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19 maggio 2008

Diffamazione gratuita contro Etleboro


Dopo la polemica della "neificazione dei neo-fascisti" , continuano le critiche nel tentattivo di mascherare la manipolazione delle foto dei ragazzi di Verona. Il Corriere della Sera ha così sostituito subito le foto, ma restano ancora le tracce della manomissione ad opera della redazione o delle società di comunicazione che hanno fatto circolare irresponsabilmente le foto.

L’improvvisa "neificazione" dei neo-fascisti sembra che abbia richiamato l’attenzione di molti, che increduli hanno voluto toccare con mano le manovre della disinformazione. Abbiamo ricevuto molte e-mail, con congratulazioni e critiche per la manipolazione delle immagini dei ragazzi di Verona; alcuni ci hanno accusato di diffamazione, altri hanno persino insinuato che le foto sono state manipolate da noi, facendoci così "lezioni di informazione". Accettiamo volentieri ogni critica o accusa, purchè sia costruttiva e contribuisca sempre alla ricerca della verità di ogni fatto, e ovviamente siamo sempre pronti a discutere della vicenda ovunque vogliate. Il Corriere della Sera intanto sostituisce subito le foto incriminate e fa piazza pulita, giocando la sua partita facendo trasparire la loro versione dei fatti, e dipingendo noi come vili complottisti in maniera molto sottile.

La redazione del Corriere è stata subito contattata per aver spiegazione in merito alla manipolazione della foto, e di tutta risposta hanno affermato che le foto "vengono fornite da società ci comunicazione, che si avvalgono della possibilità di segnare le foto", per tracciarle. Sembra tuttavia strano che, delle foto inviate ai media dalla polizia siano state manipolate, anche solo per aggiungere un semplice puntino nero, deontologicamente è inammissibile. Hanno così sostituito subito le foto, tale che ora, l’unica copia che comprova la manipolazione è il nostro articolo, e rimangono solo i titoli dei neo-fascisti che, alla fine, la dicono lunga sulla disinformazione. Infine, ci hanno inviato la copia elettronica della stampa del Corriere della sera, a prova che l’edizione stampata non ha riportato le stesse immagini ritoccate. Pare che solo l’edizione web, che ha lanciato in anteprima le immagini, sia stata manipolata. Tuttavia, vorremmo far notare che, nella pulizia effettuata, è stato dimenticato un piccolo particolare, ossia la foto d’anteprima della galleria di immagini delle foto degli aggressori di Verona. La foto, anche se molto piccola, lascia intravedere il piccolo neo, dimostrando così, in maniera evidente che la fonte delle foto manipolate non può essere la nostra. Inoltre la stessa agenzia Adn Kronos ha “dimenticato” una foto ritoccata, dimostrando dunque che qualche società di comunicazione ha messo in circolazione queste foto. Ci chiediamo quando toglieranno anche quest’ultima foto e chiederanno scusa a tutti i lettori, dando una valida spiegazione di tale azione. Ci devono infatti spiegare perché lo hanno fatto, considerando che milioni di persone hanno visto quelle foto e hanno l’idea che esistono dei gruppi neofascisti violenti composti da ragazzini.

Il triste epilogo di questa brutta faccenda è una realtà molto più terribile di quella che i giornali vorrebbero lasciar trasparire. L’atto di violenza in sé va condannato, perché dei ragazzini hanno picchiato e, sicuramente in maniera non volontaria, hanno ucciso un loro coetaneo, per un motivo banale, ma certo non legato alla politica o alle ideologie. È stato un gesto terribile, indice di grave malessere avvertito soprattutto tra le classi più vulnerabili come ragazzi, ma certo non è il frutto di gruppi di azione politica reazionari. A questo punto sarebbe più utile spiegare perchè siamo arrivati a questo punto, e perché i media si sono abbassati al punto da trasformare un gruppo di ragazzini in squadristi neo-fascisti. Crediamo che veramente si è persa la ragione, la ragionale percezione degli eventi. Magari sarà stato un errore di un tecnico, di un grafico o di un giornalista, ma il Direttore o il responsabile per l’edizione web sono lì per controllare e supervisionare, affinchè certi errori non si verifichino. E comunque, quando si sbaglia, i grandi giornali chiedono scusa, con una nota di Errata Corrige che abbia una visibilità altrettanto evidente rispetto all’errore commesso. Ora, chi ci ha scritto insinuando la nostra colpevolezza e calunniandoci gratuitamente, si faccia un esame di coscienza, e ammetta l’errore, senza però creare delle false contro-accuse per nascondere i propri errori.

È ora di finirla con questo giustizialismo, con le morali, con le polemiche sui falsi in bilancio, sulle storie di complicità con la mafia, perché la prima entità mafiosa è proprio lo Stato che vive della connivenza con certi poteri criminali. Il tutto si riduce in un concetto filosofico, secondo il quale se l'uomo evolve, il sistema ha bisogno di una riforma: in paesi comunisti vi era la condanna per agitazione e propaganda, che infliggeva 10 anni di carcere, noi abbiamo il terrorismo oppure il riciclaggio, semplicemente perchè abbiamo sistemi economici diversi. Se nei Paesi dell’Est esisteva il "poli bureau", la cosiddetta polizia politica, noi abbiamo la Digos, che decide come e dove certe informazioni devono passare, mentre altre no. E questa è proprio la dimostrazione che esistono delle centrali di disinformazione, di ciò che noi raccontiamo da diverso tempo: oggi parlano di neofascisti quando non c’era nessun elemento per avallare questa ipotesi, hanno parlato skin-heads quando, vedendo i loro volti si poteva capire subito che non nessuno tra di loro aveva "la testa rasata". I politici hanno così potuto avere la possibilità di parlare inutilmente di questo in inutili trasmissioni televisive nei salotti di Porta a Porta ed altri, per discutere su fatti infondati e senza nessuna documentazione certa. Così oggi sentiamo parlare di neo-fascismo, delle mafie di Gomorra, delle caste, ma non abbiamo mai seguito sugli stessi media le truffe sull’anatocismo, sul decreto salva-banche, e sugli accertamenti contro i direttori degli istituti di credito che si servivano delle mafie locali per ricattare imprenditori e per colonizzare le attività economiche di un territorio. Ecco che così vediamo di giorno in giorno aumentare i messaggi mediatici contro "lo straniero", contro la criminalità organizzata di matrice estera, e contro le frange estreme, per dare così l’impressione che certe forze stanno crescendo per minacciare la nostra bella e tranquilla società.
Rispediamo dunque al mittente tutte le accuse che hanno rivolto contro di noi: siamo una piccola organizzazione e dimostriamo sempre quanto affermiamo e non ci nascondiamo dietro dei nickname, e semplicemente pretendiamo che anche gli altri facciano altrettanto.