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12 giugno 2007

Bush va in Albania ma perde il suo orologio


Dopo aver lasciato il G8, George Bush mette i piedi in Albania per circa 7 ore. Una visita storica per un Presidente Americano in un momento storico molto particolare, con una cornice suggestiva che ha dato tante emozioni. Molti, commentando l'evento, hanno dichiarato in maniera fiera che ad accogliere il Presidente Bush non vi era alcun sentimento di anti-americanismo, ma solo un'alea di festa: tante bandiere degli Stati Uniti per aspettare che arrivino i dollari in Albania.
La conferenza stampa è stata solo un'occasione per le giornaliste di sfilare, come in passerella, perché le loro domande si dovevano limitare a due battute al Presidente Bush e due al Presidente Sali Berisha. Ma c'è di più, l'ospedale albanese che attendeva la visita di Laura Bush ha sospeso per tre giorni gli aborti, per onorare senza dispiaceri la presenza della first lady, lasciando senza parole i più grandi opinionisti che non riescono a dare una spiegazione a tale decisione.

La visita continua inoltre con un fuori programma, quando Bush decide di buttare nella folla, e, sommerso da un mare di gente, perde il suo orologio: per via di questa piccola disavventura, sarà sicuramente ricordato come il primo Presidente che è riuscito a farsi derubare dell'orologio, nonostante avesse guardie del corpo, intelligences e poliziotti. Sembra che non abbiano fine le disavventure di Bush nella vecchia Europa, dopo che a Roma ha dovuto rimandare la sua passeggiata a Trastevere, e lasciare la sua auto perché non riusciva ad entrare all'interno dell'Ambasciata. A questo punto ci chiediamo se la polizia Rendit di Berisha stia in questo momento indagando, magari con maniere forti, su tutti i presenti per far saltar fuori il nome del colpevole.


Questo episodio che sembra così isolato, fa capire che, innanzitutto, non vi è stata un'accoglienza del popolo calorosa come vogliono far credere, ma soprattutto che gli albanesi stanno aspettando soldi e promesse per mettere fine al blackout energetico e all'inesistenza di opportunità per la loro economia. Da oltre 15 anni l'Albania viene ancora colpita da frequenti blackout di energia elettrica che impedisce non solo di vivere, ma anche di sostenere l'attività della propria imprese.
È ovvio che la politica che oggi fa l'America dinanzi ai suoi piccoli ma importanti alleati è quella della promessa di inondare un'economia un po' traballante di dollari: drogare con fondi di incentivazione e di sviluppo per poi ottenere la dipendenza assoluta di questo Paese.
Tuttavia, tale atteggiamento di ammirazione trova una motivazione nel fatto che l'America si è dichiarata una decisa sostenitrice dell'Indipendenza del Kosovo, tanto che la conferenza stampa viene trasmessa in diretta su Pristina. Ovviamente, le repliche di Belgrado non si sono fatte attendere, come lo dimostrano le parole del Presidente della Serbia che non approva l'arroganza di Bush di aver rilasciato pubbliche dichiarazioni sul destino di un territorio nei confronti del quale non può avanzare alcuna pretesa.
L'atteggiamento assunto da Bush, che dichiara in maniera unilaterale il suo incondizionato appoggio nonché l'assoluta certezza che il KOsovo sarà indipendente, rappresenta senz'altro un modo subdolo di fomentare le guerre e dirigere poi conferenze di pace. Parlare in maniera così leggera sul Kosovo si traduce in un atto terroristico contro gli Stati Sovrani del Mondo, ed è come una dichiarazione di guerra infinita perché in un futuro ormai vicino tutte le minoranze chiederanno la loro indipendenza: tra un massimo di 20 anni in Europa i musulmani chiederanno la loro autonomia e ogni Stato dovrà cedere parte del suo territorio. L'indipendenza data al Kosovo sarà il risveglio di tutte le autonomie del mondo.
È arrivato così in Albania il Dollar Dollar Dollar, il nuovo benefattore che ha reso povera e sofferente persino lo Stato in cui è nato, decidendo per esso di inviare truppe per combattere per il petrollaro, di mantenere una politica economica basata sul debito e sullo sfruttamento delle altre economie. Gli albanesi certamente hanno avuto le loro ragioni nello scegliere un partner così importante, visto che Italia, Francia e Germania sono così attenti alle parole e alle proposte di Putin presso il G8.
Se l'America avesse avuto seriamente intenzione di aiutare l'Albania, lo avrebbe fatto tempo fa, allo stesso modo se il mondo avesse a cuore il destino dei Balcani sarebbe intervenuto anni fa a difendere quei popoli dall'attacco strumentalizzato dei Mujaheddin e poi della NATO. La linea politica del Governo a albanese, è sempre stata quella di chiedere aiuto ai Paesi Occidentali, perchè non ha mai creduto in se stessa, e ha preferito affidarsi alla nuova ideologia del capitalismo globalizzato. L 'Albania ha sempre accettato tutti i Presidenti, e li ha accolti con i massimi onori, ma un giorno dovrà scegliere tra la corrente che arriva da Belgrado, e i dollari d'America: non sappiamo bene cosa potrebbe accadere in un Paese in cui i dollari non possono comprare energia. Tanti palazzi sono stati costruiti a Tirana, alzando con il profumo della cocaina il prodotto interno lordo : oggi gli albanesi hanno fatto tutto quello che l'America ha chiesto, quando si accorgeranno che sono stati traditi per l'ennesima volta, vorranno giustizia chiedendola allo stesso modo in cui oggi la chiedono i cd. terroristi.La politica economica in Albania voluta dalle lobbies ha sicuramente reso questo popolo irriconoscibile, fuori da se stesso e dalle proprie traduzioni: noi abbiamo visto in prima persona l'Albania, e possiamo garantirvi che la gente di un tempo credeva in un'idea ben diversa, da quella in cui oggi noi crediamo.
Se gli albanesi sono giunti con un esodo biblico in Italia è perché noi siamo i responsabili, se oggi pretendono da noi qualcosa è perchè noi li abbiamo traditi, se oggi gridano, è perche noi abbiamo creato un muro di silenzio invisibile.

Per ritrovare l'orologio del Presidente una soluzione si trova, ma bisogna capire quando...