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10 gennaio 2007

La verità su Vukovar rivelata dalla Cia. La rebalcanizzazione e il gioco dei media


Viene reso noto in questi giorni un rapporto della CIA che mette sotto accusa un ex-dirigente croato, Tomislav Mercep, per crimini di guerra commessi contro "migliaia di serbi" durante il conflitto serbo-croato tra il 1991 il 1995. Il rapporto pubblicato dall'agenzia governativa americana toglie così il segreto che era stato posto su episodi di guerra che la storia hanno tramandato come delle atroci stragi ad opera invece dei generali serbi.
Viene precisato infatti che le dichiarazioni sulle atrocità imputate a Mercep ed ai suoi uomini sono state verificate sulla base delle prove raccolte dalle organizzazioni internazionali per i diritti dell'uomo e dalle testimonianze di superstiti, tuttavia, il governo croato, temendo la reazione di quella fazione politica che sosteneva il generale, ha evitato di indagare su queste accuse. Il procuratore generale della Croazia ha ricevuto così nel 2006 dal Tribunale penale internazionale (TPI) per l'ex-Iugoslavia i documenti sui crimini commessi contro i serbi a Vukovar e nella regione di Pakrac.
Le rivelazioni che vengono fornite a distanza di così tanto tempo dalla Cia sono alquanto discordanti da quanto invece è stato detto in questi anni sulle stragi di Vukovar e Packarac, che da sempre sono state imputate ai serbi. La storia recente infatti descrive la battaglia di Vukovar come una strage ad opera della Guardia Volontaria serba, guidata da Zeliko Raznatovic, che perpetuò così atroci crimini contro la popolazione civile croata, facendo prigionieri di guerra, razzie e depredando l'intero villaggio. Le autorità ritrovano la più grande fosse comune trovata in Croazia, in cui furono riesumati i corpi di 200 croati, soldati e civili uccisi dopo l'occupazione serba della città nell'autunno del 1991.

La pubblicazione del rapporto della Cia, che parla di migliaia di serbi trucidati dall'armata fascista croata, certamente stravolge la storia che per molto tempo è stata divulgata dai media internazionali, e dalle Organizzazioni Internazionali, e sulla base della quale la Croazia ha rivendicato le proprietà dei serbi scacciandoli dalle loro terre.
Nei primi anni di guerra, la macchina mediatica dei proprietari delle tv e dei giornali avevano montato dei veri e propri casi, come il bombardamento di Lubiana , e il Manifesto che Médicins Sans Frontières pubblicava in tutto il mondo diffamando il popolo serbo, redatto dallo stesso giornalista che aveva sostenuto che in Kosovo furono uccisi più di 400 bambini .


Le immagini che documentavano l'esistenza
di campi di concentramento in cui veniva perpetuato
un genocidio ai danni della popolazione Bosniaca
rivelandosi successivamente una finzione mediatica
del team giornalistico britannico che produssero il filmato


Molteplici testate internazionali hanno infatti confermato l’esistenza di campi di sterminio, ma alcuna prova è stata mai prodotta, trattandosi di campi organizzati per lo scambio delle persone, perché esisteva la guerra politica delle enclavi. Ci scandalizziamo così tanto quando sentiamo dai telegiornali che a Napoli un' anziana signora muore per uno scippo, mentre i Balcani non scandalizzano molto il popolo italiano: ringraziamo dunque i giornalisti occidentali, il mondo occidentale. Tutto rientra nella "normalità", come le armi vendute nei supermercati come cioccolatini, e le migliaia di morti per le rapine.
I contractor della DTS, potente società privata di sicurezza che dispone di aerei e flotte di propria proprietà e organizza azioni di sabotaggio in tutto il mondo, furono denunciati e condannati dall’ONU perchè segregavano minorenni bosniache musulmane. Per non rendere pubblica questa notizia, furono creati i cosiddetti “campi da stupro”, che fomentarono ancora di più la guerra. Se oggi continuano a ricamare su tali massacri è solo per confermare tale versione della storia, e dissipare i dubbi e le incoerenze che nel tempo sono diventate evidenti, solo perché sempre più nei Serbi si fa viva l’intenzione di denunciare la Nato e le Banche per etnocidio.
Le truffe giornalistiche hanno fatto sì che si costruissero degli alibi e dei casus belli, per cambiare il pensiero delle persone e indurre l'intera opinione pubblica a schierarsi a favore di quelle forse che volevano la guerra.
Bernard Kouchner
fondatore di Medici Senza Frontiere,
e capo della missione in Kosovo (MINUK)

Se oggi la Cia dice questo, nonostante il grande ruolo che ha avuto la Nato, è perché oggi è in atto un processo di ribalkanizzazione che dà alla Serbia un importante ruolo per via del progetto della pipeline che attraverserà i territori dei Balcani per approvvigionare l'Europa del gas e del petrolio proveniente dal Mar Caspio e dall'Iraq e Iran. Dopo le tante umiliazioni che la Serbia ha dovuto subire, i demiurghi di Washington hanno cambiato strategia nei confronti dei Balcani al fine di controllare questa regione prima che lo faccia la "diplomazia" di Putin. È stata così negata l'Indipendenza al Kossovo, mentre si cerca di realizzare la rebalcanizazzione della regione, cioe un'unione balcanica. Chiediamo dunque che ci spieghino che cosa sia la Yugoslavia e cosa invece la rebalcanizzazione, se non la stessa cosa ma con un nome diverso. Gli Stati dei balcani non sono nati in maniera spostanea, perché sono etnie e razze molto eterogenee tra di loro, un'unica terra per anni ha tenuto insieme musulmani, ortodossi, zingari, albanesi, cattolici e ebrei, in una situazione di equilibrio precario. Dopo sono sopraggiunte le intelligenze occidentali, gli inglesi e gli americani, che hanno deciso di divedere i popoli fomentando guerre e odi razziali.


In realtà hanno provocato l'ennesimo fallimento, cancellando e riscrivendo la storia a loro piacimento, a seconda degli interessi da soddisfare, com'è accaduto in maniera simile per l'Italia del Sud e la storia del Risorgimento. Con la Serbia questo gioco è in parte fallito, perché è riuscita a rimanere in piedi e a resistere al destino che era stato scritto per lei dai Banchieri e le lobbies del petrolio.
Sulla scia di questo revisionismo storico ad opera degli stessi personaggi che hanno truccato le carte, potremo arrivare a leggere in un futuro la verità, ossia che la guerra di Bosnia, ad opera dei famosi Karadzic e Mladic che non è stato altro che una invenzione dei media. I generali serbi allora fecero solo il loro dovere in difesa del proprio popolo caduto nella trappola di Srebrenica tesa dai Mujaidin. Tanto è vero che negli accordi di Dayton, la Republika Srpska alla fine del periodo stabilito dalla convenzione può chiedere un Referendum per ottenere l'indipendenza. Oggi la Bosnia è una Federazione di Stati controllata da un Commissario Europeo che fa i soli interessi della Banca Mondiale e del FMI, e da una schiera di personaggi che si aggrappa agli specchi, conclude con incarichi governativi la propria carriera e fa razzia di ciò che trova in favore delle lobbies che lo hanno condotto al potere.