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28 aprile 2009

Free energy: da una società di capi ad una società di leaders


Quale sarebbe l'impatto della rivoluzione energetica della Free Energy? Come cambierà la nostra società? L'economia che conosciamo esisterà ancora? A queste, e ad altre domande, cerca di rispondere questa analisi "economica" pragmatica dell'introduzione di sistemi energetici free energy.

Molti si chiedono quali siano le conseguenze dell’utilizzo delle tecnologie Free Energy, perdendosi tra ipotesi e scetticismo, per non parlare di chi vede in esse solo una fantasia scaturita dalla penna di un autore di science-fiction. Che sia vero o meno, in questo momento, poco importa, perché ci limiteremo esclusivamente ad analizzare le conseguenze che porterebbe tale scelta sulla società tutta, senza soffermarci sulle straordinarie proprietà del vuoto o dell’assenza di tempo e distanze che costituisce la sua teoria scientifica, nella ricerca di un punto di riflessione.

Affrontando il discorso in termini puramente economici, in precedenti articoli, abbiamo affermato che il prezzo dei beni materiali è prevalentemente in funzione dell'energia, al di là del mercato e delle speculazioni, della distribuzione e dei consumi energetici lungo la catena produttiva, in quanto il trasporto incide mediamente per il 70% (carburante), e per la parte restante è dovuto ai costi di trasformazione (energia elettrica), limitando la materia prima ad un costo marginale. Gli stessi mezzi di trasporto e le macchine per il processo di trasformazione sono costituite da componenti che hanno subito processi di trasporto e trasformazione a loro volta. Viene dunque evidenziato un fenomeno che è ora “tangibile”, a causa di questa cosiddetta “crisi economica”, e cioè l’abbassamento dei prezzi dei beni prodotti (deflazione), come conseguenza dell’abbassamento dei costi energetici, e che nel sistema economico vigente si limita (forse al momento) ad un semplice calo dell’indice dell'inflazione, a causa della continua stampa di carta moneta e di generazione di moneta virtuale immessa nei circuiti finanziari.

In un contesto tecnologico come quello della Free Energy, l’effetto deflattivo sarebbe più rapido, con logiche interdipendenti consequenziali:
· ammortizzate le spese dei primi generatori, per venire in contro al mercato stabilizzando i prezzi, i produttori sarebbero portati sempre più a massimizzare il livello tecnologico;
· le stesse tecnologie produttive diverrebbero sempre più efficienti, dinamiche ed economiche;
· le singole famiglie vedrebbero gravarsi sempre meno dei costi dovuti all’energia per uso domestico;
· continuo calo dei prezzi dei generatori Free Energy, che porterebbe a cicli continui delle fasi elencate in precedenza, per giungere ad un costo nullo dell’energia;
· per venire in contro alle spese, i cosiddetti membri produttivi della società, avrebbero bisogno di lavorare sempre meno;
· l’incremento del benessere darebbe luogo ad un incremento delle nascite;
· il calo dei prezzi darebbe accesso a tecnologie avanzate a paesi del terzo mondo;
· l’aumento dei “consumatori”, determinati dai due fattori elencati in precedenza, porterebbe all’incremento dei centri produttivi (fabbriche);
· il bisogno di lavorare sempre meno unito all’incremento dei consumatori, porterebbe all’automazione sempre più spinta dei sistemi produttivi;
· continuo calo dei prezzi dei sistemi di automazione tale da renderlo più economico della manodopera;
· così come i sistemi di automazione, anche i sistemi auto riparanti e auto replicanti diventano tecnologicamente avanzati, efficienti ed economici;
· convergenza definitiva di tutti i fattori primari: costi energetici nulli, bisogno di manodopera nullo, costi dei beni materiali nulli, automazione industriale e delle coltivazioni totale, scomparsa di qualsiasi sistema monetario.

E’ chiaro che vi sono dei mutamenti secondari, ma non per questo meno importanti, tra questi senz’altro il completo abbandono di tecnologie inquinanti, o più precisamente talmente poco inquinanti da essere più che sostenibili. Ciò è dovuto principalmente al fatto che la Free Energy è di fatto non inquinante, ed in secondo luogo perché l’annullamento dei costi come possono essere quelli dei sistemi di filtraggio, rende nulle le decisioni centralizzate sull’economia che vengono sostituite da quelle centralizzate sui reali bisogni umani. E’ inoltre d’obbligo fare alcuni chiarimenti. Infatti alcuni potrebbero obbiettare circa la completa formazione di una società senza denaro, vedendolo come non completamente attuabile dato il costo della materia prima, tuttavia: in primo luogo la materia stessa è costituita di energia (la cui generazione tramite la Free energy diventa quindi solo un limite tecnologico), e in secondo luogo, anche se continuassimo ad usare il denaro, ci troveremo a dover comprare un transatlantico per 10 euro con uno stipendio di 100.
Di fatto, la scomparsa del denaro vedrebbe seguire quella delle banche, delle assicurazioni, delle religioni, del traffico della droga, del traffico delle armi e del traffico di esseri umani. Non ci sarebbe dunque la sostituzione di un potere con un altro, ma il completo annullamento di qualsiasi forma di esso, poiché esso scaturisce dalla logica del profitto. E’ logico pensare che chiunque ha potere, non vuole perderlo e contribuirà ad impedire l’emergere dei fattori che portano al cambiamento del sistema.

Nessun denaro, nessun debito. Non si tratta di creare un mondo senza il bisogno di attività umane, completamente automatizzato, ma di creare la logica della scelta; basta ridurre le spese militari dell’1% per sfamare la popolazione mondiale, o coprire il 10% del Sahara con gli obsoleti pannelli solari oggi utilizzati (con gli stessi rendimenti degli anni ’30), per dare energia al mondo. E’ più che evidente che lo stato delle cose è semplicemente voluto, perché crea poveri e ricchi, forti e deboli, re e schiavi, e nel mezzo ogni gerarchia. Nel mondo vigente per molti di noi, non c’è scelta che fare qualsiasi lavoro pur di sopravvivere e da astronauti e ballerine ci ritroviamo commessi e cassieri. In un sistema senza debiti e quindi senza alcun ricatto, ognuno di noi può scegliere perché non si vedrà venir meno il sostentamento o un tetto sulla testa, perché non avranno alcun valore economico. Il lavoro diverrebbe come ogni cosa un modo per migliorare se stessi e l’umanità, e la società diverrebbe formata non più da capi e sottoposti ma da leaders; ognuno di noi, compatibilmente con le proprie capacità e i propri bisogni, lavorerebbe per il gruppo scelti dal gruppo. Potenzialmente siamo tutti leaders e quindi non lo è nessuno. E’ questo che l’umanità si accinge a divenire grazie alla Free Energy, e cioè una società che dall’autorità passi all’autorevolezza. Ma se ognuno di noi sa a quali cambiamenti porta essa, allora accettare tale tecnologia è già di fatto un cambiamento, e ancora prima che essa diventi una realtà, vedremmo ridurre le spese militari del 100%, per modificare la produzione di armi con sistemi aerospaziali e sfamare il mondo usandone una minima parte e useremmo pannelli solari del 21° secolo. Come sempre la vera rivoluzione non è tecnologica ma è dentro di noi.

Ing Domenico Chirico