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18 gennaio 2007

Quando i “Padroni” soffrono d’ingordigia

da Etleboro Veneto

Si sa che a forza di mangiare si corre il rischio di lasciarsi prendere dall’euforia non accorgendosi di strozzasi. Sembra che ciò stia avvenendo con gli Stati Uniti. Non contenti di possedere tante basi militari in Italia, adesso vorrebbero costruirne un'altra a Nord di Vicenza nell’attuale aeroporto civile Dal Molin e servirebbe agli USA per riunire la 173^ Brigata aviotrasportata Airborne, attualmente presente in parte ad Aviano (Pordenone) e in parte in Germania. L'obiettivo statunitense è di intervenire rapidamente nelle aree geografiche del medioriente, ricche di fonti energetiche strategiche per il sistema economico vigente.

Da quando è arrivato domenica sera, l’ambasciatore americano Ronald Spogli ha intrapreso una serie d’incontri per riuscire a sbloccare la situazione. Con i tempi che corrono, sempre più scarse risorse fossili e crescente instabilità in medio oriente, dal punto di vista degli Stati Uniti sembra sempre più urgente una nuova base militare e, come ciliegina sulla torta, si creerebbero nuovi posti di lavoro e nuova ricchezza.

A grandi linee queste sono le motivazioni ufficiali per dare il via ai lavori di costruzione della base militare. Tutto qua! I motivi per non costruirla sono molti di più! Quante tonnellate di monossido di carbonio non verranno introdotte nell’atmosfera a causa dei mezzi militari? Quante vittime verranno risparmiate dal mancato lancio di bombe e missili? Questi sono solamente due vantaggi, non da poco, che si hanno evitando di costruire la base militare. I Vicentini come tutti i Veneti sanno benissimo cosa vuol dire rinunciare alla macchina per via dell’inquinamento, è la medicina amara che gli amministratori locali annualmente, nei mesi invernali, ci somministrano per la nostra salute e sopratutto per rispettare le stringenti normative europee sull’inquinamento.

Allora perché permettere agli aerei statunitensi di alzare il livello degli inquinanti (PM10, benzene, ecc) in territorio Veneto? Non vorrei mai che le giornate senza auto per i Veneti aumentino in concomitanza con l’aumento dei voli U.S. verso il medioriente. Da non tralasciare minimamente le potenziali vite umane risparmiate perché, tante volte dietro alla scusa di fronteggiare un gruppo terroristico, si lanciano bombe su civili inermi. Che senso ha continuare a proteggere le fonti fossili del medio oriente? Il “vantaggio” per noi cittadini? è solo quello di poter continuare ad avvelenarci con i fumi ottenuti dalla combustione del petrolio e sapere che al mondo c’è qualche terrorista di meno che può ledere alla nostra libertà! Tutto semplicemente con qualche missile qua e la. A questo punto sorge una domanda: se il petrolio e le altre fonti fossili del medioriente sono tanto importanti per la nostra economia, al punto di dover costruire una base militare per proteggerle dai terroristi, come faremo senza di essi? Non si potrebbe utilizzare quella zona per costruire un modello di economia non basato sul petrolio?

Si potrebbe costruire:

  • impianti di produzione di energia pulita
  • case ad uso civile con bilancio energetico favorevole (consumano meno di quello che producono)
  • un centro per la gestione, produzione e promozione, di una Moneta Complementare Veneta

Con i primi 3 punti si comincerebbe a creare una valida alternativa alle fonti fossili per l’approvvigionamento d’energia, con il quarto punto si potrebbe dare una casa a chi ne ha bisogno, con il quinto punto si creerebbero le risorse finanziarie sia per finanziare tutta la ricostruzione dell’aeroporto Dal Molin, che per tutte le altre aree Venete che hanno bisogno di ammodernamenti, ed infine, il sesto punto aiuterebbe la salute degli abitanti del luogo. Queste possono essere alcune idee per creare lavoro, benessere e salute. Di sicuro quelle proposte dagli americani servono solo a sottomissione, morte e malattia.

Difficilmente queste proposte verranno portate avanti da chi detiene il potere adesso perché vanno contro i loro interessi. Al sistema bancario non fa piacere la creazione di una moneta complementare a favore del cittadino, le compagnie petrolifere disgustano energia che non derivi dal petrolio. sapete chi ha il coltello dalla parte del manico? Il popolo perché è la maggioranza e ha la volontà di un mondo nuovo!


Franzina No USA al Dal Molin
Per ulteriori informazioni :

http://www.altravicenza.it/dossier/dalmolin.asp

Nota della redazione:

http://regione.etleboro.com/veneto/local_docs/7_20070107licata01.pdf