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07 novembre 2007

Notizie dai Balcani

Crvenkovski : nessuna alternativa al nome costituzionale

La denominazione della Macedonia è stata il tema dell'incontro tenuto nella giornata di ieri tra il Presidente della Repubblica della Macedonia Branko Crvenkovski e il Primo Ministro Nikola Gruevski e il Ministro degli Esteri, Antonio Milosonski, previsto per discutere la proposta del mediatore Metju Nimic "di cambiare il nome costituzionale per la comunicazione internazionale."

"Non vi è alcuna alternativa al nome costituzionale - ha dichiarato il capo di Stato macedone sintetizzando così la strategia da intraprendere in futuro nel tentativo di garantire alla Repubblica della Macedonia l'annessione alla NATO. Ricordiamo infatti che la problematica è riemersa in tutta la sua criticità in occasione della dichiarazione da parte del Canada di riconoscere ufficialmente la Macedonia con il suo nome costituzionale, che sarà d'ora in poi utilizzato nei trattati bilaterali con il Canada. I dibattiti tra Skopje ed Atene durano ormai da oltre 16 anni, in quanto la Grecia rinnega l'appartenenza di tale nome alla regione dei Balcani, perché appartenente alla provincia settentrionale greca, antica terra natìa di Alessandro il Grande.
Al termine dell'incontro è stato infatti stilato un protocollo che delinea in tre punti la posizione della Macedonia su tale questione. Innanzitutto la proposta da parte di Metju Nimic viene definita inaccettabile visto che prevede il cambiamento del nome Costituzionale dello Stato. In secondo luogo, se la Macedonia dovesse trovarsi nella posizione di dover scegliere tra il "nome" e il suo ingresso all'interno della NATO, la conservazione del nome costituzionale sarà messa in primo piano. Infine se la Grecia imporrà la veto all'ingresso del Paese all'interno della NATO, la Macedonia interpreterà tale atteggiamento come una violazione all'accordo provvisorio del 1995 e si ritirerà dalle ulteriori negoziazioni per il nome.