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30 ottobre 2007

Sunday Times: i serbi di Mitrovica si stanno armando


Il quotidiano inglese Sunday Times annuncia che le autorità serbe a Mitrovica stanno distribuendo armamenti alla "popolazione spaventata" che desidera proteggersi, non nutrendo sufficiente fiducia nel KFOR e delle forze ONU dislocate in Kosovo. Notizie di questo genere dimostrano che è in atto una vera campagna di disinformazione volta a creare conflitti sociali e contrasti in una terra che si prepara a subire l'ennesimo attacco delle lobbies.


Secondo quanto affermato dal Sunday Times, i serbi del Kosovo si stanno armando in grande velocità, e sarebbero pronti ad intervenire nel caso di un'indipendenza unilaterale. Tale azione avrebbe innalzato sino all'insostenibilità la tensione nella regione balcanica, facendo temere che la situazione potrebbe esplodere da un momento all'altro dopo che la Troika internazionale consegnerà il rapporto sulle trattative diplomatiche condotte. Il reportage è stato realizzato da un inviato speciale in Kosovo, che avrebbe così incontrato dei membri dei due raggruppamenti armati che sarebbero pronti a scontrarsi, ossia la AKSH e l'esercito serbo. Sulla base di queste testimonianze raccolte, le autorità serbe starebbero distribuendo a Mitrovica armi alla “popolazione spaventata”, che non si sente sufficiente protetta dalla KFOR e dalle forze delle Nazioni Unite. Citando le parole dell'ufficiale serbo Marco Jaksic, dislocato nel nord del Kosovo, uno degli uomini di fiducia del Primo Ministro serbo Vojislav Kostunica, il Sunday Times afferma che "Belgrado non resterà ferma se venisse dichiarata l'indipendenza unilaterale del territorio serbo". Secondo Jaksic, nel caso in cui venisse riconosciuta l'indipendenza del Kosovo, in Serbia vi sarà la radicalizzazione di un sentimento fortemente nazionalista che sarà poi seguito da un veloce armamento. Non è inoltre da escludere che si verranno a creare delle basi militari russe in tutto il territorio della Serbia, così come oggi si sono create in Iran. "Proprio al momento della proclamazione dell'indipendenza unilaterale - dichiara Jaksic - inizierà la battaglia per la reintegrazione del Kosovo nella Serbia".
Infine, sulla base di molteplici dichiarazioni raccolte tra la popolazione dall'inviato del Times, molti serbi avrebbero già preso possesso delle armi, precisando che saranno utilizzate "nel caso in cui servisse per proteggere le loro famiglie " , dall' altra parte i membri della AKSH intervistati dicono che sono obbligati ad organizzarsi per rispondere all'armamento dei stessi serbi. Occorre tuttavia notare che tali voci sono state smentite dalle stesse autorità albanesi, che non temono nessuno improvviso armamento, né un incursione ostile da parte della Serbia nel caso di un'Indipendenza unilaterale. È chiaro invece che vi è l'intenzione da parte dei media occidentali di creare un clima di guerra e di conflitto interno che alimenta la propaganda di quelle forze che vogliono divisioni per rompere il tessuto sociale della Regione. Saremmo invece curiosi di sapere quali sono le fonti di questo fantomatico inviato che ha prodotto tale reportage senza opportunamente verificare le sue testimonianze. D'altronde il Sunday Times non è estraneo a questo tipo di propaganda giornalistica, come la polemica sollevata da un analista AA. Gill, che, in visita a Tirana, ha descritto l'Albania come "un Paese dimenticato dal tempo". Gill, dopo in suo viaggio in Albania descrisse circa quaranta chilometri Rinas - Tirana - Rinas pubblicando poi un racconto stradale, con scorci di marciapiedi e bar. Questi trucchi di disinformazione sono ormai all'ordine del giorno nei Balcani, dove le molteplici fondazioni finanziate da grandi Banchieri e multinazionali organizzano manifestazioni e campagne d'odio creando l'illusione che esiste un conflitto etnico o di religione. Non dimentichiamo che il reportage di Medecin Sans Frontières ha creato il mito dei campi di concentramento in Bosnia, dopo puntualmente smentito da prove documentali e fotografiche che dimostrarono la manipolazione delle immagini.