano a firmare è perché devono esporsi e prendere le colpe al momento opportuno. Ormai i nostri deputati sono degli attori, il Parlamento Italiano è un circo, con tanto di carri di tendone, ma il Governo non è questo, e tutto da un'altra parte. Loro mentono, non potranno mai mantenere una sola promessa di quelle che dicono.
Drogano la nostra economia con il denaro per infiltrarsi, e la testimonianza che si tratta di aiuti "suicidi", anzi omicidi, come i semi Terminator, è evidente e basta guardare lo stato dell'agricoltura Italiana, che sta morendo.

Tutti temono le teorie complottiste, ma negare certe evidenze significa che agli Italiani piace pagare le tasse, gli interessi alla banca, e ora anche i debiti "stranamente non accertati". Man mano che il tempo passerà avremo sempre meno accesso a queste notizie, perché lo Stato non avrà più il controllo di nulla, e allora le persone si ricorderanno di quando si nascondevano davanti alle teorie complottiste. Se succede qualcosa, com'è accaduto in Ungheria, non servirà scendere in piazza, perché arriverà subito il FMI a finanziarci, ad indebitarci. Le false istituzioni sono state create per inculcare e far entrare nel pensiero delle persone l'idea di Europa, mentre dietro di esse si nascondo società private, la cui guerra è per la rapina delle parole. Spendono miliardi per costruire delle parole, come "finanziaria", che è in realtà il pizzo che dobbiamo pagare al fondo monetario.

Oggi la Commissione Europea impone un altro macigno sulle spalle degli Italiani, che, dopo questa decisione, dovranno rendersi conto dell'assurda situazione in cui si trovano e, invece di parlare di complotti, cerchino di capire.