Motore di ricerca

26 luglio 2007

Il retromarcia di D'Alema


Si è tenuto ieri l'incontro tra Massimo D'Alema e Milan Rocen, Ministro degli esteri del Montenegro, nel relativo silenzio della stampa che ha trasmesso delle superficiali informazioni relative al contenuto delle discussione. Italia e Montenegro, attraverso i rispettivi Ministri degli esteri, hanno approfondito le future collaborazioni tra i due paesi nel settore elettrico per porre in essere dei progetti di fattibilità per lo sviluppo di una interconnessione elettrica e il rinnovamento dell'infrastruttura elettrica montenegrina. Al fine di rafforzare ulteriormente la cooperazione bilaterale, i due Ministri degli Affari Esteri hanno firmato un Memorandum di collaborazione tra Ministeri degli Affari Esteri, che prevede consultazioni periodiche ad ampio raggio tra i due Dicasteri. E’ stato inoltre firmato un Accordo di cooperazione in materia di lotta alla criminalità, volto ad intensificare la collaborazione bilaterale nella prevenzione e repressione dei fenomeni del crimine organizzato, dei traffici illeciti e del riciclaggio. Tale accordo si inserisce in una più ampia strategia operativa del nostro Governo finalizzata a contrastare il crimine transnazionale di origine balcanica. La definizione di un quadro di cooperazione in tale settore fondamentale, potrà fra l’altro contribuire a creare condizioni propizie per incrementare i rapporti economici tra i due Paesi, favorendo in particolare progetti di investimento o di collaborazione industriale, nel settore delle infrastrutture e dell’energia. E’ stato inoltre approfondito il tema dello status del Kosovo e delle sue implicazioni per la stabilità della regione.

Molte sono tuttavia le discussioni sospese, come quella che vede coinvolto il Montenegro, nella persona di Milo Djukanovic, sull'anomalo trasferimento di circa di 10 miliardi di dollari. Il governo del Montenegro, al termine del mese di giugno, ha reso comunque noto, tramite proprio Milan Rocen, che non ha ricevuto alcuna notificazione da parte degli inquirenti italiani che hanno accusato Milo Djukanovic per il suo ruolo all'interno in un traffico illecito multimilionario, collegato ad un contrabbando di sigarette verso l' Italia. Milan Rocen pochi mesi fa ha infatti dichiarato che se c'era realmente qualche prova contro lui, le autorità italiane avrebbero informato il Montenegro, rimuovendolo dalle cariche di Stato che ricopriva. Secondo l'accusa, risalente al 1995, Djukanovic - che si dimise come Primo Ministro dopo avere condotto il paese all'indipendenza da Serbia l'anno scorso - sarebbe accusato dagli inquirenti italiani perché prese direttamente parte ad un traffico di denaro volto al riciclaggio.
L'esistenza di tali eventi, è innegabile, e l'incontro tra D'Alema e Rocen, sicuramente esiste un qualche legame con la retata della tangentopoli , mascherata come "Caso Unipol", che è scattata in questi giorni nei confronti dei dirigenti del centro-sinistra, con la fuoriuscita di nuove prove e di intercettazioni. In realtà, molti sono i lati oscuri di questa vicenda, che non vengono chiariti, ma che stanno in qualche modo venendo fuori.
L'Italia, tramite questo governo , aveva affermato più volte che non vi erano dubbi sull' indipendenza del Kosovo, ma - come giustamente temevamo - dietro le parole di D'Alema vi erano le pressioni dei Politici kosovari, che chiedevano la separazione dalla Serbia per dare in cambio una centrale elettrica, mediante la vincita di una gara d'appalto che vede ENEL come partecipante.
In realtà mentre Rainews24 scopre il "Fascicolo Wasserstrom" , qualcosa si ferma sulla questione Kosovo. Viene infatti rivelato che il capo dell'ufficio che sovrintende alle società pubbliche per conto dell'Amministrazione ONU del Kosovo, lascia Pristina nel pomeriggio del primo giugno 2007, dirigendo verso sud, al confine con la Macedonia: la Chevrolet Kalos presa a noleggio è carica di valige e oggetti personali, ma perchè scappa non si sa.
E' chiaro che l'Italia ha perso la gara, e adesso D'Alema dice che abbiamo già una Israele e non serve un'altra. Cosa ha spinto il Ministro degli Esteri, a dire così, visto che poco tempo prima, si era schierato apertamente a favore dell' indipendenza: la nostra politica estera è fallita, i prezzi dell'energia si alzeranno del 15% nel giro di pochi giorni. Provare per credere, perchè oggi D'Alema è pronto a trattare con i montenegrini, senza sapere però che da quella gente, non avrà nulla. I Kosovori brindano all'americana, e vogliono la loro indipendenza il giorno 28 come promesso, ma puntualmente non la avranno, perchè tutto questo muro di menzogne sta cadendo.
Oggi tutti i balcani sono in fiamme, mentre l'Albania è colpita da una gravissima emergenza idrica, per avere accesso all'acqua tre volte al giono, per lavorare solo per 4 ore.
Caro D'Alema, ti ricordi che hai dato le basi, per bombardare uno Stato, che oggi eri pronto a sostenere l'indipendenza del Kosovo perchè ti faceva comodo, e adesso hai fatto marcia indietro ? Forse i tempi stanno cambiando o forse dovremo fare anche noi come fa il Vaticano, prepararci come all'arrivo degli extraterrestri. Oggi non si vuole più sentire, nè ascoltare, perche crediamo che siamo superiori, perche siamo andati nelle terre balcaniche e abbiamo fatto di tutto : adesso è la resa dei conti e tutte quelle promesse sono diventate vane. La Serbia ha commesso i propri errori, ma almeno sono stati onesti, perchè lottano per la loro sopravivenza, mentre noi paghiamo i media per dire che sono criminali. Ma il peggior crimine lo abbiamo fatto noi, ossia quello di aver messo in discussione la sovranità di uno Stato per ottenere in cambio una centrale.