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14 marzo 2008

Da che parte sta la Tela?


Nel caos della campagna elettorale molti hanno chiesto "da che parte sta la Tela", a favore di chi si sarebbe schierata, se e con chi ha fatto delle alleanze. Molti ci hanno proposto delle soluzioni politiche, o una qualche strategia per poter capire come orientarsi in questa giungla elettorale. Siamo spiacenti di non avere la risposta che ognuno di voi vorrebbe, ciò che possiamo dirvi è ciò che siamo, ciò che abbiamo fatto e cosa ancora dovremmo fare. La Etleboro da tempo sta costruendo la sua Tela e offre a tutti il suo sostegno, indistintamente, viaggiando al di sopra dell'ideologia politica e del piccolo "associazionismo" che chiude tutti nel proprio mondo. Tutti hanno contribuito a costruire questa Tela, imprenditori, studenti, ricercatori, che hanno dato il loro sapere per realizzare un progetto straordinariamente rivoluzionario che dà alla comunicazione un nuovo concetto di informazione. Tutto questo è stato fatto senza l'aiuto di nessun politico ma semplicemente dal raggruppamento delle forze di ogni persona che poteva dare qualcosa.
Ormai sono diversi anni che grazie alle aziende che ci hanno dato fiducia, abbiamo dato delle soluzioni per scongiurare l' usura informatica, e dare anche ai piccoli un sistema, per far vivere e crescere la propria azienda in maniera sostenibile. In 5 mesi, grazie alla Tela, siamo riusciti a creare un nuovo nektwork balcanico che oggi con forza si è imposto contro colossi dell'informazione e della disinformazione. Siamo entrati di prepotenza così in quel labirinto senza molte vie d'uscita dei Balcani, dove ogni media è rigorosamente controllato e guidato con dosi di propaganda e di finanziamenti. Rinascita Balcanica ed Evropa Nacija realizzano così un grande progetto di perfetta comunione tra il Quotidiano Rinascita e la Etleboro, dando vita ad un vero e proprio media seguito da oltre 5000 persone, e con contatti che si estendono in tutti i Balcani. Il risultato è stata una grande vittoria contro quelle forze invisibili che vogliono far tacere la verità, e non tollerano le anomalie del sistema che non possono essere controllate.

A rendere più incisiva e diretta l'opera di sgretolamento della disinformazione che ci circonda, sono state le indagini nel cuore del mondo finanziario che regge il nostro sistema economico, dall'esplosione del Caso Mattei sino all'inchiesta dei collaterali della Federal Reserve, portando alla luce verità molto importanti e nello stesso tempo molto delicate. Abbiamo dedicato il nostro lavoro alla ricerca di una comunicazione con il mercato di "sottobosco", fatto di truffe, di operazioni illecite architettate da brokers e da fiduciarie al servizio di potenti. Abbiamo così individuato l'esistenza di Garanzie Bancarie presumibilmente emesse dalla Gazprombank, e che invece creavano in maniera fittizia più di 700.000.000 di euro, ottenendo un riconoscimento da parte della grande banca russa che ha sottolineato l'importanza del nostro contributo. Successivamente abbiamo scoperto l'esistenza di una truffa nei confronti del Ministero delle Finanze del Giappone, per oltre 3.000.000.000 di dollari, che ci ha così mostrato i suoi ringraziamenti includendo i documenti da noi inviati nel loro database di security.
A poco a poco siamo entrati nel sistema dei collaterali Petrobras e dei Buoni del Tesoro Brasiliani, che vedeva direttamente o indirettamente coinvolta la UBS Bank, che ha depositato e forse anche utilizzato i titoli come strumento per creare denaro e capitalizzazione. La stessa UBS Bank protagonista del Caso Mattei, legata alla Podgorica Bancka e al Governo del Montenegro.
Una vicenda questa che ha segnato una linea di confine tra noi e la UBS Bank, rimasta evidentemente infastidita dalla nostra intrusione che si è lasciata sfuggire una dichiarazione di "no comment" sin troppo eloquente. Dopo di noi, nessun altro media internazionale, si è azzardato ad entrare in questa vicenda nella maniera più assoluta, come nessun politico Europeo ha commentato o preso una posizione su quanto sia accaduto.

Ricordiamo però l'intervento del Rappresentante della Commissione Europea Doris Pack, che ha replicato sulla vicenda prendendo le dovute distanze nei confronti del Montenegro e del suo Premier Milo Djukanovic, direttamente coinvolto. Ci saremmo aspettati un gesto anche dal Premier uscente Romano Prodi che, quando era Presidente della Commissione Europea attaccava il Governo Montenegro accusandolo di essere il viatico mafioso del traffico di sigarette ai danni della Comunità Europea per miliardi di euro. Non dimentichiamo l'attuale Governatore della Regione Abruzzo, che nel 2001 attaccava l'allora Presidente del Montenegro di essere colluso con organizzazioni mafiose. Ma, a quei tempi, era comodo cavalcare l'onda del giustizialismo, per avere così un valido strumento di propaganda politica, da gettare nel momento in cui cambiano le mode. Ora invece vi è la tendenza opposta, perché l'Europa, e lo stesso ex Ministro degli Esteri Massimo D'Alema parla di cooperazione con il Montenegro, lasciando poi che l'attuale Ministro degli Esteri dello Stato del Montenegro Milan Rochen attaccasse pubblicamente l'operato dei Pubblici Ministeri della Procura di Bari.
Bisognerebbe ricordare al Ministro Massimo D'Alema che la legge non vale solo quando si attacca Silvio Berlusconi o un politico di Centro-Destra, utilizzando la magistratura come paladina di propaganda, ma anche quando occorre fare scelte difficili e condannare personaggi in vista. Tuttavia, se personaggi come Milo Djukanovic - indagato e in attesa di essere rinviata a giudizio da un Tribunale Italiano per i reati di Associazione Mafiosa finalizzata al traffico illecito e riciclaggio di denaro - continui a godere della protezione e del sostegno dell'Unione Europea, vuol dire che l'intero sistema politico è fallito. Tutti gli equilibri sono saltati e la Giustizia sociale non esiste, e , quel che più è peggio, è che esiste solo per i comuni mortali, che rappresentano nient'altro che una statistica e carne da macello. In un certo senso, le lobbies bancarie e i centri di potere, hanno ormai tutto sotto controllo, tale che persino il voto diventa un gesto superfluo, anche se importante e prezioso. Dove ci hanno portato con le loro teorie e le loro megalomanie? Ad un sistema di stentata sopravvivenza, in cui viene rimesso in discussione il diritto di sostentamento delle persone.

Ora, per rispondere alle domande delle persone che ci hanno chiesto per chi votare, non possiamo che dire "votate per chi vi pare, o per chi vi sentite di farlo, per un amico, un parente", e per chi fantastica sull'astensionismo, sappia che il suo voto sarà comunque un voto. E il voto è un diritto che per essere conquistato si sono combattute guerre sanguinose, basta leggere la storia. Per chi invece si sente fallito e dà la colpa al sistema, sappia, in cuor suo, che anche lui ne fa parte. La Etleboro, dal canto suo, è pronta a fare alleanze con tutti, sempre che sia disponibile ad entrare in un contesto di "Tela", dove vi sono dei doveri e delle regole imposte dai componenti, dai gruppi e dai singoli, ma soprattutto delle responsabilità nei confronti di chi aderisce. Siamo così disposti ad accogliere chiunque, anche un partito politico che sia disposto ad entrare nella Tela, in un sistema che non accentra potere che dà ai suoi componenti la sovranità di se stessi e la solidarietà della tela. È tutto qui, non c'è altro. Tutto il resto sono chiacchiere e depravazioni.