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06 marzo 2007

La giustizia illegale che uccide i colpevoli


Muore un prigioniero del carcere di Avenal in California, trovato morto nella sua cella dopo aver avuto un infarto, soffrendo di arteriosclerosi e non avendo ricevuto un'adeguata assistenza medica. La morte del detenuto di Fergerson il 4 Dicembre scorso è la terza in meno di due mesi nel carcere di Avenal, tutte probabilmente da imputare alle cattive condizioni di detenzione in cui i prigionieri sono costretti a vivere.
Il carcere di Avenal ospita oggi anche un italiano, Carlo Parlanti, che è in questo periodo in attesa che si svolga il processo di appello per far valere la propria innocenza dinanzi a delle accuse inconsistenti. Carlo soffre di una grave forma di piorrea, e da mesi non riceve adeguate cure, nonostante le ripetute richieste e le pressioni della stampa e dell'ambasciata italiana. La denuncia del malessere di Carlo è stata a lungo ignorata, ma non si possono però ignorare le morti e i 50 fascicoli medici che sono stati aperti dopo le morti sospette che si sono verificate nel carcere. Sono state presentate delle querele per i diritti dei detenuti, vincendo in passato molte class-action federali per rivendicare il diritto alle cure mediche, la terapia di salute mentale e per i disabili, mettendo Avenal sotto inchiesta presso la corte di Sacramento e San Francisco.

Il caso di Carlo Parlanti continua ad essere la testimonianza vivente della grande contraddizione del sistema giuridico Statunitense che viene da tutti definito uno Stato garantista. Non capiamo su che basi si può definire garantista se lascia morire in carcere una persona che chiede giustizia e vuole andare fino in fondo per affermare la sua innocenza, mentre mette in libertà chi confessa di essere colpevole. Le carceri statunitensi sono lo specchio della società americana, perché il degrado e la violenza hanno costruito all'interno dei ghetti, mentre lo stato continua ad essere assente e indifferente perché non garantisce né la sicurezza né alcuna assistenza medica. È assurdo che uno Stato che non riesce a rispettare i diritti dei suoi cittadini, vuole portare i diritti civili e la democrazia nel mondo, ma la cosa più vergognosa è che i nostri politici stringano dei patti scellerati con una potenza terroristica.

I casi di degenerazione e di razzismo delle forze di polizia sono ormai la normalità, perché il malessere e l'anarchia della società hanno modificato totalmente la percezione del pericolo, del male e della criminalità. Il cittadino comune è diventato un criminale, nell'esasperazione del rispetto delle leggi e dei regolamenti, e allo stesso tempo è abbandonato nell'indifferenza in quanto lo Stato non è presente, non garantisce i suoi diritti inviolabili. Le campagne mediatiche antiterroristiche hanno creato un clima di sospetto e di insicurezza, per scatenare il panico e indurre le persone a sentirsi sempre minacciati. Le leggi e il comportamento delle forse di polizia sono divenute rigide e brutali, sproporzionati ai reati commessi e spesso illeciti e violenti, nella consapevolezza che chi amministra l'ordine rimane impunito.
I video che vi mostriamo sono dei chiari casi di degenerazione, in cui dei cittadini comuni subiscono violenze e ingiurie, in maniera inspiegabile.

L'arresto di una donna incinta che ha provocato un aborto
Una donna abortisce il giorno dopo essere stata arrestata per aver violato le misure del traffico cittadino, perché i poliziotti hanno più volte ignorato le sue richieste di assistenza medica. Durante la notte ha più volte chiesto aiuto, ma gli hanno risposto che non era un loro problema, ma quando il giorno dopo è stata rilasciata, data l'assurdità delle accuse, ha abortito.

Rissa in aula d'udienza
Assistiamo ad una rissa in una sala d'udienza preliminare, durante la quale l'imputato viene inspiegabilmente percosso e poi immobilizzato con dell'acido spruzzatogli negli occhi.

L'arresto scioccante di un autista da parte della polizia
Un autista viene fermato dalla polizia per un controllo e poi viene immobilizzato con un'arma ad impulsi elettrici senza che la situazione abbia chiesto una reazione del genere.

Carlo Parlanti e Katia Anedda ad Avenal
Vi chiediamo di scrivere, di dare coraggio alla sua famiglia e alla sua compagna Katia in questo momento molto difficile, una vostra semplice e-mail può dare forza e determinazione: queste saranno recapitate all'ambasciata italiana in America che potrà inviarle a Carlo e potrà usarle per aiutare Carlo nella sua richiesta di aiuto e di assistenza. Noi siamo contro questa giustizia ingiusta, e il nostro gesto sarà un piccolo passo per cambiare il mondo, perché domani il caso di Carlo potrebbe essere il nostro, perché Carlo è la testimonianza che i politici, e le religioni hanno venduto l'anima al diavolo.

Per aiutare Carlo: