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29 agosto 2008

Il Tribunale dell’Aja accusa il suo ex portavoce


All'indomani della sua testimonianza in difesa di Karadzic, il Tribunale dell’Aja accusa Florence Artmann, ex portavoce e stretta collaboratrice di Carla del Ponte nonchè autrice del libro "Pace e condanna" per aver pubblicato informazioni segrete e per oltraggio verso l’Assemblea del tribunale. Rischia una pena di 100.000 euro di multa oppure 7 anni di carcere.

Già tanto assurdo per sé stesso, il Tribunale dell’Aja continua a rendersi ridicolo annunciando l'accusa verso Florence Hartmann, ex portavoce e stretta collaboratrice di Carla del Ponte. Hartmann, che ha pubblicato il libro "Pace e condanna" lo scorso 10 settembre 2007 con la casa editoriale Flarion di Parigi, è stata accusata per aver pubblicato - alle pagine 120-122 - le dichiarazioni di Consiglio di protesta del Tribunale dal 2005 al 2006, in quanto appartenenti a documenti segreti. Sotto accusa vi è anche il testo dal titolo "Il cruciale documento nascosto di genocidio" pubblicato dall'organizzazione inglese "Bosnian Institute" il 21 gennaio 2008, redatto proprio dalla Hartmann. L'Assemblea del Tribunale ha dato ordine che Florence Artmann si presenti dinanzi al tribunale il prossimo 15 settembre per rilasciare una sua dichiarazione sui due punti di accusa: pubblicazione di informazioni segrete e oltraggio verso l’Assemblea del tribunale. Ironia della sorte, quelle "informazioni segrete" del processo di Slobodan Milosevic, che hanno contribuito a criminalizzare il Presidente serbo, ora si ritorcono contro di lei, rendendola vittima dello stesso Tribunale dell’ingiustizia.


Come conferma la Hartmann, Belgrado aveva chiesto prima di inviare i rapporti presso il Tribunale dell’Aja, di mettere sotto protezione i dossier che potevano mettere a repentaglio la Sicurezza dello Stato. "I giudici hanno accettato la proposta di Belgrado, stabilendo che le parti più delicate dei rapporti non potevano essere inviate presso il Tribunale Internazionale dell’Aja - scrive la Hartmann nel suo testo per l'Istituto bosniaco concludendo - i giudici hanno nascosto il materiale cruciale al pubblico soltanto per proteggere la Serbia davanti al tribunale dell'ONU". Questa sua dichiarazione sembra davvero assurda, considerando che proprio le truppe dell'ONU sono state coinvolte nei crimini di guerra quando hanno aiutato e aperto la strada tra Croazia e i porti di Spalato dove sono giunti i Mujaheedin dagli altri paesi del Medioriente in Bosnia. Lo stesso è accaduto in Croazia durante l’Operazione Tempesta, dopo chele truppe Nato hanno contribuito all’eccidio del popolo serbo della Krajina. Non possiamo certo credere che Tribunale dell’Aja aveva l’intenzione di proteggere la Serbia, perchè finora non si è dimostrato altro che una Corte marziale per condannare il popolo serbo. Le percentuali di condanna, sfavorevoli al di sopra di ogni dubbio nei confronti della Serbia, sembrano contraddire con molta facilità la dichiarazione della Hartmann, che ormai ha perso credibilità persino dinanzi a quell’Istituzione che rappresentava.

Sembra tuttavia strano che, nonostante la pubblicazione del libro risalga ad un anno fa, si decida solo adesso di accusare la Hartmann, che potrebbe divenire un elemento importante della difesa di Karadzic. Infatti, ha accettato di essere testimone di Karadzic, dopo che nei suoi saggi ha confermato che esisteva il famoso accordo tra America e Karadzic, individuando con precisione i responsabili della regia di Srebrenica. Improvvisamente è diventata un pericolo per molti, e proprio quando lo stesso Karadzic diventa pericoloso per la credibilità della Comunità Internazionale. Così, cercano in ogni modo di screditare la sua figura e il suo processo, cambiando le accuse, arrestando i possibili testimoni e imbrogliando i fatti. I dati che sono in possesso dell'Artmann sono una vera bomba che potrà scoppiare da un momento all’altro, e L’Aja sicuramente non permetterà che questo avvenga, al punto che decide di accusarla di oltraggio con una pena di 100.000 euro di multa oppure 7 anni di carcere.

Lo stesso potrebbe accadere al Vice Presidente del partito radicale, Aleksandar Vucic, che ha dichiarato alcune informazioni segrete sul caso Seselj, e qualora sarà accusato, non potrà più essere il consigliere di Seselj durante il suo processo. Questi sono senz’altro i primi segnali che dimostrano quanto il Tribunale teme la verità che prima e poi sarà scoperta, e metterà fine alle finzioni, alle ingiustizie e alle bugie di questa Corte delle multinazionali. Giorno dopo giorno diventa sempre più evidente che i veri criminali sono stati liberati e coloro che si trovano ora in carcere, sono solo dei prigionieri politici che non avranno mai giustizia. Non ci meraviglieremmo più di tanto se L’Aja decidesse di processare anche l’ex Procuratore Carla del Ponte, perchè anche lei dice di aver pubblicato dei dati considerati come segreti, e i soldati dell'esercito olandese che hanno partecipato all'operazione di Srebrenica, perché hanno accettato volontariamente di testimoniare. Resta soltanto da vedere quali saranno le ennesime pratiche di ostruzionismo per occultare ancora una volta la verità. Sono già tanti i "suicidi" avvenuti in situazioni non molto chiare.

Rinascita Balcanica