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17 luglio 2007

Il prezzo che lo Stato deve pagare


Gli incidenti automobilistici del fine settimana continuano ad affollare le cronache giornalistiche, divenendo purtroppo anche oggetto di grandi spettacoli mediatici sul malessere della società moderna. Le stragi automobilistiche sono ormai all'ordine del giorno delle cronache delle stampa che riesce così a creare su ognuna un caso di ordine pubblico, individuando come causa l'alcool, la cannabis, la guida spericolata di un extracomunitario, le distrazioni alla guida. E così il governo vara giorno dopo giorno sempre nuovi decreti per porre una soluzione ad una piaga della società che uccide migliaia di persone ogni anno. Ecco che sono state create le patenti a punti, come sistema punitivo della negligenza delle persone che tuttavia si è trasformato in una macchina di soldi per le amministrazioni pubbliche che possono rivalersi con una nuova tassa sugli automobilisti. Nuovi autovelox e nuovi meccanismi di controllo che producono soldi, ma non fermano gli incidenti stradali perché non pongono dei veri limiti alle infrazioni se non economici, che vengono a volte accollati dall'autista come ordinaria spesa per l'automobile. Tuttavia non esiste una volontà chiara e decisa dei governi di porre dei limiti alla potenza sviluppata dal motore delle auto, bloccando la possibilità di raggiungere determinate velocità: sono anni che si chiede ai governi europei di stabilire l'obbligo di installare un regolatore di velocità . Oggi come ieri si può ancora fare, ma non esiste alcuna volontà da parte dei politici.
Tutti continuano a proporre i sistemi a punti per monitorare la diligenza dei guidatori, altri di non vendere alcol sulle autostrade, o invece di vendere cornetti nelle discoteche, ma nessuno oggi dice che con i mezzi tecnologici è possibilità di limitare la velocità.
Stranamente il governo ha varato un disegno di legge prevedendo un aumento delle multe e dei premi delle assicurazioni per "difendere" la sicurezza sulle strade.
Continuiamo e continueremo a sentire le storie diverse, ma sarà sempre il sistema criminale delle assicurazioni e di tutto quel sistema che vi ruota attorno a sopravvivere, a costo della vita delle persone: questo perché, secondo gli analisti , è il prezzo da pagare per mantenere il nostro status quo. Se gli americani inviano i loro soldati in iraq per mantenere un certo tenore di vita in Patria, noi invece permettiamo che muoia la nostra gente in strada: è il costo che ogni Stato deve pagare . È il costo da pagare per reggere il sistema, ma tutti si sentono contenti e soddisfatti di se stessi, e gridano ai microfoni per un bollino . In questo caso dunque è lo Stato che riscuote una tangente sulla pelle dei suoi cittadini. Ciarlatani di ieri sono i politici di oggi, e i paladini della giustizia di oggi domani saranno i nuovi profeti, che manipoleranno le masse in nome di principi che non saranno quelli dell'uomo, inviolabili e inalienabili. E così, mentre oggi sono i nostri politici a decidere del funzionamento delle leggi, domani saranno le Associazioni, coloro che oggi fanno propaganda e si battono per la difesa per diritti degli utenti e dei consumatori, contro il "caro assicurazione" e la riduzione delle tariffe delle multe. Sono loro che oggi presentano la cura, la soluzione a questo problema, per riproporre la nuova dittatura, quella delle leggi degli utenti, che vanno a misurare ogni servizio e diritto civile su basi economiche stabilendo il giusto prezzo da pagare e quello invece da usura.

Mentre tutti gridano al nemico che di trova al di là del mare, non sanno il vero nemico si trova tra di noi, è un nemico invisibile, è il "fuoco amico" che ci uccide, ci ammala e poi ci porta alla rovina. Gli incidenti stradali vengono visti come una disgrazia, e non come un problema che ha un'origine e un colpevole insito nel sistema stesso. Non è possibile che i nostri politici e le associazioni, le nostre chiese ,non combattono questi problemi, ma pensano solo a risolvere marginalmente, tagliando le piante senza distruggere mai il seme.