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06 dicembre 2007

Bechtel : il vero volto del terrorismo


Continua a sollevare scandali e polemiche l'inchiesta intrapresa dal tribunale di Tirana sull'irregolarità del contratto sottoscritto dal Governo albanese con la società statunitense Bechtel per la costruzione dell'autostrada Durres-Kukes-Morrine. Dopo aver rilevato l'illegalità del contratto, non essendo conforme al diritto albanese, la Procura ha scoperto l'evidente conflitto di interesse della Bechtel nel concorso alla gara d'appalto per aggiudicarsi il diritto alla costruzione. Grazie all'intermediazione della società azionista Parsons Brinckerhoff con la società Ecorys Group, società che presta consulenza presso il Ministero dei Trasporti albanesi, la Bechtel si è aggiudicata un contratto da 418 milioni di euro, che, molto probabilmente, arriverà a raddoppiarsi se l'usura sui prezzi continua di questo passo.
Il suo potere contrattuale è di gran lunga superiore a quello di uno Stato, e indagando sulla sua "attività" e la sua storia, si può arrivare a scoprire che abbiamo dinanzi a noi una delle più potenti multinazionali americane, avendo legami con le alte sfere del potere.

Fondata nel 1898 da Warren Bechtel, si è aggiudicata sino ad oggi più di 19,000 opere di ricostruzione e di ingegneria in ben 140 paesi, ed è divenuta famosa in tutto il mondo per il suo aggressivo e spregiudicato modo di condurre i suoi affari, la maggior parte dei quali derivano da concessioni pubbliche. Con un reddito annuo che si aggira intorno ai 15 miliardi di dollari, la Bechtel gode di contatti privilegiati presso la Casa Bianca e il Congresso Americano da oltre 70 anni, basti pensare che Steven Bechtel, nipote di Warren, era consulente di Nixon e Ford, gode dell'accesso ai fondi strutturali dell'agenzia pubblica statunitense Import-Export Bank, per anni gestita da dirigenti Bechtel. Con la Presidenza di Reagan, George Shultz, ex Presidente della Bechtel divenne Ministro di Stato - ed attualmente è capo del Consiglio del Comitato per la Liberazione dell'Iraq , che si occupa della ricostruzione irakena - mentre il Direttore Generale della Bechtel, Caspar Weinberger divenne Segretario della Difesa, e W. Kenneth Davis, Vice-Presidente della ricerca nucleare della Bechtel, è divenuto Segretario del Ministero dell'Energia. Il Comandante Supremo della NATO, Chuck Redman, è Presidente della “Bechtel” e ambasciatore americano in Svezia e il Germania; Riley Bechtel, Direttore esecutivo della società è anche membro dell'amministrazione di Bush, e infine Jack Sheehan, Vice-Presidente della Bechtel, è anche amministratore della USAID e membro della Defense Policy Board. Non stupirà inoltre sapere che tra gli azionisti della Bechtel vi è anche la famosa famiglia saudita, Bin Laden, che ha degli stretti rapporti di sangue con il terrorista più famoso del mondo. Dichiarandosi completamente all'oscuro degli atti del cugino, la famiglia Bin Laden detiene una quota di partecipazione nella Bechtel di oltre10 milioni di dollari, svolgendo così una regolare e legale attività finanziaria e imprenditoriale.

Da sempre i suoi dirigenti sono consulenti di Presidenti e Governatori, così come di Sceicchi e di Principi, insinuandosi persino all'interno degli ambienti della Cia. Attualmente, Riley Bechtel dirige circa 1,100 progetti in 60 paesi, che vanno dallo sfruttamento di miniere all'estrazione di metallli, dal reperimento di idrocarburi all'industria petrolchimica, dall'energia nucleare alle telecomunicazioni, oltre all'armamento e alla produzione di armi batteriologiche, per finire poi alle infrastrutture pubbliche e all'acqua, ultimo grande business. Siamo dunque di fronte ad una delle più spietate e corrotte multinazionali, che usurano sulla vita di intere nazioni, fomentando guerre e dirigendo poi appalti di ricostruzione e di privatizzazione.
Per i suoi lugubri affari la Bechtel è divenuta in questi ultimi anni protagonista di molteplici scandali che scoprono così il vero e terrorizzante volto della globalizzazione.
La Bechtel ha ottenuto infatti un contratto di ricostruzione dell'Iraq il 17 Aprile del 2003, oltre un mese prima dell'invasione del territorio irakeno da parte dell'esercito statunitense, per un valore di circa 680 milioni di dollari, che sono stati di volta in volta rinegoziati sino a raggiungere un totale di 2.8 miliardi di dollari. Tale notizia, resa pubblica dal Boston Globe, nel quadro delle indagini sul crollo del tunnel Big Dig di San Francisco, fa luce su una terribile verità: il Governo americano ha indetto le gare di ricostruzione ancor prima che avvenisse l'invasione, che per l'intera opinione pubblica, prima che si decidesse la guerra stessa, essendo stata una decisione improvvisa e inaspettata. Questo ci riporta alla mente un'altra guerra in Iraq, quella del 1991, quando i Principi del Kuwait sottoscrissero un contratto per lo spegnimento dei pozzi di petrolio con una società di ingegneria francese, mesi prima che avvenisse l'invasione da parte delle truppe irakene, che appiccarono le fiamme ai pozzi kuwaitiani.
Stando alle prime rilevazioni rese pubbliche quattro mesi fa, gran parte delle opere che la Bechtel doveva portare a termine non è stata ancora terminata; dei 24 progetti che la società ha assunto solo 10 di essi sono stati completati secondo i prospetti originali, mentre per gli altri 3 non è stato possibile effettuare l'accertamento. Secondo il rapporto dell' Ispettore Generale per la Ricostruzione di Iraq, il governo Americano ha pagato una ricostruzione dell'Iraq che non è mai effettivamente avvenuta. Secondo gli ufficiali dell'ONU, il contratto “Bechtel” scade in ottobre e David Snider, della “U.S. Agency for International Development” (USAID), ha dichiarato che la “Bechtel se ne deve andare dall' Iraq, ma prima deve finire i lavori che ha lasciato a metà, per i quali è stata pagata”. In sua difesa la Bechtel afferma che il motivo per cui non sono stati portate a termine le opere sono stati i numerosi attacchi terroristici, sebbene i lavoratori iracheni hanno visto pochissime volte gli ingegneri della “Bechtel”. In realtà, abbiamo dinanzi a noi i veri terroristi, le cosiddette alte sfere che decidono le guerre e si appropriano dei diritti di ricostruzione degli Stati, per nascondere dietro tali contratti operazioni di riciclaggio con le quali miliardi di dollari scompaiono nei forzieri dei paradisi fiscali o bancari.
Quello che la Bechtel sta perpetuando in Iraq, tuttavia, è qualcosa di ben più terribile, un vero etnocidio, che rischia di compromettere la sopravvivenza di un'intera popolazione.
Tra i contratti che la Bechetel si è vista attribuire, oltre a quelli per la costruzione di centrali elettriche, infrastrutture per il trasporto, ospedali e scuole, vi è il contratto di costruzione della rete idrica di oltre 45 aree, tra cui anche l'acquedotto Sharkh Dijlah di Bagdad, che, stando al colorato depliant della Bechtel, arriverà ad erogare 225 milioni di litri di acqua al giorno. Purtroppo, dietro l'opera di ricostruzione dell'acquedotto si nasconde una delle più grandi opere di privatizzazione dell'acqua che arriverà a monopolizzare l'intera rete idrica irakena, prosciugando la ricca valle della Mesopotamia.
La Bechtel, infatti, intende portare a termine lo stesso progetto attuato in Cochabamba, in Bolivia nel 1999, in seguito alle pressioni della Banca Mondiale sul governo della Bolivia per l'approvazione della legge per l'acqua potabile, che mise fine ai sussidi governativi e permetteva la privatizzazione. Dopo aver ottenuto il contratto di sfruttamento della rete idrica, la Bechtel ha ridotto sempre più l'erogazione dell'acqua alla popolazione boliviana che non pagava le bollette, che raggiungevano oltre il 20% del salario di un operaio. La situazione arrivò ad un punto tale di insostenibilità, che nel 2000, milioni di persone scesero in piazza chiedendo l'acqua, un diritto di sopravvivenza inalienabile. La protesta della popolazione boliviana fu soppressa nel sangue, dopo i duri scontri tra i manifestanti e la popolazione. Tuttavia quel grave episodio segnò l'opinione pubblica e indusse gli inquirenti ad indagare sui retroscena del contratto di privatizzazione sottoscritto tra l'azienda municipale per la distribuzione dell'acqua del Cochabamba, la SEMPA, e la International Water, controllata dalla Bechtel. Furono così scoperte le irregolarità commesse dal Governo boliviano corrotto, e la Bechtel fu così costretta a lasciare la Bolivia.
Dinanzi a tale scenario, è assolutamente necessario che la Bechtel lasci al più presto possibile l'Iraq, prima di portare a termine il suo terribile piano di privatizzazione dell'acqua, nonché la Romania, l'Albania, l'India, il Brasile, l'Europa. Ovunque la Bechtel ha messo piede ha portato dietro di sé morte, distruzione, corruzione e tangenti, riciclaggio di denaro e racket. Questi sono i terroristi che dovremmo combattere, queste le alte sfere che rischiano di uccidere intere popolazioni inermi.