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11 settembre 2007

La vita come costante universale

di Etleboro Emilia Romagna

In quest'epoca moderna, l’utilizzo dei satelliti per lo studio del nostro pianeta, è divenuto fondamentale per l’analisi ambientale, per l’osservazione dell’atmosfera, l’idrosfera, la litosfera, la biosfera e le loro iterazioni. I software che utilizzano i dati acquisiti dalle ottiche e dagli altri sensori iperspettrali, permettono per l’appunto queste analisi, ma in principio hanno il compito di distinguere le strutture artificiali da quelle naturali, in virtù del fatto che la crescita sulla superficie che ospita strutture costruite dall'uomo corrisponde ad una parte della diminuzione di quella ricoperta da distese naturali, a causa della differenza con cui queste due componenti mutano e si rigenerano.
Per fare questa precisa distinzione vengono utilizzati programmi fotografici satellitari, i quali rilevano le strutture naturali in virtù del fatto, che il loro andamento è di tipo frattale. I frattali hanno infatti caratteristiche specifiche e descrivono l'evoluzione biologica in quanto consentono di rilevare insediamenti di modeste dimensioni anche all’interno della foresta amazzonica, e , utilizzando radar che sondano il sottosuolo, di rilevare antichi insediamenti archeologici.
Le caratteristiche dei frattali, sono dunque l’omotetia interna (la simmetria da una scala ad un'altra), la ricorsione Frattale di Mandelbrot(una struttura all’interno di un’altra) e l’auto-somiglianza (forme simili a se stesse a qualsiasi ingrandimento). Tali caratteristiche sono facilmente rilevabili in natura, infatti ogni oggetto visibile replica se stesso ad ogni ingrandimento, basti pensare ai rami in un albero, che tendono a replicare l’albero stesso, o il letto di un fiume dal quale si ramificano ulteriori percorsi in scala ridotta: questo perché le leggi che regolano il nostro mondo valgono ad ogni livello di scala. L’acqua cadrà sempre dall’alto verso il basso seguendo le linee di massima pendenza, nel tentativo di passare con la minima dispersione in un nuovo stato di energia potenziale, e ciò varrà sempre a prescindere dalle dimensioni del letto del fiume.
E’ intuibile che tali tecniche di indagine, oltre a dare una visione globale, approfondiscono così la lettura delle immagini ottenute mediante il satellite: le immagini che sono state mostrate come ufficiali erano in realtà incomplete perchè mancavano di ulteriori studi. I vantaggi sono innegabili, ma c’è chi si è spinto oltre, è ha effettuato queste analisi grafiche, su immagini rilevate dai siti ufficiali governativi come NASA, JPL ed MSSS.
Gli algoritmi alla base del software, permettono di generare nuove immagini rielaborate, che, se ben non supportate dalle analisi geochimiche che i satelliti effettuano in parallelo, sono comunque fortemente attendibili: ogni singola composizione naturale corrisponde in termini matematici ad un sistema di equazioni che rappresenta la struttura geometrica. Se successivamente ad immagini che ci vengono mostrate monocromatiche e prive di una struttura, vengono applicate delle texture specifiche, quelle che sembravano essere linee indefinite e sovrapposte, diventano contorni ben evidenziati o linee di superficie. Quelle di Marte sono le immagini che hanno mostrato scalpore, perché non solo mostrano la natura artificiale delle strutture di Cydonia, ma mostrano anche la vera “natura” delle sue superfici “naturali”.

La valle di Cydonia, Marte - La piana di Giza, Egitto


Altrettanto incredibili sono le immagini che mostrano dei geyser, che evidenziano dunque che il pianeta è geologicamente attivo, il che si contrappone dunque alle teorie geofisiche odierne sulla struttura interna della Terra e degli altri pianeti. Infatti il pianeta rosso ha un età approssimativamente paragonabile al nostro, ma le minori dimensioni e la maggiore distanza dal Sole, farebbero intuire un raffreddamento interno completo.

Geyser su Marte

La conoscenza dell’ora planetaria e quindi dell’agolo sull’orizzonte del Sole, permette di estrapolare i contorni delle ombre distinguendole dalle linee della struttura superficiale
Cratere in prossimità del polo nord durante l’inverno marziano

Cratere in prossimità del polo nord durante nel periodo estivo

Lago nella regione di Tharsis.
La struttura superficiale si è rilevata essere
una serie di increspature dell’acqua
Rilevazione degli indici vegetazionali
applicata alla superfice di Marte

Non vi è alcun dubbio sulla spettacolarità delle immagini, ma il significato va al di là del semplice beneficio visivo. Fin dai primi studi, ci hanno sempre fatto notare come il nostro fosse un pianeta speciale, in quanto in esso avviene e continua a persistere un fenomeno che ha dell’incredibile: la vita. E’ quasi “statisticamente impossibile”, che un pianeta la ospiti, perché essa si evidenza solo in caso in cui ci sia la convergenza e una stabilità dei parametri che la determinano. In altre parole c’è vita solo dove parametri come temperatura, pressione, composizione atmosferica ed altro hanno valori ben definiti e pressoché stabili. Ma a ben vedere ciò non è del tutto vero, neanche per la Terra, in quanto ci sono forme di vita adattate a vivere tanto ai poli quanto all’equatore, cioè in regioni dalle escursioni termiche locali elevate, e che tra loro mostrano variazioni comprese tra i –60° e i +60°. Anche considerando un parametro come la pressione, non abbiamo alcun riscontro, come dimostrato dalle innumerevoli creature che popolano gli abissi oceanici, in un ambiente di 1000 atm. ed oltre, o ancora di altre forme di vita , seppur batteriche, che vivono in assenza di ossigeno ed in prossimità dei vulcani lungo le linee di faglia sottomarine.
Con Marte, non si parla semplicemente di un nuovo pianeta, che, come la Terra, contiene la vita, ma di quello a noi più prossimo nello stesso sistema. E’ evidente quindi che la vita non è la risultante dell’azione di più parametri, ma è essa stessa un parametro. Non si tratta quindi di determinare se c’è o non c’è la vita, ma semplicemente il livello della stessa. Se ciò è vero, e quindi la vita è connessa alla presenza in ogni luogo dell’etere cosmico, la sua azione unita agli altri parametri determinerà la tipologia e l’andamento evolutivo. L’evoluzione quindi diventerà la risultante dell’azione di più parametri, e quindi determinabile attraverso valutazioni statistiche così come avviene oggi per qualunque cosa che non può essere analizzata nella sua totalità. Probabilmente questo non accadrà fino quando, la nostra percezione dell’universo non sarà tale da vedere l’evoluzione come una presenza costante, legata quindi ad una nuova forma di energia.