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07 maggio 2007

I trucchi sleali di Striscia

Un'intervista si trasforma in un'accesa disputa, per poi essere filmata e rimontata in modo da capovolgere gli eventi: l'aggressore diventa la vittima. È ciò che traspare dal servizio di "Striscia la notizia" che ha ripreso e commentato la vicenda che ha visto protagonisti Piero Ricca e Emilio Fede.
Dinanzi alle domande di Piero Ricca sulla sentenza della Corte Costituzionale che decretava illegittimo l'utilizzo delle frequenze da parte della rete televisiva di Mediaset, il giornalista Emilio Fede ha insultato il suo interlocutore, minacciandolo personalmente. Della discussione accesa viene pubblicato un video che dimostra come in risposta all'aggressione verbale di Emilio Fede, Ricca abbia risposto per difendersi dal tentativo dei presenti di ridicolarizzarlo e di sminuire quanto accaduto precedentemente. Lo stesso filmato è stato rielaborato da "Striscia" che riprende la scena ma la rielabora, manomettendo l'ordine cronologico degli eventi per dare tutt'altra impressione di come siano andate veramente le cose. Emilio Fede appare in questo caso un gentiluomo, che non reagisce alle accuse rivoltegli, come vittima di una gratuita aggressione verbale di Ricca che sembra un esibizionista che cerca di far risaltare la sua dialettica e la sua sfrontatezza.


Osservando i due filmati a confronto non potrete non rilevare una cerca inconguenza tra i due: Emilio Fede si allontana dalla scena e dopo poco riappare per uno scontro frontale, tanto che il suo atteggiamento sembra incoerente rispetto a quello che afferma pochi secondi prima. Striscia in questo caso ha confuso le carte in tavola, sfornando un filmato che sembra molto vicino alla realtà, e che consente di sdoganare il comportamento di Emilio Fede che ha commesso invece un atto molto grave dinanzi alle provocazioni di Ricca. I reporter di Striscia sanno infatti molto bene chi è Ricca, che non è uno sconosciuto e per tale motivo, sin dalle sue prime parole, viene insultato al fine di bloccarlo e non dargli la possibilità di fare troppe domande. Sapendo che è un personaggio abbastanza noto non posso accusarlo direttamente, altrimenti rischiano di fargli pubblicità e aiutarlo a divenire ancora più popolare, ma possono invece ridicolarizzarlo, trasformarlo in un fenomeno mediatico. È un facile bersaglio perché è l'anello debole del sistema, perchè uomini semplici armati di telecamera possono combattere ma sono vulnerabili: Piero Ricca non è uno stupido ma è chiaro che certe persone vogliono farlo sembrare così, perchè le sue parole sono studiate e dicono ciò che ognuno vorrebbe dire ma non può.
Senza, dunque entrare in merito alla questione oggetto della discussione tra i due "attori", ciò che ci preme far notare è come la manipolazione dei media riesce a far risaltare solo alcuni aspetti della realtà, trascurando deliberatamente altri e colpendo l'opinione pubblica laddove si intende cambiare il pensiero delle persone. Tali tecniche mediatiche sono utilizzate da ogni tipo di media che fa comunicazione di massa, in quanto il suo scopo è quello elaborare dei prodotti televisivi che riescano a raggruppare e manipolare il più grande numero di persone. Ciò che invece fa "Striscia la notizia" è informazione non ufficiale pilotata, con l'obiettivo di modificare poco la versione dei fatti e con ironia, e così mettere in ridicolo i protagonisti delle vicende: le persone vengono così screditate e anche ciò che cercavano di dire risulta distorto a tal punto che non ha più lo stesso significato. Le inchieste che Striscia da anni ormai conduce, con un lento ma progressivo scadere della qualità e dell'utilità delle stesse, hanno la sola funzione di creare degli eclatanti episodi per scatenare un gran polverone e dei casi mediatici sensazionali che non hanno dei validi fondamenti. È ormai divenuto l'ennesimo strumento nelle mani del potere per screditare e colpire dei personaggi scomodi, o solo per distogliere il pubblico dai veri problemi con servizi ripetitivi e fini a se stessi. Mentre così continua la crociata per le truffe della Rai, dei benzinai, e dei dentisti, il pensiero delle persone viene cambiato, in quanto vengono dissuase che queste sono le vere lobbies che quotidianamente dobbiamo combattere, che la televisione sia un mezzo per fare giustizia e che una certa informazione parallela sia indipendente e imparziale. Ciò che si dimentica è che questo tipo di televisione contribuisce a poco a poco alla criminalizzazione del cittadino comune, di coloro che in maniera lecita o illecita creano degli espedienti per "tirare a campare" divenendo così il male dell'economia, o anche l'origine del nostro malessere. Tutto questo mentre si firmano leggi sulle liberalizzazioni che hanno l'obiettivo di combattere queste "lobbies" delle truffe casalinghe, mentre il crimine invisibile mediante la virtualizzazione dell'economia fa le vere vittime. Usura, anatocismo, mobbing: ecco i reati che ogni giorno lontano da telecamere e inchieste vengono perpetuate, ai danni di cittadini ormai impotenti, che possono mettere a "ferro e fuoco" una città o posso con una telecamera, utilizzare le loro stesse armi di persuasione.
Senz'ombra di dubbio la difesa dei magistrati è obbligatoria, ma bisogna tener conto che la maggior parte dei politici hanno rubato e hanno tollerato un clima di connivenza con le mafie, per usarle e per fare affari con loro. La corruzione è il frutto del sistema piramidale, e come vi sono magistrati fedeli e servitori dello stato, vi sono anche quelli che si sono fatti corrompere e continuano a ignorare il crimine invisibile di cui siamo vittime.