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27 luglio 2007

L'Europa tenta un nuovo gruppo di mediatori per il Kosovo


La delicata polemica dell'indipendenza del Kosovo è ormai giunta ad una secca battuta d'arresto. Nei giorni scorsi infatti il Ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, presente a Bruxelles per il Consiglio dei Ministri Ue, ha dichiarato che l'indipendenza del Kosovo "è possibile solo se inserita nel contesto europeo " , e per tale motivo è ferma convinzione della Unione Europea di creare un nuovo gruppo di mediatori a cui affidare le negoziazioni. Il Gruppo di contatto (Usa, Russia, Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia ), riunitosi a porte chiuso a Vienna, avanza la proposta di creare una 'troika' per arbitrare nuovi negoziati tra Serbia e Kosovo composto da un rappresentante americano, uno russo e uno europeo, quest'ultimo designato nella persona dell'Alto rappresentante per la politica estera. L'Unione Europea ha così ripreso ad occuparsi della questione Kosovo dopo il fallimento della politica dell'Onu, imputata apparentemente a Mosca. Alla nuova "troika" è stato dato un tempo massimo di 120 giorni per risolvere una questione rimasta nel limbo da più di un anno.
Nuovi provvedimenti, nuove strategie, per un'azione di forza della comunità internazionale che non trova una logica spiegazione nè un riscontro nella volontà del popolo . " Il cosiddetto "gruppo di contatto è già spaccato al suo interno e la "troika", in realtà è una "biga" già fallita" . Queste le parole di Ugo Gaudenzi , Direttore del quotidiano Rinascita .

Perchè secondo lei, vi è stata una battuta d'arresto nelle negoziazioni per l'Indipendenza del Kosovo?
La cosiddetta "indipendenza del Kosovo" annunciata da Agim Ceku, l'auto-eletto "premier" degli albanesi, per il 28 novembre, è una boutade politica. Anzi: una specie di ultima spiaggia per i secessionisti albanesi che, sotto l'ombrello della Nato, nel 1999 sferrarono una guerra terroristica contro Belgrado. Non è un caso che proprio Ceku sia stato, negli Anni Novanta sia il "comandante" musulmano della guerriglia croata in Bosnia e sia, più tardi, della guerriglia dei terroristi dell'Uck nella provincia del Kosovo Metohija. Si badi bene che il Kosovo Metohija è la "patria" per antonomasia del popolo serbo. Lì vi erano ( e rimangono) le origini della cultura serba greco-ortodossa, i cento monasteri, lì si svolse la maggiore battaglia di resistenza dei Serbi contro l'invasore ottomano. Parlare di indipendenza significa dunque parlare di albanizzazione del Kosovo. Una trasformazione culturale ingiustificata per qualsiasi terra al mondo. Tale indipendenza sarebbe un vulnus al diritto internazionale delle genti. Proprio come è stata una ferita non rimarginabile la dichiarazione unilaterale di indipendenza dell'entità di occupazione sionista israeliana della Palestina, sessanta anni fa.

Quindi secondo lei, quella dell'Indipendenza del Kosovo è un espediente ingiustificato?
Guardi, facciamo un'ipotesi, poi non tanto inverosimile, visto come vanno le cose in Italia, dove gli immigrati, anche clandestini, godono di ogni diritto e dove invece gli italiani all'estero sono privati anche delle più elementari tutele. Mettiamo che il beneamato sindaco di Roma, il Tollerante Veltroni, lasci insediarsi stanzialmente, una parte degli immigrati (i rom, i maghrebini, o chi per essi) al centro di Roma, attorno al Campidoglio. Che nasca così una sorta di maghreb-town, o chinatown, o rom-town, sul Colle che ha dato il nome alle "capitali" di ogni angolo del mondo. Ecco, mutatis mutandis, fra qualche decina d'anni questa comunità di certo non romana, di certo non italiana potrebbe chiedere l'indipendenza del Campidoglio dall'Italia? sarebbe giusto? Credo che il no sia unanime. Comunque l'indipendenza del Kosovo è una parola che credo non sarà facile imporre ai Balcani. Intanto perché non la vogliono né la Russia né la Cina né soprattutto la gran parte del Parlamento di belgrado (non soltanto i radicali di Nikolic, ma anche i nazionalisti più moderati, quelli di Kostunica).

Un nuovo gruppo ( o troika ) di mediatori può essere una soluzione?
Il cosiddetto "gruppo di contatto" è dunque già spaccato al suo interno e la "troika", in realtà è una "biga" già fallita. Bush o non Bush Ahtisaari o non Ahtisaari. Tanto più che la Ue ha fatto il solito errore di supponenza credendo di poter presentare come "mediatore" Stephane Lehne, un uomo che segue da sempre le orme di Solana. Javier Solana, che hai tempi dell'aggressione alla Serbia era alla guida della Nato.