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16 novembre 2007

I Balcani nella morsa delle Banche

In seguito alle molteplice segnalazioni inviateci dalle imprese aderenti alla Tela nella Republika Srpska, la Etleboro ONG, in collaborazione con Evropa Nacjia e di Rinascita Balcanica ha intrapreso un'inchiesta sulla prassi bancaria e le condizioni imposte dalle Banche all'interno dei Balcani. L'esito di questa prima indagine ha rivelato che il sistema bancario della Bosnia e Erzegovina impone regole e procedure di credito poco trasparenti, contraddittorie e con costi molto elevati. Una piccola azienda che cade nella ragnatela delle procedure e della burocrazia di queste banche, rischia di compromettere seriamente la propria stabilità finanziaria in quanto non esistono regole ben determinate, né un ente che faccia da garante qualora si presentino delle gravi violazioni. Nel corso della nostra indagine è emerso che, sebbene l'euro non sia ancora una valuta in corso, ha già un grande impatto sul sistema bancario, senza alcuna regolamentazione stabile e conosciuta dai cittadini e dalle imprese.

A dimostrazione della totale mancanza di chiarezza nei rapporti banca-cittadino, basta considerare una banale operazione di apertura di un conto corrente che deve ricevere degli euro. La banca impone, in maniera obbligatoria, l'apertura di un doppio conto corrente, uno nella divisa nazionale KM ( marko convertibile ) uno denominato in euro, giustificando tale operazione dicendo che il cliente "non pagherà spese se non utilizza il secondo conto" . Tuttavia, sebbene il cliente abbia due conti correnti - sostenendo così il doppio dei costi di tenuta di conto e di tassi di interesse - la banca rilascia solo il contratto denominato in KM, cosicché il cliente non ha alcun documento per provare l'esistenza del conto in euro, o solo per verificare le condizioni e i costi praticati sulle transazioni. Infatti, per le operazioni denominate in euro, la banca applicherà il tasso di cambio due volte, ossia una volta per convertire la somma in KM nel momento in cui viene ricevuta, e una seconda volta quando si ritira la somma. Dinanzi alla richiesta di rilasciare il contratto, le banche si limitano a rispondere che "non è possibile consegnare un contratto per i conti correnti aperti in euro". Cosa davvero strana, considerando che la Banca ha imposto l'apertura del secondo conto per ricevere somme di denaro in euro.

Su questa prassi illecita abbiamo interrogato le più alte Istituzioni bancarie presenti in Bosnia per avere dei chiarimenti o anche solo i regolamenti bancari che stabiliscono "prassi e condizioni" di credito, ossia le nostre "norme uniformi bancarie" in mancanza di un vero e proprio codice finanziario . Alla nostra richiesta inoltrata al Dipartimento per i Sistemi di Pagamento e alla Divisione per le relazioni esterne riceviamo come risposta:
"La Banca Centrale della Bosnia e Erzegovina non ha autorità per supervisionare sulle altre banche. Per questo tipo di informazione occorre far riferimento all'Agenzia Bancaria nella Republika Srpska e in Bosnia e Erzegovina"
[ Centralna banka BiH nema ovlasti za superviziju banaka. Stoga se za slicne informacije obratite agencijama za bankarastvo - u RS-u i Federaciji BiH. Sead Bijedic ]

Allo stesso modo, dunque, contattiamo l'Agenzia Bancaria nella Republika Srpska e nella Bosnia, ottenendo una risposta dello stesso tono, che ci invita ad "inoltrare questo tipo di domanda alla Banca Centrale" [Dear Sirs, please forward this request to the Central Bank of BiH! Regards, Banking Agency of the FBiH].

È chiaro dunque che siamo dinanzi ad un assurdo, una situazione paradossale in cui ogni "probabile" Istituzione competente rinvia all'altra la risposta o la risoluzione di questo increscioso incidente. Ciò può significare innanzitutto che questi enti non conoscono bene le competenze e le materie su cui ciascuno opera, oppure non esiste nei fatti alcuna autorità che è in grado di dare una risposta alle imprese o ai cittadini che vogliono delle spiegazioni o maggiore tutela nei loro rapporti con le banche. Infine - cosa ancor più grave - la Banca Centrale, organo di sorveglianza e di controllo per eccellenza, afferma di "non avere alcun potere sulle altre Banche" . Abbiamo contattato così l'autorità del Fondo Monetario Internazionale in Bosnia Erzegovina, e l'Ufficio degli Alti Rappresentanti della Bosnia e Erzegovina, che - ironia della sorte - non ha alcuna e-mail tra i contatti , e infine l'Ufficio Europero anti-frode ( OLAF ). Aspettiamo ora una risposta affinchè ci spieghino come mai non esiste alcuna autorità garante per i consumatori e per le imprese, perché la Banca Centrale "non è un ente di controllo" e, quindi, quali sono le sue reali competenze.

Occorre ricordare che quando è stato ratificato l'Accordo di Dayton, la Comunità Internazionale pretese che il Governatore della Banca Centrale doveva provenire dal Fondo Monetario Internazionale, e dunque non essere "yugosloveno", in modo da "garantire indipendenza" rispetto al Governo Bosniaco, proprio come prescrive Maastricht e il Fondo Monetario Internazionale. Venne inoltre stabilito che la Federazione avesse un'unica Banca Centrale di emissione che emette il KM (Marco convertibile) con il limite che l'emissione deve essere interamente coperta da Euro, versando così il signoraggio alla BCE. Dopo tale ratifica è stato dato il via libera alle Banche occidentali di privatizzare gli Istituti di credito di proprietà statale, nonché di acquistare le Banche con una vera deregolamentazione. Per salvaguardare tali operazioni sono state create una miriade di Organizzazioni non Governative, finanziate da Fondazioni Bancarie e da grandi uomini d'affari, che hanno promosso progetti umanitari o di opere sociali mai portate a termine, oltre ad aver scatenato scandali ogni qual volta si incontrava un ostacolo sulla strada delle liberalizzazioni e del saccheggio delle lobbies. Nessuna entità sovranazionale o internazionale, né ambasciatori o ong si è mai adoperata per controllare quello che le Banche e o le multinazionali stavano facendo nei Balcani, calpestando i diritti delle imprese locali e dei lavoratori.

Michele Altamura contro il signoraggio
Esiste dunque un abisso tra le Banche e le imprese e i cittadini, che sono presi in considerazione meno degli utenti, perché vi un abuso del potere contrattuale che possiedono. Ciò significa che, nonostante la Comunità Europea continui a fare pressioni in nome della democrazia per le riforme istituzionali, per i processi dei crimini di guerra e per le liberalizzazioni, non è giunto nei Balcani nè la "trasparenza bancaria" nè il codice finanziario. Al contrario, il processo di "occidentalizzazione" della Bosnia e Erzegovina sta portando sempre più verso la crescita sproporzionata del potere delle Banche, che, dopo aver acquistato i piccoli istituti di credito e privatizzato le banche nazionali, stanno ora saccheggiando le piccole imprese, imponendo condizioni contrattuali che sono di usura. La Banca impone un interesse del 20% di mora se una rata non viene pagata entro il termine prefissato.
Ciò che più aggrava questa situazione, è l'atteggiamento passivo delle Istituzioni che dovrebbero invece monitorare e sorvegliare su coloro che possiedono un tale potere sull'economia.Possiamo assicurarvi che ogni giorno i cittadini dei Balcani vengono calpestati e denigrati da un sistema autoritario e usuraio che sfrutta una situazione di potere politico ed economico, approfittando della non curanza delle Istituzioni, dei tribunali e di tutti coloro che dovrebbero invece cautelare il sistema economico. Aspettiamo dunque con ansia la risposta di questi signori alle nostre e-mail inviate nel pomeriggio di ieri, chiamati a replicare sulla loro irresponsabilità, indifferenza e complicità nei confronti di un esercito di pirati che sono giunti nei Balcani per esportare democrazia e banche.

Etleboro - Evropa Nacjia - Rinascita Balcanica