Motore di ricerca

24 giugno 2008

La beffa dei server americani


Riceviamo e pubblichiamo alcune delle e-mail che ci sono state inviate in seguito all'emergenza creata dall'interruzione del servizio di hosting da parte della società statunitense Bluehost. Questa infatti ancora continua ad affermare che il nostro server è stato attaccato, però allo stesso tempo non fa nulla per ritornare alla normalità e ci chiede di trasferire i nostri siti presso un altro Provider senza dare alcuna motivazione e senza fornirci i "nomi e cognomi" dei diretti responsabili a cui far riferimento. Inspiegabilmente, proprio il Paese che è stato vittima di un attentato non vuole rilasciare nessuna dichiarazione né alcun nome, figuriamoci un indirizzo. Ci chiedono di inviare i dati di passaporti e carte di credito, e in risposta ci mettono in comunicazione con "Brendon, Susan, e Bill", tutti operatori senza un nome un cognome, figli di madre e padre sconosciuti. Il sogno americano non esiste, perché non hanno neanche più il coraggio di dire i loro nomi, perché sono degli invisibili, un numero, senza padri e senza storia, ormai sono solo una statistica. Ecco quindi cos'è la vera democrazia americana, quella che permette al Pentagono di attribuire ad un massaggiatore di 22 anni un tender di 250 milioni di dollari per commerciare armi dirette in Afghanistan, le stesse che esploderanno in un deposito radendo al suolo un intero villaggio in Albania.

Nonostante questo grande disagio le persone ci sono rimasti vicini con il loro calore, inondandoci di messaggi e di e-mail, anche se tra di loro discordanti. Cogliamo così l'occasione per ringraziare pubblicamente tutte le persone che ci hanno teso una mano, chi ci ha dato dei consigli. Oggi siamo tutti una Tela e il nostro progetto è un treno che avanza senza sosta: noi non gridiamo ai megafoni, né tanto meno siamo figli del copy and paste. Siamo un'intelligence, che resta in piedi dinanzi ad un tentativo subdolo di metterci fuori gioco. Molti hanno esultato alla chiusura del nostro sito che viene bloccato senza una spiegazione, e a questo punto difficilmente riusciremo mai a sapere la verità, possiamo solo avvicinarci a intuirla. La verità è che siamo stati definiti come dei "parassiti" del web, perchè il nostro sistema sfrutta un sistema già esistente incanalando le informazioni nella Tela anziché nel motore di ricerca. Siamo sulla buona strada, e lo dimostrano tutti i 7 milioni di informazioni, una rete che controlla già 3500 website, un sistema di aggiornamento dei dati che permette di incrociare le informazioni e creare una radice. Un sistema che in definitiva è stato ideato per scovare il Crimine invisibile, chi gestisce l'informazione e le scatole cinesi, le matriosche, e con esso vi abbiamo mostrato documenti, dossier e indagini.


«Questa mattina con Mio sommo stupore, ho appreso che i siti internet di Etleboro e di Rinascita Balcanica, sono stati chiusi. Preoccupato di quanto stava succedendo, Mi sono messo in contatto con Michele Altamura, il quale Mi ha informato che il Server Americano, senza dare nessuna spiegazione e contravvenendo agli accordi presi, ha oscurato i siti . Ora è chiaro che tutto questo, accade per il solo fatto che sia Etleboro che Rinascita Balcanica hanno creato, e lo fanno tutt'ora, fastidi a gruppi di potere molto forti e molto potenti. Io che collaboro con Michele Altamura da otto mesi, posso garantire che, oltre ad essere un ottimo giornalista, è soprattutto un personaggio che del suo lavoro ne fa una questione di vita, basandolo sulla correttezza, sulla trasparenza e sempre alla ricerca della verità. Io in questi mesi, ho sentito degli "idioti" che hanno identificato Michele Altamura come il giornalista dei Russi e dei Serbi: una considerazione puerile e poco intelligente. Michele Altamura con il suo lavoro ha evidenziato in questi mesi tutte le porcherie che i mercati finanziari hanno fatto e stanno facendo, al punto tale che gli stessi operatori e lo stesso mercato è sull'orlo del fallimento totale. Se questo significa essere in favore dei Russi e dei Serbi, allora Io stesso Mi schiero totalmente accanto ad Altamura. Noi cari signori, siamo pronti a qualsiasi confronto con chiunque continui a screditare il lavoro fatto fino ad oggi sia da Etleboro che dalla Tela, e siamo pronti ad avere confronti con chiunque si faccia avanti. Quello che è stato fatto sino ad oggi, è la prova che in questi mesi abbiamo colpito nel segno e quello che Noi chiediamo è di avere supporto etico morale da parte di chi fino ad oggi ha creduto e crede tutt'ora nel lavoro svolto. Con queste Mie poche righe, voglio comunicare a Michele Altamura e a tutto il gruppo di lavoro, la Mia totale solidarietà e nello stesso tempo dico : andiamo avanti per la Nostra strada, continuiamo a vigilare sul mercato e a segnalare tutto ciò che succede sempre nella massima trasparenza. »
Oriano Mattei


«Babbei, vi hanno fregato questa volta, la pagherete cara adesso che vi stanno tutti addosso. La Tela e tutte le vostre storie se ne vanno in fumo, perchè presto chiuderanno questa specie di blog, con tutte le denunce che stanno piovendo, dopo la diffamazione e gli assurdi castelli che avete fatto. Ve la prendete con il Provider adesso, ma perchè non andate dai vostri amichetti serbi a farvi difendere? Vedrete che adesso Indymedia riapre, dovete ritornare alla vostra Chiesa e dovrete strisciare. Stavolta siete davvero sull'orlo del precipizio, e noi resteremo a guarda mentre crollate.»
G.R

«Mi aspettavo che accadesse una cosa del genere dopo la vostra grande espansione. Siete ovunque su internet, avete toccato i punti nevralgici dei giganti del web, e non solo dei media, ma anche di Google e Youtube. Non esiste nulla di simile in Italia, che cresce con questa velocità nonostante sia così piccolo. E' naturale che fate paura, e ne farete ancora di più quando passata questa bufera, sarete più forti di prima.»
Alfonso