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15 gennaio 2008

La Tela: una grande centrale di informazioni


Il quotidiano Korrieri di Tirana pubblica, lo scorso 6 gennaio, con un titolo da prima pagina, l'articolo di Rinascita Balcanica "Bechtel: il vero volto del terrorismo". Si grida allo scandalo contro la multinazionale statunitense, con dei sospetti collegamenti con la famiglia Bin Laden, che sta ora costruendo, "a peso d'oro", la controversa autostrada Durres-Kukes-Morrine.
Una pioggia di accuse cade su Rinascita Balcanica, o meglio su “Ngjallja Ballkanike”, [ in albanese tradotto Risurrezione Balcanica ], criticando la sua redazione, tra complotti e disinformazione. "E' chiaro che abbiamo a che fare con una rete finanziata dagli organismi occulti del governo serbo, attraverso la cosiddetta Republica Srpska". Queste le parole di Gazeta 55 che costruisce così un'assurda teoria in cui Rinascita Balcanica diventa una struttura "ramificata" dei servizi segreti di Belgrado attraverso la Republika Srpska, una centrale di informazioni finanziata a peso d'oro e gestita da Michele Altamura, definito come un portavoce propagandista dei partiti serbi.
Secondo Gateza 55, l'autrice dell'articolo, Fulvia Novellino, "infanga e costruisce un basso edificio di diffamazioni contro una delle aziende più rispettate al mondo, e contro uno dei più importanti progetti stradali come quello Shëngjin-Kukës". In realtà, perdendosi nella gratuita diffamazione, il redattore di Gazeta 55 non ha letto con attenzione l'articolo per capire quello che era stato scritto. Si sono prostituiti così tanto da fare le solite "tragedie balcaniche" per non accettare l'errore e l'evidenza dei fatti. Infatti il legame tra la Bechtel e la famiglia Bin Laden è stato denunciato da un articolo del 5 Maggio del 2003 del New Yorker magazine, e ripreso da tutti i media internazionali come la stessa CNN .

Coloro che dunque hanno fatto questa sterile speculazione su Rinascita Balcanica, parlando della Republika Srpska come una base di riciclatori e di banditi, non sono propriamente dei giornalisti, ma sono "lavandaie", i classici personaggi di Tirana, che quando ti danno una risposta sorridono per darsi un tono, anche se dicono una cosa stupida. Le storie di questo giornale sono più squallide della fantasia stessa, neanche le commedie Messicane hanno osato così tanto. Parlano e raccontano storie, sono il frutto di depravazioni democratiche, ma alla fine sono gli stessi personaggi che nel 1996 si sono fatti manipolare da una zingara di nome Sudja, mentre le finanziarie hanno gettato l'intero Paese in rivolta. È triste ora vedere come, ancora una volta, non si può alzare una foglia senza il permesso dei padroni americani, che danno loro materiale per fare i pappagalli.

È evidente invece la grande vittoria della Tela, che è andata così vicina al cuore del sistema, da far tremare i giganti, che si sono così scoperti, confermando la nostra tesi. Nel tentativo di danneggiare la nostra centrale di informazioni, hanno rivelato le loro più grandi paure, attaccando per difendersi. Dinanzi all'evidenza dei fatti è invece giunto il momento di aprire gli occhi, e di capire come questi tentativi di disinformazione cercano di nascondere la grave truffa che è stata costruita ai danni dell'Albania e dei suoi cittadini.
La Bechtel, ha infatti ottenuto la concessione per la costruzione di parte del tratto autostradale della Durres-Kukes-Morrine, proponendo un contratto di oltre 418 milioni di euro, costo che è già in rapida lievitazione e, secondo molti media albanesi, potrebbe ben presto raddoppiare. Un timore confermato dagli stessi precedenti della Bechtel, come l'autostrada della Transilvania, dove i 2.3 miliardi di euro pattuiti all'inizio del contratto, sono divenuti ben 7 miliardi di euro, e l'opera colossale dell'Eurotunnel della Manche, il cui debito è stato continuamente rinegoziato dal consorzio di Banche finanziatore per essere poi in parte coperto grazie all'intervento del governo inglese e francese. La Bechtel ha inoltre sollevato polemiche e critiche in seguito al crollo del tunnel “Big Dig” di Boston, che ha causato la morte di decine di persone: ora la Procura indaga sulle responsabilità della società, che tuttavia ha offerto 300 milioni di dollari patteggiare l'inchiesta. Non possiamo dimenticare poi come la Bechtel ha gettato nel panico la Bolivia nel 1999, che ha dovuto lottare contro la riduzione dell'erogazione dell'acqua alla popolazione dopo aver ottenuto la gestione allo sfruttamento delle rete idrica. Ricordiamo infine l'articolo che ha fatto così tanto scandalo, che non fa altro che ricordare come la Bechtel ha ottenuto un contratto di ricostruzione oltre un mese prima dell'invasione del territorio irakeno per un valore che si aggira intorno ai 2.8 miliardi di dollari, e si prepara ora a ricostruire gli acquedotti dell'Iraq. Ovunque la Bechtel sia andata, ha portato panico e distruzione: sono centinaia i movimenti di protesta sorti negli Stati Uniti e in America Latina contro i crimini della società americana, rimasti tuttavia nascosti dinanzi all'opinione pubblica europea.

Il legame del terrorismo che si cerca di nascondere è ben diverso, e va al di là della rete di Al qaida. Danneggia gli Stati, indebitandoli fino al collo per milioni di dollari con progetti e infrastrutture il cui costo lievita a dismisura, per poi rivendere il debito agli investitori e ai risparmiatori, con Bonds e titoli che nei fatti non hanno alcun controvalore reale e nessuna garanzia. La maggior parte degli investimenti sono spesso finanziati da banche svizzere, milioni di euro vengono stanziati per studi di fattibilità di progetti che non vengono mai portati a termine. In realtà, dietro ad essi vi sono operazioni finanziarie che solo apparentemente sono strumentali al finanziamento di opere pubbliche, mentre riescono a creare denaro dal nulla per poi costituire la capitalizzazione di società e banche.

Tale verità sta così venendo a galla grazie alla Tela geopolitica che sta unendo le menti e i dissidenti di ogni parte del mondo e sta portando alla luce quanto di oscuro e terribile si nasconde nel nostro sistema economico. Non è il terrorismo, non è Al qaida, ma è la rete del terrore fatta da banche-multinazionali-disinformazione, che costruisce una trappola sanguisuga per i popoli, gettati così nella guerra e nel terrore perpetuo.