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24 agosto 2007

Carla del Ponte lascia il Tribunale dell'Aja


Carla del Ponte, procuratrice capo del Tribunale penale internazionale dell'Aja, a partire dal gennaio del 2008 diventerà ambasciatrice svizzera in Argentina. La notizia giunge inaspettatamente, e soprattutto dopo che era stato più volte ribadito che Carla del Ponte non avrebbe lasciato la sua "carriera da Procuratore". Evidentemente qualcosa è cambiato, e dopo anni di inchieste e indagini inconcludenti che non hanno portato all'arresto dei famosi "criminali di guerra" , scade il mandato del procuratore del Tribunale dell'Aja, per essere poi destinato alla carriera diplomatica in Argentina. Anche questo è un elemento alquanto strano, perchè la nomina ad ambasciatore di una persona che non nasce in ambienti diplomatici è abbastanza inusuale, ed è una scelta che raramente viene preso dal Consiglio Federale . Molte tuttavia sono state le pressioni per revocare la nomina di procuratore per Carla del Ponte, soprattutto in seguito alla pubblicazione di un importante dossier che accusa in maniera diretta le operazioni di riciclaggio internazionale da parte delle Banche Svizzere. Carla del Ponte è divenuto un personaggio troppo esposto, e per tale motivo si è pensato bene di escluderla dalla questione "Balcani" prima che la situazione diventasse insostenibile. Molti ormai sanno che nella sua lunga carriera da magistrato è Stata una collaboratrice di ingiustizie, e il suo scopo è stato sostanzialmente quello di vendere le sue fonti, e farle massacrare per proteggere le lobbies che l'hanno portata al potere. Vanta di essere stata una paladina in prima linea contro la mafia, amica e collaboratrice di Giovanni Falcone, ma è molto strano che lo stesso Magistrato siciliano chiedeva proprio a lei delle cose, essendo forse una persona informata sui fatti. In una nota all'Ansa, Giovanni Falcone ha sostenuto che " vi sono delle menti raffinatissime che vogliono accreditare episodi alla mafia, mentre in realtà difendono gli interessi di altri". Il suo passato parla chiaro, e quelle che sono state inchieste per crimini finanziari, droga e racket, le sono servite per farsi strada tra i più alti vertici delle entità sovranazionali, sino a essere nominata "Procuratore capo del Tribunale dell'Aja". La sua carriera tuttavia termina qui, perchè le alte sfere la hanno destinata al tranquillo mondo diplomatico della lontana America Latina.