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19 febbraio 2008

Lettera aperta alla Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai

Il Quotidiano della Sinistra Nazionale "Rinascita" pubblica una lettera aperta rivolta alla Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, per denunciare la continua esclusione della testata da ogni partecipazione televisiva e ricordare a tutti gli italiani che la politica la fanno ancora i cittadini, ma soprattutto che " lo Stato siamo Noi, perché l’unica sovranità è quella popolare".

La politica è diventata uno spettacolo e come tale sembra dover ormai rispondere solamente alle regole dell’audience televisiva. I programmi dei partiti non si discutono più nelle sezioni dei medesimi, ma vengono elaborati in officine del pensiero (che però non assomigliano per nulla a quelle vere degli operai) e portati a conoscenza del grande pubblico non attraverso riunioni o comizi, ma tramite i salotti televisivi. Lo spettacolo che ne viene fuori è indecente: una gara tra emittenti (Rai e Mediaset), tra chi ha l’ospite più importante, il confronto più intrigante, ma non in senso politico quanto piuttosto “spettacolare”.

Ecco quindi spiegate le frequenti comparsate di certi personaggi che pur rappresentando partiti con percentuali elettorali da prefisso telefonico garantiscono, per il linguaggio pittoresco, per l’aspetto fisico attraente, per il cognome “importante”, per il coinvoglimento in qualche gossip, un elevato interesse di pubblico. Naturalmente questa frequenza televisiva premia anche i personaggi in questione ben oltre i loro meriti. Un altro aspetto indecoroso è rappresentato dal modo di condurre le interviste da parte dei giornalisti in studio. Un piccolo gruppo, sempre gli stessi, al massimo una trentina, di privilegiati. Succede così di vedere giornalisti nel libro paga della famiglia Berlusconi eseguire interviste fin troppo accomodanti al Cavaliere oppure, di contro, assistere ad interviste che sembrano comizi astiosi da parte di coloro che sono in servizio permanente effettivo della sinistra. Ovviamente tutto questo avviene anche a parti rovesciate.

E la cosa più ridicola è che in fondo tutti dicono le stesse cose. Lo ammettiamo, siamo nostalgici. Abbiamo nostalgia dei bei tempi di “Tribuna elettorale” e di “Tribuna Politica”. Abbiamo nostalgia di tribune vere, con una vera platea di giornalisti rappresentanti di tutta la stampa nazionale che facevano domande vere a politici veri. A tutta la stampa era garantita la partecipazione ai dibattitti e le domande venivano fatte secondo una turnazione che veniva inizialmente stabilita da un sorteggio. Non poteva succedere che un giornale come Rinascita, una realtà editoriale, piccola ma peculiare, venisse sistematicamente escluso da ogni partecipazione televisiva, magari a vantaggio di quotidiani assai virtuali e certo non nazionali, i direttori dei quali sono invece abituali ospiti dei vari salotti. Sia chiaro, non abbiamo alcuna fregola di intervistare Veltrusconi, ma vorremmo porre ai signori del Palazzo quelle domande che tutti gli italiani si fanno e che invece la stampa compiacente si guarda bene di fare. Questo potrebbe servire non tanto a scegliere tra gli uni e gli altri, ma tra loro e ”noi”, intesi come il popolo italiano. Gli italiani potrebbero capire che Lorsignori non sono lo Stato, ma solo coloro che lo hanno abusivamente occupato. Potrebbero capire che lo Stato siamo Noi, perché l’unica sovranità è quella popolare. Ma forse è proprio per questo che tengono Rinascita fuori dalla porta. Anzi dalla porta a porta.

Ugo Gaudenzi
direttore di Rinascita