30 marzo 2007

Scontri nel Kosovo dopo la votazione del Parlamento Europeo


Sono state avverite a Pristina due esplosioni nei pressi del monastero serbo-ortodosso, come confermato anche da fonti militari della Kfor, violando così un luogo sacro per la comunita' serba. Sono in corse delle indagini per accertare il luogo di origine della detonazione ma è chiaro che si tratta di un atto intimidatorio, di un segnale dell'inizio degli scontri in Kosovo. La notizia della votazione del Parlamento Europeo ha già avuto i primi riscontri sul tessuto sociale, e dobbiamo preparci ad accogliere l'indipendenza del Kosovo tra scontri civili e lobbies finanziarie che prendono posizioni nei Balcani

Il ricatto dei contractors per il voto del Kosovo


In queste ore di grande tensione, la vera natura della crisi iraniana e dello scandalo politico in tutta l'Europa sono stati completamente occultati e nascosti dall'opera di disinformazione dei media e delle agenzie di stampa. Tre funzionari italiani della Commissione Europea sono coinvolti in uno scandalo di corruzione, connesso alle indagini di potenza, e contemporaneamente il Parlamento Europeo decide di appoggiare il piano di Athissari sul Kosovo per giungere all'integrazione europea.

Mentre tutti i media trasmettono ripetutamente le immagini della soldatessa inglese che, con il suo velo sul capo, deve incutere pietismo e mostrare la crudeltà di un regime dittatoriale, 15 navi da guerra statunitensi sono ora in movimento per posizionarsi a largo delle coste iraniane, lasciando pochi dubbi sul perché di questo posizionamento. Allo stesso modo, mentre la procura di Potenza continua a chiedere la comparizione - anche se non coinvolte a tutti gli effetti - i personaggi più popolari dello spettacolo, è scattata da Brussel un'operazione, coordinata dall'Olaf , che ha portato all'arresto di tre funzionari Italiani della Commissione Europea. I tre funzionari appartenevano al Comitato dedito alle Relazioni dell'Unione Europea con i paesi terzi, e coordinavano i lavori per la costruzione e l'attrezzamento degli apparati di sicurezza delle sedi diplomatiche della Comunità Europea all'estero, in particolare in Albania e in India. Le indagini sono partite dalla Comunità Europea, dopo una denuncia di estorsione e corruzione di un imprenditore finlandese, da un input della Olaf, l'apparato di intelligence europea, che si è poi coordinato con la procura di Potenza, minacciando di svilupparsi in tutto il centro sud per coinvolgere altri funzionari italiani. Quello che sembra essere una convenzionale tangentopoli, si presta a divenire una vera manovra per manipolare l'opinione pubblica e per ricattare lo Stato Italiano, che viene esposto ad un sottile e invisibile colpo di Stato, come lo dimostrano i ripetuti attacchi al governo da parte di tante forze esterne che intendono destabilizzare l'Italia. Lo scandalo delle tangenti europeo non è quello che vogliono far credere, è un vero mezzo di ricatto delle persone e delle lobbies che ora gestiscono alcuni punti nevralgici economici Europei, manovrato dai contactors che costituiscono i comitati di coordinamento della Commissione Europea.

La intelligence e i servizi segreti degli Stati Nazionali sono stati ormai sovrastati e manipolati dalle Agenzie private, dai contractors che hanno il compito di reperire materiale e dossier su chiunque occupi posizioni di potere, per renderli dei ricattati e dei ricattabili, soggetti all'alternanza delle lobbies al potere.
Quello di cui bisogna avere paura, è la manovra che il grande scandalo nasconde, che è stato totalmente censurato dai media, nonostante l'impatto che questa notizia avrà sulla geopolitica europea e sulla stabilità politica del Mediterraneo. I Membri del Parlamento europeo hanno oggi decido di dare il pieno appoggio al piano per il Kosovo di Ahtisaari, votando a piena maggiornanza un rapporto che afferma che "l'indipendenza controllata del Kosovo con una supervisione della comunità internazionale è la scelta migliore per assicurare gli obiettivi di pace". Nella prospettiva di portare la Serbia e il Kosovo nell'UE, la Comunità svolgerà un ruolo centrale nella gestione delle negoziazioni, e in coordinamento con le organizzazioni finanziarie per decidere i provvedimenti sul decentramento e la realizzazione dell'autonomia sostanziale. Il rapporto prevede lo stabilimento di una forza limitata, nel rispetto del carattere multietnico del Kosovo, che dovrà portare la Serbia e il Kosovo nella Unione Europea. Il documento aggiunse, "a lungo andare, la soluzione riguardo allo status futuro delle bugie di Kosovo anche nel fatto che Serbia e Kosovo, sono dovuti divenire parte dell'EU, per divenire poi la parte orientale della comunità europea.
Con un vero atto di forza, il Parlamento ignora totalmente le discussioni con le controparti russe e serbe, che si sono sempre rifiutate di accordare l'indipendenza ad una regione che non può essere indipendente, per non restare indifesa agli attacchi e alle pretese delle lobbies che hanno l'obiettivo di sfruttarlo come punto logistico per i loro affari. Tale decisione è inoltre completamente contrario agli Accordi di Rambouillet e della risoluzione ONU n. 1244., secondo la quale la comunità internazionale ha l'obbligo di promuovere un "processo politico che porti verso lo stabilimento di un accordo politico per il Kosovo e una struttura provvisoria che provvede ad un autogoverno sostanziale del Kosovo, nel pieno rispetto di Rambouillet, dei principi della sovranità e l'integrità territoriale della Repubblica Federale di Iugoslavia - la Serbia - e degli altri paesi della regione". Per questo e altri motivi di grandissima delicatezza per la stabilità della politica internazionale, la Russia si è già detta molto scettica sulla riuscita e sulla realizzazione di tale piano per il Kosovo, e promette di non lasciare più il discorso in sospeso.

L'Europa sbarca in Kosovo, sostituendo le forze della Nato nel ruolo di coordinamento: tra giugno e luglio circa 1500 europei prenderanno ruolo in Kosovo, per preparare questa regione ad entrare in Europa e gestire così milioni di euro per l'attuazione delle direttive e delle nuove regole europee. Intanto è stato già comminato l'ordine alla Kfor di elevare il livello di sicurezza in Kosovo, e in particolare nella città di Mitrovika dopo lo scoppio di una bomba nel giardino del direttore alla sicurezza. Lo scandalo che ha coinvolto i funzionari direttivi delle ambasciate europee è dunque una chiara manovra per prendere il posto di quella casta di dirigenti che ora gestiscono gli affari e le principali decisioni di politica e finanza all'interno dei Balcani. Dunque gli Stati non sono altro che dei contractors, le Lobbies hanno così investito molto nei Balcani e per poter prendere subito piede hanno così deciso di creare corruzione, scandali sessuali, personaggi famosi, e dando un po' di soldi in giro, hanno messo su una grande giostra di potere che nessuno può fermare perché non esistono leggi in grado di capire qual è il vero crimine.
Ancora una volta, i media hanno oscurato e nascosto una notizia così importante, per l'Italia stessa che per molti anni ha curato le missioni di pace in quei territori, ha inviato i suoi soldati e i suoi mezzi, e ora deve lasciare le poltrone e la gestione dei veri affari a lobbies più illustri.
Dietro tutto questo vi è un'azione studiata e programmata a tavolino perché la Olaf è sulla carta di un comitato di indagine della Unione Europea, ma in realtà è un'entità gestita da contractors. Accanto a questo vi è un ferreo controllo delle notizie trasmesse dalle Agenzie che filtrano e dissimulano notizie, cancellano e manipolano i motori di ricerca: non si riesce più a trovare una notizia valida da parte di un'agenzia che chiaramente spieghi cosa stia accadendo. In tali condizioni l'unica soluzione è la creazione di ponti giornalistici da parte delle singole persone che riescano così a scambiarsi informazioni.

La guerra che in questi giorni stiamo affrontando è la guerra dell'assenza di informazione e del dilagare della disinformazione che sta chiudendo i canali necessari a capire cosa stia davvero accadendo. Le notizie da pubbliche sono divenute dei segreti militari, i motori di ricerca sono stati truccati in modo che la parola chiave non dia tra i risultati le news che corrispondono per rilevanza e contenuto. Potremo un giorno svegliarci e accorgerci che una guerra è scoppiata nel golfo perché è partito accidentalmente un colpo da una postazione militare, senza capire quando tutto sia iniziato. L'unica a esporsi di più in queste ore è la stampa russa che dichiara che gli Stati Uniti siano ormai pronti ad attaccare l'Iran, dato il posizionamento di un esercito dall'equipaggiamento completo e sufficiente a perpetuare un bombardamento di oltre 6 mesi. A tali provocazioni gli Stati Uniti rispondono che non esiste alcun diritto iraniano sulle acque del Mar del Golfo oltre quel confine definito territoriale, e la manovra della flotta non ha il deliberato obiettivo di provocare l'Iran. In ogni caso l'Iran si chiede se, dopo la conferma della risoluzione, sia in grado di resistere ancora altri sessanta giorni di embargo che impedisce di vendere petrolio per comprare benzina. Anche senza i bombardamenti, l'Iran rischia di morire e forse proprio su questo si basa il gioco dell'America: stremare l'avversario e spingerlo alla disperazione, con l'embargo e le minacce di un massiccio attacco missilistico.
La crisi potrebbe risolversi in pochi giorni oppure potrebbero durare ancora altri dieci anni, ma la resistenza iraniana non è infinita.

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29 marzo 2007

Falsi allarmi e strani eventi: la disinformazione dilaga


Il rapimento di 15 soldati britannici nelle acque del Golfo Persico, ha innescato la sperata trappola della disinformazione per l'Iran e per il mondo intero, perché tutti dovranno pagare le spese della nuova guerra invisibile o eclatante che stanno preparando.
Sicuramente in momenti come questi, dopo mesi di trattative e di incontri diplomatici tra i più alti rappresentanti dell'Onu e delle grandi potenze, i media sono stranamente muti e si limitano a passare le informazioni di agenzia strettamente controllate dalle intelligence. Dopo mesi di parole oggi non si parla più, e vi è quella calma apparente e inquietante che prelude eventi traumatici per il mondo intero, con missili o senza missili, perché spesso il risultato finale non è molto diverso.
Sebbene non sia possibile capire con certezza cosa stia accadendo, anche solo elencando gli strani eventi che si stanno susseguendo si intuisce che le intelligence si stanno già muovendo per delle prove preliminari di una guerra silenziosa ma globale.
Nella nottata di ieri per poche ore è stata trasmessa la notizia che un missile iraniano aveva colpito una delle navi americane posizionate al largo del Golfo Persico. La sua diffusione ha provocato confusione e caos, e i suoi effetti si sono sentiti anche oggi all'aperture delle borse, con un rialzo improvviso del petrolio con picchi di 68$ al barile, sommergendo le transazioni di speculazioni.È ovvio che esiste una regia dietro la disinformazione che spinge al rialzo il prezzo del petrolio, per remunerare le compagnie petrolifere delle spese sostenute per mantenere le lobbies al potere. Se così non fosse non si spiegherebbe perchè la cattura dei militari inglesi provoca un rialzo del petrolio, perché è come se in Italia vengono aumentate le tasse per la liberazione di Mastrogiacomo.
La fuga di tale informazioni da alcuni canali mediatici iraniani ha penetrato la stampa internazionale, ma è stata subito ritirata scomparendo del tutto: forse ha alimentato solo una manovra speculativa, oppure un breve falso allarme per aumentare ancora di più la pressione o la sensazione che una imminente guerra sta per scoppiare.
Intanto nelle acque del Golfo Persico l'America sta disponendo in assetto da guerra le sue 15 portaerei che trasportano circa 125 aerei da bombardamento e 13,000 marines, a sole poche miglia di distanza dalla costa dell'Iran, tanto da mettere in grande difficoltà le altre nazioni del golfo, che temono di subire con un effetto domino le conseguenze dello scoppio del conflitto.
La manovra è stata giustificata dagli Stati Uniti come una misura per garantire sicurezza e stabilità all'interno della regione nel caso in cui l'Iran tentasse delle ritorsioni nei confronti di Israele. Tuttavia gli Emirati Arabi hanno voluto mettere subito le cose in chiaro anticipando le mosse degli Usa e garantendo che i loro territori non sarebbero stati utilizzati per alcuna attività di spionaggio contro i "fratelli iraniani". In ogni caso, mentre gli eserciti si dispongono, le forze militari iraniane mostrano i soldati britannici in buono stato di salute, dichiarando alla televisione iraniana che i prigionieri avrebbero confessato di navigare in acque territoriali non internazionali. Tuttavia tale dichiarazione non ha avuto l'eco che ci si aspettava, o forse all'America o alla Gran Bretagna poco importa quale sia la causa scatenante, perché non trattano sul rilascio dei soldati e minacciano, senza neanche tanti giri di parole, con le portaerei ormai spianate al largo del golfo.

Nel frattempo, sul piano diplomatico Bush telefona Putin per discutere ancora in maniera informale sulla vicenda dei soldati rapiti, ma dalle prime impressioni sembra che America e Russia non siano giunte ad un giusto accordo né sulla strategia da adottare per l'Iran né per il Kossovo. Dinanzi a tale situazione non si può che vedere come i due blocchi si stiano schierando l'uno contro l'altro, mantenendo un clima di dialogo per guadagnare posizioni e avanzare senza sparare alcun colpo. In ogni caso gli Stati Uniti hanno anticipato le mosse di tutti e sembrano già pronti a scattare con il primo colpo se qualcuno tenta il doppio gioco o mosse inopportune.

Sull'altro fronte, una nave da guerra russa si lascia sfuggire un missile che colpisce la città sul Mar Nero di Sevastopolj, in Crimea, in un incidente dalle cause ancora sconosciute. Il missile non ha provocato alcun danno, ma la polemica per questo incidente causale ha alzato un gran polverone, pregiudicando ancora di più la situazione di tensione tra Russia e Ucraina, nata sia per la contesa del diritto di passaggio delle condutture della Gazprom, sia per una pretesa indipendentista dei Russi che si reputano minoranza oppressa in Crimea.
Questo evento è stato forse - o forse no - frutto di un accidentale errore umano o dei sistemi elettronici che hanno dato un falso input, nella chiara stategia del sabotaggio, al fine di creare caos e tensioni anche all'interno di tutta l'Asia centrale. Una ipotesi questa neanche tanto assurda, se si pensa alla recente dichiarazione dello Yemen di aver colpito un aereo iraniano, intenzionalmente manipolata proprio per scatenare confusione e aprire conflitti su più fronti.
Intanto, mentre le portaerei americane si disponevano nel Golfo, un satellite russo esplode facendo piovere sulla terra i suoi frammenti infuocati: la loro rotta stava per colpire l'Airbus A340-300, e la manovra straordinaria che è stata necessaria per evitare il disastro, ha richiamato l'attenzione su questo ennesimo incidente, che rischiava di rimanere inosservato.
Lasciamo il beneficio del dubbio su tali eventi, tuttavia in un periodo di forte tensione non bisogna escludere alcun dettaglio, perché ciò che arriva fino a noi, dopo migliaia di filtraggi, è solo la punta dell'iceberg di questa guerra invisibile.
Tutti sono in questo momento all'opera per studiare ogni possibile dell'avversario, e mettono in atto già le prime manovre per scatenare con dei falsi allarmi il panico e vedere come reagiscono i mercati e le economie degli Stati più deboli e dipendenti rispetto al petrolio. La Federal Reserve sta già facendo i suoi conti e vede con preoccupazione il rialzo del petrolio, ma lascia degli spiragli alla ripresa economica, che a questo punto sembra essere tra i veri motivi di questa guerra che si prepara.

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28 marzo 2007

Il grande circo della politica italiana, serva dei Banchieri


Il Senato vota il rifinanziamento della missione in Afganistan con una decisa maggioranza e uno scenario surreale al cui interno destra e sinistra sembrano confondersi perfettamente per l’occasione. Ascoltare la seduta e le dichiarazioni di voto dei singoli schieramenti provoca senz’altro smarrimento e confusione, perché ad un tratto non si riesce più a capire chi è la destra e chi la sinistra. E nello sforzo di capire da che parte stanno si perde il filo del discorso, e si resta con il dubbio di non aver seguito bene o di non riuscire a comprendere quale sarà poi il voto dello schieramento o l’insensato motivo che lo ha dettato.
L’esito del voto è stato quanto meno scontato, anche se surreale, perché il governo fatto di movimenti pacifisti e di sinistra radicale ha votato un decreto per il finanziamento di una missione di pace che invece è una missione di “guerra” – e questo loro stessi lo hanno sempre sostenuto condannato lo scorso governo di ipocrisia – mentre l’opposizione di destra si è astenuta per non poter ammettere di essere favorevole e di appoggiare il governo, nella speranza che qualche colpo di testa dei comunisti avrebbe reso la serata imprevedibile. In passato abbiamo sempre visto un parlamento diviso sui temi, ma sempre coerente rispetto al proprio programma o i propri partiti, e in questa situazione tutti si sentivano coerenti e in pace con la propria coscienza. Oggi invece non esiste coerenza, la politica è divenuta una cosa troppo complessa da capire, perché non basta più essere di destra o di sinistra, bisogna conoscere i patti in sottobanco, le manovre dei servizi, quali scandali sono stati sollevati, quali sono i media che riportano le dichiarazioni. Insomma, per capire il voto di un Senato occorre fare un’attività di analisi e di intelligence, altrimenti ci sentiremo frustrati dalle nostre stesse ideologie. In realtà assistiamo ad un circo, uno spettacolo ridicolo, perché ormai stanno cambiando anche il significato delle parole o delle posizioni che hanno sempre sostenuto.
Per far passare un decreto di rifinanziamento alle truppe in Afganistan è sbucata la questione del rapimento di Matrogiacomo, tanto per dare l’idea della pericolosità del contesto in cui i nostri soldati si trovano a combattere. Si è detto che un giornalista rapito va difeso dallo Stato perché è “una sovranità italiana”, mentre sono pronti a vendere intere città italiane per costruire una Base Nato dimenticando la sovranità nazionale e territoriale dello Stato Italiano, oppure degli italiani che sono oggi nelle carceri di Stati stranieri abbandonati e senza alcuna assistenza. In Afganistan viene rapito un giornalista di un giornale privato, che fa gli interessi di azionisti privati, ma il conto da pagare per il riscatto e la liberazione dell’ostaggio ricadono sempre sul bilancio dello Stato.
È ovvio che dati i ripetuti rapimenti da parte dei Talebani, non si tratta di una semplice missione di pace e occorrono molti più mezzi ai nostri soldati per poter far fronte alle emergenze, e per continuare la permanenza voluta dagli Usa. Italia e Usa sembrano essere partner affiatati, ma come è possibile Karzai trattava segretamente con D’Alema all'insaputa dell'America, quando lui è stato messo al potere del governo talebano proprio dagli americani, che hanno finto di non saper nulla fino alla fine delle trattative. Hanno poi pugnalato l’Italia rimproverandola di aver fatto un patto scellerato con i terroristi, con coloro che stanno cercando di combattere per estirpare il male sulla terra.

2 novembre 2000 l'abasciatore americanoWilliam Milam duraante una
riunione stringe la mano al Mulla Abdul Salam Zaeef ambasciatore dei talebani in Pakistan,
unico paese che riconosceva ufficialmente il governo dei talebani.



Oggi continua una guerra che si fa chiamare missione di pace, e mentre in Italia si vota il rifinanziamento gli Stati Uniti chiedono l’invio di ulteriori soldati da parte della Nato per fronteggiare i ripetuti attacchi terroristici con ulteriori mezzi. Ma sappiamo tutti che a Kabul si lotta con le pietre, con i gli attacchi kamikaze contro le postazioni di cecchini americani, è un confronto impari, in una situazione di conflitto perpetuo per garantire la possibilità di controllare con eserciti in maniera indisturbata gli oleodotti e il traffico di oppio. Il peggio è che mentre hanno deciso di inviare soldati in Afganistan per cacciare i talebani, per catturare Bin Laden e togliere il Burka, hanno poi fatto sterminati campi di oppio impadronendosi dei principali sbocchi degli oleodotti provenienti dall’Asia centrale per trasportare il petrolio verso Europa e Israele. Allora l’America bombardò l’Afganistan per avere la consegna di Bin Laden, come se fossero sicuri che la guerra non sarebbe mai finita lì. Questa è la realtà, che tutti conosciamo, mentre i nostri politici ieri al Senato ne hanno detta un’altra, parlando di eroicità di un giornalista, che forse si è spinto oltre e ha sollevato un polverone tra intelligence e governi internazionali, dando ulteriore pane per i denti degli Americani. Le loro parole sono state molto teatrali, spingendosi fino a ricordare i begli anni della Resistenza al Nazifascismo, della diversità delle guerre di allora e quelle di oggi, o ancora del dovere dello Stato di difendere i propri soldati che hanno bisogno dell’Italia non avendo risorse sufficiente.
Dato dunque che ai nostri politici piace così tanto riempirsi la bocca con la “sovranità nazionale” e “il bene della Patria”, vadano loro a Kabul, a lottare contro persone disperate che non hanno nulla da perdere. Sanno benissimo che i nostri soldati muoiono per le Banche e non per la Patria, ma continuano nella loro ipocrisia a negare persino l’evidenza non sapendo più cosa inventarsi.

27 marzo 2007

Il difficile ruolo della Russia


A pochi giorni dell’ultima assemblea del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, in un accesso clima di tensione, Blair incontra Putin per discutere sulla risoluzione della crisi internazionale innescata dal rapimento dei soldati britannici. La Gran Bretagna ha così chiesto l'aiuto della Russia per ottenere la liberazione di 15 marinai britannici arrestati dalle autorità iraniane il 23 marzo, in virtù delle relazioni "privilegiate" che intercorrono tra i due Paesi, sia economici che politici.
Blair si rivolge in via ufficiale ed ufficiosa a Putin chiedendo una presa di posizione della Russia ben precisa in seno all’Onu e sullo scenario internazionale, ben sapendo che allo stato attuale non può intervenire in alcun modo se non in via diplomatica. I rappresentanti di Russia e Cina in occasione dell’assemblea del Consiglio di Sicurezza convocata lunedì, hanno chiesto in maniera velata di abbandonare una linea politica che non può non portare ad un intervento armato, e di intraprendere la strada della mediazione diplomatica per dissuadere il regime di Teheran a cedere su alcuni punti. Questa dichiarazione all’unisono di Russia e Cina giunge a pochi giorni dalla sospensione della cooperazione dell’Iran con l’Agenzia dell’AEIA e con gli Stati Uniti, e del famoso pagamento dei rifornimenti di uranio arricchito e del know how necessario alla costruzione e la messa in funzionamento della centrale nucleare di Bouchehr.
Era stata proprio Mosca a lanciare l’accesa polemica sull’insolvenza e l’inaffidabilità del regime di Teheran, e ancora una volta è Mosca che mette unilateralmente fine a questo empasse all'indomani di una decisiva risoluzione ONU. Mosca ha così preso le redini della direzione degli affari al Consiglio di Sicurezza come un vero e proprio arbitro della crisi iraniana, accelerando anche la chiusura del processo all’insolvenza dei pagamenti entro i primi giorni di Aprile, che avrebbe senz’altro interrotto ogni tipo di cooperazione futura.
Assistiamo dunque ad una strana coincidenza delle date nella settimana che precede la Pasqua: è in questo periodo che dovrebbe essere pronunciata l’ennesima risoluzione Onu come risposta al rifiuto del regime dei Mullah di abbandonare il piano militare, ed è questa la data a cui ufficiali analisti russi fanno risalire il probabile attacco all’Iran da parte della coalizione Usa-Gran Bretagna.
In tutto questo si inserisce l'affare dei 15 marinai che sono stati arrestati per aver superato le acque territoriali, che va a costruire una nuova crisi che si sovrappone a quella nucleare: non dimentichiamo che la guerra in Libano è stata scatenata dall’arresto di due soldati israeliani, le cui sorti non sono state più rese note.
Questa crisi permette ai mullah di continuare la loro politica di opposizione all’Onu e alla Russia stessa per spuntare quanto più possibile dalla crisi innescata, e sembrano folli abbastanza per spingersi ad affrontare anche un conflitto a fuoco. Il rapimento dei soldati britannici è ancora amplificato e portato all’esasperazione dai media iraniani stessi, che vogliono forzare la crisi per giungere ad una risoluzione che porti i due grandi blocchi ad affrontarsi in via diretta, ben sapendo che non permetteranno che si arrivi ad una guerra globale o che si perdi terreno nelle zone di influenza in Medioriente.

Ora sarà la Russia che dovrà decidere sulla soluzione di questo grande rebus che si gioca sul filo del rasoio, perché la posta in gioco è molto alta e pericolosa: le alternative sono lasciar attaccare l’Iran, con il rischio di perdere una zona di influenza e un importante serbatoio di idrocarburi, od opporsi all’atteggiamento ostile dell’Onu, rischiando la guerra totale che autodistruggerebbe entrambi. Si capisce dunque che Putin non ha oggi un compito facile, e la strada diplomatica e del dialogo sembra l’unica possibile. Non dimentichiamo che la Russia conserva ancora la carta “Kosovo” da utilizzare in seno all’Onu per ottenere in contropartita una risoluzione più favorevole sulla questione dell’Iran. Il Kossovo non sta così a cuore a Belgrado, ma tuttavia non firmerà mai la risoluzione Onu, e spingerà la comunità internazionale a intervenire con la forza. Dal canto loro i kossovari, non appena avranno l’indipendenza, rinnegheranno la Nato e espelleranno l’intrusione straniera.
Putin vuole un rublo convertibile, per poter creare una banca sullo stile della Federal Reserve che sia basata sulla compravendita di gas, e dunque la cooperazione con l’Iran si rivela di fondamentale importanza: la Russia non potrà mai accettare che gli Usa si impossessino di riserve strategiche per la creazione dell’Opec del gas. Così Cina e Russia si uniscono per aiutare in maniera invisibile l’Iran ad ottenere il nucleare, che servirà senz’altro a dare alla nazione una fonte di energia elettrica per poter destinare maggiori riserve all’esportazione, ma non è da escludere che i Mullah vogliono l’Iran per rafforzare la propria posizione militare e politica all’interno del Medioriente. Gli iraniani sanno perfettamente giocare con questi giochi di potere, e sono capaci di combattere anche una guerra persa in partenza se intravedono una seppur debole speranza di vittoria. Basti pensare che il regime iraniano sta negando l’elettricità alla popolazione per spingere alla disperazione, e preparare con una feroce campagna mediatica le persone ad affrontare l’estremo sacrificio per evitare la morte economica della nazione. Anche Saddam prima di morire disse agli Irakeni di non fidarsi mai degli Iraniani, perché sono folli abbastanza da essere pericolosi, ma non stupidi, sono uniti e compatti nel combattere le guerre, anche se potrebbero portare all’autodistruzione del Paese.

Sulla Russia incombe dunque il difficile ruolo di Putin di gestire diplomaticamente queste due sfere che si contrappongono, ma che devono incontrarsi per forza perché qualcuno dovrà cedere. Vedremo dunque strani avvenimenti accadere, e ognuno sarà la risposta dell’accordo fatto dalle potenze per la spartizione del controllo delle risorse e del potere. La Russia di oggi è la grande madre di tutte le Russie, ha accanto la Cina e sta giocando la più grande partita della storia, nucleare si nucleare no, Kossovo si Kossono no.

Il gesto dell’Inghilterra è stato dunque un modo tattico per vedersi rifiutare una proposta di collaborazione e incastrare Putin in una trappola che la Russia si è costruita con le proprie mani esponendosi a viso aperto a favore dell’Iran. Chiedere ai russi l’aiuto per fare pressione sull’Iran a ridarli i suoi soldati, è un gioco meschino perché sanno che non possono fare nulla. Gli Inglesi sono infatti esperti di questi giochi di potere, ma ormai il trucco non funziona più perché lo conosciamo benissimo: sono ottimi attori nell’inscenare eclatanti sequestri e nel simulare fraterne e caine amicizie. Non dimenticate che gli Inglesi sono pericolosi, non perché ci sanno fare ma perché hanno girato mezzo mondo con una fascia sull’occhio, per rubare tutto “più il 5%” alla povera gente ovunque nel mondo. È molto difficile spiegare dettagliatamente le loro mosse, ma un antico proverbio dice “si va rubare nella casa dei ladri”: oggi gli inglesi vogliono mettersi in discussione, ma non avendo nè gas, nè il Kashmir o una valida produzione industriale, hanno avuto come strategica idea quella di far arrestare 15 dei loro soldati per creare una crisi internazionale. I due soldati israeliani catturati che hanno causato la guerra in Libano non si sono più mai più rivisti eppure Israele ha bombardato il Libano proprio per loro. Questo oltre ad essere irresponsabile, è incosciente perché certamente dietro tutto questo vi sono dei meccanismi di punto non ritorno, che innescano una situazione che difficilmente può portare una soluzione senza vittime.

Sono queste ore decisive tra dichiarazioni spettacolari, poi ritrattate, propaganda e falsi analisti che circondano tutta questa politica fatta di messinscene. Basti guardare a ciò che sta accadendo in Italia, dove per evitare che cada il governo, o che avvenga un vero colpo di Stato, sono sbucate fuori le fotografie scandalo che ritraggono personaggi politici industriali, risucchiando i questo vortice servizi segreti e magistratura. Questo perché l’Italia ha aperto le porte del Governo della nazione ai Baroni Ladroni, e ascoltando tutte le loro filosofie degli spioni d’élite, ha deciso di fare il colpaccio e abbandonare l’America, per mettersi d’accordo con le lobbies europee e quelle russe
In questo scenario internazionale assurdo da far ribrezzo, siamo arrivati al capolinea.
Un kossovo indipendente, un Iran demilitarizzato e tutti i cittadini del mondo che pagano le tasse con l’iperinflazione e la svalutazione del dollaro. Oggi è veramente disgustoso che i capi dei servizi vengano ricattati, che la scienza venga calpestata, e la gente schiavizzata: ogni goccia di petrolio è una goccia di sangue versato. Né con la Russia e né con l’America, occorre cercare indipendenza incondizionata e l’unica risposta è la scienza.

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26 marzo 2007

La propaganda per il potere del Cosmo


Resi pubblici gli archivi del Centro Nazionale di Studi Spaziali francese, sugli avvistamenti di oggetti non identificati raccolti negli ultimi settant’anni da parte delle autorità e scientifiche e di sicurezza pubblica. Un’intera sezione del sito ufficiale del CNR francese conterrà più di 3000 documenti contenenti trenta anni di testimonianze e di osservazioni, con i verbali degli avvistamenti da parte della polizia, ma nessun documento è supportato da una spiegazione scientifica. L’archivio non contiene nulla di inedito, nulla che non possiate trovare in rete e in edicola, editi da tutti gli appassionati dilettanti e dagli ufologi più importanti, in quanto l’obiettivo è anche quello di raccogliere altro materiale se si presentasse. Centinaia e centinaia di documenti con le testimonianze di persone e di poliziotti, che viene definito archivio di ricerche di un centro di ricerche scientifiche, dimenticando le importanti scoperto di uno dei più grandi fisici aerospaziali con Jean Pierre Petit.
È stata messa totalmente a tacere quella parte dei suoi scienziati che hanno dedicato molte ricerche e pubblicazioni scientifiche sui fenomeni non spiegabili mediante le leggi della fisica attualmente conosciute come ufficiali. Esiste infatti una vera ricerca su quella che può essere definita una tecnologia non terrestre, ossia non coerente con leggi scientifiche attualmente conosciute.
Quella del CNR francese è stata una vera manovra scientifica per sdoganare solo una parte della teoria degli Ufo, saziando la curiosità dei dilettanti e ridicolarizzando uomini di scienza che hanno fatto della questione “extraterrestre” un motivo di studio per la creazione di una teoria che possa consentire all’uomo di evolvere e di essere libero. Un colpo di stato di questo tipo lo abbiamo subito anche all’interno dei nostri centri ricerca, quando il rapporto 41 è stato insabbiato, i premi nobel sono spariti, mentre i fondi sono stati destinati al progetto di fusione fredda termonucleare dell’ITER. Hanno così isolato dal mondo della ricerca le menti libere che intendevano aprire uno squarcio vero in uno scenario piatto e senza sbocchi oltre alla guerra per il petrolio, hanno riempito i laboratori con le raccomandazioni e i diritti di anzianità, credendo che questo basti a fare di un uomo una persona di scienza. Così, se la nostra tecnologia militare progredisce in modo spettacolare, la nostra conoscenza fondamentale rallenta sempre più, la teoria fisica è divenuta sterile, perché le menti umani sono ormai vittime di una sclerosi del pensiero, di un’infermità “dogmatica”, di un rifiuto di ogni idea scientifica fondamentale realmente innovatrice, in particolare, di ogni revisione del nostro modo di concepire l'universo che renderebbe improvvisamente possibile i viaggi interstellari. Vi è un rifiuto sistematico di impegnare delle ricerche concrete allo scopo di istituire un’entità di ricerca che dissolva davvero ogni dubbio, perché se le persone hanno lungo questo secolo notato che esiste qualcosa nello spazio terrestre, occorre dare una risposta scientifica supportata da una teoria matematica.

In un sol colpo è stato così confermato agli occhi dell’opinione pubblica che gli extraterrestri sono fenomeni non spiegabili scientificamente, ed è stata data una valida risposta europea all’America che sta portando avanti il suo piano per la colonializzazione della luna e dello spazio cosmico mediante i suoi satelliti e il suo importante scudo spaziale. Siamo così al centro di una vera e propria guerra di propaganda che vede gli Stati Uniti porsi come unica forza militare che può impadronirsi e poi ripartire il cosmo tra amici e nemici, contrapponendosi ancora una volta alla Russia che sta cercando di rafforzare innanzitutto la sua posizione politica e di prendere piede sempre più in Europa. La Russia sta cercando di penetrare sempre più il gruppo europeo EADS concludendo una serie di accordi industriali con l'United Aircraft Corporazione (OAK), dichiarando che intende trattare e collaborare solo con gli europei per ampliare la ricerca aerospaziale, e non più con gli americani.
Stazione Nasa sulla Luna nel 2020

Gli Stati Uniti, dal canto loro, portano avanti il loro piano di colonializzazione del terreno lunare, per porre delle basi che serviranno per esplorazioni più lontane: la NASA infatti sta progettando di installare entro il 2020 dei moduli di abitazione necessarie allo stabilimento di una colonia permanente, in grado di produrre acqua dalle componenti del territorio lunare e energia dal sole. Da quella posizione così privilegiata sarà anche in grado di ottenere quante più informazioni sulla possibilità di catturare l’energia presente nel cosmo, di incanalarla e di inviarla sulla terra. Una scoperta a doppio taglio, che potrebbe consegnare agli Stati Uniti l’arma necessaria a porre assoluto controllo sull’ordine mondiale, ora che il nucleare non è più un’esclusiva e può essere – a maggior ragione – utilizzato fomentare guerre e conflitti devastanti tra i suoi nemici. Per dare l’idea della grande pericolosità del controllo assoluto del cosmo, basti pensare all’epoca in cui gli Inglesi, dinanzi ai pellerossa, spararono un colpo di fucile: gli indigeni credettero di aver visto il potere del tuono sulla terra.
Esiste dunque la prova oggettiva che i nostri capi di Stato e i capi spirituali delle religioni conoscono la verità su determinate cose e intendono mantenere il più stretto riserbo per evitare che cada così il sistema economico e il potere che da questo proviene. Oggi il mondo della scienza è stato messo a tacere, mentre il primo scienziato al mondo che ha avuto il coraggio e che oggi si sta battendo e Jean Petit, che, in quanto uomo di scienza, si rifiuta di accettare un mondo in cui si spenga la speranza, si uccida il sapere e l’intelligenza, per trasformarci in automi.

Non possiamo sapere con certezza la verità su fenomeni inspiegabili attualmente, tuttavia è davvero strano che in un clima di così grande tensione il CNR ha riaperto così la teoria degli UFO, isolando determinate teorie sull’esistenza di una tecnologia non terrestre. E' cosa certa che vi sono delle sette sugli extraterrestri che si intende ridicolizzare, ma come in ogni cosa, si nasconde una verità da scoprire. Si nasconde la teoria della cibernetica, dell’Energia del Cosmo di Tesla, e dunque la verità che i potenti vogliono occultare e che gli scienziati vogliono rivelare.

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24 marzo 2007

Attacco all'Iran prima di Pasqua

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Fonti ufficiali della stampa russa dichiarano che tra non più di un mese l’Iran sarà attaccato dalle forze dell’Onu, in risposta al rifiuto del regime dei mullah di adeguarsi alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. Esperti militari russi stimano che la pianificazione dell'attacco militare americano contro l'Iran è giunta ormai al punto di non ritorno il 20 febbraio, da quando il direttore dell'AIEA, ha riconosciuto, nel suo rapporto, l'incapacità dell'agenzia di "confermare il carattere pacifico del programma nucleare dell'Iran."

Secondo il settimanale russo Argoumenty Nedeli, un'azione militare si svolgerà durante la prima settimana di aprile, prima della Pasqua cattolica ed ortodossa, quando la "opinione pubblica occidentale" sarà in vacanza. È anche probabile che l'Iran venga colpito il venerdì 6, giorno festivo nel mondo musulmano. Secondo lo schema americano, sarà un attacco di un solo giorno che durerà 12 ore, di 4 ore di mattina alle 16 di pomeriggio, colpendo una ventina di installazioni iraniane, ossia delle centrifughe di arricchimento di uranio, dei centri di studi e dei laboratori, ma il primo blocco della centrale nucleare di Bouchehr non sarà toccato. Neutralizzeranno il DCA, edifici militari iraniani nel Golfo e distruggeranno le stazioni di comando delle forze armate più importanti. Saranno colpiti anche molti pozzi petroliferi nello stretto di Ormuz al fine di tagliare il loro sistema si approvvigionamento dei mercati internazionali e impedire che venga compito Israele con dei missili. Gli analisti affermano che gli attacchi americani saranno lanciati dall'isola di Diego-Garcia, nell'oceano indiano, da dove partiranno i bombardieri a lungo raggio d’azione B-52 con i missili di crociera; gli aerei partiranno dalle portaerei americane spiegate nel Golfo e dalla 6 Flotta americana nel Mediterraneo e dei missili di crociera saranno lanciati anche dai sottomarini concentrati nel Pacifico ed al largo dell'Arabia.

Questa ipotesi, diventa sempre più reale e vicina, perché l’arresto dei 15 soldati britannici da parte dell’Iran ha creato una situazione di tensione che fa senz’altro da preludio ad un attacco. Non dimentichiamo che Israele ha attaccato il Libano a poche ore dall’arresto di soldati israeliani che avevano varcato il confine territoriale. Speriamo dunque che non accada la stessa cosa, ora che la guerra contro l’Iran sembra essere l’unica soluzione per rimediare alla grave recessione americana che sta per essere innescata dalla bolla immobiliare.

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23 marzo 2007

Le strane coincidenze delle truffe telematiche


Posizionato su un animo server, è stato pubblicato un web site “poste.it” palesemente contraffatto per mettere in atto una vera truffa ai danni degli utenti e delle stesse Poste Italiane. Migliaia di e-mail sono state inviate da questo fantomatico sito delle poste, invitando gli utenti a seguire un’operazione di manutenzione del proprio conto corrente on-line, chiedendo di dare tempestivamente i propri dati, altrimenti il conto sarebbe stato considerato illecito o abusivamente utilizzato.
Visitando il sito si può notare la perfetta somiglianza, e pochi dettagli ne rivelano la natura contraffatta: http://www.4-media.cz/poste/

Tuttavia navigando con Firefox il browser segnala che il sito su cui ci troviamo è contraffatto e dobbiamo allontanarci da esso perché potrebbe nascondere una truffa, al contrario di Explorer che non protegge in questo caso la navigazione su siti contraffatti.







Il caso che vi riportiamo potrebbe sembrare una banalità in confronto alle truffe più eclatanti del web, tuttavia esso ci permette di far riflettere sul fatto che determinati episodi non sono poi così casuali e sono stranamente mirati per colpire delle società, come le Poste Italiane. Il successo di questo tentativo di truffa potrebbe indebolire in qualche modo le Poste, ed in particolar modo il sistema di banca online che ha riscosso una grande successo tra tutti gli utenti che hanno scelto Poste Italiane proprio per questo tipo di servizio. Poste.it potrebbe ricoprirsi di reclami e di cause per truffa, diffondendo un’alea di sfiducia tra gli utenti che avrebbero creduto di essere stati non protetti dalla società che deteneva i suoi dati.
Sorge a questo punto il dubbio che stranamente i pirati informatici abbiano colpito senza volerlo proprio le Poste italiane, in un periodo in cui si parla di privatizzazione, di moneta elettronica e di cyberbank. Se non è un vero attentato, è certamente una prova tecnica di rodaggio dei sistemi informatici per trovare quel bug e quell’errore che potrebbe davvero infiltrare le Poste Italiane e pregiudicarne la sua credibilità, come promotrice di avanguardia della moneta elettronica sul web e dei pagamenti sicuri. Il sabotaggio si è trasformato in uno strumento che apre subito la via della privatizzazione e della scalata amichevole, perché scredita e getta dubbi sull’affidabilità di un Istituto pubblico o sulla necessità di ristrutturare la società caduta nella degenerazione.
Ciò che accaduto alla Telecom è la prova più tangibile dell’esistenza di certi meccanismi, che vogliono criminalizzare i dirigenti o delle pedine del Sismi per poi svalutare e fare carne da macello della società. La telecom è vittima delle intercettazioni da più di un anno, sin dallo scoppiare del Lazio Gate, per poi continuare con lo scandalo Unipol, e degenerare del tutto con il caso Abu Omar: oggi scoppia un nuovo scandalo per una cellula di ascolto che condannerà di nuovo degli agenti del Sismi e sgretolerà ancora di più la credibilità della Telecom. In quest’ultimo anno i bilanci della Telecom, o almeno il valore avvertito dagli azionisti è diminuito sempre di più, fino a che questi hanno deciso di negargli ogni tipo di fiducia. Il crimine invisibile ha davvero colpito e mietuto vittime, ma con pazienza e dopo molto tempo.
Tutto questo ha una spiegazione, e risiede nel fatto che le Banche vogliono appropriarsi delle telecomunicazioni per istallare su di esse i terminali per le transazioni e il trasferimento di denaro.
Allo stesso modo, questo tipo di persuasione potrebbe colpire anche i sistemi per le transazioni sul web, e il caso di poste.it potrebbe essere solo l’inizio di una lunga serie di truffe che colpiranno i web site che hanno un proprio sistema di pagamento delle transazioni. Ogni manovra sarà comunque ben studiata in modo da far cadere una pedina, ma non l’intero sistema.
Abbiamo dunque ragione di credere che la nuova polizia informatica, sarà pilotata dai nuovi grandi Banchieri e sarà messa nelle mani di un unico grande organismo sovranazionale, forse paneuropeo come prevede il progetto del SIS II .
La pirateria informatica si espande sempre più sul web, e assume delle sfumature che vanno al di là dello spam e dei fantomatici attacchi da parte di Al Queda ai siti governativi. Parte è pura propaganda, perchè il cybercrimine non è infatti quello che vogliono far credere ma sono degli attacchi studiati e organizzati ai cybernauti, per diffondere paura e diffidenza sull’internet che spinge gli utenti ad affidarsi solo alle grandi società di informatica simbolo di sicurezza e riservatezza.
L’opera di disumanizzazione di cui noi parlavamo è reale oggi a tutti gli effetti, e noi non possiamo fermare un reato del genere perchè sono loro che hanno creato l’informatica e la stanno gestendo in modo da costruire un nuovo sistema dittatoriale. Siamo già in mano alle segreterie telefoniche, a cui non risponde nessuna persona reale ma solo computer, così come le vostre lettere e le vostre e-mail le ricevono dei computer che inviano delle risposte automatiche, sempre le stesse qualsiasi cosa voi tentiate di spiegare, perdendo giorni interi a cercare di capire quale sia il percorso burocratico giusto. Questo è un crimine, ci stanno già usurando e le persone non intuiscono cosa stanno facendo di loro, che le stanno manipolando nel silenzio riempiendole di chiacchiere, nel silenzio dei media che non sono più carta stampata ma carta straccia, e dei politici che non parlano più alla nazione ma ai banchetti. E' tuttavia vero ci sono due pesi e due misure nella giustizia sui crimini informatici, perchè la guardia di finaza controlla i cd del copyright ed è diventata ormai il guardiano delle multinazionali.Il web non è un mondo a se stante ma è la nostra nuova dimensione, in cui dovremo vivere imparando a conviverci se non vogliamo fallire o essere emarginati dalla società.

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22 marzo 2007

La moneta con l’SMS : il via alla Cyberbank per tutti


Il Belgio inaugura il pagamento tramite SMS securitizzato, con un sistema innovativo e di immediata disponibilità per tutti gli utenti di telefonia mobile GSM. Sviluppato dalla società belga Bankys, questo è il primo esempio di cyberbank che sarà in grado di movimentare 36 miliardi di dollari, per milioni di transazioni sia tra individui che tra Banche. Ciò vuol dire che tramite un semplice cellulare, che non possiede la connessione all’internet e non consente di collegarsi via web al proprio conto on-line, potremo effettuare qualsiasi tipo di transazione, dal pagamento del conto del supermercato al taxi, dallo shopping reale a quello elettronico. Per poter utilizzare questa nuova soluzione innovativa, bisognerà oggi disporre di un conto corrente in una banca belga ed essere detentore di un telefono portabile che funziona su una delle tre reti belghe di telefonia mobile, Proximus, Mobistar, filiale belga di Telecom France, o Base. L'attivazione è gratuita e viene eseguita una sola volta, dopodiché il commerciante introduce una domanda sul suo GSM, il cliente riceve un SMS e conferma la sua volontà di pagare grazie ad un codice segreto. Infine, il cliente ed il commerciante ricevono ciascuno un messaggio di conferma della transazione. Il pagamento avverrà mediante un trasferimento bancario, dalla carta di credito che avrà la stessa struttura di una carta prepagata, con un limite massimo di credito: una carta di credito a misura del commercio al minuto, e delle transazioni giornaliere. Scompare il POS e i costi ad esso connessi, offrendo a chi viaggia, a chi lavora in maniera occasionale e al commercio elettronico un mezzo di pagamento che abbatte ogni ostacolo per l’accesso al credito. Non sono stati stabiliti dei costi di abbonamento o di connessione, cosa che invece esiste nel caso della cyberbank tramite palmare, tuttavia viene pagata la singola transazione, e il compenso sarà ripartito tra le compagnie telefoniche e la Banca promotrice.
Il progetto belga di veicolare tramite la telefonia mobile le transazioni bancarie non è certo l’ultimo, tuttavia rende bene l’idea dell’evoluzione del sistema economico e monetario, che va verso la virtualizzazione del denaro e la spersonalizzazione dei servizi. Verrà meno anche il contatto personale con la Banca, che creerà un sistema di pagamento più vicino possibile alle nostre esigenze, “per non farci mancare niente” e per non farci rinunciare ad alcun comodo acquisto mediante un terminale che portiamo sempre con noi.
La coesione, dunque, tra le compagnie telefoniche e il sistema bancario è un più stretto di quanto si possa immaginare e non è solo di mero debito-credito, in quanto le banche investono molto nelle telecomunicazioni per la loro duplice utilità. La telefonia mobile fornisce un data base di dati e di informazioni personali che non ha eguali, perché l’intercettazione telefonica e la registrazione delle telefonate è legale a tutti gli effetti, ma è illegale l’utilizzo di questi per scopi illeciti, come il ricatto e l’estorsione. Tuttavia nel momento in cui i gravi scandali di intercettazioni coinvolgono Banchieri, politici e industriali, le colpe e la responsabilità ricade sui tecnici o sui responsabili delle compagnie o sui dirigenti dei servizi, per fermare le indagini dopo che è stato colpito il sostrato della vicenda. Le lobbies e coloro che intendono sabotare un determinato sistema se ne servono in qualsiasi momento, anche qui per una duplice finalità, in quanto le intercettazioni da un lato aiutano ad affossare nemici e sbaragliare ogni tipo di ostacolo, mentre dall’altro colpiscono le società di telefonia per trasformarle in facili prede.
Il caso di Telecom è un esempio assai raro, quanto unico nel suo genere, perché da azienda statale qual era, è divenuta società privata per collezionare utenti da cui estorcere il canone telefonico per il mantenimento di una struttura costruita con i soldi dello Stato, e oggi è carne da macello delle Banche. La Telecom è stata indebitata da una classe dirigenziale che si definiva la nuova imprenditoria italiana, trasformando dei creditori in proprietari di fatto, in quanto nel momento in cui hanno deciso di impadronirsene sono iniziati gli scandali e i problemi. Il credito non è stato rinegoziato né consolidato, e si è chiesta la liquidazione, impossibile da onorare dato lo Stato dei conti e dei Bilanci: le Banche hanno così approfittato per proporre la loro soluzione ideale per risolvere il caso. Dopo settimane di trattative è stato deciso che presto, molto probabilmente, la Pirelli uscirà dall'azionariato di Telecom Italia con la vendita delle azioni ad un gruppo di banche.
Olimpia, controllata all'80% da Pirelli ed al 20% dalla famiglia Benetton, detiene il 18% di Telecom Italia, per cui la cessione di tale quota alle Banche significherà che la società di telecomunicazione sarà di proprietà di un consorzio bancario, al quale non è escluso che non parteciperanno anche operatori esteri. Tuttavia Telecom è già una banca a livello potenziale, date le prospettive della cyberbank già prospettate con i conti corrente on-line, e la possibilità, ormai attuale, di pagare mediante SMS. Il vero problema da affrontare sarà la gestione di questo grande operatore da parte degli utenti, che dopo essere stati declassati da contribuenti che godevano di un servizio pubblico, si sono ritrovati a lottare con le truffe, le incompetenze e la burocrazia di un’entità invisibile, che li spia e li imbroglia. Se questo è il contesto “amministrativo” in cui la cyberbank italiana entrerà nelle nostre vite, allora possiamo dire che la nuova usura è vicina, è già cominciata perché in parte ci ha già disumanizzati per poter combattere giornaliermente con delle segreterie telefoniche mute.

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21 marzo 2007

Le multinazionali dagli uffici virtuali


Il futuro verso cui stiamo andando non è quello che molti credono, deciso dal nuovo ordine mondiale, delle grandi potenze militari, ma è quello della virtualizzazione e dei processi computerizzati. Dietro le entità sovranazionali, dietro quelle decisioni che possono sembrare di politica sociale, vi sono dei computer, dei programmi che standardizzano le procedure e decidono cosa sia permesso e cosa no. Quella che combattiamo è la guerra dei programmi, per cui combattiamo un nemico invisibile, un crimine invisibile, che non è commesso da entità a cui si può dare un’identità, ma da un sistema di regole e processi che vogliono disumanizzare la nostra società.
I danni e le terribili ripercussioni le stiamo vedendo con i nostri occhi, e ad essi diamo spesso delle spiegazioni più o meno razionali, ma non sono le risposte giuste perché solo gli effetti di armi non convenzionali.
Oggi stiamo per assistere allo scoppio della bolla immobiliare, che è stata gonfiata all’esasperazione proprio dai grandi fondi investimento che hanno acquistato in massa e poi rivenduto rilanciando sempre un prezzo più elevato, utilizzando anche in questo caso, dei logaritmi, delle equazioni, dei software che eseguono e programmano tutte le operazioni da svolgere. Questo castello di carte sta per crollare perché l’economia sta diventando sempre più immateriale, e il business degli immobili sta divenendo quello più costoso ma non più redditizio per le società. Oggi la maggior parte degli immobili di valore sono nelle mani della grandi società di servizi e dell’amministrazione statale, ed entrambi questi settori sono ormai sempre più immateriali, virtuali, automatizzati grazie alle telecomunicazioni e le comunicazione in rete per rendere snella ed efficiente la burocrazia. È ovvio che vendendo tutti questi edifici che non servono più, i prezzi sono costretti a diminuire per dare modo al mercato di assorbire questo eccesso di immobili. Il problema è che così viene distrutto il valore delle case delle persone, che hanno lavorato una vita per costruirla o per pagare un mutuo di cinquant’anni, essendo state le prime vittime della speculazione immobiliare.

Le sedi materiali sono state rimpiazzate da potentissime e sconosciute società presenti nei paradisi fiscali che creano degli uffici virtuali, concentrando in un unico locale centraline telefoniche, server e computer, su cui installare segreterie virtuali, direttori virtuali. Esistono programmi, come quelli della IBM, che sono in grado di fare contabilità, avere rassegne stampe e gestire quantità massive di e-mail.
Diventeranno così le sedi legali delle più potenti multinazionali che oggi hanno in pugno il mercato, ossia le società di telecomunicazione, le Banche e società di informatica. Sono lontano dai controlli degli Stati, al di sopra della legge ma in piena regola con le procedure standardizzate, con il protocollo, che però non è stato mai certificato dai governi, o controllato da un giudice.
Viviamo in un mondo apparentemente nostro, ma in realtà niente ci appartiene, l’economica che ci hanno spiegato è quella del possesso, ma ormai non è più attuale e per i tempi che viviamo è sbagliata : il sistema economico cambierà. La nostra attività economica si basa sui dati, sulla velocità della trasmissione delle informazioni, sul rent, ossia sull’affitto, sugli Stati infinitamente virtuali, e su questo si basano le grandi multinazionali, e su nient’altro. Quella virtuale e la nostra prossima dimensione, e l’essere utenti che devono seguire delle procedure standardizzate comprensibili da un computer sarà la nostra usura, perché ci sentiremo inermi e impotenti se un programma non capirà il nostro problema e le nostre richieste. Lo stress, il mobbing e la perdita di chances, sono parole che cambieranno di significato, ma provocheranno comunque un danno biologico usurante che andrà punito con dei mezzi adatti, che capiscono questi sistemi e non con le leggi che esistono oggi.

Chi riesce a entrare nel sistema e a disumanizzarsi sopravvive, chi non riesce rimane escluso e rischia di compromettere la sua impresa. Quanti di voi si sono sentiti impotenti dinanzi a questi colossi, che credono di essere una Istituzione. Immaginate che ormai Paypal si presenta come istituzione, e si riveste del diritto di chiudere dei conti online in qualsiasi momento riterrà opportuno, secondo le sue regole che sono scritte nei loro circuiti e seguono leggi cibernetiche ma non umane. Loro si fanno giustizia da soli come e quando vogliono loro, con un comando irreversibile, che per essere disfatto occorre seguire un lunghissimo iter da cui si esce solo avviliti e sfiniti. È un sistema studiato per distogliere le persone dal protestare, in maniera abbastanza simile al sistema messo in atto dalle Banche per evitare l’accumularsi delle cause per anatocismo.
Invitiamo tutti a riflettere, invitiamo tutti a farvi capire che le nostre città stanno cambiando e un giorno saremo costretti a dire che “veniamo” da Skype, da Yahoo o da msn, noi saremo dei cittadini digitali con delle regole scritte sul nulla.

Noi non possiamo permettere che il Sisde o il Sismi, lo Stato e tutti coloro quelli che noi chiamiamo i guardiani, sono seduti sui programmi della Ibm, della Lotus Domino, né possiamo permettere che i motori di ricerca siano in mano dei privati perché posseggono le nostre informazioni. Cos’è il nuovo ordine, cosa sono le sette, cos’è la politica: non sono nulla se non ci siamo noi, sono solo dei concetti, sono impensabili, ma vogliono farci credere che sono reali. Ci hanno detto sin dalla nascita come vivere, tramite la tv, elaborando dati, creando la psicologia della tensione, creando false guerre, controllando le masse, perchè il controllo della massa e l’unico business che esiste. La trasformazione degli utenti in una massa di dati manipolabili, è il vero modo per dettare il nuovo ordine mondiale, per gestire un giro d’affari colossale, eludere i controlli dei governi, e influenzare le leggi degli Stati.

Noi non siamo più cittadini, siamo innanzitutto dei debitori, poi dei file: quello che è scritto in questi file siamo noi, è questa la nostra civiltà. Chi si stacca diventa un uomo libero, un non allineato, un terrorista.

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20 marzo 2007

La guerra tra Onu e Russia, tra propaganda e taciti accordi


Dinanzi alla riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per discutere dell’approvazione del Piano Athisaari per l’indipendenza del Kosovo dalla Serbia, l’ambasciatore russo abbandona l’assemblea. Il gesto di sfrontata sfida della Russia nei confronti delle Nazioni Uniti è il chiaro effetto di un braccio di ferro che queste due sfere di potere stanno facendo, su un territorio, come quello del Kosovo su cui si consumò nel 1998 l’ennesima violenza delle forze internazionali verso i popoli dei Balcani.
Il piano Ahtisaari sul Kosovo secondo la Serbia non meritava di essere esaminato presso l'ONU perché distruggeva i principi ed il diritto costituente alla base di un Stato democratico e non rispondeva alle condizioni più elementari indispensabili al suo rinvio davanti al Consiglio di sicurezza dell'ONU. È stato definito un vero atto di forza dei poteri che cercano in ogni modo di creare nei Balcani una fonte di scontro per strappare alla Serbia un territorio che gli stessi albanesi non desiderano annettere al proprio Stato. Anche la Russia ha sempre rigettato questo programma ritenendolo lesivo degli accordi presi durante i negoziati, e per tale motivo ha deciso di rigettare ogni forma di discussione o di compromesso su tale aspetto. D’altronde, chiedendo la discussione davanti al Consiglio di Sicurezza in maniera così prematura, si è avuta la netta impressione che una nuova guerra nei Balcani si stesse preparando: se il Consiglio si fosse trovato d’accordo su una soluzione contraria alla Serbia, come già si era preannunciata, il mancato rispetto avrebbe senz’altro creato il casus belli per un’altra sanguinante guerra balcanica. Già da oggi infatti non si esclude che nel caso ricominciassero i conflitti etnici in Kosovo, la NATO passerebbe ad un istantaneo aumento del suo contingente militare nella provincia.

Lo scenario che si sta preparando nei Balcani è alquanto inquietante anche perché la tensione che si era accumulata intorno all’Iran si sta attenuando pian piano, con dei tiepidi accenni della ricerca di dialogo, al di là della forte propaganda iraniana e statunitense. L’ONU e la Russia lottano soprattutto per conquistarsi una leadership diplomatica, un’immagine a livello internazionale di fonte di giustizia ed equità. Ciò per cui si lotta non è più un fazzoletto di terra, perché nessuno in questo momento si sta preoccupando dell’impatto sull’economia o sulla popolazione dei Balcani, ma è per la vittoria della propaganda.
La Russia dal suo canto, rilancia con un crescendo senza fine, la sua politica espansionistica, la sua forza e la sua risposta ad un mondo retto dagli Stati Uniti: lei rappresenta la soluzione alla crisi energetica, al sistema monetario del petrodollaro, alla crisi iraniana, agli scontri in Palestina, e ora anche a quelli dei Balcani. Infatti, le forze militari russe hanno ripetutamente dichiarato che la Russia non solo dispone di tutte le possibilita' per rispondere ai sistemi missilistici americani, e di armamenti in grado di colpire qualsiasi obiettivo in qualsiasi parte del mondo, ma ha anche dispositivi in grado di rilevare tutto cio' che vola nel cosmo . Questo per rispondere alle innumerevoli minacce di Bush sul diritto degli Stati Uniti di monopolizzare lo spazio cosmico, che sarà presto un mezzo e uno strumento di potere a tutti gli effetti. Ma la Russia è anche una forza diplomatica che sempre nuovi accordi per tessere la sua Tela di potere.
Ciò lo si nota in maniera evidente, dalle dichiarazione del Vicepresidente della Banca Mondiale, Jean-Richard , che ha affermato che la Russia può diventare leader nell'eliminazione dei rischi e delle minacce che destabilizzano il mondo contemporaneo. Questo perché nel G8, possiede un'economia in sviluppo sempre maggiore, perché fa da catalizzatore per l’area mediorientale, e dà una soluzione ai problemi dell’esaurimento delle risorse energetiche.
Inoltre, è di questi giorni l’annuncio ufficiale che il 9 aprile a Doha verrà ufficializzata la creazione del cartello del gas, tra Russia, Iran, Qatar, Venezuela e Algeria, paesi che controllano insieme più del 70% delle riserve mondiali di gas. che avrà luogo il 9 aprile a Doha sarebbe un momento favorevole per annunciare la creazione di un vero cartello gazier. La concertazione politica del prossimo passo tocca alla sua fine. Gli alto-dirigenti di Gazprom non nascondono che l'obiettivo strategico del monopolio russo del gas è di appropriarsi del monopolio della distribuzione, per sbaragliare la concorrenza con la E.On, Suez e Eni.
La dipendenza dell'UE rispetto alla volontà politica di Mosca sarà press’a poco totale.

È chiaro dunque che la Russia non potrebbe avanzare in tal mondo nel mondo occidentale se non avesse concluso il più importante dei patti, ossia quello con le potenze occidentali: un patto di non belligeranza interno, per poter collaborare e dividersi le zone di controllo e di influenza. Un patto che però non esclude uno scontro, anche trasversale e indiretto, in altre terre.
Si sta rifacendo la geografia degli Stati, la cibernetica e la gestione del controllo dello spazio cosmico, che rappresenta la nuova fonte di potere..
Tuttavia la guerra fredda non esiste più, perché lo scenario futuro è quello che vede gli Stati Uniti e la Russia che in maniera molto diplomatica, dividono tra di loro le zone di potere, perché l’una non vuole cadere nella recessione più buia che abbia mai visto, mentre l’altra vuole ritornare ad avere una forte leadership nelle decisioni di politica internazionale.

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19 marzo 2007

La vera natura della globalizzazione


Quella che tutti conoscono come “economia della globalizzazione” è in realtà solo un aspetto di un problema molto complesso, il più grande pericolo per la nostra economia e le nostre imprese.
È una globalizzazione disumanizzata, che sta avanzando per inglobare nel suo sistema ogni impresa o forza economica, per sottometterla ai suoi meccanismi virtuali e cancellare la sua struttura materiale. Tale sistema economico, ormai sempre più vicino alla nostra quotidianità, è il frutto di quello che può essere definito crimine invisibile, perché oggi è alla base di tutta l’economia mondiale e la governa.
Le multinazionali o le grandi società che hanno costruito le multilevel si basano su degli schemi societari a scatola cinese, piramidali che hanno al vertice Holding residenti in Stati Offshore.
Alderney, Andorra, Anguilla, Anjouan, Antigua, Aruba, Bahamas, Bahrain, Barbados, Belize, Bermuda, Botswana, Brit., Isole Virgin, Brunei, Cayman, Cook Islands, Costa Rica, Curacao, Cipro, Repubblica Dominicana, Grenada, Guernsey, Hong Kong, Isola di Man Jebel Ali, Jersey Labuan, Liberia, Liechtenstein. Luxembourg, Macao, Madeira, Malta, Marshall, Mauritius, Monaco, Montenegro, Nauru Nevis, Nuova Zeland a, Niue, Panama, San Marino, Sark, Seychelles, Singapore, Svizzara, St. Kitts, St. Lucia, St. Vincent, Turks & Caicos, Vanuatu. Questi sono i paradisi fiscali più conosciuti e disciplinati anche dalle norme anti-frode e antielusive, ma tanti altri se ne creano e si distruggono dall’oggi al domani, per ospitare quelli che si definiscono grandi capitalisti ma che in realtà si nascondono negli isolotti del Pacifico con un ufficio in cui esiste solo un computer che fa da sede legale.

Per lunghi anni le Banche hanno creato società offshore anche per compiere una sola operazione finanziaria, una società figlia a cui trasferire fondi da sottrarre al controllo delle autorità, per poi essere riciclati.Una multinazionale si è costituita così, creando in tutto il mondo società esistenti e legali a tutti gli effetti, ma costituite da un semplice ufficio che è un domicilio formale: questo insieme di piccole entità, collegate tra di loro, costituiscono la società globalizzata che riesce così a tenere le sue operazioni finanziarie su di un circuito virtuale e isolato dall’economia reale, dai controlli delle autorità e circondato da anonimato. La prassi di creare delle reti di società esistenti solo sulla carta ma non nelle realtà, ha dato vita all’economia che conosciamo oggi, fatta di marketing, di immagine, di multilevel che fa da parassita alla piccola economia reale che cerca di svilupparsi. Di queste entità non si conosce nulla, sono avvolti da una coltre di mistero, sembra che non abbiano proprietari, ma solo segreterie elettroniche e amministratori sconosciuti e riservati.
Oggi questo processo di virtualizzazione della struttura dell’economia si sta avvicinando sempre più alla piccola realtà quotidiana, e quello che poteva essere una possibilità riservata alle sole grandi società, è alla portata di tutti.
Da anni ormai si sta sviluppando un modo di creare soggetti giuridici, come società, banche e compagnie di assicurazione assolutamente virtuali , con una semplice richiesta online, seguendo la medesima procedura per la creazione di un account, di una posta elettronica o di un domain.

Le società di consulenza più all’avanguardia si occupano della creazione delle società, offrendo i propri servizi per registrare e fondare l’entità giuridica, prestano il loro domicilio come sede legale e poi gestiscono l’ordinaria amministrazione di tutte le imprese affiliate con una segreteria o amministratore. Garantiscono l’anonimato e la riservatezza per qualsiasi tipo di operazione, perché sugli atti non compariranno mai i proprietari della società ma solo gli amministratori fittizi, quelli formali affittati in maniera virtuale. Per creare una banca bastano 52 mila euro, per avere una licenza di brokeraggio o una società finanziaria 4800 euro, 12500 per un’assicurazione, 2900 per una holding, 4800 per un’università o una licenza farmaceutica: tutto questo tramite l’internet, in meno di 48 ore, con la totale fiducia nella vostra solvibilità. Con meno di 100 euro potrete avere una L.t.d. in Gran Bretagna, che sarà costituita da un numero di telefono o un fax, da un indirizzo che vi porta in un ufficio al 30esimo piano di un grattacielo al centro della capitale. Potrete avere una segretaria e un amministratore con una quota di 1000 euro annuali, oppure uffici in ogni parte del mondo mediante il semplice affitto della domiciliazione con 200 euro.

Vi abbiamo così rivelato la vera natura delle grandi società “dotate di esperienza internazionale”, di “prodotti certificati da grandi università”, dei gruppi assicurativi e dei grandi fondi di investimento. La nostra economia è già piena di queste figure emblematiche, di cui non si conosce nulla ma che riescono ad appropriarsi di una grande fetta di mercato comprando le società più piccole che lottano nell’economia reale.
La liberalizzazione delle strutture societarie è la più grande truffa che si sta preparando per le nostre imprese, che si perderanno in questa caotica economia di società estere dietro cui esiste un solo computer in un ufficio all’ultimo piano di un grattacielo. La loro veste così internazionale affascina gli imprenditori alla continua ricerca di nuovi mercati, spesso dettata dall’esigenza di sopravvivere, e così affidano i loro investimenti nel tentativo di crescere. Vi sono oggi delle società in Italia che promuovono la creazione di società estere, per riuscire a pagare meno tasse, ma presto il più grande affare della loro vita si rivelerà una truffa perché vengono inglobate in sistema virtuale deregolamentato che non ha leggi di tutela per i piccoli utenti. Quando infatti l’economia avrà raggiunto un numero critico di virtualizzazione, si impossesseranno di tutto questo sistema tramite il mercato elettronico, perchè dietro vi è la disumanizzazione e l’economia è inesistente, è invisibile.
Questi meccanismi così oscuri sono invisibili e noi non potremo mai dimostrare di aver subito degli abusi di potere, perché da un giorno all’altro potranno cambiare il campo e le regole del gioco a loro piacimento, non esistendo alcuna garanzia in contropartita.
Se oggi le entità informatiche riescono ad oscurare un sito, a cancellare delle inserzioni o a manipolare la ricerca delle informazioni, un domani potrebbero manipolare la nostra attività economica, possono decretare la nostra fine giustificandosi con la creazione di una nuova regola.
Ne abbiamo già una dimostrazione con le società virtuali che si sono venute a creare: la loro diffusione renderà inutile la consulenza di un notaio e una parte della prassi legale necessaria oggi per creare una società, ma alimenterà una moltiplicazione di entità che non hanno un’immagine speculare nell’economia reale, non hanno una fabbrica o dei dipendenti. La smisurata moltiplicazione di queste entità, anche inesistenti, ma create solo per costruire un’immagine di internazionalizzazione o di grandezza, causerà un caos, che aiuterà i colossi ad appropriarsi di tutto.
Mentre la virtualizzazione dovrebbe essere lo specchio dell'economia reale, e non qualcosa che si moltiplica all’infinito per creare confusione o disorientare i concorrenti.
Si sta dunque preparando un’operazione gigantesca mediante la quale i capitali cartacei scompariranno per essere immesso in un nuovo regno informatico che riuscirà a far cadere, in maniera controllata diverse società. Assisteremo ad un terremoto che farà crollare molte imprese, e farà fallire in un certo senso il modo di fare impresa attuale, mentre, di pari passo, andrà in crisi anche la sfera giuridica perché le liberalizzazioni distruggeranno sempre le vecchie regole, ma non creeranno le nuove che possa far fronte a questo crimine invisibile.

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16 marzo 2007

La disumanizzazione di E-bay


Silenziosamente e grazie all’aiuto della Tela italiana le informazioni cominciano a confluire, dopo mesi di piccole indagini e di osservazioni abbiamo individuato un abuso telematico perpetuato da un colosso del web.
Siamo i primi a sostenere la teoria del Crimine invisibile, in quanto abbiamo individuato le procedure che determinati giganti usano per rendere invisibile una società, un uomo, un essere umano.
Il caso in discussione è la procedura di gestione di un’attività virtuale mediante E-Bay, il gigante dell’e-commerce multinazionale, che, fruttando la sua struttura così immateriale gestisce i suoi utenti mediante dei sistemi automatizzati mettendo in atto un vero processo di disumanizzazione. Se non credete a tale teoria, aprite un negozio all’interno di Ebay, provate a vendere un libro o un prodotto di vostra produzione, e vedrete che sarete accusati di aver violato il copyright, sarete additati e accusati, e poi giustiziati senza possibilità di appello. Senza che ve ne accorgiate, violerete le regole della community e sarete espulsi, non avendo alcuna possibilità di contattare un responsabile a cui esporre il vostro caso, il vostro problema che non può essere standardizzato o liquidato su due piedi con delle procedure.
Una specie di giudice vi dirà che per sette giorni non potrete più fare inserzioni, e non potete utilizzare i servizi del portale, ma dovete comunque pagare il costo per la gestione del vostro punto di vendita virtuale. Le e-mail arrivano puntualmente, ti additano e se chiedi delle spiegazioni ti additano, qualsiasi cosa dici per spiegare il tuo caso, ti additano. Se vuoi dunque uscire dall’impasse e riabilitare il tuo negozio virtuale devi ammettere di aver violato le regole della community, senza possibilità di dialogo perchè non ti ascoltano, perché parli con un computer per ogni tipo di comunicazione, sempre.

La nostra esperienza e la conoscenza del funzionamento delle strutture telematiche, ci hanno fatto capire che in realtà a rispondere alle nostre e-mail, ad aprire i negozi e a vendere i prodotti, sia un computer, un programma costruito sulla pelle della gente. Una multinazionale come E-bay è gestita da un gruppo di cinquanta persone, in tutto il mondo e non esistono agenti o dipendenti che si occupano dei problemi o delle richieste degli utenti. I nomi appartengono forse a dei fantasmi, a persone che non esistono, perché rispondono alle domande in maniera insensata, come se non avessero letto la tua lettera e avessero semplicemente attivato un programma di risposta automatica. Alcuni membri di Etleboro si sono personalmente recati alla E-bay, in via Fabio Filzi, 25 a Milano, zona stazione centrale, e hanno trovato una grande hall hollywoodiana, con una sola persona, una gentilissima hostess, a cui hanno chiesto di poter parlare con un dirigente o un responsabile alle vendite o ai contatti con il pubblico, un numero di telefono per spiegare l’equivoco. La risposta è stata quella di contattare la E-bay tramite il sito www.ebay.it. , in pratica di parlare con il muro del silenzio. Chiedono infatti di inviare ad un fax della documentazione e una dichiarazione con la quale dobbiamo ammettere di aver violato le regole, onde eliminare ogni responsabilità in capo ad E-bay, accollandoci una colpa senza però capire a che scopo. Potrete inviare anche centinaia di e-mail, ma non risponderanno mai alle vostre domande per ottenere dei chiarimenti che vi permettano di capire come e quando avete sbagliato, quale regola avete violato e in che modo è possibile correggere l’eventuale errore commesso. Questo perché rispondono alle e-mail dei programmi, firmando con nomi fittizi a cui non corrisponde alcuna persona realmente esistente, oppure delle persone che sono “programmate” a seguire il protocollo della procedura. Tale ipotesi è la sola concepibile, altrimenti dovremmo credere che la Ebay assuma operatori che non siano in grado di leggere o comprendere cosa sia scritto in una e-mail per dare un’adeguata risposta, ma anche in questo caso sarebbe meglio che siano allontanati dagli uffici e dalle competenze a cui sono assegnati e che l’amministrazione di E-bay deve fare dei controlli sul personale.

Tuttavia Ebay non è un fantasma, è una regolare S.r.l. di diritto italiano, che si estende come un colosso e si pone rispetto alla nostra vita e alla nostra attività economica con una politica espansionistica, che va oltre le piccole vendite, perché la loro procedura informatica non è etica, non rispetta le leggi dell’uomo, ma quelle dei sistemi informatici e cybernetici.
La sua struttura si basa esclusivamente su di un sistema centralizzato, un programma che è stato studiato per gestire una massa di informazioni da un unico terminale, dal quale possono ottenere sulla community un controllo totalitario. Con un click possono aumentare le pretese di guadagno, con un click possono cambiare le regole, o inserire nuove procedure per estorcere ancora denaro, in un labirinto che è peggio di una scatola cinese. Possono creare una regola dall’oggi al domani senza un motivo apparente, che dovrai accettare senza contestare perché iscrivendoti alla piattaforma hai accettato espressamente un sistema di regole che funzionano come delle clausole vessatorie: o le accetti o sei fuori dal sistema, e se contesti non sei ascoltato.
Il percorso da attraversare per arrivare a farsi ascoltare è talmente lungo e difficile, fatto di fax, di e-mail e di moduli prestampati da inviare, che le persone abbandonano prima di arrivare alla fine della soluzione del problema. E proprio su questo si basa il loro sistema, sul fatto che nessun riuscirà a capire come farsi ascoltare, nessuno arriverà al punto di intentare causa per dei negozi virtuali che sono stati chiusi senza giusta causa. Non esiste legge né tribunale che oggi è in grado di disciplinare questi casi di “usura informatica”, perché il crimine non esiste. L’uomo è così retrocesso a quell’epoca storica in cui le regole erano tramandate a voce, dopo che era riuscito a scriverle sulla pietra.

Un’impresa che intende vendere o comprare mediante queste strutture è destinata a subire l’usura, perché non ha il tempo di combattere contro queste armi non convenzionali, contro i programmi e le procedure automatizzate dei programmi, non può permettersi di intentare una causa contro i colossi dell’informatica. Basti pensare che Ebay obbliga i venditori a scegliere Paypal come strumento di pagamento, in virtù di un accordo che lega l’e-commerce e questo circuito finanziario elettronico. Paypal in realtà è un circuito che prende i soldi dalle carte di credito e li trasferisce ad altri conti elettronici, ma senza che avvenga una reale movimentazione: il denaro da cartaceo viene trasformato elettronico, e poi una volta che entra in Paypal resta elettronico, non torna più in forma cartacea, se non al di sopra di certe soglie. La domanda successiva è : se i nostri soldi si perdono nei circuiti automatici, e nessuno risponde alle nostre e-mail, a chi potremo appellarci per riottenerli? E ancora, su ogni transazione Ebay percepisce il 7%, quando molte piccole imprese hanno oggi dei margini di guadagno che arriva al 5%: questa si chiama usura, estorsione e truffa.

Le strutture virtuali e centralizzate sono i nemici e l’usura che ci stiamo preparando ad affrontare, perché attuano un processo di disumanizzazione, un vero etnocidio, e noi siamo vittime inermi dei processi informatici. La nuova regola che hanno scritto è che “chi non si adegua è fuori, e chi non può adeguarsi fallisce, e poi muore.” Con un semplice website hanno messo sù un impero multinazionale diretto da 50 persone che sono isolate dal mondo, hanno preso dall’economia degli Stati e non hanno dato in contropartita nulla, solo una finestra sul web, ma nient’altro.
Hanno costruito intorno a sé un potere enorme, ma non hanno alcuna legislazione che lo disciplina, non esiste un codice che oltre a gestire gli utenti, punisca anche il potere centrale e tuteli le persone in quanto individui e titolari di diritti inviolabili. Ci chiedono infatti che noi dobbiamo avere fiducia in loro, ma loro non hanno alcuna fiducia su di noi, e ci sottopongono a delle regole da rispettare rigidamente, pena l’esclusione. Tuttavia queste regole sono unilaterali, perché verso di loro non producono alcun effetto, e un giorno potrebbero cancellare l’identità di una persona, la sua impresa, oltre al suo piccolo negozio virtuale, senza che nessuno se ne accorga. Se oggi delle piccole imprese vivono grazie ad una finestra all’interno di ebay, con una scusa qualunque, e un finto problema, posso ordinarne la chiusura e provocare il loro fallimento. Un domani, però, se un impresa esiste solo in virtù del fatto che ha una struttura virtuale, basterà una nuova regola decisa dall’alto per farla scomparire nel silenzio.

Oggi i grandi colossi dell’informatica stanno creando un sistema in cui noi saremo le vittime della virtualizzazione, dell’usura sul nostro denaro elettronico, e della disumanizzazione. Quando oggi i politici parlano di “nazione” dicendo che operano “per il bene del paese”, stanno solo preparando un mondo disumano, l’etnocidio del futuro perché hanno rimesso l’economia nelle mani dei computer, dei programmi che non hanno un codice etico e si sono trasformati in strutture sopranazionali. Mentre la Guardia di Finanza dà la caccia a Wanni Marchi, il Sismi a Abu Omar, e la Codacons alla Rai per i soldi “dei pacchi”, la Ebay, Google e Skype preparano la più grande usura di tutti i tempi, che perpetuerà un vero etnocidio se saranno i soli mezzi che avremo per lavorare, per informarci e per comunicare. Siamo già in una società disumanizzata, perché il lavoro è diventato automatizzato, le persone degli automi che agiscono in virtù di un protocollo deciso dal cervello centrale, mentre l’economia è regolamentata da procedure standardizzate: se non le accetti sei espulso, se le contesti non avrai spiegazioni.
Sta ora a noi creare un mondo nostro, una Tela, che non abbia cervelli o strutture centralizzate che agiscano senza considerare la natura umana dell’economia, ma che si basi invece su un sistema distributivo e orizzontale in cui tutti possono vivere ed evolvere.

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15 marzo 2007

Il rapporto 41: la rivoluzione scientifica dimenticata dall'Italia


Nel 2001 l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati dell’Enea crea un collettivo di scienziati per studiare e realizzare la fusione fredda, annunciata come nuova teoria scientifica 10 anni prima da Fleischmann. Rubbia, già premio Nobel per la fisica, è stato uno dei primi nel credere nella fusione nucleare a temperatura ambiente che produce energia immensa, e fu lui stesso a richiedere la stesura di un rapporto dettagliato sui risultati dell’esperimento per ottenere una risposta chiara e incontrovertibile sulla possibile realizzazione della free energy. Intendeva infatti presentare una prova all’intero mondo accademico scientifico che la rivoluzione scientifica era già in atto, ed era nelle mani dell’Italia con dei risultati vivi, proprio quando a livello mondiale la fusione fredda veniva completamente affossata per far posto alla fusione termonuclerare controllata, cd. progetto Iter. Inizia così l’avventura tutta italiana nella fusione fredda alla ricerca di una nuova fonte di energia, che incontrerà tuttavia molteplici difficoltà per vincere innanzitutto lo scetticismo diffuso a livello degli alti vertici che tra i singoli individui.
Il gruppo di ricercatori composto dal Prof. Emilio Del Giudice, Antonella De Ninno e Antonio Frattolillo, team che aveva assistito il prof. Preparata nella stesura del protocollo per la replicabilità della fusione fredda, costruisce una cella di energia che sprigiona molta più energia di quanto non ne venga immessa. In una camera termostatata, che mantiene cioè una temperatura costante, viene immessa una pila che ha all’interno una barra di palladio immersa in un litro di acqua pesante, ottenuta mediante un trattamento delle molecole dell’acqua composte così da atomi di deuterio. Alimentando la pila con una fonte di energia, la barra di palladio attira gli atomi di deuterio nelle porosità del metallo, sino ad indurre alla fusione dell’idrogeno in virtù di reazione fisico-chimica. Durante la reazione un sensore rileva la produzione di elio e un alto aumento di temperatura, quindi produzione di energia in una quantità superiore rispetto a quanta ne sia necessaria in ingresso. Non esiste in questo caso un sistema di ingegnerizzazione e la produzione di energia avviene in grandi quantità, quindi in maniera non dosata come la combustione della benzina e in diverse forme elettromagnetiche, cosa che necessiterebbe di una tecnologia specifica per ogni gamma di frequenze.

L’esperimento aveva dunque come obiettivo quello di verificare che la reazione che causava calore e una grande energia luminosa, era di tipo nucleare. I ricercatori rilevando delle tracce di Elio-4 e degli eccessi di calore, che hanno confermato che la fusione dell’idrogeno era avvenuto grazie ad una reazione nucleare: da questo punto di vista l’esperimento può dirsi riuscito. Rubbia in primo momento convoca gli scienziati danno anche un suo contributo per completare il rapporto e i risultati dell’esperimento scientifico, ma poi sparisce abbandonando i ricercatori e il gruppo di lavoro.

Cosa abbia a quel punto scatenato l’indifferenza e il rifiuto di quel progetto possiamo solo sospettarlo, in quanto molti e forse troppi sono stati gli ostacoli e le barriere da sormontare. In ogni caso è strano che questo arresto sia avvenuto proprio nel momento in cui si erano ottenuti dei primi risultati concreti: sino ad ora è stato confermato che questo sistema in condizioni corrette riesce a produrre - oltre la potenza immessa - dal 10% a molte migliaia di volte la potenza in entrata. È inoltre emerso che negli esperimenti di fusione fredda sono stati trasmutati elementi, sono apparsi degli atomi che non erano presenti prima che gli esperimenti cominciassero.
In ogni caso era giunto il momento di investire vere e ingenti risorsi in quel piccolo esperimento per ottenere dei risultati percepibili anche dalla collettività, per poter dire che questa è a tutti gli effetti una forma di energia. Nel 2004 il Ministero delle Attività Produttive, convoca la Presidenza della divisione Fusione dell'ENEA, dopo aver letto il “rapporto41” sollecitò il ripristino delle ricerche concedendo un finanziamento per portare avanti il progetto, da affidare tuttavia ad un altro gruppo di lavoro, coordinato da Vittorio Violante e collegato a gruppi di ricerca in Giappone e in America.
L’Enea ha senz’altro agito per difendere parte dei suoi stessi interessi, per evitare di raccogliere un fallimento a livello internazionale per via di un progetto che richiedeva troppi anni per cominciare a dare i suoi frutti nonostante i modesti mezzi da impiegare per continuare la ricerca. Tuttavia, abbandonare così la fusione fredda, persa tra le pagine dell’internet e preclusa ai media accreditati a livelli più elevati o tra le masse è un vero crimine contro l’Umanità, perché significa cancellare anni di studio e di ricerca.
I giornali continuano a passare notizie di cronaca o di guerre per il petrolio, e non vogliono dare una speranza alle persone, non vogliono che la gente sappia che una soluzione a tutto questo c’è e che bisogna solo resistere e combattere giornaliermente affinché cambi il nostro modo di vivere e di pensare. L’egoismo oggi ci rovina e non ci permette di capire la vera portata di una rivoluzione energetica e anche le terribili conseguenze che porterà se non siamo pronti abbastanza per adeguarci all’impatto della nuova era.
L’Italia aveva senz’altro tra le mani un grande progetto, ma peccando di inesperienza e di codardia ha preferito restare nelle retroguardie lasciando ad altri il rischio della sperimentazione e del fallimento delle ricerche. La fusione fredda è ora nei laboratori delle più grandi multinazionali, delle società private e dei CNR di moltissime nazioni, ma ognuna di esse custodisce con gelosia il segreto delle proprie ricerche perché rappresenta l’arma del futuro.

Dato che noi siamo sempre stati in guerra, abbiamo un sistema economico che non è consono alla civiltà umana ma è basato sul controllo e sulla schiavitù, ed ecco perché i soldi e il petrolio sono un dio che è al di là dell’uomo, come lo dimostra un semplice dollaro. Pur ammettendo che oggi riusciamo a trovare una nuova energia, cosa potrà accadere? Il sistema non cambierà dall’oggi al domani, e quando lo farà ci saranno innumerevoli vittime, una strage provocata dalle guerre e dalle patologie che si verranno a creare per cambiare uno stile di vita. Prima che questa nuova energia venga immessa sul mercato, passeranno 15 anni, e nel frattempo la lotta al controllo del gas e del nucleare ci porterà alla guerra perpetua. Noi tentiamo di dare anche delle spiegazioni all’occultamento della fusione fredda, ma non è semplice accettarle, in quanto la risposta si trova nel nostro sistema economico, e se alcune persone tacciono dinanzi a queste domande è perché non intendono dare molte spiegazioni e dunque non rispondono.
Se l’Enea ha deciso di interrompere il progetto per poi riprenderlo sotto altri vesti è perché segue delle leggi economiche basate sul sistema del petrodollaro, ed è costretta a farlo in quanto adesso non può uscirne e mettersi al di sopra. Per accettare la fusione fredda occorre essere in grado di accettare l’idea che occorre rivedere alcune teorie pluriacclamate dagli esperti in quanto errate, che l’energia può crescere all’infinito, che è decentrata e deve essere diffusa in maniera indistinta.
Molte altre volte avremo l’impressione di capire cosa stia veramente accadendo tra le alte sfere, ma poi ci accorgeremo di essere manipolato e di aver raggiunto il loro scopo. Informiamo le persone della scoperta della fusione, ma diciamo loro che dovranno fare dei sacrifici per ottenerla, dovranno cambiare se stessi e non imputare ad altri esterni dei problemi e del male che esiste in ognuno di noi.

14 marzo 2007

Nucleare contro petrolio?



Gli Stati Uniti firmano un accordo con la Libia per la costruzione di una centrale nucleare destinata alla produzione di energia elettrica, proprio mentre l’Iran viene isolato e costretto ad una penalizzante risoluzione. Allo stesso tempo Francia e Russia, dopo un lungo periodo di contrattazioni, decidono di sospendere i progetti di sostegno alla possibile creazione di centrali nucleari in Iran, venendosi così a creare una profonda distorsione negli equilibri delle forze a livello internazionale. Viene concesso così il diritto alla produzione nucleare per scopi civilistici ad uno Stato che per molto tempo era stato bandito dalla comunità internazionale a causa della sua opposizione all'occidente e del suo presunto sostegno al terrorismo; in seguito tuttavia al suo impegno nel 2004 con la AIEA a non sviluppare la bomba atomica è riuscito a stabilizzare le relazioni con gli Stati Uniti, la Francia ed il Gran Bretagna.
La Francia e la Libia dovrebbero firmare a mesi un accordo di cooperazione sul nucleare civile, dando la concessione per la cura del progetto all’Areva, che già nei primi di febbraio aveva firmato un protocollo per esplorare dell'uranio nei suoli libici, ma resta a tutti gli effetti un accordo tra i governi.
Senza ombra di dubbio questo accordo avrà un notevole impatto sulla politica energetica della Libia, che è il secondo Stato produttore africano all’interno dell’Opec e con i suoi 1,5 milioni di barili, è in grado di influire anche all’interno delle decisioni del cartello per ciò che concerne l’offerta di petrolio. Sviluppare il nucleare in Libia implica non solo uno scambio di gas e petrolio a fronte delle competenze e risorse tecnologiche e scientifiche necessarie, ma anche una modificazione nelle quote di produzione che potrebbero essere aumentate in futuro per attutire la spinta al rialzo del prezzo del petrolio. In qualche modo l’America e la Francia, cercano di strappare risorse e idrocarburi alla Libia e all’Opec per continuare a controllare il prezzo del petrolio, dando in contropartita una tecnologia che fondamentalmente è vecchia ma che può ancora fruttare ed essere vantaggiosa in paesi in via di sviluppo.

Il governo francese intende privilegiare una partnership tra GDF ed i produttori di gas algerino Sonatrach, rispetto ad una fusione con Suez, per poter metter in sicurezza l'approvvigionamento di gas della Francia ed evitare così la privatizzazione. Infatti il decreto di privatizzazione del gruppo francese, non è stato ancora firmato, per cui si continua a lavorare per rendere attuali altre ipotesi, come ad esempio l’instaurazione di un accordo di cooperazione nel nucleare civile attraverso la fornitura di EDF ed Areva, per ottenere una relazione privilegiata nella fornitura di gas per metter in sicurezza l'approvvigionamento della Francia e dei paesi europei. Un tale accordo inoltre permetterebbe di rafforzare i legami tra Parigi ed Algeri, di sostenere lo sviluppo dell'Algeria e del Magreb per "stabilizzare l'immigrazione" e di "porre il gas algerino in concorrenza col gas russo", che tuttavia è un suo partner nel tentativo di creare un cartello di gas sul modello dell'OPEC.
Esito diverso ha avuto invece la collaborazione con l’Iran che si è interrotta quasi sul nascere, dopo un primo tentativo di costruire un consorzio nucleare tra Iran-Francia-Russia, con la partecipazione di Eurodif, Total, GDF, ed Areva. Eurodif è un Consorzio che possiede una fabbrica di arricchimento, che farà da combustibile per le centrali nucleari francesi e di numerose centrali straniere. È nata come joint-venture nel 1973 tra 5 paesi: la Francia, il Belgio, l'Italia, la Spagna e la Svezia, e recentemente ha aderito anche l’Iran, che non può fruire dei benefici del consorzio perché non ha una centrale nucleare che opera in Iran.
Ancora oggi l'Iran aspetta che la Russia consegni nei termini previsti il combustibile per la centrale nucleare di Bushehr, dopo che i trasferimenti sono stati momentaneamente (???) interrotti data il mancato regolare pagamento da parte dell’Iran. Probabilmente dietro la motivazione finanziaria si nasconde un chiaro segnale della Russia che ha deciso di interrompere il progetto, o una reale situazione di forte crisi economica dell’Iran, o ancora un ricatto per ottenere in via diretta il diritto allo sfruttamento dei campi di gas.
Sarkozy propone addirittura di creare una banca mondiale del combustibile nucleare che garantirebbe ai paesi emergenti i benefici dell'energia atomica senza rischio di deviazione militare", insieme ad un vero mercato su cui scambiare petrolio contro nucleare, ripetendo la proposta di Warren Buffett dinanzi all’AEIA. Lo stesso Putin, nel gennaio scorso, aveva proposto la creazione di una rete di centri per l'arricchimento e la produzione del combustibile nucleare sotto controllo internazionale per offrire l'accesso all'energia nucleare ai paesi in sviluppo senza rischio di proliferazione delle armi atomiche.

Occorre chiedersi a questo punto perché gli Stati che hanno il potere di autorizzare la proliferazione del nucleare scelgano oggi, alle soglie di una vera guerra fredda, di concedere la produzione dell’energia nucleare per fini civilistici ai più grandi Paesi produttori di petrolio. Vi è una contraddizione nei termini, perché non si spiega come mai le potenze occidentali chiedano combustibili fossili a fronte di un’energia più moderna, e per alcuni ritenuta ecologica (come l’UE e il trattato di Kyoto). Non si spiega neanche perché facciano una differenza tra i diversi Stati provocando asimmetrie di potere e dando adito a conflitti interni.
Si potrebbe ipotizzare che l’America stia cercando di armare questi Stati, instabili politicamente e ancora al centro di gravi crisi internazionali, per creare uno stato di tensione nella regione mediorientale fino a fomentare un conflitto interno. Ad ogni modo l’obiettivo principale è creare una condizione di disiquilibrio e contrasto all’interno degli Stati produttori di petrolio, per impedire che poi questi possano mettersi d'accordo per creare l'Opec del gas, un mercato unico di scambio, o addirittura una moneta, ponendo fine a quel processo di coordinamento che si stava già realizzando. La Balcanizzazione è la chiara dimostrazione come un elemento esterno abbia alterato degli equilibri già precari, per poi scatenare una guerra civile che ha distrutto i popoli della Jugoslavia. Lo stesso potrebbe avvenire se l’AEIA continuerà a distribuire nella regione mediorientale l’energia nucleare solo ad alcuni stati, mantenendo poi i contratti e gli accordi per lo sfruttamento del petrolio.

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13 marzo 2007

Siamo servi fino alla fine


Il piano antimissilistico degli Stati Uniti che intende costruire in Repubblica Ceca e Polonia basi radar e di missili intercettatori, rischia di divenire un elemento discriminante nella creazione dei blocchi di influenza in Europa di una vera guerra fredda. Il collegamento del piano Usa con il sistema di difesa missilistica su cui la Nato da tempo sta lavorando, sarà una condizione necessaria per il mantenimento di certi equilibri, perché gli Stati europei dovranno decidere se sposare la politica di prevenzione statunitense, oppure se sostenere le critiche e il disappunto della Russia. Secondo la Nato, l'Iran sarebbe in grado di lanciare dei missili balistici intercontinentali a partire dal 2015 mentre lo scudo entrerebbe in funzione a partire dal 2011. Tuttavia, se la situazione finanziaria dell’Iran regge nonostante l’embargo bancario che impedisce la vendita del petrolio sui grandi mercati, fondi e trasferimenti Russi permettendo, potrebbe riuscire tra un po’ di anni ad essere energeticamente autosufficiente con un discreto livello industriale. Sembra assurdo che un’economia del genere possa arrischiarsi in una guerra mondiale distruttiva: la truffa mediatica , della guerra dell’Iran che gli USA stanno mettendo in piedi, serve solo a riaffermare un certo potere politico che andava inesorabilmente scemando.
Le dichiarazioni rilasciate dal segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, sulla probabilità che gran parte dell'Europa sarà protetta contro eventuali attacchi da Iran e Corea del Nord, eccetto il versante fronte sud-orientale, apre il dubbio sull’esclusione dell’Italia, di Grecia e Turchia da quest’alea di protezione. Le minacce non del tutto velate, vengono così lasciate tra le righe per colpire proprio degli Stati che attraversano da una parte, una profonda crisi politica, perché vi sono degli scontri all’interno che dividono l’opinione pubblica e i politici, e dall’altra che sono molto strategici per il passaggio degli oleodotti e come basi logistiche.
La Turchia per esempio deve decidere se entrare nell’Europa, divenendo poi il canale per il trasporto di energia e acqua per Israele e per alcuni stati Europei, la Grecia che stringe oggi una forte amicizia con Putin per il trasporto del Gas verso i Balcani viene colpita da tentativi innumerevoli di intimidazione. Quanto all’Italia, la sua posizione politica è ancora un qualcosa in divenire, perché delle forti lobbies stanno cercando di agganciarsi alla Russia per chiudere la questione energetica, mentre il Governo chiede la fiducia per affrontare le questioni di politica internazionale.

All’indomani del voto dell’allargamento della base di Vicenza i Senatori hanno deciso di azzardare il grande colpo e di fare gioco forza contro il governo, che tuttavia ha usato la crisi di governo per legare ancora di più a sé i parlamentari chiedendo di firmare un accordo ben preciso, se non si voleva andare a casa e abbandonare le care poltrone conquistate. Non è da escludere che questa crisi di governo è stata voluta per indebolire il Parlamento e non il Governo, che mantiene sempre la sua posizione intatta ed è riuscito a mettere in atto quel trasformismo politico che diversamente non poteva fare. Non sarebbe riuscito con le parole ad escludere certi personaggi della sinistra per stringere accordi con i centristi, che intanto si erano messi “nel mezzo”, ma invece con il ricatto del “tutti a casa” ha messo un po’ tutti d’accordo.
Berlusconi e Prodi stringono le loro mani, mentre Bertinotti e le Coop ottengono parte degli appalti per la costruzione della Base di Vicenza. Le manifestazioni di piazza sono state sempre isolate e dimenticate, spesso criminalizzate, ma stavolta invece la protesta di piazza è diventato un caso mediatico così grande da richiedere un voto di fiducia. Il risultato è stato che le proteste del popolo sono state strumentalizzate da quegli stessi politici che erano scesi a manifestare, perché i più alti rappresentanti del si erano già messi d’accordo per l’allargamento della base Nato.
Non esiste legge ordinaria che oggi riesce a infrangere quel patto che è stato stretto tra Italia e USA al termine della seconda guerra mondiale, per cui l’Italia subisce e subirà ancora per molto questa invasione e la prepotenza di una nazione che si considera padrone.

Non dimentichiamo che il progetto per la base americana a Bagnoli, ex stabilimento Italsider di Napoli, è stato combattuto in silenzio da circa 2000 coltivatori diretti e imprese che non volevano perdere la loro attività, per veder costruire lungo la costa un vero e proprio Stato a se stante che non ha alcun legame o rapporto economico con la zona circostante. È un universo a parte al cui interno non arriva la legge italiana, ma costa ai cittadini un sacrificio che non può essere ripagato dal risarcimento dell’esproprio, come la perdita di opportunità future.
Il valore delle basi italiane è davvero incommensurabile, se si pensa che esistono molti canali di rifornimento dei mezzi dell’aeronautica che attraversano il Mediterraneo e arrivano sino all’Italia.
A dimostrazione di ciò si pensi alla denuncia del sindaco di Susegana (TV), per la scoperta di un oleodotto sotterraneo che collega le basi Usa di Aviano e Vicenza, collegato anche ad un deposito di carburante dell'Aeronautica militare italiana di Vezzano (La Spezia). Il petrolio, partendo dai porti della Turchia, arriva sino in Italia per poi raggiungere le basi per l’approvvigionamento di carburante: questa operazione non è attuabile in nessun altro paese con tanta facilità.

L’Italia dovrà rispondere ancora una volta a questa chiara minaccia della Nato, e quando lo farà probabilmente verrà liberato anche il nostro ostaggio, e magari sarà anche lui con “sana e robusta costituzione” come le Due Simone. I partiti radicali di sinistra, se così si possono definire, dove sono adesso mentre si insinua che l’Italia potrebbe rimanere indifesa dalla protezione dello scudo anti-missilistico, mentre si accenna alla possibilità che potrebbe essere in balìa degli attentati terroristici dell’Iran. Ma se chi fa le guerre ha potenza militare ed economica, oltre ad avere influenza politica, chi sono i terroristi che minacciano l’Italia?

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12 marzo 2007

Un possibile filo conduttore

di Etleboro Emilia Romagna

La nostra epoca è stata definita l’era dell’informatica, l’era di internet; non c’è informazione che non viaggi nella rete, tutti hanno a disposizione la conoscenza a portata di mano. Ma è proprio così? Non sempre, in realtà nel mare dei bit viaggia la nave della disinformazione, cioè quell’insieme di mezze verità, messe lì apposta alla portata di tutti, perché tutti ne facciano la loro verità assoluta all’insaputa di se stessi. A questo si può aggiungere il mistero, cioè quell’insieme di mezze verità, la cui conoscenza deriva dagli effetti sulla gente, ma le cui origini sono sconosciute.

Molti di questi fenomeni che ci circondano, come le scie chimiche(CHEMTRAIL), avvengono attraverso mezzi dei governi, in particolare attraverso aerei senza codici di identificazione, quindi è logico pensare che chi ha in mano le redini dei governi non può non saper ciò che avviene nel proprio territorio nazionale. In qualche modo questo fenomeno è collegato a quello degli Ufo, che è stato oggetto degli studi e delle ricerche di Jean-Pierre Petit, astrofisico ed ex direttore del CNRF (centro di ricerca nazionale francese) di Marsiglia. Questo scienziato ha effettuato molti studi sulle applicazioni alternative della magnetofluidodinamica, cioè quella branca della scienza dedita allo studio del plasma e della superconduttività. Petit ha utilizzato le sue conoscenze per sviluppare un nuovo tipo di veivoli ed in particolare il loro sistema propulsivo basato proprio su questa branca scientifica. Il principio base della magnetofluidodinamica non ha difficoltà estreme, molto semplicemente, incrociando campi elettrici e campi magnetici su fluidi conduttori, all’interno dei fluidi stessi vengono generate forze “non di contatto”, dette forze di Laplace. Queste forze permettono di anticipare le forze di contatto che verrebbero sviluppate dall’urto dello scafo con il fluido stesso, modellandole, direzionandole ed equilibrandole. L’applicazione diventa immediata in un fluido come l’acqua, fortemente conduttivo, il quale permetterebbe la propulsione a navi e sommergibili senza l’utilizzo dell’elica, ed a velocità decisamente maggiori delle attuali. Poiché materiali e fluidi propriamente detti “isolanti” in realtà non esistono, ma esistono più o meno conduttivi, questo sistema propulsivo nell’aria sarebbe fattibile, ma solo con ingente dispendio di risorse energetiche, dato che la scarsa conduttività, porterebbe a dover utilizzare movimenti di carica tipici del fulmine, cioè con gli stessi valori di potenza e tensione. Per ovviare a questa problematica la nave viene dotata di un sistema in grado di generare un sottile strato di ionizzazione, aumentando quindi le proprietà conduttive dell’aria circostante, permettendo quindi a questo veivolo discoidale, o meglio, questo “elicottero elettromagnetico”, di mantenersi in volo statico di auto-sostentazione e di accelerare impetuosamente fino a raggiungere velocità pari a diverse volte quelle del suono; non solo, la modellazione del fluido intorno alla nave fa si che il movimento avvenga senza rumore e generazione di linee di Mach con conseguente “bang sonico”. Ciò che ci interessa particolarmente ai fini della comprensione dei collegamenti con i “misteri” che avvolgono la nostra esistenza è proprio il metodo con cui viene generato questo sottile strato di ionizzazione, perché come vedremo più avanti troverà riscontro in applicazioni che apparentemente esulano da questo argomento, come sistemi di comunicazione digitale. Attraverso piccoli fori sullo scafo vengono iniettati all’esterno della nave, sali metallici, la cui composizione è indicata in particolare come sale di cesio, ma comunque non restrittiva per data tecnologia, e comunque variabile in concomitanza di migliorie tecnologiche. Questi sali vengono bombardati da radiazioni elettromagnetiche con frequenze di almeno 3 GHz, cioè nel campo delle microonde, inducendo un elevato grado di ionizzazione e trasformando l’aria circostante in plasma, dando al veivolo il tipico aspetto di oggetto volante non identificato, che la cui “disinformazione” gli attribuisce un origine extra-terrestre.

Tra i sistemi di comunicazione sviluppati per ragiungere questo scopo, fortemente voluti da colossi internazionali come la Intel, vi è il WiMax. E' costituito da apparati di antenne la cui concentrazione è in continua ascesa, e la cui dinamica di distribuzione è insensata. Wimax l’acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access ed è destinato a divenire il nuovo accesso a banda larga per eccellenza. Caratteristiche di questo sistema sono la frequenza di operatività compresa tra i 2 GHz e gli 11 GHz e la notevole distanza raggiungibile misurabile intorno hai 50 Km.
Nonostante le notevoli distanze raggiungibili la concentrazione di queste antenne è talmente elevata da registrare distanze l’una dall’altra di soli 200m.

Un consorzio di aziende ha sperimentato il sistema, rilevando la massima efficienza utilizzando bande basate su portanti di 2 GHz, ciononostante i filtri applicati ai sistemi di antenne vengono progettati forzatamente perché lavorino ad almeno 3 GHz. In altre parole invece di utilizzare frequenze facenti parte della classe UHF (Ultra High Frequency – dai 0.3 GHz ai 3 GHz), adibita alle trasmissioni televisive e della telefonia cellulare, si utilizzano frequenze della classe SHF (Super High Frequency – dai 3 GHZ ai 30 GHz), adibita alle trasmissioni radar e satellitari:
- Filtri Wimax
- Frequenze disponibili Wimax
La conseguenza di questa operazione ha portato alla richiesta di rendere libere frequenze militari, e a regolamentare il sistema, cosa che sarebbe dovuta accadere entro la fine del 2006, ma fino ad ora senza esito. In conclusione al momento attuale sono operativi sistemi d’antenne WiMax, in concentrazione eccessiva, non regolamentati, messe in opera attraverso investimenti civili dei comuni, ma operanti esclusivamente su frequenze ad uso militare dai 3 GHz.




Possiamo notare, a questo punto, che esiste un vero filo conduttore tra gli "ufo", il "Wimax" e le "scie chimiche".
Quello che possiamo ipotizzare è in realtà un esempio di come opera chi detiene il potere, e cioè quello di combinare più sistemi tecnologici, operanti singolarmente come sistemi di natura conosciuta, creando così un sistema alternativo.
Le scie chimiche rilasciano in atmosfera sali metallici di varia tipologia, mentre il sistema WiMax produce onde elettromagnetiche della stessa frequenza utilizzata dai veivoli magnetofluidodinamici. In altre parole viene utilizzato un sistema preesiste, messo in opera per il sistema HAARP, per generare dei corridoi elettromagnetici. Se si pensa che la caratteristica fondamentale delle microonde è quella di trasferire energia su lunghe distanze tutto questo diventa più di una coincidenza. La motivazione di utilizzare un sistema esterno per la generazione del campo di ionizzazione, è presto detta: l’efficienza. Le bobine ed i circuiti elettrici, vengono disposti in modo radiale lungo il veivolo, e la loro maggiore vicinanza porta a poter utilizzare una minore quantità di energia a parità di prestazioni. La presenza dei fori sullo scafo della nave va a scapito di quest’efficienza allontanandoli. Inoltre questo sistema esterno ha come logica conseguenza, di non costringere il veivolo a trasportare ingenti quantità di sali metallici necessari per il sistema propulsivo. A tutto questo può aggiungersi i filamenti noti come “capelli d’angelo”;la loro presenza è stata riscontrata successivamente a molti avvistamenti sin dagli anni 50, e allo stesso modo in seguito ad un intensa attività di aerei che rilasciavano le scie chimiche. Le analisi hanno sempre riscontrato composti di natura nanotecnologica, ossia hanno una struttura intelligente che è in grado di ricevere e trasmettere informazioni o onde elettromagnetiche, potendo così penetrare all'interno dell'organismo dei singoli esseri viventi.

E’ ormai noto ai più, che esiste un Nuovo Ordine Mondiale, cioè il tentativo da parte di entità sovrannazionali di acquisire il potere assoluto e di creare quello che è stato definito il computer globale, in modo di elevarsi al pari di un dio.
Caratteristica dell’Ordine, è di strutturarsi nei più alti vertici come una piramide se ciò è vero, tutto quello che ci viene nascosto, per asservire il sistema, a scapito della salute e della libertà della gente comune, non è un insieme di misteri, ma un unico grande mistero. Con questo, vogliamo semplicemente dire, per usare una metafora, che il mondo è una scacchiera ed ogni mistero non è altro che il movimento di un pezzo sulla scacchiera. E' facile allora dedurre che ogni evento non è isolato, ma è in qualche modo collegato, attraverso almeno uno dei parametri che lo caratterizzano, ad un altro evento.
Per riuscire a trovare un possibile filo conduttore e fare una selezione delle tante informazioni che abbiamo a disposizione, si potrebe isolare gli elementi in comune e trovare un eventuale collegamento.

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09 marzo 2007

La legge del "buon senso"

In un brano di Lawrence Lessig, tratto da un suo lavoro pubblicato da Apogeo nel 2006, si sostiene che la legge nascerebbe dal senso comune, in maniera più o meno brutale o intollerante, ma in definitiva così funzionerebbe la legge. Questa riflessione trae spunto da una sentenza della Corte Suprema americana a proposito dei voli a bassa quota di aerei militari nel 1945 sulla proprietà dei coniugi Causby, due contadini del North Carolina. I Causby, sostenendo che il frastuono degli aerei terrorizzasse i loro polli che, volando all’impazzata, andavano a morire schiantandosi contro le pareti del granaio, denunciarono il loro governo. La loro denuncia era basata su un’autorevole dottrina giuridica che sosteneva che il diritto di proprietà su un terreno si estende al di sotto della sua superfice, fino al centro della terra, e al di sopra, fino ad un’estensione indefinita. Pensavano così di poter impedire che gli aerei militari sorvolassero la loro proprietà a bassa quota causando la morte dei loro polli.

Vorrei far osservare che questa teoria, che Lessig sembra riportare alla legislazione americana, è in realtà ben più antica della stessa civiltà americana, discendendo infatti dal raffinato diritto romano secondo il quale la proprietà si estende usque ad inferos et usque ad sidera cioè fino alle estreme profondità del sottosuolo e alle estreme altezze dello spazio. Inoltre, da tale principio, assorbito da tutte le legislazioni occidentali, sono nate molteplici applicazioni, con i loro limiti e corollari, non ultima quella della libertà di attraversare lo spazio aereo sovrastante le proprietà private (impensabile per ovvie ragioni al tempo dei giuristi romani).

A tal proposito non deve sfuggire che un’estensione così ampia del diritto di proprietà trova quasi sempre il limite principale dell’interesse economico a sfruttare il sottosuolo o lo spazio sovrastante la proprietà. Quindi, se ricavo un vantaggio lecito dallo sfruttamento del mio suolo o dallo spazio ad esso sovrastante, ho anche diritto a non essere disturbato nelle mie attività, salvo che una legge mi limiti questo potere.

Nel caso proposto da Lessig (per sostenere che la legge nasce dal senso comune), però, il problema non era che tutti gli aerei volassero al di sopra delle proprietà private, ma che i soli aerei militari volassero troppo bassi, causando un danno patrimoniale. La Corte Suprema non trovò nessun argomento migliore per respingere il ricorso dei Causby, che affermare che il senso comune avrebbe contrastato col divieto di sorvolare la loro proprietà poiché l’aria era ormai concepibile come un’autostrada pubblica e su di essa solo il pubblico avrebbe potuto vantare diritti e non il singolo proprietario. Certo, nel 1945 c’erano esigenze di guerra, gli aerei militari statunitensi per qualche ragione dovevano volare a bassa quota e un singolo contadino, coi suoi pollastri morti, non sarebbe riuscito ad impedirlo. E non poteva impedirlo non per un principio di diritto o per una regola certa, ma solo perché, in caso contrario, il senso comune si sarebbe ribellato. Così i due contadini persero la causa non in base ad una norma giuridica o una legge speciale ma in base al senso comune, così come lo interpretava la Corte.

Ma in cosa consiste il senso comune? Sul punto vorrei far notare il grave pericolo che si nasconde dietro l’argomentazione della Corte e, di conseguenza, dietro il pensiero di Lessig : indicare il senso comune alla base di un comportamento che confligge con il resto dell’ordinamento e con antichi principi giuridici mette in pericolo la stessa democrazia di un paese. La legge non nasce per forza dal senso comune, si pensi alla legge sull’indulto che di norma non è voluta dal senso comune, eppure è votata dai parlamenti; si pensi ai molti abusi che i governanti potrebbero compiere facendo votare una legge che piaccia solo a loro, con la scusa che è il senso comune a volerla.

Meglio sarebbe stato, nel caso dei Causby, spiegare loro le vere ragioni per cui gli aerei militari dovevano volare a bassa quota. Così pure nella tragedia del Cermìs, qualcuno se la sente di dire che per il senso comune o per qualche altro valore astratto gli aerei militari americani potessero legittimamente volare tanto a bassa quota da trascinarsi dietro le cabine di una filovia?

Il Titanic ha inabissato il segreto della Federal Reserve


Il 14 Aprile del 1912 affonda il Titanic, tra i ghiacci e nelle nebbie di un mistero che nessuno ha mai osato raccontare, se non tra le righe di una romantica storia d’amore in grande stile hollywoodiano. In una notte senza luna si è in realtà consumata una storia che è stata scritta 14 anni prima da Morgan Robertson, precisamente nel 1898, in un libro in cui si narra l’affondamento di un transatlantico che si scontra contro un iceberg. Il suo primo nome era “Futility”, cambiato poi in “The wreck of Titan”, e descrive con dovizia di particolare una nave in tutto e per tutto simile al Titanic, sia come peso che come capacità, come lunghezza e struttura interna, destinato ad affondare nella stessa data, alla sua prima traversata, mietendo centinaia di vittime ad eccezione dei pochi a cui erano destinate la scialuppe di salvataggio.
La storia è molto più assurda di quanto si pensi, perché se per molto tempo si è parlato di una vera truffa alle compagnie di assicurazione messa in piedi dai costruttori del Titanic, oggi possiamo dire che questo disastro si intreccia con il segreto della Federal Reserve. Il Titanic doveva affondare perché con esso sarebbe andato negli abissi anche il segreto della Federal Reserve e coloro che avrebbero voluto impedire che i Banchieri si riunissero per appropriarsi del sistema monetario e soggiogare gli Stati nazionali.

Facciamo dunque qualche passo indietro, e torniamo al 1910, quando sette uomini, i Banchieri più potenti del mondo, si incontrarono sull’Isola di Jekyll per progettare la costituzione della Federal Reserve Bank. Nelson Aldrich e Frank Valderclip rappresentavano l’impero finanziario dei Rockefeller, Enric Davidson, Charles Norton e Benjamin Strong rappresentavano J.P. Morgan, Paul Warberg rappresentava i Rothschilds, la dinastia Tecnica bancaria dell'Europa, che erano anche gli agenti tecnici bancari del Vaticano in quanto gestivano la ricchezza della Chiesa Cattolica.
I Morgan, i Rothschilds ed i Rockefeller erano delle famiglie tra di loro concorrenti ma si accordarono per costruire il cartello tecnico bancario e nazionale definito il Sistema della Federal Reserve, adescano con una tale facilità e con i soldi facili gli uomini allora al governo. Volevano infatti creare il cartello sull’emissione di moneta, come carte valori rilasciate a fronte del deposito di oro e argento, estendendo alle riserve auree nazionali ciò che già facevano privatamente in quanto banchieri e finanziatori delle grandi compagnie industriali. Successivamente si sarebbero impadroniti di questi depositi annullando la convertibilità e mettendo in circolazione moneta che non avesse una reale riserva alla base.
Esistevano fino al 1912 i “dollari oro” e i “dollari argento” ( vedi foto), la valuta di un Dollaro d’Argento dava diritto al riscatto del deposito di un’oncia d’argento presso il Tesoro degli Stati Uniti, mentre i "Dieci Dollari" d’Oro, mezza oncia di metallo giallo.


Alla fine del 1913 il governo degli Stati Uniti emise il decreto con cui fu ufficializzato l'Atto di costituzione della Federal Reserve, sottraendo il potere di pubblicare moneta al Tesoro degli Stati Uniti per conferirlo alle banche private che avevano dato vita, nel 1910, ad una vera e propria Banca Centrale. Nel 1914, la Banca di Londra eliminò la convertibilità delle valute con l’oro dopo che la Gran Bretagna prese parte alla Prima Guerra Mondiale, sulla spinta politica dei Rothschilds.

Tra i sette Banchieri riuniti sull’isola di Jekyll, tre tra i più potenti erano contrari alla costituzione di un cartello che avrebbe portato alla cancellazione del sistema monetario basato sulla convertibilità, e volevano conservare un sistema monetario flessibile, che avrebbe dato vita ad una moneta a credito dello Stato. Benjamin Guggenheim, Isa Strauss e John Jacob Astor erano indiscutibilmente gli uomini più ricchi del mondo e volevano usare la loro ricchezza e il loro potere per opporsi alla I Guerra mondiale.
I Banchieri dunque, per realizzare la Federal Reserve e poi combattere una guerra mondiale per indebitare gli Stati e appropriarsi della loro ricchezza, dovevano eliminare questo insormontabile ostacolo e per farlo forse hanno utilizzato uno dei mezzi più assurdi concepibili dall’uomo.
Guggenheim, Strauss e Astor erano infatti i passeggeri più illustri del Titanic, la nave che stava costruendo la White Star Lines, in un cantiere navale di Belfast, poi acquisita da Morgan che ordinò la costruzione di un palazzo lussuoso galleggiante e non di un semplice transatlantico.

Il Capitano del Titanic era Edward Smith, che la mattina della partenza della nave, ricevette l’ordine di affondare il Titanic, di trascinare negli abissi tutti e nascondere ogni prova.
Il Capitano Smith aveva percorso le acque del Nord Atlantico per oltre 26 anni, era il capitano più esperto del mondo per la navigazione in quelle acque polari, ma durante la navigazione spinse ad una velocità di 22 nodi tra la nebbia il transatlantico che si andò così a scontrare con un enorme iceberg. Intenzionalmente la nave fu dotata di poche scialuppe, proprio per portare in salvo solo pochi, e lasciar morire la gente più umile. Insieme alle centinaia di persone dei certi più bassi persero la vita anche gli uomini più ricchi del mondo, e così svaniva ogni speranza di boicottaggio della Federal Reserve.

Ironia della sorte, il Titanic conserva ancora il grande tesoro dei dollari d’argento e d’oro, che non erano delle monete debito ma la prova di un accordo equo tra controparti ritenute uguali, di una promessa solenne dell'emittente che, all’esibizione di questa ricevuta rimborsava una somma uguale di metallo prezioso, in virtù di una prassi finanziaria etica e trasparente della Banca e del Governo.
Il 14 Aprile 1912 il Titanic colpì un iceberg, e nel dicembre del 1913, il Sistema della Federal Reserve venne istituito dal governo degli Stati Uniti come sistema monetario ufficiale.Nella storia che vi abbiamo descritto potrete leggere ciò che è il nostro presente, perché l’11 Settembre è il nostro Titanic, è il nostro evento traumatico che porterà a cambiare sistema economico. La verità è stata tuttavia occultata e poi romanzata in un delirio di amore e di scenografia, per impedire che venisse sdoganata, che venisse rimessa in discussione dinanzi all’opinione pubblica. Noi ricorderemo per sempre un film, un libro e degli attori, non arrivando più a leggere il mistero delle guerre e il segreto della scienza del sistema, del nostro concetto di vita.
Per tale motivo, nonostante le numerose critiche che riceviamo, continuiamo in questa ricerca della verità, spiegando il segreto della Federal Reserve.

08 marzo 2007

La sottile linea tra controinformazione e disinformazione

di Etleboro Marche

A margine dell'incontro tenutosi questa sera a Porto San Giorgio, organizzato dal periodico "Antimafia 2000", dal titolo "Informazione e potere", abbiamo intervistato il giornalista Marco Travaglio, per porgli alcune domande sul tema dell'economia.
Non essendo disponibile per un’intervista, gli abbiamo posto comunque una domanda imperniata sulla truffa del sistema delle banche centrali che stampano e creano moneta al posto degli Stati ex-sovrani, perpetuando un sistema economico basato sul debito.
Travaglio ha candidamente ammesso che conosce la definizione di signoraggio, perché molti gliene hanno parlato, ma non si occupa di finanza, definendosi un giornalista che “si occupa di giudiziaria, di politica…” , ma non di finanza ( Ascolta la registrazione) . Al di là della polemica a cui si potrebbe dare adito per sottolineare il silenzio sul signoraggio e sull’archiviazione di moltissime cause a carico della Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea per un reato di usura e truffa, noi vorremmo sottolineare e far capire come la controinformazione o i giornalisti schierati possono rivelarsi alla fine complici della grande disinformazione. Chi accusa i politici di dire bugie, alla fine mente, perché non bisogna dimenticare che Marco Travaglio ha acquistato la sua popolarità grazie all’attività investigativa condotta sui movimenti finanziari di Berlusconi e Previti, con i quali è stato poi costruito un vero impero fatto di holding lussemburghesi a scatole cinesi. Dimostra di conoscere anche i meccanismi di acquisizione e di governance delle Banche, dando una trasparente analisi di ciò che è accaduto con lo scandalo Unipol e le dimissioni di Fazio.
Ad ogni modo ha la preparazione ideale per indagare su quei sistemi più occulti e complessi dell’alta finanza che costituiscono il marcio dell’economia e del sistema bancario, tuttavia si è sempre soffermato in tutto e per tutto sugli affari di Berlusconi.


È facile infatti indagare su personaggi come Berlusconi e Previti, perché si trovano al margine del sistema e sono le pedine che devono cadere per proteggere i veri poteri forti. Una cosa è infatti parlare degli imbrogli di quartierino di Berlusconi, ed un’altra è denunciare la collusione della politica e il sistema bancario. Per cui nonostante alcune lotte siano giuste e portino alla luce la verità, permettono di nascondere altre cose, i giornalisti e le inchieste si prestano ad essere poi facilmente manipolati dalla politica e dalla disinformazione. La seduzione della popolarità, il lo spazio offerto dai media e dai giornali, le conferenze e le interviste, fanno parte di quel meccanismo del controllo delle masse, perché deviano l’attenzione sui crimini gravi che si vogliono nascondere. Una parte della politica e delle lobbies sostiene questi personaggi e la controinformazione in maniera anche invisibile, pilotando così il malcontento e il desiderio di denuncia sui reati e le truffe più evidenti. Ciò che infatti i media permettono di passare ha sempre l’obiettivo di fare una silenziosa e costante disinformazione, anche camuffandola da lotta ai poteri forti.
Le parole di Craxi, poco prima di essere costretto a fuggire dall’Italia sono molte chiare e non lasciano dubbio alcuno su come funziona la disinformazione e cosa sia veramente la corruzione della politica e della Magistratura.


Questa è la prova che quanto noi affermiamo è vero, perché loro non risponderanno mai alle nostre domande, e diranno sempre che sono occupati e non è il loro settore. Tuttavia quando si tratta di colpire qualcuno in particolare, a servizio di altri, si rivelano dei grandi conoscitori di vita, morte e miracoli. Berlusconi è uno come tanti, tolto lui ce ne sono tanti altri, e saranno tutti molto impegnati a coprire i propri imbrogli con ogni mezzo a loro disposizione, ma il vero crimine è quello di dipingersi la soluzione per il benessere del popolo per poi stringere le mani ai suoi carnefici.
Allora perché non indagare sulla Telecom Serbia, sul perché il governo D’Alema ha emanato il decreto “salva banche”, perché lo Stato italiano non preme per avere una risposta sulla Banca Vaticana? Perché non trovare oggi, a distanza di anni dallo scandalo dello Ior e del Banco Ambrosiano, una risposta al fatto che lo Stato del Vaticano non possieda leggi finanziarie, non segua leggi europee ma faccia affari con grandi Banche d’affari?
Forse si potrebbe scoprire che molti giudici e magistrati hanno perso la loro vita non per indagare sui crimini del quartierino, ma per aver scoperto delle truffe e dei crimini molto più gravi .

Il verme della corruzione si trova facilmente intorno a noi, possiamo essere facilmente distratti nella nostra ricerca della verità perché è difficile selezionare le informazioni che abbiamo a disposizione. In ogni caso non dobbiamo perdere di vista il nostro obiettivo, perché quello che ci servono su un piatto d’argento è la pianta del crimine, mentre il male è nel seme.

07 marzo 2007

Il transfer money nei prossimi obiettivi delle Banche


Le indagini della Guardia di Finanza hanno sgominato un circuito di abusivismo finanziario sequestrando oltre 400 agenzie di trasferimento transnazionale di denaro, ritenute irregolari e così foriere di traffici di riciclaggio o di finanziamenti al terrorismo internazionale.
Sono state coinvolte circa il 50% delle subagenzie presenti sul territorio italiano, che fanno capo alle tre grandi agenzie mondiali della Western Union, MoneyGram e Travelex, con l’accusa di esercizio abusivo di attività finanziaria e di mancata istituzione dell’Archivio unico informativo.
Il sospetto è che queste agenzie costruivano dei canali di trasmissioni del denaro paralleli a quelli ufficiali, ossia quelli del circuito bancario, al fine di evadere tutte le misure dell’antiriciclaggio e i controlli anti-terrorismo. In ogni caso, più di 1,5 miliardi di euro di rimesse verso l’estero hanno evaso i controlli dell’Ufficio Italiano Cambi.

Fermo restando l’indiscutibile reato dell’abusivismo finanziario delle agenzie non registrate, questo tipo di indagini hanno un obiettivo ben mirato che va al di là dei controlli antiterroristici, che spesso rappresentano solo dei pretesti formali e mediatici di misure di invasione della privacy o del controllo della moneta in circolazione. Questi tipi di canali paralleli possono essere creati mediante delle infiltrazioni informatiche, in quanto i programmi che usano queste subagenzie mediante i quali effettuano i trasferimenti, appartengono a poche società che conservano così il controllo dell’intero circuito. Le procedure di sicurezza si attivano non appena vi è una eccessiva fuoriuscita di denaro dal sistema o una massa di circolante che non passa per il canale bancario. In coincidenza infatti del picco delle rimesse dall’Inghilterra verso l’estero nel mese di agosto scorso, vi è stata una diffusa campagna (mediatica più che altro) del pericolo di attentati che impediva a migliaia di emigranti di far ritorno in patria con il proprio gruzzolo di risparmi. Ricordiamo che l’esportazione di denaro in massa in periodi di crisi economica ( nel mese di agosto era in corso la guerra in Libano) potrebbe causare una crisi di liquidità e un vero crack economico.

Esiste dunque una chiara minaccia tra le entità bancarie che ha come obiettivo quello di controllare tutte le agenzie di transfer money, per impossessarsi di tutta la liquidità, divenuto un bene scarso, in modo da incanalare nel circuito bancario tutto il contante. Quello del transfer money è l’unico sistema che oggi consente di trasferire del denaro che sia poi immediatamente ritirabile e disponibile senza che siano praticati giorni di valuta. Le banche praticano una grande truffa sul denaro altrui, lucrando soprattutto su quello delle transazioni mediante i giorni valuta, ossia i tempi che la banca dice di aver bisogno per trasferire il denaro durante i quali i soldi vengono addebitati ma non accreditati, restando così nel limbo. I soldi che possono essere lucrati sul denaro trasferito durante i giorni di valuta ammonta a diversi miliardi ma scompaiono dai circuiti ufficiali, si perdono nel traffico elettronico e non ancora ritirati, perché non risulterà in alcun luogo che questo denaro è stato trasferito. Questo sistema si chiama “roll program” e permette di trasferire ingenti somme di denaro all’interno dei circuiti finanziari mediante dei programmi specializzati in tecnica monetaria, non commerciabili e dal valore inestimabile. Una di queste macchine è posizionata proprio in Lussemburgo e consente di immagazzinare le informazioni di tutti i conti correnti, tracciando ogni singola operazione finanziaria. Il sistema appena avverte un pericolo, lo segnala ai guardiani del palazzo che si adoperano per far rientrare l’allarme di crisi di liquidità o altro.
Tra il 1991 e il 1993 i casi di usura erano tantissimi, ma era un modo per sviare l’attenzione dall’anatocismo, che è un crimine contro l’umanità nascosto dai media e dai nostri politici, ci sono voluti anni prima che fosse scoperto proprio perché i meccanismi dei programmi non sono chiari né controllati.

Sarebbe interessante allora sapere quali mezzi ha la Guardia di finanza per capire le falle del sistema, visto che questi programmi non hanno una disciplina nazionale, hanno una struttura che non viene certificata o controllata da nessun organo statale, quando invece un programma deve essere omologato da un ente, da un’università, in modo che sia etico. Nessun magistrato ha fatto mai una vera inchiesta perché sono troppo occupati ad indagare sugli schiamazzi notturni e i crimini degli immigrati.

È comparsa dunque l’ennesima storia che ha come obiettivo quello di criminalizzare l’utilizzo del contante, come le vecchie notizie che affermavano che sulle banconote vi fosse cocaina, o virus per attacchi batteriologici. Oggi se un'impresa usa il contante, il suo commercialista è obbligato a controllare e a segnalare quella transizione come sospetta di violazione delle norme antiriciclaggio.
Con l’avvento della moneta elettronica, pian piano, ma sistematicamente, ogni settore verrà controllato e studiato attentamente per essere convertito alla virtualizzazione, dove tramite questi sofisticati sistemi si impossessano del nostro tempo,e della nostra intelligenza. Scambiare beni contraffatti non implica l’arresto immediato, ma lo scambio di questi beni su un sistema elettronico implica il blocco immediato dell’accesso al sistema, e presto anche dei conti correnti.
Noi non possiamo combattere se non capiamo, ma noi oggi crediamo in un bene materiale, come il possesso, perché siamo già all’interno di un sistema diverso da quello che ci dicono e che viene protetto dalle religioni. Il lavoro di Tesla viene sabotato e nascosto perché un domani crolla tutto se crolla la moneta del petrolio, crolla il sistema economico e le religioni. I Francesi,capirono e cercarono di fare la rivoluzione, ma fu falsata per il semplice fatto che anche le rivoluzioni servono, perché fanno credere alle persone di aver vinto, fanno costruire mausolei in onore dei criminali in modo da suggellare nella storia la sua memoria e impedire che la questione si riapra.

06 marzo 2007

La giustizia illegale che uccide i colpevoli


Muore un prigioniero del carcere di Avenal in California, trovato morto nella sua cella dopo aver avuto un infarto, soffrendo di arteriosclerosi e non avendo ricevuto un'adeguata assistenza medica. La morte del detenuto di Fergerson il 4 Dicembre scorso è la terza in meno di due mesi nel carcere di Avenal, tutte probabilmente da imputare alle cattive condizioni di detenzione in cui i prigionieri sono costretti a vivere.
Il carcere di Avenal ospita oggi anche un italiano, Carlo Parlanti, che è in questo periodo in attesa che si svolga il processo di appello per far valere la propria innocenza dinanzi a delle accuse inconsistenti. Carlo soffre di una grave forma di piorrea, e da mesi non riceve adeguate cure, nonostante le ripetute richieste e le pressioni della stampa e dell'ambasciata italiana. La denuncia del malessere di Carlo è stata a lungo ignorata, ma non si possono però ignorare le morti e i 50 fascicoli medici che sono stati aperti dopo le morti sospette che si sono verificate nel carcere. Sono state presentate delle querele per i diritti dei detenuti, vincendo in passato molte class-action federali per rivendicare il diritto alle cure mediche, la terapia di salute mentale e per i disabili, mettendo Avenal sotto inchiesta presso la corte di Sacramento e San Francisco.

Il caso di Carlo Parlanti continua ad essere la testimonianza vivente della grande contraddizione del sistema giuridico Statunitense che viene da tutti definito uno Stato garantista. Non capiamo su che basi si può definire garantista se lascia morire in carcere una persona che chiede giustizia e vuole andare fino in fondo per affermare la sua innocenza, mentre mette in libertà chi confessa di essere colpevole. Le carceri statunitensi sono lo specchio della società americana, perché il degrado e la violenza hanno costruito all'interno dei ghetti, mentre lo stato continua ad essere assente e indifferente perché non garantisce né la sicurezza né alcuna assistenza medica. È assurdo che uno Stato che non riesce a rispettare i diritti dei suoi cittadini, vuole portare i diritti civili e la democrazia nel mondo, ma la cosa più vergognosa è che i nostri politici stringano dei patti scellerati con una potenza terroristica.

I casi di degenerazione e di razzismo delle forze di polizia sono ormai la normalità, perché il malessere e l'anarchia della società hanno modificato totalmente la percezione del pericolo, del male e della criminalità. Il cittadino comune è diventato un criminale, nell'esasperazione del rispetto delle leggi e dei regolamenti, e allo stesso tempo è abbandonato nell'indifferenza in quanto lo Stato non è presente, non garantisce i suoi diritti inviolabili. Le campagne mediatiche antiterroristiche hanno creato un clima di sospetto e di insicurezza, per scatenare il panico e indurre le persone a sentirsi sempre minacciati. Le leggi e il comportamento delle forse di polizia sono divenute rigide e brutali, sproporzionati ai reati commessi e spesso illeciti e violenti, nella consapevolezza che chi amministra l'ordine rimane impunito.
I video che vi mostriamo sono dei chiari casi di degenerazione, in cui dei cittadini comuni subiscono violenze e ingiurie, in maniera inspiegabile.

L'arresto di una donna incinta che ha provocato un aborto
Una donna abortisce il giorno dopo essere stata arrestata per aver violato le misure del traffico cittadino, perché i poliziotti hanno più volte ignorato le sue richieste di assistenza medica. Durante la notte ha più volte chiesto aiuto, ma gli hanno risposto che non era un loro problema, ma quando il giorno dopo è stata rilasciata, data l'assurdità delle accuse, ha abortito.

Rissa in aula d'udienza
Assistiamo ad una rissa in una sala d'udienza preliminare, durante la quale l'imputato viene inspiegabilmente percosso e poi immobilizzato con dell'acido spruzzatogli negli occhi.

L'arresto scioccante di un autista da parte della polizia
Un autista viene fermato dalla polizia per un controllo e poi viene immobilizzato con un'arma ad impulsi elettrici senza che la situazione abbia chiesto una reazione del genere.

Carlo Parlanti e Katia Anedda ad Avenal
Vi chiediamo di scrivere, di dare coraggio alla sua famiglia e alla sua compagna Katia in questo momento molto difficile, una vostra semplice e-mail può dare forza e determinazione: queste saranno recapitate all'ambasciata italiana in America che potrà inviarle a Carlo e potrà usarle per aiutare Carlo nella sua richiesta di aiuto e di assistenza. Noi siamo contro questa giustizia ingiusta, e il nostro gesto sarà un piccolo passo per cambiare il mondo, perché domani il caso di Carlo potrebbe essere il nostro, perché Carlo è la testimonianza che i politici, e le religioni hanno venduto l'anima al diavolo.

Per aiutare Carlo:



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05 marzo 2007

La rivendicazione della sovranità monetaria in Europa


Si accende in Francia il dibattito elettorale per le presidenziali, in uno scontro per la rivendicazione della sovranità monetaria degli Stati Europei che unisce così i principali schieramenti. La chiara contrapposizione di Sarkozy e Royal nei confronti della BCE e della sua politica monetaria che non risponde alle esigenze degli Stati, è la prova incontrovertibile che all’interno dell’Unione Europea si sta creando una voce politica che vuole rimettere in discussione la questione monetaria.

Mentre in Italia costituisce ancora un forte tabù, in Francia, così come in altri stati europei, si pone al centro dei dibattiti la questione del ruolo istituzionale della Banca Centrale Europea e della sottrazione da parte di Maastricht della sovranità monetaria. Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal, sebbene siano rivali nella competizione alle presidenziali, sono assolutamente concordi nell’attaccare la BCE, che usa la politica monetaria esclusivamente per contrastare l’inflazione a scapito della crescita e del benessere dell’economia. La spinta al rialzo del tasso di interesse per ridurre la circolazione monetaria, e rendere l’euro sempre più forte nella competizione con il dollaro per attirare capitali, sta impoverendo sempre più le imprese e le famiglie, riducendo le esportazioni e la competitività dell’Europa sul mercato internazionale. A questo non è poi corrisposto una riduzione del costo dell’energia, che è la principale componente delle importazioni, perché esistono ancora i cartelli petroliferi che sostengono i prezzi nonostante che con l’euro riusciamo a comprare più barili di petrolio. Ribadiscono la necessità di diversificare la politica monetaria a seconda degli Stati e della congiuntura, che può avere effetti diversi sui singoli Paesi, e che considerare il costo del denaro e del credito come indicatore del credito è molto riduttivo, perché il costo dei beni e dei servizi cresce in maniera differente. Bisogna poi considerare che l'internazionalizzazione dei mercati rende praticamente impossibile controllare la liquidità al livello regionale: i finanziamenti possono essere fatti globalmente, perché la creazione di base monetaria in Cina può confluire come deposito in una banca americana, ciò avendo più depositi può aumentare anche i crediti.

Andamento dei tempi di rimborso dei
titoli di debito pubblico, che rischiano di protrarsi
a causa dell'aumento dei tassi di interesse


Ségolène Royal vuole una BCE "sottomessa alle decisioni politiche", in modo da riportare nella sfera delle decisioni degli Stati la politica monetaria, che è infatti uno strumento per governare l’andamento e la crescita della nostre economie. llo stesso modo Sarkozy parla di “autismo della BCE”, così isolata e sorda alle richieste dei governi, proponendo che si discuta questo problema nel Parlamento Europeo per arrivare a modificare il Trattato Europeo che, attualmente, garantisce l'indipendenza del BCE rispetto ai governi. Entrambi chiedono che sia rivisto completamente il ruolo di questa entità, e che, si arrivi a pensare dei modelli economici che siano di un’epoca post-petrolifera.
Trichet invece si difende a queste legittime richieste dicendo che le preoccupazioni dei governi sono effettivamente immotivate, in quanto la BCE sta portando avanti una politica in linea con quella della Federal Reserve, e che i cittadini europei percepiscano l’inflazione in maniera eccessiva rispetto a quella reale. La strategia di difesa della BCE sembra tuttavia molto scarna rispetto agli attacchi mirati e motivati della Francia, che vuole riaffermare il suo ruolo politico in Europa, cercando di esportare il suo modello economico per certi aspetti molto etnico.
La Francia è uno dei pochi Stati europei a rendersi conto di cosa sia la Costituzione Europea, rigettando la sua approvazione, di quanto importante sia la politica monetaria e che si avvicina sempre più il momento della recessione economica degli Stati. Le società occidentali infatti da tempo stanno sfruttando le risorse altrui avendo prosciugato le proprie, hanno alimentato la loro economia con moneta senza alcuna copertura, hanno costruito i mostri di Basilea 2 e della borsa paneuropea per nascondere la virtualizzazione del denaro, per poi delegare alla BCE del controllo assoluto sulla moneta. Il crack delle borse asiatiche ha già mostrato che il fallimento è più vicino di quel che si crede in quanto l’economia è volatile, gli investimenti possono venire meno da un momento all’altro, e se gli Stati non riprenderanno almeno il controllo della politica monetaria non potranno contrastare questa crisi mondiale.

Attualmente, in un’epoca di transizione del sistema economico che si prepara ad entrare nella virtualizzazione totale, si sta svolgendo anche una guerra monetaria. La Cina sta affermando sempre più la sua posizione nel non rivalutare lo Yuan, mentre la Russia chiude accordi sulla convertibilità del rublo per lo scambio delle risorse energetiche, e infine l’Iran lancia una moneta per la promozione del nucleare. La moneta del nucleare iraniana rappresenta qualcosa di più di una trovata pubblicitaria anti-inflazionistica, perché dichiara che il sistema monetario iraniano avrà una convertibilità e una riserva che non sarà il petrolio, ma un’energia diversa.

L’Italia invece è sempre più impegnata a discutere per le leggi elettorali, per le coppie di fatto o per trovare un accordo di stabilità tra i senatori, mentre molti si scandalizzano sulle insinuazioni conto il Vaticano e i suoi crimini commessi mediante lo IOR. Per quanto assurdo possa sembrare ma questa entità è legata molto alla questione monetaria, perché lo IOR è legato alla Banca Centrale Europea senza che esistano leggi che disciplinano questo rapporto, né uno statuto che indichi chiaramente chi controlla o possiede la Banca. Lo IOR costituisce un’istituzione di uno Stato sovrano (riconosciuto in quanto tale dai patti Lateranensi) che non ha leggi finanziarie e né segue quelle comunitarie, non facendo parte della Comunità Europea: risulta così essere al di sopra delle leggi comunitarie (si veda Interrogazione E-1914/02) . Molti sono pronti a rinnegare i dogmi o la verità storica del cattolicesimo, così come attaccano l’ingerenza politica sul governo italiano, ma nessuno si interroga sul perché una Banca Centrale di uno Stato non abbia delle leggi finanziarie e né segua quelle comunitarie, trovandosi in una dimensione che sovrasta gli Stati.

03 marzo 2007

Polemiche sulla Etleboro in Republika Srpska

La Etleboro al centro di un'accesa discussione sul
dossier pubblicato sui crimini del Vaticano

02 marzo 2007

Telecom: a cosa serve un contratto?

di Avv. Massimo Di Pasquale

Nella nuova era degli utenti, le imprese e le famiglie devono confrontarsi con la burocrazia delle grandi società, che spesso per la sua complessa assurdità crea delle vere e proprie truffe contro cui è impossibile difendersi.
Le compagnie di telecomunicazione in questo sono foriere dei casi di errori legali più assurdi, e spesso ci si trova a sottoscrivere dei contratti le cui clausole vengono puntualmente disattese dalla società, oltre a rivelarsi spesso vessatorie per gli utenti.
A dimostrazione di ciò basta considerare l’iter burocratico che si deve seguire per ricevere la documentazione dettagliata delle misteriose voci di spesa che compaiono nelle fatture, come quella di “ telefonate non fatturate in precedenza”. Pur richiedendo nei tempi e nei modi indicati nel contratto, di disattivare questi servizi, di cui non si è mai chiesta l’attivazione o che comunque sono mai stati utilizzati non otterrete nessuna risposta. Dopo aver reclamato con telefonate, fax, lettere raccomandate per ottenere la disattivazione di servizi mai chiesti e la restituzione delle somme pagate ingiustamente, Telecom non risponde o, quando lo fa, parla di tutt’altro!
Si passa così all’attivazione della procedura prevista dallo stesso contratto che ci autorizza a non pagare quelle voci della bolletta che non si ritengano giustificate e a spiegare con una raccomandata i motivi del nostro rifiuto. Cosa ne deriva? Innanzitutto Telecom non risponde spesso nei termini stabiliti dal contratto, facendoci credere che abbiamo ragione, ed invece, con ampio ritardo ed ermetica risposta, ci “condanna” a pagare le somme contestate…con gli interessi! In secondo luogo non prende più in considerazione i nostri reclami perché ha riscontrato…delle morosità.
Ma è logico che poi questo accada, perché se per sapere quanto e perché pagare dobbiamo aspettare una risposta che non arriva nei termini, la bolletta contestata scade e causa automaticamente la morosità. E’ un cane che si morde la coda. Inutile dire che il contratto obbliga comunque Telecom a rispondere per iscritto entro 30 giorni dal ricevimento del reclamo. E allora a cosa serve aver sottoscritto un contratto? Ad obbligare solo noi ad ogni richiesta di pagamento che Telecom ci indirizza? Non serve anche a ricordare quali sono gli obblighi a cui Telecom è tenuta nei nostri confronti? Ma la situazione è addirittura peggiorata: chiedendo di declassare la linea telefonica (cioè di registrarla come una utenza privata e non più come un’utenza commerciale) per risparmiare circa 15 euro a bolletta, Telecom naturalmente non risponde né provvede a quanto richiesto. Possiamo decidere allora di chiedere il rimborso di quanto ci spetta mediante un’azione legale e qui arriva un’altra sorpresa. Un incoraggiamento alla strategia della scorrettezza arriva a Telecom dal giudice di pace chiamato a decidere la controversia, il quale decide che…non può decidere. Già, perché secondo lui prima di citare in giudizio la società telefonica, l’abbonato deve - per contratto - attivare prima una procedura di conciliazione. E ci risiamo: il contratto ci dà ragione sulle cose che reclamiamo e Telecom non lo rispetta; chiediamo a un giudice di pace che condanni Telecom a rispettarlo e il giudice dice che siamo noi a non rispettare il contratto se non tentiamo prima la conciliazione. Informandoci su questo cavillo legale abbiamo scoperto l’assurdità di questa situazione: l’ufficio regionale incaricato di organizzare la conciliazione nella Regione NON ESISTEVA all’epoca dei fatti, e forse non esiste ancora…però la conciliazione andava fatta lì! Che ci sia una dimensione parallela per gli affari di telefonia, con uffici-fantasma e conciliatori immateriali?
Ma c’è di più: in via del tutto facoltativa si può tentare la conciliazione davanti la Camera di Commercio, con altre spese e altri mesi di attesa. Ormai pronti a tutto possiamo seguire anche questa via e qui Telecom tocca davvero il fondo. Il rappresentante di Telecom spesso non è preparato alla discussione e non sa neanche di cosa si doveva parlare. Inoltre, nonostante tutte le prove documentali (copie dei fax e delle raccomandate a/r) e l’assenza di documenti della controparte, quest’ultima non ammette neppure la più piccola mancanza: come dire…tutto regolare secondo loro! Il contratto, ormai è chiaro, non obbliga Telecom ad alcunché, ma serve solo a subire le loro angherie!
Allora, cara Telecom, noi abbiamo deciso di non pagare più le voci che non ci sembrano giustificate nelle tue bollette, come ad esempio le misteriose “telefonate non fatturate in precedenza”, l’attivazione di servizi mai chiesti, la linea “affari” invece di quella residenziale, etc. etc., senza spiegarti più nulla. Toccherà a te da adesso in poi citarci in giudizio e dimostrare che hai diritto a prenderti i nostri soldi.

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I capitali russi per risolvere la crisi delle telecomunicazioni?


Le crisi e gli scandali che si sono abbattuti sulle telecomunicazioni porteranno presto a notevoli cambiamenti nei gruppi societari, a conferma che l'ago della bilancia del potere sta veramente mutando a favore dei nuovi capitalisti emergenti. D'altro canto, il clima di instabilità politica che si abbatte sui governi non ferma certo le manovre di risiko societario tra i grandi operatori delle reti, e per certi aspetti accelera la chiusura di molti accordi rimasti in sospeso.

In Italia si stanno alternando vari eventi, che portano tutti verso la destabilizzazione dell'equilibrio società-potere per consentire l'ingresso di nuovi operatori che premono con accordi e trattative riservate. Protagonista è come sempre Telecomitalia, che, dopo aver superato il ciclone degli scandali delle intercettazioni che avrebbe portato alla cessione di TIM oltre che ad un piano di totale ristrutturazione del gruppo, ha aperto le trattative per la cessione di parte dell'azionariato di Olimpia ad un operatore estero, ed in particolare alla spagnola Telefonica, mantenendo solo sul piano probabilistico l'accordo con il gruppo russo Sistema AFK.
Arriva ieri tuttavia un brusco stop da parte di Telefonica, che congela per il momento gli accordi per acquisire parte delle partecipazioni di Olimpia, e sollevare Tronchetti Provera dai debiti che ha verso le Banche. Non dimentichiamo che le Banche, su Telecomitalia, sono sempre in prima linea perché grazie al loro credito di 40 miliardi possono arrivare a conquistare un potere che non ha eguali, una vera intelligence di informazioni riservate. Intesa Sanpaolo sta cercando di portare a termine la fusione tra Mittel e la Hopa, che possiede circa il 3,7% di Telecom, mentre diventa sempre più attuale la probabilità di un'entrata di Santintesa in Olimpia con il 20% di capitale.
L'interruzione improvvisa degli accordi con Telefonica sono stati motivati dal timore per l'instabilità politica italiana, che metterebbe in discussione anche la stabilità del gruppo.
Le perplessità di Telefonica a nostro parere sono immotivate perché è stato ufficialmente reso pubblico l'accordo tra il governo italiano e quello spagnolo per l'acquisto di Endesa da parte di Enel, a fronte della cessione di Autostrade ad Abertis: mentre viene rilanciata al 25% l'offerta di acquisto del capitale di Endesa, Banca Craixa, azionista di Abertis, acquista il 2% in Autostrade. Tra le due offerte esiste sicuramente reciprocità, ed un vero accordo si è avuto proprio grazie a quella crisi di governo che ha costretto tutti i piccoli partiti a firmare un vero patto di stabilità e ha tenuto impegnato molti dei personaggi che prendevano forse "troppo sul serio" il loro ruolo.
Se i timori di Telefonica sono fondati, temendo di essere stata un diversivo dell'unione tra Spagna e Italia per consentire una certa riservatezza sull'accordo Autostrade-Enel, allora forse esistono altri operatori che con grande discrezione stanno prendendo accordi con Telecomitalia.
A questo punto potrebbe andare alla ribalta il gruppo russo Sistema, il cui nome non è stato più pronunciato dal momento dell'inizio delle trattative con Telefonica, ma rappresenta una controparte da non sottovalutare perché è un gruppo finanziario che ingloba al suo interno un vasto portafoglio di attività: distribuzione commerciale, immobiliare, bancario, energia, assicurazione. Sistema, gruppo diretto dal miliardario Vladimir Evtouchenkov che controlla anche l'operatore MTS, infatti sarebbe interessata dall'acquisizione di una partecipazione minoritaria in Telecom Italia, che comprerebbe tramite Pirelli che intende cedere la partecipazione minoritaria che detiene direttamente in Telecomitalia - oltre all'80% di Olimpia, holding che controlla Telecom.
Allo stesso modo, Sistema ha lasciato intendere di voler acquisire, attraverso la controllata Sitronics, una partecipazione rilevante in Deutsche Telekom , anch'essa fortemente indebitata e con un utile in crescente contrazione. A fronte di un acquisto di 600 milioni di azioni, acquistando così il 25% del capitale di Deutsche Telekom, cederebbe MTS, prima nel settore delle telecomunicazioni russe. Un'operazione questa che sarebbe possibile solo se il governo tedesco, che controlla il 30% di Deutsche Telekom tramite la banca pubblica KfW, accettasse i capitali russi, cosa alquanto difficile vista la situazione di freddo che si è venuta a creare a causa della crisi energetica.
Inoltre Alfa Group, il primo gruppo privato russo con interessi anche nel settore petrolifero, insieme con Sistema AFK, sarebbe pronto ad acquisire delle partecipazioni in un operatore occidentale o creare una filiale comune con un partner. Mikhail Fridman avrebbe l'intenzione di acquisire il 20% del capitale di Vodafone, e il 10% in Telekom France, nel tentativo di aprire in ogni stato un punto di riferimento per il monitoraggio del mercato europeo nel suo complesso.

Le telecomunicazioni si apprestano ad essere controllate da forti operatori internazionali, per lo più Banche, che possono così consolidare un certo ruolo politico all'interno dell'economia europea, e da un insieme di regolamenti uniformi a livello europeo, sul cui rispetto vigilerà un'Authority paneuropea.

Il piano della Commissione Europea prevede l'istituzione di un'Authority paneuropea di controllo e vigilanza del settore e dell'attuazione negli Stati membri delle norme comunitarie, per creare un sistema europeo di regolatori indipendenti. Le Authority nazionali sulle telecomunicazioni verrebbero in ogni caso inglobate all'interno del progetto paneuropeo, come le regole tariffarie, la concessione delle licenze, le condizioni contrattuali, saranno disciplinate dalle direttive comunitarie. Notevoli dubbi su tali misure sono state già sollevate dagli stessi parlamentari che temono la creazione di cartelli tra le compagnie telefoniche che possano poi influenzare la stesura della direttive, o comunque falsare i meccanismi di concorrenza.

01 marzo 2007

Qualcosa sta cambiando nelle alte sfere


È difficile dire con certezza cosa si sia abbattuto nella giornata di ieri sui mercati asiatici, talmente disastroso da mandare in fumo 700 miliardi di dollari di capitalizzazione delle società quotate sulle principali borse mondiali. Il dato indiscutibile è che segnali di questo tipo precedono sempre degli stravolgimenti globali, come se fossero delle scosse di assestamento verso un terremoto che cambia i punti di riferimento dell'economia mondiale.
Se da una parte gli Stati Uniti e l'Europa stessa mostrano tutta la loro vulnerabilità e debolezza, le economie emergenti non accusano di molto il colpo, evitando da una parte lo scatenarsi dell'effetto domino, e dall'altro confermandosi dei fieri antagonisti delle potenze economiche di sempre. Sono la Russia, la Cina, l'India e la Turchia, le rivelazioni, che hanno energia ed una economia reale molto più consistente di quella occidentale, fatta di servizi e valori immateriali, di concessioni e di presidio militare presso le fonti di energia degli altri Stati.

Gli Stati Uniti sono effettivamente un'economia in recessione, trascinata dal crollo degli ordini industriali e degli immobili, dal forte deficit commerciale e dal debito pubblico che è stato esasperato proprio dalla guerra, che aveva lo scopo di continuare a far girare l'economia Statunitense. Le dichiarazioni di Greenspan sulla probabile recessione sono molto chiare, tanto da farci sospettare che dietro tutta questa franchezza, vi sia l'evidenza innegabile del disastro economico o un colpo di stato dei Banchieri. Il dollaro ha subito un'altra forte svalutazione che viene sempre più presa sul serio dalle Banche Centrali degli altri Stati: a distanza di un anno dall'annuncio della mancata pubblicazione dei dati della massa M3, c'è stata una diversificazione delle riserve che ha portato alla dismissione di 1/3 dei valori denominati in dollari.
Per quanto riguarda le Borse Asiatiche, dobbiamo tener presente che sono un mercato patologicamente instabile, che esce da lunghi anni di speculazione e di assenza di controlli, per attirare capitali dall'estero. La prassi che dura da tempo ormai è quella del "carry trade" dei grandi fondi di investimento, che comprano in blocco delle grandi quantità di azioni, indebitandosi presso economie con tassi di interessi bassi, per poi rivendere ove i rendimenti sono più alti: queste operazioni possono avvenire anche nel medesimo giorno, e possono da sole spostare gli indici di borsa o valutari. Lo spettro della recessione o forse la notizia dei controlli e del divieto del ricorso all'indebitamento per acquistare azioni, ha spinto i fondi a ritirare la liquidità, cioè a realizzare l'investimento fatto, per mettere al sicuro i soldi e investirli in beni rifugio, come titoli di debito pubblico, oro e commodities. Questo tuttavia toglie ossigeno alle società, che con un effetto domino perdono i propri investitori. E' questo il maggiore colpo inferto, che si riflette anche i questi giorni successivi al crack con continui ribassi delle borse, e se questo trend non verrà recuperato, allora vorrà dire che questi soldi veramente sono stati bruciati e non torneranno più nelle borse occidentali, sfiduciate dagli investitori.

Chi subirà dunque il probabile shoc delle borse sono quelle occidentali che non hanno energia e hanno fatto girare l'economia con la virtualizzazione del denaro, fino ad arrivare al punto che la moneta non ha più un valore reale, ha bisogno degli investimenti in termini di fonti di energia provenienti dall'estero.
Per tale motivo la Russia è entrata in maniera prepotente nelle grandi società europee, sui mercati dell'energia ed è tornata alla ribalta sulla scena politica. Il caso di EADS è esemplare, perché se da un lato si decide la ristrutturazione della società con il licenziamento di oltre 10.000 dipendenti, dall'altro si propone l'ingresso dei capitali e degli investimenti della Russia e del Qatar, che stanno unendo le loro forze per creare una Opec del Gas: è l'energia che fa fluire anche i capitali nell'economia. Mentre quella dell'Iran è stata una proposta che non ha avuto un seguito a causa della pessima gestione diplomatica dei Mullah sia con l'Onu che con la Russia, Il Qatar e la Russia sono seriamente intenzionati a creare una vera alleanza tra paesi esportatori di gas, discutendone in occasione della prossima conferenza del Doha, affiancando poi una strategia di rafforzamento politico all'interno dell'ONU e del WTO.
Allo stesso modo i capitali russi stanno arrivando in Italia, grazie al patto di reciprocità stretto con il governo italiano che prevede l'ingresso diretto all'interno del mercato del gas, andando in un primo momento a sottrarre importazioni all'Eni, con il potenziamento della tubazione mediante il gasdotto Tag. Contatti con Mosca ci sono anche per la Hera e l'Edison, per la Aem che ha preso contatti tramite la Plurigas, per la Asm e le municipalizzate consorziate dalla Confservizi International, e infine per la Sorgenia e la Gas Plus. Restano protagonisti Eni ed Enel, che, formando con la Esn russa il consorzio Ernergogaz, stanno per ottenere una partecipazione rilevante per lo sfruttamento dei giacimenti dell'ArtikGaz della Yukos, in quanto Gazprom non parteciperà all'asta di acquisto, cedendo il passo per avere probabilmente in cambio la cessione della Snam Retegas. La stessa Telecomitalia aveva avuto tra i principali offerenti una compagnia russa, Sistema, che intendeva acquisire parte delle azioni che Tronchetti Provera detiene in Olimpia. È chiaro che, se questi sono i presupposti, Mosca detiene oggi una forte influenza sulla politica italiana, molto più di quanto non la abbia Washington, che ovviamente vuole difendere la sua posizione indiscussa mediante l'ampliamento della Base di Vicenza.
L'Italia è evidentemente terra di scontro, così come lo sono i Balcani, che, grazie all'intervento della Russia, stanno rivendicando, trascinati dalla Serbia, un certo ruolo di protagonismo nella gestione degli affari interni e delle controversie internazionali, come lo dimostra la sentenza di assoluzione dell'Aja e il pugno forte con il Kosovo.
Rivolgendo poi l'attenzione ai paesi dell'Est Europa, del Medioriente e dell'Asia centrale il ruolo di catalizzatore e di accentratore diplomatico è svolto proprio dalla Russia, che non scende a patti con le sette finanziate dalle lobbies del Petrolio.
Il petrodollaro tra dunque fallendo, è questione di mesi probabilmente, e il cambiamento della sfera di potere non potrà che portare a gravi conflitti invisibili o sanguinosi, ma pur sempre distruttivi per l'economia e per gli Stati.

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