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14 gennaio 2009

Come una notizia può cambiare l'immagine di un popolo...


Il Premier della Republika Srpska Milorad Dodik ha declinato l’invito dell’ambasciatore americano a Sarajevo Charles L. English alla riunione a cui avrebbero partecipato gli esponenti di tutti i partiti della Bosnia. L’incontro di Sarajevo presso l’ambasciatore americano, organizzato per lo scambio regolare di informazioni circa la situazione politica in Bosnia-Erzegovina, passa in secondo piano ricorrendo le festività ortodosse. La stessa notizia ripresa dalle Agenzie occidentali è stata totalmente stravolta sollevando una polemica inutile che cambia totalmente l'immagine del popolo serbo della Bosnia. (Foto: cittadini di Sarajevo scagliano scarpe contro le foto dei politici e rappresentanti internazionali, dicembre 2007)

Il Premier della Republika Srpska Milorad Dodik ha declinato l’invito dell’ambasciatore americano a Sarajevo Charles L. English alla riunione di oggi, 14 gennaio, a cui avrebbero partecipato gli esponenti di tutti i partiti del Bosnia. Dodik giustifica la sua assenza affermando di aver assunto degli impegni precedenti. "L'incontro non è particolarmente importante, ha un mero carattere cerimoniale, non vedo una particolare necessità di parteciparvi", ha affermato per i giornalisti a Banjaluka. Secondo Dodik, l’incontro di Sarajevo presso l’ambasciatore americano, organizzato per discutere con gli esponenti politici la situazione del Paese e gli obiettivi per il nuovo anno, avendo carattere cerimoniale può essere rinviato. Molte agenzie occidentali hanno ripreso la notizia e scritto che il Primo Ministro Dodik ha "snobbato" l’incontro organizzato dall’ambasciatore americano, ridicolizzando la giustificazione presa da Dodik.

Se da una parte dalle sue parole può trasparire l’intento di boicottare l’incontro dell’ambasciatore, in realtà vi è una motivazione reale a tale rifiuto. Nella giornata del 14 gennaio si festeggia infatti il Capodanno ortodosso, la festa del Santo Vasilie, ed è davvero strano che la Nato e gli stessi Stati Uniti non abbiano considerato e rispettato questa giornata come importante festa religiosa, nella quale si tengono una serie di liturgie e cerimonie istituzionali che richiedono la presenza del Premier altrove. Tra l'altro, come precisato anche dal Presidente del PDP Mladen Ivanic, durante questo incontro non si discuterà di nessun tema particolare che riguardi la Republika Srpska, fatta eccezione per lo scambio regolare di informazioni circa la situazione politica in Bosnia-Erzegovina, in Croazia e Serbia, mentre dominano temi generali come l'integrazione euro-atlantica e le eventuali modifiche da apportare alla Costituzione della Bosnia-Erzegovina. Inoltre, l'ambasciatore americano terrà in Bosnia-Erzegovina, nei giorni successivi, una serie di incontri con i politici locali per conoscere diversi punti di vista sulla situazione in Bosnia-Erzegovina, come affermato dall'ambasciata US a Sarajevo.
Infine, possiamo aggiungere la considerazione che gli americani non sono stati mai ricordati dai serbi come potenza salvatrice, come invece accade per i kosovari che hanno dedicato strade e viali della città di Pristina ai Presidenti americani artefici della loro "indipendenza".

Ad ogni modo, la notizia è stata veramente stravolta sollevando una polemica inutile che cambia totalmente l'immagine del popolo serbo della Bosnia. Così mentre si tenta di portare la cosiddetta integrazione europea in questi Paesi, si mettono in atto degli strumenti di manipolazione di massa molto sottili, metodi di basso profilo, frutto di menti raffinatissime che credono, usando armi invisibili, di buttare all’ aria tutto ciò che si è fatto fino ad ora. Dopo gli accordi, le dichiarazioni e i compromessi fatti in tutti questi anni, nel tentativo di costruire un riavvicinamento tra i popoli, e le stesse forze politiche firmano un accordo "tripartitico" sopraggiunge sempre l’imprevisto a perturbare gli eventi. Mentre il Primo Ministro Dodik comincia a mettersi d’accordo con una parte della Federazione bosniaca, lo stesso Governo viene bersagliato da scandali e minacce da parte di fantomatiche ONG che lottano per la corruzione. L’assenza del Premier alla riunione non può essere certo considerata come un affronto ai rappresentanti internazionali, e come un mancato riconoscimento della sovranità della Bosnia o un tentativo di ammutinamento. Si tratta semplicemente di un giorno particolare che, come le festività cattoliche o protestanti o islamiche, va rispettato in egual misura.