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27 maggio 2008

I nuovi travestiti

Dopo il convegno organizzato dall’Associazione Edera, con la collaborazione della redazione del Quotidiano di Rinascita, “Morte di una Nazione?” , tenutosi a Bologna lo scorso sabato, è stato diffuso un comunicato dal comitato antifascista bolognese in cui per inneggiare all'ennesima crociata della lotta al "neo-fascismo". Il comunicato è stato preceduto dal lancio di una molotov la sera prima, da parte di soggetti non identificati. ( Foto: manifestazione V-Day a Bologna )

La propaganda del neo-fascismo e dell’ultranazionalismo comincia ad essere sempre più pungente e reale. Dopo il convegno “Morte di una Nazione?” tenutosi a Bologna lo scorso sabato e organizzato dall’Associazione Edera, con la collaborazione della redazione del Quotidiano di Rinascita, è stato diffuso un comunicato dal comitato antifascista bolognese in cui per inneggiare all'ennesima crociata della lotta al "neo-fascismo". Il comunicato è stato preceduto dal lancio di una molotov la sera prima, da parte di soggetti non identificati. Travestiti da militanti di estrema sinistra, si sono scontrati contro il "fascismo" e contro quei movimenti che, in difesa della sovranità di ogni nazione, cercano nella politica un’alternativa alle assurde privatizzazioni e alle strategie di terrore psicologico.
Puntano così il dito contro Raffaele Ragni, componente della redazione casertana di Rinascita, e contro il direttore del Quotidiano Ugo Gaudenzi, che da anni lotta in prima persona per la libertà e l’indipendenza dell’informazione. Eppure, sentendo le parole e il rancore di questi soggetti che hanno attaccato Rinascita, non sembra trattarsi di semplici manifestanti anti-fascisti o "comunisti", anche perché sappiamo bene che i movimenti di sinistra si stanno trasformando e sempre più si stanno allontanando da questi vecchi stereotipi, per confluire nei meet-up di Grillo o di Di Pietro, o ancora nell’astensionismo.
Questo linguaggio con parole come nazi-maoista, forza-nuovista, squadrismo e ultra-nazionalismo, ormai appartiene solo a certi uffici di polizia politica, che alimentano una propaganda ben studiata al solo scopo di far rivivere certe ideologie che, in realtà, il tempo e la società hanno trasformato e si sono radicate in maniera differente tra le persone. Per dirla a parole semplici, solo certi personaggi dei servizi ancora parlano del "fascismo" e delle frange squadriste, ormai sembrano quasi ossessionati da certe immagini che ancora fanno rivivere la paura del vecchio totalitarismo.

Si travestono da no-global per aggirarsi in certi ambienti e fomentare lo scontro, l’avversione e lotta contro chiunque cerchi di uscire da questa melma di giustizialismo e di falsa resistenza, contro chi trova nel malessere comune una spinta per dare una diversa soluzione e non per gridare al complotto e costruire delle sette. Il quotidiano di Rinascita, così come tanti altri piccoli movimenti che si stanno formando, sono la chiara espressione che esiste una coscienza collettiva che va al di là della politica, e chiede rispetto e libertà fuori dai meccanismi imposti dalle Commissioni Europee, dagli hobbisti che siedono in Parlamento e dai pensatori che bazzicano in rete nel tempo libero.

Essere fuori dell’informazione e della contro-informazione manipolata costituisce un vero pericolo per chi manovra il potere e masse, perché è fuori da ogni controllo. Le molotov contro Rinascita, contro un gruppo di persone che si sono riunite per discutere di valori civili ormai comuni ad ogni sorta di religione o di dottrina politica, dimostra, ancora una volta, che fa davvero paura il pensiero libero. Se così non fosse, sapreste spiegarci perché non vengono attaccate le riunioni di sindacati, o i comizi di Grillo o le assemblee delle associazioni no-global? È evidente che spaventa molto di più la possibilità che si diffonda una forma di disobbedienza persino ai vecchi stereotipi della politica, piuttosto che gruppi di manifestazione contro "il conflitto d’interesse", contro "le legge ad personam" o "le frequenze di Rete quattro". Mentre una massa di "commentaristi" che si dilettano a riempire forum o blog con minacce di rivoluzione per poi tornare alla vecchia routine fatta di mutui, ci sono persone che lavorano 20 ore al giorno per cercare in un nuovo sistema di dialogo la giusta base da cui partire per riappropriarsi della propria libertà ed indipendenza.