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02 agosto 2007

La mano invisibile della Cia


Dopo il silenzio di tre anni, viene stranamente pubblicato un video inedito della scuola di Beslan, che sembra contraddire la versione ufficiale. Secondo i testimoni, le immagini del video, confuse e senza elementi che consentono di contestualizzare gli eventi, dovrebbe dimostrare che sono le forze della sicurezza russa e non i sequestratori a scatenare la carneficina, anticipando con dei colpi di fuoco le esplosioni all'interno della scuola, per cui a scatenare il successivo massacro è stato l'intervento dall'esterno dell'edificio. Le prime esplosioni vengono imputate da una fonte esterna, per poi innescare la reazione dei sequestratori dei bambini. A distanza di così tanto tempo si vuole riaprire un caso sul quale è impossibile fare luce dall'esterno, in quanto le forze coinvolte nella strage di Beslan sono molte, ma soprattutto non sono quelle che si vuole fare credere. L'attentato ha mostrato senz'altro un salto di qualità dei guerriglieri ceceni, che non sono mai stati in grado di portare a termine questo di azione, e in Governo ha sempre affermato che dietro un tale atto vi era un ordine proveniente dall'esterno : allora la Russia arrestò i presunti responsabili, per consegnare alla gente un colpevole. Fu attribuito agli estremisti semplicemente perché l'attentato, come concetto, viene imputato alle bande terroristiche, ma ciò non implica che si tratta di semplici criminali, in quanto agiscono con metodi e schemi propri delle intelligence e dei militari. Oggi possiamo solo immaginare chi può essere stato a fare un atto del genere, e lanciare sui media un video del genere è stata una manovra di propaganda, in quanto non può essere acquisita come prova, avrà solo l'effetto di provocare smarrimento e dolore tra le vittime, e le forze dell'occidente strumentalizzerà questo per criminalizzare il Governo russo.

Ciò che invece occorre sapere che le azioni terroristiche poste in atto all'interno degli Stati, sono in gran parte dovuti all'azione proveniente dall'esterno, al fine di destabilizzare i governi e diffondere panico e shoc tra le masse. La storia dell'Italia è ricca di misteri che non hanno mai trovato risposta, né la troveranno mai, in quanto i colpevoli e le prove sono nascosti in meccanismi come il "segreto di Stato", servizi deviati e politici corrotti. Ancora una volta gli eventi dei Balcani possono far luce sul significato, l'origine e il funzionamento delle organizzazioni terroristiche. Gli islamici di Bosnia furono infatti finanziati direttamente dalla Cia CIA, DIA e Special Operations statunitensi ma anche da aiuto non ufficiale, fornito da appaltatori militari privati come MPRI e il Bosnia Defense Fund, fondato nella metà degli anni ’90 con un conto alla Riggs Bank di Washington DC con i fondi raccolti in Paesi come l’Arabia Saudita, il Brunei, la Malesia, gli Emirati Arabi, l’Iran, la Giordania e l’Egitto . I fondi venivano poi spediti da Washington a Sarajevo, in Bosnia, per poi transitare verso le unità di Al Qaeda. Il cerchio con l'Amministrazione americana si chiude quando nel novembre 2001 il consigliere generale del Dipartimento del Tesoro David D. Aufhauser mise al corrente il Procuratore Generale svizzero Claude Nicati delle misure che il Dipartimento del Tesoro stava prendendo contro un grosso finanziatore di Al Qaeda chiamato Yassin A. Kadi. Queste cellule di Al qaeda erano, casualmente, legate alle attività della guerriglia islamica in Bosnia, finanziate dal Bosnia Defense Fund. Aufthauser afferma infatti che “Mr. Kadi sarebbe il fondatore del Muwafaq, o “Blessed Relief” Foundation, che forniva supporto logistico e finanziario per un battaglione di mujahadin in Bosnia […] Queste fondazioni benefiche rappresentano l'attività di copertura delle organizzazioni terroristiche. Le azioni di Mr. Kadi e quelle della sua Muwafaq Foundation e delle sue imprese rientrano in queste e non vi sono dubbi che queste possano aver aiutato attività terroristiche.”
Aufhauser, inoltre, mostra una certa preoccupazione per l’Albania e la Bosnia - due paesi che hanno ricevuto molti fondi durante le amministrazioni Clinton e Bush - in quanto erano state rivelate dei legami tra i servizi interni del Pentagono e le cellule di Al Qaeda operativi in Italia che facevano da intermediari tra combattenti islamici e americani nei Balcani.

L'anello che unisce Albania, Italia e Al qaeda è Abu Omar. Finita la guerra in Bosnia, l'Imam egiziano Abu Omar cominciò a vendere i passaporti albanesi, essendo lui stesso cittadino albanese - cosa che gli ha consentito di trasferirsi in Italia , anche se nessuno lo dice . Accanto a questa sua attività illecita, Abu Omar collaborava con la Cia come spione da quattro soldi: i servizi segreti albanesi si accorsero dunque che dietro questo Imam si nascondeva l'intelligence americana che già finanziava i guerriglieri in Bosnia. Dopo poco tempo, il capocentro della della Cia a Tirana di nome Mike, morì in un incidente come tanti agenti che si sono suicidati e nessuno ha mai trovato il corpo. Abu Omar viene poi stranamente accolto in Italia grazie a provvedimenti speciali che offrono asilo politico all'Imam egiziano. A quel punto i servizi statunitensi chiesero di arrestare e prelevare questo Imam tramite un'operazione clandestina: ma come è possibile che gli italiani fecero un'operazione clandestina mentre gli americani, non vennero in clandestinità? Evidentemente vi erano dei servizi italiani paralleli e deviati che hanno eseguito l'arresto, per poi far ricadere la colpa sul Sismi per aver collaborato al sequestro.
E' davvero assurdo pensare che una intelligence così potente come la Cia, abbia dovuto sequestrare uno "spione" per obbligarlo a collaborare facendo credere che fosse un capo importante tra le cellule di Al Qaeda, lasciando poi che subito si venisse a sapere del sequestro. Se questo è vero, allora ci troviamo dinanzi ad un paradosso, per cui o i servizi segreti americani sono falliti, oppure è stata tutta una messinscena per far scattare una trappola contro l'Italia. Allora non si capì perchè è stata data così tanta importanza a questo Iman mentre in Italia, quotidianamente ce ne sono tantissimi che spariscono e non se ne sa più nulla. Così è stato così costruito un ricatto con grande maestria in cui l'Italia e i servizi sono caduti senza pietà.
Il caso Abu Omar può essere anche solo un esempio, perché episodi come Telekom Serbia, il caso di Oriano Mattei o il Sismigate non convengono a nessun partito politico, perché scatenano distruttive tangentopoli. Hanno invece una ragione di essere per le forze esterne che vogliono destabilizzare il governo. Il governo Prodi allora impose, illegittimamente, il segreto di Stato per bloccare i giudici di Milano che indagavano sul ruolo di Pollari e del Sismi nella vicenda del sequestro di Abu Omar. In compenso è stata creata una Commissione di inchiesta parlamentare che ancora una volta andrà a infagare le indagini dei giudici, com' é sempre avvenuto - si pensi alle inchieste Telekom Serbia e il dossier Mitrokhi.