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25 maggio 2007

Le prove dell'inganno di Srebrenica


Le guerre dei Balcani e i genocidi che hanno portato con sé, sono sempre stati avvolti da un mistero, le informazioni e le cronache dei fatti sono stati trasmessi dai media ufficiali, occultando ciò che invece stava veramente accadendo e le voci del popolo martoriato dalle guerre. Stragi come Srebrenica e Vukovar, sono divenute la lama a doppio taglio per delegittimare i governi locali, e sostituire ad essi un nuovo ordine politico, creando poi un tribunale internazionale per accreditare le tesi di coloro che volevano la Jugoslavia divisa e in conflitto.
Dopo anni di processi e di condanne nei confronti del popolo serbo e dei suoi politici, sono state creati tanti miti e tante bugie, ma allo stesso tempo sono state trovate molte prove che dimostrano in maniera incontrovertibile che dietro la dissoluzione della Jugoslavia c'è una grande regia nelle mani di potenti lobbies. Degli oscuri poteri si sono impadroniti di una Nazione utilizzando delle sporche armi e nascondendo poi le prove della loro colpevolezza.
I villaggi serbi sono stati per anni massacrati e martoriati da quella che era la guerra delle enclavi, mediante la quale si andava a ridisegnare i territori nazionali delle regioni dei Balcani privando delle loro case e delle loro città migliaia di persone. In questa sporca guerra, è stato gettato un esercito di mercenari Mujaheddin provenienti da diversi Stati musulmani accorsi in soccorso dei fratelli bosniaci, che avevano lanciato un appello contro il massacro dell'esercito serbo. Oggi siamo in grado di dimostrare che parte di questo esercito di mercenari è giunto Bosnia attraversando in confine croato, in maniera assolutamente indisturbata. I documenti che vi mostriamo sono parte di un dossier contenente centinaia di nomi dei Mujaheddin che sono giunti sino in Bosnia passando da Spalato, varcando così, stanamente, in massa il confine senza che il governo croato abbia effettuato dei controlli o segnalato alle attività quest'anomalo trasferimento di un esercito sconosciuto a tutti. È infatti davvero assurdo che lo Stato croato abbia consentito il passaggio ad una massa di persone che dopo pochi anni è stato definito "terroristico" e gli è stato attribuito un nome, "Al queda".

Il grande inganno è stato proprio quello di aver utilizzato una massa di mercenari per fare il lavoro sporco della guerra delle enclavi e della sgretolazione dei Balcani, per poi definirli "gruppo terroristico fondamentalista", in modo da chiudere la questione intorno al Al queda e occultare i veri registi della vicenda.
All'interno di tale lista troverete una serie di nomi di musulmani che sono sbarcati sulle cose croate di Spalato, e hanno poi raggiunto l'entroterra assolutamente indisturbati, per poi gettarsi nelle campagne e nei villaggi serbi per massacrare donne, anziani e bambini, e fare razzia di ogni cosa. A sostegno della veridicità di tali documenti, è possibile notare che tra i nomi della lista figura un ex colonello di Al Qaeda, Ali Ahmed Ali Hamad, scagionato dal tribunale nonostante avesse testimoniato sulle tracce sanguinose dei Mujaheddin in Bosnia, confermando loro esistenza come attività criminale. Ai Ahmed ha testimoniato di essere entrato a far parte di AL Qaeda a soli 18 anni, trovando in essa salvezza e rifugio, di essere giunto in Bosnia attraverso Zagabria entrando nel campo di addestramento da cui sono usciti i più potenti capi di al queda. "Sono un terrorista, ho fatto tante stragi - ha affermato dopo il suo scagionamento - ma loro mi vogliono convincere che io non sono tutto quello che dico, che sono innocente”. Questa testimonianza, sebbene allora è stata ignorata dai giudici, è la prova che uno dei musulmani indicata in quella lista faceva parte di un esercito irregolare che agiva senza etica e senza scrupolo, per compiere il lavoro sporco che nessuno voleva fare. Allo stesso tempo, è stata messa in piedi la macchina mediatica e burocratica, per stravolgere gli eventi e individuare nel popolo serbo una minaccia e un pericolo, perché responsabile di carneficine più cruente.

UN Documents on war Crimes and genocide in eastern Bosnia (Communes of Bratunac, Skelani and Srebrenica) UN Security Council, 2 June 1993

* Introduction
* Victims
* Massacres
* Perpetrators
* Statements (Part 1)
* Statements (Part 2)




Il Governo croato tuttavia sapeva dove erano destinati i barconi che affollavano il mediterraneo, fino a giungere anche in Somalia, stranamente: la Croazia non poteva non sapere chi e perché attraversava i suoi territori. Per distogliere poi ogni possibile sospetto, non ha esitato ha dichiarare che i Mujaheddin erano dei terroristi. Ma come è possibile che uno Stato prima consenta a dei terroristi il passaggio dei suoi confini e poi affermi che dei mercenari sono sicuramente criminali. Perchè poi l'Onu, non si è mai sbilanciato in tale questione, mentre gli inglesi hanno voluto il bombardamento sulla Serbia. E poi, perché il Vaticano si è così impegnato a riconoscere lo Stato Croato, per poi iniziare una campagna di evangelizzazione con Mudjugorje. Sicuramente il Vaticano è stato molto attento e ha monitorato gli eventi, avvisando i loro clericali di reperire sempre maggiori informazioni, creando una intelligence invisibile che monitorasse gli eventi nei Balcani. Allo stesso tempo si ha consentito in trasferimento di molti dei combattenti Mujaheddin , falsificando visti e documenti. Il vaticano allora non poteva non sapere dato che da sempre monitorano la situazione dei Balcani
Molte cose sono successe e tanto si è detto in questi anni, ma nessuno si è mai fermato a leggere un rapporto stilato dell'Onu che dimostra come interi villaggi serbi siano stati trucidati dai Mujaheddin , e che Srebrenica è in realtà il mito dei Media. Slobodan Milosevic ha cercato di dirlo, di farsi ascoltare resistendo sino allo stremo, morendo a pochi giorni alla fine di un processo che lo avrebbe dichiarato sicuramente innocente, come innocente è stata proclamata la Serbia. Mostrandovi dunque tali documenti, vogliamo dare a tutti, anche ai più scettici, che ciò di cui parliamo è realtà, è la nostra storia e non possiamo tollerare ancora per molto che ci ingannino con le storie di Al queda. Se si vuole combattere Al queda, occorre estirpare la radice del male, che risiede in terreni ben più profondi di quel che si possa immaginare.