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28 maggio 2009

Rinascita Balcanica sbarca sulla carta stampata di Albania


Alketa Alibali, giornalista di Rinascita Balcanica, e membro del gruppo della Etleboro rilascia un'intervista per il quotidiano albanese Gazeta Libertas. Questo primo reportage apre in realtà la strada ad un'importante cooperazione tra il progetto della Rinascita Balcanica e il quotidiano albanese Gazeta Libertas, con la pubblicazione di una pagina all'interno del giornale completamente in lingua italiana, dal nome, appunto, di Rinascita Balcanica. Una pagina davvero importante, primo tassello della diffusione della Rinascita Balcanica in ogni Paese della regione, come punto di riferimento per un'analisi critica e ragionata della situazione dei Balcani. Ringraziamo, dunque, Gazeta Libertas per aver aperto le porte a questa straordinaria collaborazione.

Signora Alibali, ci può spiegare che in cosa costituisce la "Rinascita Balcanica"?
"Rinascita Balcanica" è parte di un progetto ambizioso, che è stato sottovalutato da molti all'inizio, ma poi le cose sono cambiate e oggi possiamo dire che siamo arrivati ad avere tra le mani circa il 70% dell`informazione balcanica. "Rinascita Balcanica" è un grande lavoro, senza limiti e orari, un lavoro estremamente grande, specialmente quello di avere una rete su tutti i Balcani.

Com'è organizzata la vostra rete mediatica e come arrivate a coprire ed affrontare le problematiche della regione dei Balcani?
"Rinascita Balcanica" è una struttura complessa, dietro la quale vi è la fondazione Etleboro, mentre il creatore di questa macchina pensante è Michele Altamura, il quale ha finanziato il progetto con qualsiasi cosa avesse. Parliamo di 20 anni di dedizione, di ricerca informatica, con le quali il sistema di Etleboro ha rivoluzionato il metodo di fare informazione, e grazie a questo metodo possiamo essere presenti ovunque .

Che posto occupa l`Albania nei vostri articoli e quali sono le tematiche più sensibili che affrontate attorno ad essa?
L`Albania è un paese partner e, come gli altri Paesi, anch'essa ha la stessa voce nel parlare di sé. Gli articoli di "Rinascita Balcanica" sono particolarmente incentrati alle leggi e alle privatizzazioni, dunque specialmente al sistema economico, ma anche quello politico, naturalmente senza polarizzazioni. Il mio interesse, e quello del gruppo, non sono le notizie d`impatto, ma di analisi. Il nostro lavoro è quello di prevedere, rivolgendoci ad un pubblico di 500 milioni di persone nel mondo, ossia coloro che amano e simpatizzano per l`Italia, detti appunto da italofoni.

Non è accaduto poche volte che "Rinascita Balcanica" pubblicasse materiale che ha provocato forti reazioni, in quanto colpiscono fenomeni e diversi clan nei Balcani. Cosa vi aspettate da tali reazioni, e qual è la natura delle vostre indagini?
E` vero. "Rinascita Balcanica", come ho già spiegato, è molto complessa. I materiali pubblicati hanno fatto molto discutere, ricevendo anche molte minacce, come accaduto recentemente, quando è stata inviata al fondatore di Etleboro delle foto con delle tombe solo per intimorirlo. Ma questo media è organizzato sotto forma di rete, o più esattamente di Tela, dove ogni giornalista è indipendente e può scegliere. È lo stesso tipo di struttura che dà la possibilità di formulare delle informazioni e subito metterle in circolo. Si tratta di qualcosa di molto complicato, ma quando pubblichi dei documenti da miliardi di dollari, le cose cambiano e "Rinascita Balcanica", proprio per essere una rinascita, ha innalzato una bandiera invisibile.

Lei è nata in Albania, ha studiato in Italia e lavora a Banjaluka. Ci può spiegare il contesto mediatico, ma anche le problematiche che distinguono l`uno dall`altro questi tre paesi?
Già da piccola ho avuto la fortuna di vedere dei cambiamenti colossali, catapultandomi dall`Albania in Germania. L`Italia arriva un po' più tardi, ma mi trovava intanto preparata nei confronti dei cambiamenti, per accettare un altro popolo senza partire da nessun pregiudizio, bensì dal desiderio di conoscere un'altra cultura per la ricchezza e i difetti che essa ha. Questa senza buttare via l`eredità di un Paese ex comunista come l`Albania, così attraente e misterioso per i miei amici stranieri. Per questa ragione, l`Italia va vista con l`occhio di un Paese come tanti altri, e non come un rifugio. Gli italiani sono cambiati molto con il passar del tempo, così come gli altri e non sono più quelli di una volta. Albanesi e italiani sono uguali, con gli stessi prodotti, tutti con una tv e un computer uguale, tutti sotto il potere di qualcuno che consiglia e suggerisce ma che pretende l`obbedienza. L`Italia oggi si trova sull'orlo del baratro, l`Albania sogna la mini-superpotenza nucleare, mentre la Bosnia è una grande follia, dove nessuno sa più cosa accadrà. Tutti e tre questi Paesi hanno una cosa in comune, cercano gli amici troppo lontano, ma non capiscono che li hanno cosi vicini. Ed ecco perchè serve, in cui io mi trovo, una Nuova Rinascita Balcanica.
Gazeta Libertas