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27 novembre 2007

La stupida informazione atlantica


Pensavamo che con tutti questi Pc, con tutti questi scienziati, le pillole miracolose, e i missili all'uranio impoverito, vi fosse più intelligenza nella democrazia occidentale. Invece, è triste ammetterlo, ma abbiamo dinanzi a noi un disastro alquanto misero e patetico. La propaganda occidentale ha ora cominciato ad attaccare la Russia e la Serbia, come sempre in maniera ridicola e penosa, in quanto i media sono convinti che dietro Putin si nasconda la causa delle rivolte e delle sommosse che oggi stanno martoriando molti Stati europei e dell'Asia Centrale. I nostri giornalisti sono riusciti, in poco tempo, a trovare la mente che si nasconde dietro sabotaggi e morti, quando per anni non hanno dato un colpevole alla strage di Piazza Fontana, di Ustica e di altri grandi misteri italiani, insabbiati dagli inquirenti e dai politici. Oggi siamo all'assurdo, perché pretendono di passare dalla parte dell'accusatore e di fare scuola di geopolitica o di complotti internazionali.
In realtà oggi assistiamo al grande fallimento degli Organismi Internazionali, come l'ONU e l'OCSE, il grande carrozzone di ubriaconi e cocainomani, organi composti solo da ricattabili e da manipolatori, il cui unico ruolo è quello di far scoppiare scandali per tenere in scacco interi governi, per poi servire i loro padroni perché non sono altri che dei piccoli schiavi. E quale sarebbe secondo voi la legittimazione dell'OCSE che conferisce a tale organo il potere di andare in Russia per vigilare sulla regolarità delle elezioni? Chi ha dato loro l'autorità di interferire e controllare le votazioni legittimate invece dal popolo sovrano alla base di uno Stato? La stampa schiava dei padroni, sguinzaglia i suoi giornalisti, miseri esseri umani costretti ad accettare questo tipo di prostituzione per pagare il leasing della Mercedes e il mutui. Non si fa altro che assecondare quel sistema di sabotaggio degli Stati voluto dalle lobbies petrolifere e bancarie, pronte ora a sbarcare il lunario con la conquista dei restanti Stati dell'Est Europeo, ancora legati alla loro base ideologica del socialismo.
Non ci rendiamo invece conto che oggi i governi occidentali sono l'anello debole della catena, e, per non affondare cercano di arrampicarsi negli strati più deboli delle società, per fomentare conflitti e guerre. Così mandiamo i nostri militari a morire in nome del dio denaro e del dio petrolio, chiamandoli eroi, proprio come i guerriglieri islamici lottano per loro terra e vengono definiti invece dei Santi. I nostri vergognosi politici elemosinano qualche barile di petrolio, fomentando l'Indipendenza del Kosovo, senza sapere invece che così facendo si porterà la guerra in casa propria: migliaia di focolari secessionisti si alzeranno per scatenare il caos e la completa disgregazione del tessuto sociale.

Gruppi estremisti di sinistra e di destra, nonché frange di extracomunitari si uniranno in nome della dissidenza, per mettere a ferro e fuoco le nostre città, e di questo saranno responsabili soprattutto i nostri politici. Guardate cosa è accaduto a Roma in seguito all'uccisione di un ragazzo da parte della polizia, e cosa è accaduto in Francia con la morte di due ragazzi immigrati coinvolti in un incidente automobilistico con le forze dell'ordine. Le periferie sono andate distrutte, le caserme sono state assaltate, e le procure parlano di tentativi volti a compromettere la stabilità sociale, o ancora di "colpo di Stato". Ma ciò che ci ha trascinato in questo stato di caos e disperazione non è stata Al qaida, il terrorismo, o gli immigrati clandestini, ma l'iperinflazione che minaccia la nostra sussistenza. Teniamo inoltre presente che se sale il prezzo del petrolio, è perché è in atto una forte speculazione soprattutto da parte degli Stati Uniti che incassano miliardi di dollari sin dal momento dell'acquisto dei barili suo mercato del greggio. Non a caso, i terroristi piazzano le loro bombe sempre in modo tale da far andare in favore dell'America e delle sue lobbies, proprio come quelle dell'Italicus negli anni di piombo. Non dimentichiamo infatti che l'unico Paese ad aver buttato la bomba atomica su civili inermi è stata l'America, a cui abbiamo dato il potere di decidere del destino di ogni singolo Stato del pianeta. La storia si è ripetuta, proprio come quando gli americani vennero in Italia come liberatori e fucilarono i soldati italiani chiamandoli SPIE.
La vostra forza lavoro è il Totocalcio, il superenalotto, il vostro unico braccio armato sono i giornali che nessuno legge più, perchè vomitano ogni giorno notizie senza informazioni. Oggi lo Stato non esiste più, abbiamo Carabinieri che sono i guardaspalle del castello, che non hanno più una identità. Mentre i nostri agenti del servizio segreto restano chiusi in quelle stanze ammuffite, a ricordare le loro storie con le donne, fomentando odi tra colleghi, aggrappati alle sedie. Sono passati i bei tempi quando i servizi segreti avevano giovani ragazzi innocenti che, con la voglia di fare qualcosa nel loro paese, venivano occupati a piazzare bombe in giro, in nome e per conto della "patria". Quella dei servizi è ormai una ditta in fallimento, con tutti i suoi archivi, la sua carta straccia utile solo per ricattare parlamentari. Il loro potere investigativo si limita a trovare nelle carceri qualche criminale pronto a pentirsi, mentre continuano a vendere visti per chiudere un occhio sulla droga che passa nelle dogane, e magari, se il Console non accetta, pagheranno qualche giornalista, pronto a prostituirsi per far apparire sul giornale qualche articolo.
Oggi "gli Atlantici" sono proprio questi personaggi, questo popolo degli inutili, che popolano i corridoi della Nato e dell'Onu, mentre le fila del potere sono rette da entità che nessuno conosce, e che decidono politiche, guerriglie, e fusioni societarie. Questo sta a significare che tutti i nostri soldati dislocati in ogni parte del mondo non operano per la pace, non sono lì a combattere per il bene del paese, ma semplicemente perché sono ben pagati, come veri e propri mercenari, per salvaguardare gli accordi delle grandi società. È ora dunque di finirla con la storia delle missioni di pace e della libertà, perché siamo noi i primi terroristi, i primi fanatici guerriglieri che hanno dimenticano la dignità umana.
I grandi osservatore dell'OCSE, i rappresentanti della civiltà evoluta occidentale sono personaggi come Silvio Berlusconi, che, per accreditarsi dinanzi ai suoi elettori, è arrivato a mostrare le gambe di Michela Brambilla. Abbiamo creato i "partiti democratici" per far contenti i vecchi nostalgici e per scremare ancora di più i malumori e le opposizioni nei confronti del governo, mentre si parla di politica solo sui palcoscenici dei comici, tra le barzellette e la beata ingenuità del "buon Di Pietro". Forse la politica è finita proprio quando l'uomo più potente del mondo, seduto nella sua blindata sala ovale, ha dovuto "calare le braghe" dinanzi ad un donna. Per coprire lo scandalo, si decide per la guerra lampo in Iraq per fermare il regime di Saddam Hussein che "nascondeva armi di distruzione di massa", che non sono mai state trovate. Oggi mentre gli ispettori dell'Onu cercano ancora i campi di concentramento e le tombe di Srebrenica, il presidente Dick Cheney fa degli "omissions" sul dossier delle Torri Gemelle, perché è troppo difficile da spiegare alla gente perché non si trova più l'areo che crollò sul Pentagono.
Non resta dunque da ammettere che siamo alla frutta, è finita un'epoca e ora inizierà quella del cialtrone, "che difende la patria con i rolex".