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27 febbraio 2007

La Serbia non ha commesso genocidio. Srebrenica è il crimine dei media

La Corte Internazionale dell'Aja dichiara ufficialmente non colpevole la Serbia per non aver commesso atroci delitti di guerra sulla popolazione bosniaca, perché a Srebrenica non è avvenuto un genocidio. Non vi sono prove che possono comprovare che il governo serbo ha condotto un crimine che può essere definito genocidio o sterminio di massa, volto alla pulizia etnica di un popolo.
La sentenza del giudice Higgins chiaramente afferma che i serbi di Bosnia hanno commesso degli atti di omicidio di massa, come spesso capita quando vi è una guerra in corso, ma non vi è alcuna prova cheessi avevano intenzione di commettere un genocidio, o uno sterminio. Decadono così le accuse di pulizia etnica che hanno giustificato dinanzi all'intera opinione pubblica l'intervento della Nato in Bosnia, l'arresto di Milosevic e la disgregazione di tutta la Jugoslavia, con l'incursione dell'ONU e delle forse internazionali. E' stato commesso allora un vero crimine, un atto illegittimo della comunità internazionale, che è stata completamente manipolata da parte delle lobbies che volevano scardinare un potere sovrano per impadronirsene. Dichiarando il governo serbo non colpevole del crimine di genocidio, si è dichiarato automaticamente innocente Milosevic, che è stato abbandonato in carcere ed è morto a sole 48 ore dalla pronuncia del tribunale. Non avevano prove, non ne hanno mai avute, e nonostante questo hanno deciso di combattere una guerra e distruggere uno Stato, lasciando il giudizio ai posteri dopo quasi venti anni.

Il crimine tuttavia viene ancora perpetuato in maniera sistematica, perché dopo anni di guerra, di umiliazioni, di embarghi, dopo l'assassinio di un presidente, la Serbia ha ottenuto una timida sentenza sulla quale i media stanno facendo la più sporca e meschina opera di disinformazione.
Non è stata pubblicata alcuna sentenza ufficiale, proprio per consentire che i media e i giornali sfornassero una diarrea verbale continua, in modo da provocare una confusione tale nelle persone da far perdere poi il senso della realtà. Le notizie pubblicate enfatizzano sul riconoscimento del genocidio, mentre non sottolineano l'assoluzione della Serbia né le parole del giudice che getta grandi dubbi su quello che tutti hanno definito genocidio. Dopo le notizie completamente false, come la presunta condanna della Serbia, la vera notizia è diventata il riconoscimento di quel genocidio, e non l'assoluzione storica di uno Stato a cui è stato addebitata da sempre la colpa dei crimini dei Balcani.
Da decenni nel parlare della Bosnia e della Jugoslavia sostengono che i serbi hanno perpetuato pulizia etnica, tale da fare un vero lavaggio del cervello, cosicchè quando invece il registro e il tono delle parole è cambiato, parlando di vittime di guerre, l'opinione pubblica continua ad associare l'idea del genocidio. Stravolgendo il significato delle parole hanno cambiato il pensiero della gente e hanno lasciato l'idea indelebile che la Serbia sia un popolo che ha commesso pulizia etnica, costruendo dei campi di concentramento, mentre il popolo serbo ha combattuto una guerra sanguinosa, una guerra civile, e soprattutto una guerra fatta con le enclavi. Sono stati prodotti film, documentari e dossier, inculcando nella gente una visione che viene utilizzata ancora come chiave di lettura degli eventi.
I veri assassini dunque sono i giornalisti, che mentono e sanno di mentire, continuano a parlare di "evidenza dei fatti", di una colpevolezza indiscussa, e mettono seriamente in dubbio l'intelligenza delle persone che non possono più ascoltare questi cialtroni. Il loro grande potere è stato utilizzato dalle lobbies, quando a distanza di dieci anni dall'occupazione della Jugoslavia da parte delle forze occidentali, non erano state prodotte sufficienti prove per condannare definitivamente Milosevic o la Serbia, e fu così trovato, con fonti anonime, il video della strage di Srebrenica.
Il filmato fu scoperto da Natasha Kandich, una donna serba, pagata dalle lobbies e poi premiata da molte associazioni sconosciute come eroina europea, senza che sia mai stata accertata l'attendibilità delle fonti o la veridicità delle immagini. Questo video è stato gettato in pasto ai giornalisti, che hanno potuto così montare la loro campagna diffamatoria, è stato trasmesso in un tribunale e poi in tutti i media del mondo, per continuare indisturbati la loro opera di privatizzazione e di saccheggio degli Stati dei Balcani, per giustificare la loro permanenza con le forze armate a presidio dei gasdotti e degli sbocchi sul mare.

Il video in realtà è assolutamente falso, un vero montaggio di differenti filmati, che mostra una simulazione di una fucilazione di sei musulmani, che viene spacciata così per "strage di srebrenica". Le stesse testimonianze trasmesse sono totalmente inverosimili, perché ritraggono delle vittime inesistenti, come quella di Nura Alispahic che piange della morte del figlio, avvenuta in realtà a Trnvo, a circa 120 kilometri di distanza da Srebrenica: il reportage non riporta alcun dettaglio, ma in maniera automatica si associa quella immagine alle vittime di Srebrenica.

Nelle immagini del video di Srebrenica non si può intravedere alcun dato certo, non vi è nulla che possa dare un punto di localizzazione e far capire dove si trovino le truppe, oppure che possa dimostrare che si tratta effettivamente dell'esercito serbo. Il convoglio non ha alcuna targa automobilistica, né vi è una voce di radio di sottofondo che possa far pensare che è realmente un filmato ripreso durante una guerra. Gli uomini hanno tutti delle divise diverse tra di loro, e nessuna appartenente all’esercito serbo, non hanno alcun segno di guerra che lascia pensare che sia accaduto un genocidio poco prima. Confrontando le immagini dei soldati serbi di quei giorni, è possibile notare che dopo i violentissimi scontri i soldati erano stremati, con divise sporche, e barba incolta, al contrario delle immagini del video di Srebrenica, in cui i soldati hanno una divisa impeccabile.
Dalle foto che documentano l’entrata in Srebrenica da parte dell’esercito regolare dei serbi di Bosnia, diretto da Ratko Mladic, si può notare l'abissale differenza tra i due tipi di divisa, i degli stessi equipaggiamenti che sono dotati. I soldati portano degli zainetti, maneggiano armi senza guanti, impugnano in maniera anomala i fucili.





Confrontate


La scena in cui si volge il tutto è un normale sentiero di collina, mentre i colli di Srebrenica sono spesso fitti e irti di alberi, che ombreggiano il cammino. Inoltre il video è in alcuni tratti molto ben fatto, curato, con l'immagine ferma, senza alcun riflesso che possa oscurare la visuale, come se fosse stato filmato mediante una regia.
Le immagini dei corpi distesi sull'erba sono altrettanto incoerenti, non presentano tracce di una vera e propria carneficina, i loro vestiti sono puliti. Quando l'inquadratura cambia, cambia anche il colore dei vestiti delle vittime, o il numero dei corpi distesi, appaiono delle ombre dei soldati che poi scompaiono in altri tratti.


Confrontate

Tutte queste incoerenze lasciano probabilmente pensare che queste immagini appartengano a due video diversi, e montati poi in un secondo momento ad hoc.
La vera natura di questo video però diventa evidente proprio grazie ad un secondo video, che mostra proprio come dopo la fucilazione alcuni corpi si rialzano, mentre i soldati gridano di tenere la testa in basso e di non muoversi.


Il video falso di Srebrenica vuole in realtà nascondere la trappola che è stata tesa all'esercito serbo nell'enclave serba da parte dell'esercito di mercenari musulmano, che operava con la protezione dell'Onu. Scarica Pdf Rapporto ONULa guerra dei Balcani si è svolta infatti con lo scambio delle enclavi, quando intere città venivano spostate da un luogo all'altro della Bosnia facendo così avanzare gli eserciti. Venivano creati così dei campi in cui la gente sostava, come punto di snodo dei traslochi, ma tali centri di accoglienza delle enclavi vennero definiti dalla disinformazione dei campi di concentramento. Allora Srebrenica era un villaggio bosniaco, e doveva divenire serbo, sulla base dell'accordo stretto tra Mladic e Alja Izesbegovic, perché in quel villaggio era stato dislocato un esercito irregolare musulmano che stava perpetuando una vera opera di sterminio di 120 villaggi circostanti serbi sin dal 1993: sono state ritrovate molte fossi comuni che testimoniano il genocidio avvenuto ad opera dei mercenari musulmani, documentato anche da molti documenti e dalle testimonianze dei superstiti (Documento Onu). Tutto questo, sotto gli occhi e la vigilanza dell'ONU e delle forze internazionali che dovevano garantire la pace.
Trasloco delle enclavi

Quando l'esercito di Ratko Mladic giunse nella valle di Srebrenica scoprì l'inganno e la trappola che gli era stata tesa dai bosniaci, che in maniera intenzionale hanno voluto mandare al massacro quella enclave, rimasta così intrappolata negli scontri dei due eserciti, perché la guerra delle enclavi era ormai cessata e quell'esercito non era più necessario.
Tutti hanno sempre saputo la vera storia di Srebrenica, ma per anni hanno giocato sulla disinformazione per tenere in piedi le accuse senza mai rivelare nulla: è stata fatta un'opera di convincimento, per tenere nascosta proprio la trappola che ha sacrificato dei musulmani per condannare i serbi.
Mentre l’esercito di 5.000 mila uomini di Oric viene fatto spostare secondo i piani, a Srebrenica rimasero 3.000 Mujaidin, cosicchè quando Mladic entrò nell’enclave trovò questo esercito inumano che sparava all’impazzata, rifiutandosi di lasciare l’enclave, nonostante l'accordo, mentre gli olandesi chiedevano all’esercito serbo di ritirarsi fino a quando la situazione non si fosse calmata. A nulla però servi il richiamo di un soldato olandese di ritirare le loro truppe, anzi fu anche ucciso perché lo credettero serbo; così fino a quel punto, l’unico soldato morto era dell'Onu e per mano musulmana.
La situazione degenerò, e l'esercito serbo fu costretto a rispondere al fuoco, perché l'esercito dei Mujaidin era dotato di artigliera pesante e non esitava ad utilizzarla: fu questo dunque il genocidio di cui si è tanto parlato senza mai dire la verità dei fatti.
Nella regione della Bosnia dell'est, per più di tre anni, si è combattuto contro le forze musulmane che seppellivano i loro soldati e i civili uccisi in fosse comuni, ritrovate a distanza di anni e considerate prove del genocidio serbo contro i popoli bosniaci.

Foto della enclave di Srebrenica presentata durante
l'inchiesta dell'Aja, tratta in realtà da un atlante,
e indica erroneamente i villaggi

Dopo il bombardamento della Serbia nel 1999, Srebrenica è stato riattualizzata dalle notizie di fossi comuni apparse negli scavi, curati esclusivamente dai ricercatori occidentali sotto il patronato del Tribunale dell'Aia. Il loro lavoro dura da sempre, e la conta dei cadaveri sale sempre più, e non ci stupiremmo certo se si salisse a 12.000 o 15.000, nella speranza di non superare la cifra globale della popolazione civile in questa regione. Il video è sbucato così all'improvviso per fare il grande gioco dei media. Srebrenica è stata quindi un'operazione pianificata, una trappola resa all'esercito nazionale serbo per simulare una strategia sistematica di eliminazione da parte della Serbia del popolo bosniaco.


Quando queste evidenti contraddizioni sono state spiegate e poi mostrate ai media, tutti si sono scandalizzati perché era come oltraggiare la memoria di quelle vittime: hanno così fuggito quel momento in cui "l'evidenza dei fatti" li aveva davvero condannati. Questi dunque sono i media, che si sono istituiti "osservatori", che raccontano false verità, che si lasciano manipolare e a loro volta manipolano la gente invece di restare vigili ed imparziale per controllare il potere e aiutare a portare la verità alla luce. Un procuratore come Carla del ponte, che è stato immischiato nelle questioni e nelle inchieste più assurde, da Pablo Escobar a Falcone, è divenuto il magistrato simbolo della giustizia internazionale contro i crimini di guerra. Sono dei venduti, dei buffoni, e oggi neanche loro possono accettare di essere complici del più grande etnocidio perpetuato, della morte di Milosevic, la cui memoria è stata infangata per proteggere i veri criminali, i falsi giudici, i servizi segreti e i generali disposti a vendersi. Se contate quanti minuti sono stati dedicati a Srebrenica, e quanti minuti hanno dedicato alle bombe atomiche sganciate sul Giappone rimarreste sicuramente scandalizzati. Chi è stato arrestato e poi condannato da questa Corte illegittima e non sovrana sono stati tutti coloro che non hanno abbandonato il loro popolo, sono rimasti fermi a difenderlo, pagando con la propria vita la difesa della dignità della propria gente. I veri criminali invece siedono ancora al potere, nei consigli di amministrazione delle multinazionali, tra i consigli direttivi dei Media, e continuano a giocare con le vite di tutti noi, senza sapere che l'ora della verità è davvero arrivata.