Motore di ricerca

15 ottobre 2008

Le ideologie fallite


Il tempo e gli eventi hanno trasformato le persone, la loro percezione del ruolo e del significato della politica, dimenticando ideologie e dottrine, per far posto al cinico "utilitarismo", alzando la bandiera del vincitore di turno. Oggi non esiste più la politica, c’è solo chi vince e chi perde.

Oggi non esiste più la politica, c’è solo chi vince e chi perde. Questa è l’amara constatazione di chi ha visto cadere sia il comunismo che il capitalismo, lasciando ai posteri conflitti, crisi finanziarie e terrore. Il tempo e gli eventi hanno trasformato le persone, la loro percezione del ruolo e del significato della politica, dimenticando ideologie e dottrine, per far posto al cinico "utilitarismo", alzando la bandiera del vincitore di turno. I miti di un tempo sono divenute semplici icone del passato, anacronistiche immagini di una società che non ci appartiene più. Non esistono manifestazioni di massa che non siano manipolate da quelle stesse forze che si vogliono combattere, non esiste partito che non sia anche lobby economica, non esistono leaders che non siano predicatori costruiti su misura da campagne pubblicitarie. È finita un'epoca, e che lo vogliamo oppure no, dobbiamo adeguarci perché, al contrario, sarebbe una partita persa sin dall’inizio.

Ancora oggi si scrivono saggi sulla morte di Mussolini o sulla Repubblica di Salò, giusto per fare "intellettualismo" fine a sé stesso, senza rendersi conto che tutto fa parte della storia, e ormai ha poca importanza. Fascismo, nazismo, comunismo, socialismo, sono solo concetti astratti, utilizzati per speculare di "ideologie", quando in realtà la gente sta alla "canna del gas" e cerca delle soluzioni vere, immediate ed efficaci. Molti ancora parlano di revisionismo, di estremismo, chi dice di essere la "vera sinistra" accusando i falsi comunisti, mentre i nuovi borghesi e gli annoiati si travestono da neo-nazisti o da no-global, a seconda che i genitori erano o meno dei "sessantottini". Anni fa, chi non riusciva a costruire il proprio futuro in patria scappava, viaggiando sui treni degli emigranti e divenendo stranieri anche nella propria terra. Sulle stesse navi che collegavano Bari e Durazzo, non vi erano solo albanesi che viaggiavano verso la democrazia, ma anche chi fuggiva dai debiti. Nessuno allora è riuscito a fermare quel disastro socio-economico, e chi diceva di avere una "soluzione" ad ogni problema è stato il maggiore responsabile. Oggi, in un modo o in un altro sta accadendo la stessa cosa, solo che in maniera diversa.

La politica oggi si fa nei consigli di amministrazione di società e multinazionali, dei giganti dell’informazione e dei gruppi bancari. Questo perché si sono appropriati delle parole e dei concetti che costituivano ogni teoria socio-politica, per utilizzarla all’interno di un libro di marketing, e raggirare ancora più gente. Basti pensare alla bandiera dello Stato italiano, che sfila nelle strade e tra la gente solo per festeggiare la vittoria di una partita di calcio. A vedere queste immagini, come si può non provare pena per chi ha combattuto nel passato per creare una nazione, che oggi viene usata come simbolo di una squadra di calcio, che è a sua volta una copertura per operazioni di finanziarie e di trading.
All’interno della rete si vengono così a creare nuove correnti pseudo-politiche che servono solo a trascinare la gente nelle piazze, a sfilare con bandiere della pace e di Che Guevara, illudendosi ancora che esiste una politica apartitica, o un partito apolitico. È solo una finzione vuota e prima di significato, l’Italia non trarrà mai beneficio da chi afferma di essere "la soluzione" a tutti i mali. C’è poi chi sceglie di essere "democratico", e di partecipare nel proprio piccolo a questo simulacro di società civile, perchè in qualche modo bisogna stare da qualche parte, bisogna fare una "scelta politica". Peccato che ci si accorge sempre troppo tardi che si percorre una strada che non porta da nessuna parte, e si rimane sulla soglia della sostenibilità.

Le elucubrazioni politiche hanno distrutto queste società civile, e le false ideologie alla fine hanno sempre venduto i popoli, che inconsapevolmente hanno cominciato a combattere credendo di lottare per uno Stato, mentre morivano per le Banche e gli interessi dei poteri forti di turno. Ancora oggi, chi scende a combattere guerre estremiste non fa altro che assecondare questo sistema perverso di antagonismo tra combattenti e capitalisti.
Visti i risultati di anni di politica, non crediamo sia giusto ed onesto rimettere la propria vita nella politica, perchè non crediamo nel populismo, nelle masse, a queste società sintetiche nazo-comuniste fatte di automobili sportive, carte di credito e servitù extra-comunitaria.
In calce a questo monologo politico, concludiamo che non siamo più disposti a perdere il nostro tempo in tavole rotonde inutili, in cui si stabiliscono strategie e poi nulla si fa: è stata una semplice gita e una piacevole serata, tutto qui. Quando abbiamo cominciato a costruire la Tela abbiamo creduto nel suo significato, ma nella nostra strada abbiamo sempre incontrato democratici travestiti, falsi nazionalisti, estremisti capitalisti, e vari gruppi ideologicamente falliti. La Etleboro in questo cammino cerca di usare l’intelligenza e la scienza, e non far prevalere gruppi di poteri per asservire gli interessi di pochi, che non vogliono rinunciare ad un benessere che non si possono più permettere, e che in fondo non gli è mai appartenuto. Noi condanniamo chi usa il nostro nome e la nostra Tela per tornaconti personali, per conquistare un potere che non esiste. Abbiamo dimostrato che le piramidi non possono avere un sistema di controllo, infatti la storia è stata fatta con le guerre, il malessere delle nostre società e dei nostri popoli. Crediamo però nella Tela, per creare i punti per nuove e piccole economie sostenibili, competitive ed efficienti, che per forza di cose devono sostituire le caste di piccoli poteri.